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Donna accusata di aver registrato un cane per votare alle elezioni

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Una donna della California è stata accusata di aver registrato il suo cane per votare e di aver votato a nome del suo animale domestico in due elezioni, ha dichiarato venerdì l’ufficio del procuratore generale della contea di Orange.

 

I pubblici ministeri hanno affermato che Laura Lee Yourex ha «auto-denunciato» le sue azioni nel 2024 e ora deve affrontare cinque capi d’accusa per reati gravi. Se condannata per tutte le accuse, potrebbe scontare fino a sei anni di carcere.

 

Secondo la dichiarazione, Yourex ha presentato una scheda elettorale per corrispondenza a nome del suo cane, Maya Jean Yourex, alle elezioni per il rinnovo del governatore del 2021, che è stata conteggiata. La signora avrebbe tentato di farlo di nuovo alle primarie del 2022, ma la scheda è stata respinta.

 

 

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Nel 2022, la Yourex avrebbe pubblicato sui social media una foto di Maya con un adesivo con la scritta «Ho votato». Due anni dopo, ha condiviso un altro post che mostrava la targhetta del cane accanto a una scheda elettorale con la didascalia «Maya sta ancora ricevendo la sua scheda elettorale», nonostante l’animale domestico fosse già morto, hanno affermato i pubblici ministeri.

 

La California non richiede ai residenti di presentare un documento d’identità per registrarsi o votare alle elezioni statali, sebbene tale documento sia obbligatorio per chi vota per la prima volta nelle elezioni federali.

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto che il voto per corrispondenza favorisce le frodi elettorali e ha promesso di vietare questa pratica prima delle elezioni di medio termine del 2026. La California è tra i 19 stati che hanno intentato causa per bloccare il suo ordine esecutivo volto a inasprire le regole di identificazione e limitare lo spoglio delle schede elettorali per corrispondenza.

 

La cinica (in senso etimologico: kynos, cioè cane, in greco, di cui i filosofi cinici, che facevano appunto la pipì in piazza, cinicamente) vicenda invera le parole del poeta e romanziere statunitense Edgardo Alano Poe (1809-1849), il quale nel suo racconto Mellonta Tauta (1847) ebbe a scrivere che «la democrazia è la forma di governo ideale – per i cani».

 

La questione degli animali votanti non è la più drammatica, né la più bizzarra, in cui incappa la democrazia statunitense. Il voto presidenziale 2020 fu cosparso, si disse all’epoca, di votanti morti da oltre un secolo.

 

Come riportato da Renovatio 21, la questione diviene persino più grave quando non solo gli elettori sono morti, ma pure gli eletti: sono diversi i casi di defunti che partecipano alle elezioni e magari pure le vincono, come nel caso del novembre 2022 in cui il rappresentante della Pennsylvania Tony DeLuca ha vinto la sua corsa per il Congresso di Stato con una vittoria schiacciante, pur essendo defunto il mese prima all’età di 85 anni.

 

In un ulteriore caso di poche settimane fa, quello del senatore democratico Gerry Connoly, si è visto perfino l’account social del morto promuovere il candidato sostituto per il suo seggio.

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Animali

Nuova teoria giustificazionista sulle orche teppiste di Gibilterra: «sono adolescenti abbandonati dai genitori»

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Una nuova teoria sul comportamento teppistico delle orche di Gibilterra – che hanno affondato almeno 8 barche dal 2020, danneggiandone più di 250 in oltre 670 interazioni registrate – è emersa sui giornali, ovviamente per bocca degli «esperti».   Secondo la nuova spiegazione dei sapienti biologi marini, le orche devastatrici sarebbero «giovani annoiati che sono stati lasciati senza supervisione da parenti più anziani». Insomma, un classico caso di deboscio, ma in ambito cetaceo.   Secondo quanto scritto dal quotidiano britanno Times, che ha raccolto il parare dei genii accademici, le orche potrebbero essere giovani curiose ma trascurate, che non hanno ricevuto un’istruzione sufficiente secondo gli elevati standard della specie. Ma attenzione: come il cambiamento climatico, c’è anche qui un fattore antropico per ogni disgrazia: gli scienziatoni credono che la pesca eccessiva degli ultimi dieci anni possa aver causato cambiamenti nella rete alimentare, con conseguente calo dei tassi di riproduzione e una diminuzione del numero di esemplari. Quando le condizioni sono migliorate, i nuovi cuccioli si sono ritrovati senza orche adolescenti a guidarli.   «Abbiamo interrotto la tradizione secondo cui l’adolescente si prende cura dei più piccoli», afferma un tizio intervistato, che lavora, ma guarda, per una fondazione. «Avrebbero dovuto essere sotto la supervisione dei loro parenti adolescenti, ma non c’erano più adolescenti. Così questi cuccioli hanno iniziato a fare sciocchezze, non avevano paura di niente». Eccerto. Poverini. Non è colpa loro se delinquono: è la società che li ha resi così. Dov’è che abbiamo già sentito questa storia?   Insomma, orfani criminali a causa dei pescatori. Colpa nostra che mangiamo il sushi: il sottotesto è questo. L’antiumanismo, ecologista o animalaro che sia, è sempre il medesimo. Consumate meno, fate meno figli, altrimenti le orche si incazzano, con i figli finiti nel degrado come in un ghetto della suburbia milanese.

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Si tratta di un salto di qualità nel fatto dell’antropizzazione, sempre a fini giustificativi, del sanguinario comportamento delle belve acquatiche. In rete spopola l’idea, presente nel pensiero animalista , per cui le aggressioni sono la vendetta vera orcina per il fatto che gli umani invadono il loro territorio: conosciamo bene l’idea del bestialismo mononeuronale per cui gli orsi hanno ragione a sbranare il runner che corre nella strada a fianco al bosco, perché questo è l’habitat del plantigrado.   In passato grandi «esperti» avevano lanciato un’altra spiegazione della violenza del mammifero bianconero pisciforme: secondo la teoria, fantasiosa sino al grottesco ma spacciata per scientifica, il gruppo sarebbe guidato da un’orca traumatizzata dagli esseri umani, per cui, anche qui, vendetta vera contro le barche a vela.   I racconti degli attacchi (arrivati in alcuni periodi ad uno al giorno), come quello ad un’imbarcazione britanniche nel 2025, sono terrificanti. Tuttavia, le grandi menti degli esperti ritengono che il colpevole sia, alla fine, la vittima. Anche questa storia ci sembra di averla già sentita…   Ora, Renovatio 21 rilancia l’appello: è ora di finirla.   Il fenomeno è oramai fuori controllo ma non si trova nessuno, nelle istituzioni, che voglia affrontarlo, forse per il pudore di infrangere il tacito «eccezionalismo cetaceo» per cui ai mammiferi pisciformi sono assegnati grande considerazione e pure «diritti» superiori a quelli dell’essere umano.   Come ripetuto da Renovatio 21, urge trovare una soluzione al più presto, sempre ricordando che, da quello che abbiamo appreso, la grande civiltà giapponese possiede ristoranti dove la malvagia creatura acquatica può essere servita come pietanza.

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Gattino nato con 28 dita ottiene il Guiness dei primati

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Il gattino di una famiglia del Michigan è ufficialmente un detentore del Guinness dei primati dopo che un veterinario ha verificato che è nato con 28 dita.

 

Il felino di 10 mesi della famiglia michiganoana degli Henderson, Toby, ha eguagliato il record per il maggior numero di dita in un gatto, precedentemente detenuto da un animale domestico canadese di nome Jake nel 2002.

 

«Quando ho visto per la prima volta le sue dita dei piedi, non potevo credere ai miei occhi», ha raccontato Delaney Henderson, proprietaria del gattaccio, al Guinness World Records. «Avendo già un altro gatto polidattilo, mi aspettavo dei “pollici” in più, ma niente avrebbe potuto prepararmi a vedere le zampe di Toby.»
Henderson ha detto che sono stati il muso di Toby e le sue frequenti fusa a farla innamorare.

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I proprietari di Toby hanno affermato che i suoi piedi insoliti non gli causano alcun fastidio o problema di mobilità. «Gode di ottima salute e, a parte una accurata spuntatura delle unghie (ne ha ben 30), è un gatto come tanti altri, senza particolari problemi di salute», han affermato gli Hendersoni.

 

I gatti in genere hanno 18 dita, 5 nelle zampe anteriori e 4 in quelle posteriori. Il primo dito anteriore, che non tocca terra, si chiama sperone ed equivale al nostro pollice, servendo ad afferrare gli oggetti. I felini con dita in più sono detti, come nei casi umani, polidattili.

 

I cuscinetti dei felidi, che per alcuni sono particolarmente belli da schiacciare a mo’ di scacciapensieri, si chiamano tampone carpale, metacarpale (anteriore), metatarsale (posteriore) e digitali. Svolgono funzioni vitali come ammortizzare i salti, percepire le vibrazioni del terreno e regolare la temperatura corporea tramite il sudore. I cuscinetti dei mici cambiano colore principalmente a causa di fluttuazioni della circolazione sanguigna, crescita e produzione di melanina, o variazioni di temperatura. Nella maggior parte dei casi si tratta di processi naturali e innocui, legati allo sviluppo o alla vita quotidiana del felino.

 

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Immagine generata artifizialmente, neanche tanto bene


 

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Uomo allo zoo getta bambino tra i coccodrilli: rilasciato su cauzione

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La polizia britannica ha rilasciato su cauzione un uomo accusato di aver gettato un bambino piccolo nel recinto dei coccodrilli di uno zoo.   La liberazione avviene dopo che l’autorità ha giudicato l’uomo «non idoneo a essere interrogato», come si legge in un comunicato stampa diffuso venerdì dalla polizia del Cambridgeshire.   L’incidente è avvenuto giovedì allo zoo Johnsons of Old Hurst nel Cambridgeshire. Il bambino di tre anni stava visitando il recinto dei coccodrilli con la sua famiglia quando il sospettato lo avrebbe scaraventato oltre una recinzione alta un metro e venti, facendolo cadere all’interno del recinto da un’altezza di oltre tre metri e mezzo, finendo tra i rettili.   Secondo quanto riferito, la moglie del proprietario dello zoo, Tracey Johnson, si è lanciata all’inseguimento del bambino e lo ha tirato fuori dal recinto.   «Ha sempre messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. È una donna straordinaria e molto coraggiosa», ha dichiarato Chris Newman, direttore del National Centre For Reptile Welfare, secondo quanto riportato dalla BBC.

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Il bambino è stato trasportato in un ospedale vicino con gravi ferite e si trova in condizioni critiche ma stabili, ha riferito la polizia. Ha riportato sospette fratture al braccio e al bacino dopo essere caduto sul cemento ed è stato anche attaccato da un coccodrillo, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Sun.   Il presunto colpevole, descritto come «un uomo di 30 anni del Norfolk», è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ma è stato successivamente rilasciato su cauzione dopo essere stato giudicato non «idoneo a essere interrogato», ha dichiarato la polizia. L’uomo soffre di «difficoltà di apprendimento», secondo quanto riportato dal giornale britannico.   Il rilascio del sospettato ha scatenato indignazione online, con molti che sostengono che l’uomo rappresenti un pericolo per la società.   «Immaginate di vivere in un Paese in cui si finisce direttamente in prigione per un tweet, ma si viene rilasciati su cauzione dopo essere stati arrestati per aver ‘presumibilmente’ gettato un bambino di 3 anni nel recinto dei coccodrilli!», ha scritto un utente di X.   Il governo laburista britannico è stato accusato di discriminazione nell’applicazione della legge sin dai disordini di Southport del 2024, quando migliaia di persone (inclusi vecchi e ragazzini) sono state arrestate per post online, mentre i criminali vennero rilasciati anticipatamente per fare spazio nelle carceri ai nuovi arrivati.

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