Geopolitica
«Li prenderemo la prossima volta» Israele non esclude un altro attacco al Qatar
Israele è determinato a uccidere i leader di Hamas ovunque risiedano e continuerà i suoi sforzi finché non saranno tutti morti, ha dichiarato martedì a Fox News l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter.
In precedenza, attacchi aerei israeliani hanno colpito un edificio residenziale a Doha, in Qatar, prendendo di mira alti esponenti dell’ala politica di Hamas. Il gruppo ha affermato che i suoi funzionari sono sopravvissuti, mentre l’attacco è stato criticato dalla Casa Bianca e condannato dal Qatar.
«Se non li abbiamo presi questa volta, li prenderemo la prossima volta», ha detto il Leiter.
L’ambasciatore ha descritto Hamas come «nemico della civiltà occidentale» e ha sostenuto che le azioni di Israele stavano rimodellando il Medio Oriente in modi che gli Stati «moderati» comprendevano e apprezzavano. «In questo momento, potremmo essere oggetto di qualche critica. Se ne faranno una ragione», ha detto riferendosi ai Paesi arabi.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che, sebbene smantellare Hamas sia un obiettivo legittimo, colpire un alleato degli Stati Uniti mina gli interessi sia americani che israeliani.
Leiter ha osservato che Israele «non ha mai avuto un amico migliore alla Casa Bianca» e che Washington e lo Stato Ebraico sono rimaste unite nel perseguire la distruzione del gruppo militante.
Il Qatar, che ospita funzionari di Hamas nell’ambito del suo ruolo di mediatore, ha dichiarato che tra le sei persone uccise nell’attacco israeliano c’era anche un agente di sicurezza del Qatar.
L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, ha denunciato l’attacco come un «crimine atroce» e un «atto di aggressione», mentre il ministero degli Esteri di Doha ha accusato Israele di «terrorismo di Stato».
Israele ha promesso di dare la caccia ai leader di Hamas, ritenuti responsabili del mortale attacco dell’ottobre 2023, lanciato da Gaza verso il sud di Israele. L’ambasciatore ha giurato che i responsabili «non sopravviveranno», ovunque si trovino.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Gli Stati del Golfo stanno valutando un patto di non aggressione con l’Iran
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Geopolitica
L’Iran afferma di non avere «alcuna fiducia» negli USA: «non esiste una soluzione militare»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato venerdì che Teheran «non si fida» degli Stati Uniti e che resta interessata ai negoziati solo se Washington dimostrerà serietà, dato che i colloqui volti a porre fine alla guerra rimangono in una fase di stallo.
Parlando alla stampa indiana durante il secondo giorno della riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS a Nuova Delhi, Araghchi ha affermato che le iniziative militari sono inefficaci nella risoluzione delle crisi regionali, come riportato da Turkey Today.
«Non esiste una soluzione militare e gli Stati Uniti devono comprendere questa realtà», ha affermato lo Araghchi, secondo una dichiarazione diffusa dal Ministero degli Esteri iraniano. «Non possono raggiungere i loro obiettivi con azioni militari, ma la situazione sarebbe diversa se perseguissero la via diplomatica», ha aggiunto.
Araghchi ha anche affermato che gli Stati Uniti e Israele hanno «messo alla prova» l’Iran almeno due volte durante il conflitto.
Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato che uno dei principali ostacoli durante i negoziati con Washington è stata la comunicazione contraddittoria da parte dei funzionari americani. Araghchi ha dichiarato che le dichiarazioni, le interviste e le comunicazioni contraddittorie dei funzionari statunitensi hanno creato una profonda sfiducia tra le due parti.
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L’Iran ha ripetutamente accusato Washington di perseguire pubblicamente la diplomazia mentre dietro le quinte esercita pressioni militari contro Teheran.
Le tensioni regionali si sono acuite dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran il 28 febbraio, scatenando rappresaglie da parte di Teheran contro Israele e gli alleati degli Stati Uniti nella regione del Golfo.
Nonostante sia attualmente in vigore un cessate il fuoco prolungato, i negoziati volti a raggiungere una soluzione definitiva sono in gran parte in una fase di stallo.
Commentando la situazione dello Stretto di Ormuzzo, l’Araghchi ha affermato che l’Iran continua a consentire il passaggio ai «paesi amici», imponendo al contempo restrizioni a quelle che ha definito «navi nemiche».
«Lo Stretto di Ormuzzo non è chiuso ai paesi amici. Le restrizioni riguardano le navi nemiche», ha affermato, sebbene non sia chiaro perché l’Iran sostenga che le navi cinesi siano state bloccate fino a ieri, visto che la Cina rimane il principale, se non l’unico, cliente dell’Iran per l’esportazione di petrolio.
«Nei giorni scorsi, numerose imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con l’assistenza delle nostre forze navali, e questo processo continuerà», ha aggiunto.
Il ministro Araghchi ha affermato che le navi appartenenti a stati amici e le altre navi commerciali devono coordinarsi con le forze armate iraniane durante il transito in questa via navigabile strategica.
«L’unica soluzione è la fine completa della guerra di aggressione, dopodiché garantiremo il passaggio sicuro di ogni nave», ha affermato, ribadendo la posizione di Teheran, secondo cui l’Iran ha agito nel rispetto del proprio diritto all’autodifesa in seguito allo scoppio del conflitto.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
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