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Meta ha insabbiato la ricerca sulla salute mentale di Facebook: documenti in tribunale

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Documenti giudiziari recentemente declassificati rivelano che Meta, la casa madre di Facebook, ha occultato i risultati di uno studio interno sugli effetti dannosi per la salute mentale derivanti dall’uso della piattaforma social.

 

Le comunicazioni interne dell’azienda sono state rese pubbliche venerdì nell’ambito di una causa di lunga data e di alto profilo promossa da vari distretti scolastici USA contro diverse società di social media. L’accusa principale è che le loro piattaforme abbiano provocato dipendenza e danni psicologici tra minori e adolescenti.

 

In un’indagine del 2020, nota come «Project Mercury», Meta ha invitato un campione di utenti a sospendere l’uso di Facebook per una settimana, confrontandoli con un gruppo di controllo che ha proseguito normalmente. I risultati, a sorpresa dell’azienda, hanno indicato che i partecipanti disattivati hanno segnalato «minori livelli di depressione, ansia, solitudine e confronto sociale».

 

Invece di approfondire o divulgare i dati, Meta ha interrotto lo studio, attribuendo i feedback dei partecipanti all’«influenza della narrazione mediatica negativa» sull’azienda.

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Nonostante le evidenze interne sul legame causale tra Facebook e i danni psicologici, «Meta ha mentito al Congresso su ciò che sapeva», accusano i documenti.

 

Negli ultimi mesi, il gigante dei social è al centro di un’attenzione crescente negli USA. A ottobre, Meta ha introdotto nuove protezioni per gli «account adolescenti», permettendo ai genitori di bloccare le interazioni con i chatbot AI dell’azienda, dopo rivelazioni su conversazioni romantiche o sensuali con minori.

 

L’azienda affronta inoltre le pressioni della Federal Trade Commission, che la accusa di monopolio sui social network.

 

La scorsa settimana, tuttavia, un tribunale distrettuale di Washington ha dato ragione a Meta nella vertenza antitrust, stabilendo che la FTC non ha provato l’esistenza attuale di un monopolio, «indipendentemente dal fatto che Meta abbia goduto o meno di un potere monopolistico in passato».

 

Come riportato da Renovatio 21, in passato era stata segnalato che un numero crescente di prove scientifiche suggerisce che potrebbe esserci un legame tra l’uso dei social media e la depressione. Uno studio del 2022 parlava invece di «stato dissociativo» indotto dai social.

 

Nonostante negli USA vi siano state udienze in Senato sui pericoli dei social – dalla presenza di predatori pedofili alle questioni legate all’anoressia al traffico di esseri umani – in Italia nessun politico sembra voler intraprendere una discussione sulla questione: temono probabilmente che l’algoritmo, che certo contribuisce alla somma dei voti che li fa eleggere e rieleggere, potrebbe punirli.

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Tiktoker accoltella tre persone durante una diretta streaming ad Amsterdam

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Uno streamer di TikTok avrebbe accoltellato tre uomini dopo un alterco che aveva trasmesso in diretta nei pressi della stazione ferroviaria centrale di Amsterdam. Lo riporta la stampa neerlandese.   L’episodio si è verificato intorno alle 19:30 di sabato in De Ruijterkade, una strada sul lungomare situata alle spalle della stazione centrale di Amsterdam. La polizia ritiene che una discussione o una lite abbiano preceduto l’accoltellamento.   Tre uomini hanno riportato ferite da arma da taglio non letali. Due di loro e il sospettato ferito sono stati trasferiti in ospedale, mentre la terza vittima è stata medicata sul posto.    

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Quattro ambulanze, un’équipe medica mobile e un’unità specializzata dei vigili del fuoco sono state inviate sul luogo in seguito alle segnalazioni di violenza, secondo quanto riferito dall’emittente olandese 112 Nieuws Nederland. La strada è stata temporaneamente interdetta al traffico mentre i servizi di emergenza esaminavano la scena.   Un video che circola in rete mostra un uomo intento a trasmettere in diretta streaming mentre scoppia una discussione. Lo si sente dire in olandese: «Fratello, ascolta. Sto facendo le mie cose», prima di ripetere più volte ai membri del gruppo di non toccarlo.   «È colpa dell’alcol», aggiunge mentre la tensione cresce. La registrazione mostra spintoni e pugni, con almeno una persona che cade a terra. Lo streamer poi posiziona il telefono nelle vicinanze con la fotocamera rivolta verso il gruppo e si avvicina agli uomini. La trasmissione si interrompe poco dopo.   Altri filmati successivi all’incidente mostrano diverse persone ferite distese sul marciapiede mentre i passanti cercano di prestare soccorso. In seguito si vedono arrivare agenti di polizia, ambulanze e altro personale di emergenza.   Il sito olandese VKMAG ha identificato lo streamer  e ha riferito che il gruppo coinvolto era composto da circa sei o sette uomini. L’uomo sarebbbe nato a Sint Maarten negli anni Ottanta e si è trasferito a Curaçao all’età di sette anni. A 22 anni si sarebbe trasferito nei Paesi Bassi, dove  sarebbediventato personal trainer e powerlifter agonista.   I dati ufficiali demografici e sulla criminalità nei Paesi Bassi evidenziano da tempo una sovrarappresentazione di persone di origine caraibica olandese nei registri della polizia relativi a sospetti e condanne.   La polizia, nel frattempo, non ha ancora reso nota ufficialmente l’identità del detenuto né ha comunicato chi abbia inflitto le coltellate. Non è ancora chiaro, inoltre, se le persone coinvolte si conoscessero o cosa abbia innescato la lite iniziale.   Gli inquirenti hanno rivolto un appello a testimoni e a chiunque disponga di filmati o informazioni rilevanti affinché si faccia avanti.   La violenza programmata in streaming sta divenendo un tema caratteristico dell’ultima generazione.

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Come riportato da Renovatio 21, il fenomeno degli atti di violenza mostrati in diretta sui social risalgono di anni e precedono, nonostante quella che può essere la percezione pubblica, l’attacco alla Moschea di Christchurch in Nuova Zelanda del 15 marzo 2019 (51 morti, 40 feriti), trasmesso su Facebook Live per 17 minuti.   L’8 giugno 2008, un uomo trasmette in diretta streaming il massacro di Akihabara (7 morti, 11 feriti) su Ustream, attirando un pubblico di 2.000 spettatori. Un altro utente ha utilizzato Ustream per trasmettere in diretta streaming le conseguenze del massacro, inclusa la risposta della polizia e del pubblico.   14 giugno 2016 : Antonio Perkins, 27 anni, viene ucciso a colpi d’arma da fuoco durante uno streaming su Facebook Live nel quartiere North Lawndale di Chicago.   Il 1° agosto 2016, Korryn Gaines di Randallstown, Maryland trasmette in diretta su Facebook e Instagram le sue azioni mentre opponeva resistenza all’arresto e iniziava uno scontro a fuoco con la polizia, che si conclude con Gaines uccisa a colpi di arma da fuoco e con il figlio di 5 anni che riporta ferite al viso e al braccio dopo essere stato colpito da proiettili vaganti.   1 gennaio 2017: una donna di Reynoldsburg, Ohio, trasmette in diretta streaming su Facebook Live se stessa mentre legava il suo bambino a un muro. In seguito carica un video in cui prendeva in giro gli spettatori che avevano chiamato i servizi di protezione dell’infanzia per denunciarla.   3 gennaio 2017: un episodio di tortura a Chicago , in cui un ragazzo bianco di 18 anni con disabilità mentale viene filmato mentre veniva abusato fisicamente e verbalmente da quattro individui neri (due uomini e due donne); l’episodio biene trasmesso in diretta streaming da una delle donne su Facebook. 21 gennaio 2017: A Uppsala , in Svezia, due immigrati afghani e un cittadino svedese trasmettono in diretta su Facebook lo stupro di gruppo di una donna.   10 aprile 2017: un uomo di Los Angeles spara alle auto di passaggio e agli agenti di polizia durante uno streaming live su Facebook Live.   24 aprile 2017: un uomo di Phuket trasmette in diretta streaming su Facebook l’uccisione della figlia neonata. Poco dopo si suicida.   22 febbraio 2018: un uomo di Middletown, Connecticut, tramsette in diretta streaming su Facebook Live la propria immagine mentre guidava attraverso le porte di un ospedale, prima di darsi fuoco. L’uomo è stato curato per ustioni e arrestato.   4 aprile 2018: un adolescente di Detroit spara accidentalmente al suo amico mentre giocava con una pistola su Instagram Live.   26 agosto 2018: David Katz spara a 12 persone durante un torneo di videogiochi a Jackson, in Florida, uccidendone due. La sparatoria è stata trasmessa in diretta streaming dal canale Twitch dell’evento.

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22 marzo 2019: Vlad Cristian Eremia, 26 anni, accoltella in diretta streaming un prete cattolico di 77 anni, padre Claude Grou, nell’Oratorio di San Giuseppe a Montreal, nella provincia canadese del Quebecco.   9 ottobre 2019: ​​Stephan Balliet trasmette in diretta Twitch una sparatoria nei pressi di una sinagoga e di un ristorante di kebab a Halle, Sassonia-Anhalt, Germania, provocando due morti e due feriti.   29 dicembre: 2019: Keith Thomas Kinnunen apre il fuoco alla West Freeway Church of Christ a White Settlement, Texas, USA, uccidendo due persone prima di essere colpito e ucciso da un membro armato della congregazione. La sparatoria è stata trasmessa in diretta su YouTube perché la chiesa trasmetteva in diretta le sue cerimonie.   8 febbraio 2020: il sergente dell’esercito thailandese Jakrapanth Thomma uccide 30 persone e ne ferisce 57 in una sparatoria di massa in Thailandia. Una parte della sparatoria al centro commerciale Terminal 21 Korat è stata trasmessa in diretta streaming dall’autore su Facebook Live.   20 maggio: Armando «Junior» Hernandez, un ventenne, trasmette in diretta su Snapchat il suo attacco al Westgate Entertainment District di Glendale, in Arizona , negli Stati Uniti, dove sono rimaste ferite tre persone.   8 novembre 2020: un uomo di Las Vegas ha ucciso la sua ragazza a casa sua durante una diretta su Facebook. Poco prima della diretta, l’uomo ha ucciso anche il nonno della donna.   22 marzo 2021: Ahmad Al Aliwi Al-Issa, 21 anni, spara e uccide 10 persone in una sparatoria di massa a Boulder, Colorad. Una parte della sparatoria in un supermercato King Soopers è stata trasmessa in diretta su YouTube da un passante.   10 aprile 2021: uno studente di Singapore che si trovava a Londra è stato aggredito con un coltello durante una rapina trasmessa in streaming da un passante su YouTube.   19 agosto 2021: il quindicenne Hugo Jackson ha trasmesso in diretta streaming su Twitch se stesso mentre accoltellava un membro della facoltà della sua scuola secondaria a Eslöv, in Svezia. L’aggressore ha utilizzato una telecamera montata sulla testa su un casco per trasmettere in diretta l’attacco e indossava un giubbotto antiproiettile simile a quello del perpetratore del massacro di Christchurch Brenton Tarrant, che aveva citato nel suo manifesto.   20 agosto 2021: il diciannovenne Aidan Ingalls spara a un uomo e ferisce gravemente la moglie sul South Haven Pier prima di puntare la pistola contro se stesso. L’intera sparatoria è durata circa un minuto ed è stata ripresa dalla telecamera da spiaggia di WWMT, trasmessa in live streaming su YouTube.   15 gennaio 2022: Malik Faisal Akram prende in ostaggio diverse persone alla Congregazione Beth Israel, una sinagoga ebraica a Colleyville, Texas, Stati Uniti. Una parte del crimine viene trasmessa in diretta streaming sull’account Facebook della sinagoga.   18 aprile 2022: un uomo di Baton Rouge, Louisiana, accoltella a morte una donna mentre era in diretta su Facebook.   14 maggio 2022: Payton S. Gendron uccide 10 persone lasciandone ferite altre 3 durante la trasmissione in diretta della sparatoria su Twitch, all’interno e nel parcheggio del Tops Friendly Markets di Buffalo, New York , Stati Uniti. 11 delle 13 persone colpite erano di colore.   15 giugno 2022: un vice di riserva della parrocchia di West Baton Rouge, Louisiana, si filma su Facebook mentre spara a un veicolo in fuga mentre lui e un vice a tempo pieno indagavano su un furto di veicolo.   28 giugno 2022: un uomo di Ypsilanti, nel Michigan, viene ucciso a colpi di arma da fuoco su Facebook Live a causa di una presunta discussione.   7 settembre 2022: Durante una sparatoria a Memphis, nel Tennessee, Ezekiel Kelly, un ragazzo di 19 anni, ha trasmesso in diretta su Facebook Live la scena in cui entrava in un negozio AutoZone e feriva gravemente un dipendente.   22 dicembre 2022: un uomo di Handsworth, West Midlands, accoltella tre persone, uccidendone una, in una «furia alimentata da alcol e droga» su Facebook Live.   10 aprile 2023: Connor James Sturgeon, 25 anni,trasmette in diretta su Instagram la scena in cui ha aperto il fuoco contro una banca in cui aveva lavorato in precedenza a Louisville, Kentucky, uccidendo 5 persone e ferendone 8 prima di essere colpito a morte dalla polizia.   25 aprile 2023: due donne nella contea di Holmes, Mississippi sono state uccise a colpi d’arma da fuoco su Facebook Live dopo una rissa.   27 aprile 2023: un uomo di Minneapolis si barrica per diverse ore in uno scontro a fuoco con l’FBI prima di essere ucciso a colpi di arma da fuoco, il tutto trasmesso in diretta su Facebook Live.   23 maggio 2023: due uomini vengono aggrediti con un coltello durante una trasmissione in diretta su Douyin a Xiamen, in Cina.
16 giugno 2023: un uomo di Doda, nello Stato indiano di Kashmir, ha ucciso un parente con un’ascia durante una trasmissione in diretta su Facebook.   23 luglio 2023: dopo aver ucciso la sua ex fidanzata e sua sorella, un uomo di Tallahassee, Florida trasmette in diretta il suo suicidio su Facebook Live.

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11 agosto 2023: un uomo di Gradačac, in Bosnia-Erzegovina, spara e uccide la sua ex moglie e altre 2 persone in diretta su Instagram. L’uomo ferisce un agente di polizia e altre 2 persone prima di suicidarsi.   Il 7 ottobre 2023: d​urante l’ attacco condotto da Hamas contro Israele, i combattenti di Hamas trasmettono in diretta l’attacco tramite Facebook Live, a volte da telefoni rubati agli israeliani.   22 ottobre 2023: u​n uomo di San Antonio, in Texas, spara a un cane durante una trasmissione in diretta.   29 ottobre 2023: ​​una sparatoria è trasmessa su Instagram Live durante i festeggiamenti di Halloween a Ybor City , un quartiere di Tampa in Florida(2 morti).   5 novembre 2023: un conduttore radiofonico di Calamba, nelle Filippine, viene ucciso a colpi di arma da fuoco durante una trasmissione in diretta su Facebook.   12 dicembre 2023: un autista Uber in Messico viene colpito durante una colluttazione mentre era alla guida e stava trasmettendo in streaming su TikTok.   15 dicembre 2023: Serhiy Batryn, 54 anni ,fa esplodere granate durante un incontro al municipio di Keretsky, uccidendo 1 persona e ferendone 26. L’incontro era trasmesso in streaming al momento dell’attacco.   8 gennaio 2024: una donna di San Rafael, California, accoltella a morte la madre su Facebook Live.   8 febbraio 2024: il politico indiano Mauris Noronha spara e uccide il suo rivale Abhishek Ghosalkaron su Facebook Live prima di suicidarsi.   13 aprile 2024: un uomo trasmette in diretta streaming il video di quando ha sparato diversi colpi di fucile mentre si trova sul tetto di un condominio di Marina del Rey, in California.   9 maggio 2024: uno YouTuber coreano accoltella a morte un altro YouTuber durante una diretta streaming.   23 maggio 2024: un uomo di Fort Wayne, Indiana, spara diversi colpi a una persona a caso all’interno di un supermercato Kroger durante una diretta su Facebook.   Agosto 2024: un aggressore vestito con un casco nero e armato di coltello e ascia ha accoltellato almeno cinque persone nella piantagione di tè di un parco pubblico a Eskisehir, in Turchia. Il 18enne aveva trasmesso in streamingo la sua opera di violenza.   In alcuni di questi casi si sospetta un’attività di radicalizzazione online da parte di gruppi pedosatanisti, contro cui da qualche mese si stanno muovendo anche i governi. Oltre a ricattare giovani, anche molto piccoli, dopo averli ingannati su base sessuale (sextorsion) chiedendo di compiere violenze (sugli animali di casa, sui famigliari, sugli sconosciuti) tali gruppi pongono uccisioni randomatiche come prova di valore per i propri adepti, oppure spingono i membri alla violenza massiva.   Questi gruppi, infatti, idolatrano gli assassini di massa di scuole, chiese etc., dagli stragisti di Columbine (1999) in giù. Ciò è particolarmente visibile nelle iscrizioni sull’equipaggiamento (fucili, pallottole, corpetti, caschi) che richiamano i nomi o gli slogan di passati massacratori.   Arresti per legami con questi gruppi sono stati effettuati anche in Alto Adige mesi fa, e pure a Bergamo, dove il giovanissimo che ha accoltellato pare avesse scritto parole («No Lives Matter») che richiamano alla sottocultura di questo network allucinante che si muove tra le piattaforme Discord, Telegram, e il Dark Web. È noto, tuttavia, che un terreno di caccia sono i giochi per bambini online Roblox e Minecraft.  

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Dipendenza da Facebook e Instagram, Meta accetta di pagare 18 miliardi di dollari per chiudere la causa

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Meta ha raggiunto un accordo in una storica causa intentata da diversi stati americani che l’accusavano di aver progettato deliberatamente Facebook e Instagram per creare dipendenza in bambini e adolescenti.

 

Il colosso dei social media è stato accusato di aver incoraggiato l’uso compulsivo tra i giovani, di aver fornito informazioni fuorvianti ai consumatori sulla sicurezza delle sue piattaforme e di aver raccolto impropriamente dati personali di minori di 13 anni.

 

Meta aveva precedentemente stimato che le accuse avrebbero potuto esporla a sanzioni fino a 1.400 miliardi di dollari, mentre gli stati chiedevano anche modifiche radicali al funzionamento di Facebook e Instagram.

 

Mercoledì, il gigante dei social media ha annunciato di aver raggiunto un accordo di circa 18 miliardi di dollari con 52 procuratori generali di stati, territori e del Distretto di Columbia degli Stati Uniti, ponendo di fatto fine al caso senza un verdetto della giuria sulle accuse e senza che il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, dovesse testimoniare.

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Meta ha affermato che il denaro verrà erogato nei prossimi dieci anni e destinato a finanziare iniziative per la sicurezza online dei giovani, tra le altre priorità statali. L’accordo, che necessita ancora dell’approvazione giudiziaria, imporrà inoltre modifiche significative a Facebook e Instagram per gli utenti di età inferiore ai 18 anni.

 

Gli adolescenti dovranno rispettare un limite di due ore al giorno per entrambe le app, a meno che un genitore non conceda loro più tempo, mentre l’accesso sarà bloccato da mezzanotte alle 6 del mattino e la maggior parte delle notifiche saranno disattivate durante l’orario scolastico.

 

Meta ha dichiarato che offrirà inoltre agli adolescenti la possibilità di un feed non algoritmico, consentirà di disabilitare la riproduzione automatica, nasconderà per impostazione predefinita il conteggio dei «mi piace» e rafforzerà i controlli sull’età e i controlli parentali. La maggior parte di queste misure rimarrà in vigore per dieci anni.

 

Il colosso tecnologico ha inoltre richiesto che anche i giganti tecnologici rivali TikTok e YouTube siano soggetti a determinate restrizioni. Meta ha dichiarato che verserà il 30% dell’accordo, ovvero 5,3 miliardi di dollari, solo se le due società adotteranno misure di sicurezza simili ed effettueranno pagamenti equivalenti.

 

L’accordo è stato raggiunto durante la seconda settimana di un processo federale a Oakland, in California, che vedeva coinvolte 29 stati che avevano presentato accuse basate su ricerche e comunicazioni interne della stessa Meta.

 

I documenti presentati in tribunale citavano dati aziendali che dimostravano come gli adolescenti fossero esposti in modo sproporzionato a materiale dannoso, inclusi contenuti riguardanti suicidio, autolesionismo, disturbi alimentari, bullismo e violenza.

 

Alcuni messaggi interni hanno rivelato che alcune cifre sono state deliberatamente rimosse da una presentazione destinata ai vertici aziendali, su consiglio degli avvocati di Meta, per evitare di lasciare tracce documentali che potessero ricondurre ai vertici di Meta. Francesco Fogu, direttore del design di prodotto di Instagram, ha ammesso di aver acconsentito a eliminare le statistiche dalla presentazione perché «alla fine, non mi importava».

 

Meta ha negato ogni addebito nel corso del processo, insistendo sul fatto di aver lavorato per proteggere bambini e adolescenti online. Ha inoltre respinto l’idea che Facebook e Instagram siano stati volutamente resi dipendenti, sostenendo che la «dipendenza dai social media» non è nemmeno una condizione psichiatrica riconosciuta.

 

Nonostante l’accordo raggiunto, Meta, insieme ad altre società di social media, continua ad affrontare migliaia di cause legali separate intentate da individui, famiglie e distretti scolastici per presunti danni arrecati ai giovani utenti.

 

Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta , è stata condannata nello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media.

 

Un altro processo di grande risonanza è quello di Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale.

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Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.

 

Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.

 

Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no,

 

Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social. Lo Stato del Nuovo Messico ha fatto causa a Meta allo Zuckerberg per aver facilitato il traffico sessuale minorile.

 

L’ultima tornata di documenti del tribunale aveva mostrato anche che Meta avrebbe insabbiato le ricerche sulla salute mentale degli utenti Facebook.

 

Sulla caduta del colosso social per mano dei tribunali starebbe per uscire un film hollywoodiano, The Social Reckoning.

 

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YouTube censura Emir Kusturica

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Il regista serbo Emir Kusturica ha accusato YouTube di aver intrapreso una «guerra» contro le persone che pensano in modo indipendente e «dicono la verità», dopo che la piattaforma di proprietà di Google ha eliminato il suo canale senza alcun preavviso.   Secondo diverse fonti giornalistiche, YouTube ha rimosso mercoledì il canale «My Life» di Kusturica, senza fornire spiegazioni pubbliche sulla decisione. Il progetto, realizzato in collaborazione con il servizio serbo della testata governativa russa Sputnik (proibita anche quella sul sito video di Google), conteneva oltre 200 video e contava circa 30.000 iscritti. Alcuni video erano dedicati al destino della Jugoslavia, allo scontro di civiltà e alla contrapposizione tra valori cristiani e occidentali.   Commentando il blocco, Kusturica ha dichiarato all’agenzia di stato TASS che dietro la decisione c’è «una società totalitaria», aggiungendo che «per loro è normale che abbiano chiuso il canale su YouTube. Sono in guerra con noi, con le persone che pensano, che dicono la verità e la portano alle masse».   Inoltre, ha affermato che «non vogliono in quel coro nessuno che non canti una canzone in cui gli algoritmi riflettano ciò che vogliono i vertici, le persone più ricche del mondo, più i servizi segreti».

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Nato a Sarajevo nel 1954, Kusturica è uno dei cineasti più premiati d’Europa. Ha vinto la Palma d’Oro a Cannes per Papà… è in viaggio d’affari (1985) e di nuovo per il capolavoro Underground nel 1995, mentre il film hollywoodiano (con Johnny Depp e Jerry Lewis) Il valzer del pesce freccia (1993) e Gatto nero, gatto bianco (1998) hanno consolidato la sua reputazione di regista di cinema balcanico surreale e politicamente impegnato.   Segnaliamo al pubblico di Renovatio 21 il film Tempo di gitani, che racconta lucidamente la filiera dei campi nomadi dai balcani all’Italia, con scene che descrivono il racket dei bambini elemosinanti, i furti nelle case degli italiani, gli stupri delle ragazzine da avviare.   Consigliamo altresì di evitare il documentario Maradona di Kusturica (2008), realizzato in piena boria non global, se non per vedere il campione argentino che canta riguarda se stesso e tratta Kusturica malissimo.   Kusturica ha appoggiato la posizione di Mosca sulla crisi ucraina, sostenendo che il conflitto era stato «preparato da tempo con l’assistenza del Pentagono» e che si trattava di «una guerra contro l’ortodossia», definendo al contempo il governo ucraino «filo-nazista».   Come riportato da Renovatio 21, il regista serbo due anni fa ha presentato un documentario sui crimini di Kiev contro la Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC).   Nel 2022 il Kusturica dichiarò di stare con i serbi del Kosovo, una posizione che non sorprende chi ricorda come si schierò con il presidente Slobodan Milosevic durante le manifestazioni di protesta di fine anni Novanta, ora riconosciute come il terreno di prova delle rivoluzione colorate sorosiane (in particolare, il segno del pugno, «otpor», poi veduto in molte altre rivolte fomentate dallo Stato profondo USA e dai suoi soci.   Va ricordato che altresì Kusturica è responsabile – assieme all’establishment culturale goscista che, allora, lo venerava – dell’iniezione nel nostro sistema della musica balcanica, che come giustamente detto in una canzone di denuncia di Elio e le Storie Tese, «ha rotto i coglioni».   Il suo partner musicale balcanizzante, Goran Bregovic, ha avuto anche lui i suoi problemi, venendo bandito dalla Moldavia per via delle sue posizioni filorusse.  

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