Connettiti con Renovato 21

Arte

Morto Ozzy Osbourne. Aveva mangiato un pipistrello, ma fatto il vaccino COVID

Pubblicato

il

Il pioniere della musica heavy metal Ozzy Osbourne è morto martedì, poche settimane dopo aver tenuto il suo ultimo concerto d’addio con i suoi ex compagni del gruppo Black Sabbath.

 

La famiglia di Osbourne ha annunciato la scomparsa del 76enne (all’anagrafe John Michael Osbourne, un brummie, cioè originario di Birmingham) sui social media, scrivendo: «È con una tristezza che le parole non possono esprimere che dobbiamo annunciare che il nostro amato Ozzy Osbourne è mancato questa mattina. Era con la sua famiglia e circondato dall’amore. Chiediamo a tutti di rispettare la privacy della nostra famiglia in questo momento».

 

La morte dell’ugola del primo metallo pesante viene dopo quella che i giornali scrivono come una lotta durata anni contro il morbo di Parkinson, una malattia neurologica debilitante che gli ha causato la perdita della capacità di camminare.

 

Sostieni Renovatio 21

Il cantante era tornato con ai Black Sabbath – gruppo da cui è andato e venuto altre volte – all’inizio di questo mese per un’ultima esibizione nella natìa Birmingham. Al concerto-reunion avevano partecipato anche altre band in zona INPS come Metallica, Slayer, Pantera etc.

 

È stato scritto che l’Ozzy avrebbe avuto un’educazione cristiana e nutriva credenze cristiane, tra cui la fede nel paradiso, in Dio e nell’aldilà, tuttavia nella vita era stato messo all’indice dai gruppi religiosi come adoratore del diavolo. Lui in un’intervista del 1989 negò categoricamente: «Non sono interessato al satanismo. Non sono un adoratore del diavolo. Non sono mai stato coinvolto personalmente nella magia nera» aveva detto.

 

«Sono cristiano. Sono stato battezzato come cristiano. Andavo alla scuola domenicale», ha dichiarato in un’intervista del 2014 al Guardian. Nel 1992 aveva detto al New York Times di essere «un membro praticante della Chiesa d’Inghilterra» e di pregare prima di ogni concerto.

 

Nella seconda parte della carriera lo Ozzy era divenuto una star della TV assieme alla sua famiglia grazie alla serie andata in onda tra il 2002 e il 2005 The Osbournes, considerata da molti un elemento chiave nell’ascesa dei reality. Alcuni oggi arrivano a notare che, grazie al successo del reality degli Osbournes, di lì a poco avrebbe avuto grande esito anche un altro pezzo di reality TV, The Apprentice, il programma che lanciò definitivamente Donald Trump nell’immaginario americano, portandolo infine alla presidenza.

 

 

Tuttavia lo Osbourne rimane nei discorsi di tanti per qualcosa che successe ad un concerto più di quaranta anni fa. Il 20 gennaio 1982, Ozzy staccò con un morso la testa di un pipistrello che credeva fosse di gomma durante un’esibizione al Veterans Memorial Auditorium di Des Moines, Iowa. Secondo un articolo del 2004 di Rolling Stone, il pipistrello era vivo in quel momento, tuttavia, il diciassettenne Mark Neal, che lo lanciò sul palco, aveva affermato che era stato portato allo spettacolo morto.

 

Aiuta Renovatio 21

Secondo Osbourne, nell’opuscolo dell’edizione del 2002 del libro Diary of a Madman, il pipistrello non solo era vivo, ma riuscì a morderlo, costringendo Osbourne a sottoporsi a cure antirabbiche. Il 20 gennaio 2019, Osbourne ha commemorato il 37° anniversario dell’incidente con il pipistrello offrendo in vendita sul suo negozio online personale un giocattolo «Ozzy Plush Bat» che disponeva di «testa staccabile». Il sito affermava che il primo lotto di giocattoli era andato esaurito in poche ore.

 

 

La notizia che dovremmo tirare, tuttavia, è che pur avendo mangiato un pipistrello – specie nota per la quantità di virus che reca con sé – il nostro era riuscito a sopravvivere.

 

Insomma: quasi trenta anni prima del virus di Wuhano, l’Ozzy aveva implicitamente dimostrato che, più che al chirottero consumato nel wet market di una megalopoli cinese, bisognava guardare altrove, magari al laboratorio di virus manipolati a pochi isolati da lì.

Sostieni Renovatio 21

Ad ogni modo, l’essere una spiegazione vivente di quanto accaduto a Wuhano e nel mondo pandemico non risparmiò l’Ozzy dal vaccino mRNA, che si iniettò facendo sapere ai giornali di sentirsene «sollevato». L’indomito giornalista americano Alex Jones è subito zompato sull’argomento nel suo, anche sentito, coccodrillo.

 

«L’iconico Ozzy Osbourne è morto improvvisamente dopo anni di malattia, iniziata misteriosamente dopo la vaccinazione. Il cantante dei Black Sabbath ha cancellato i concerti a causa di coaguli di sangue nelle gambe e gli è stato inserito un filtro nell’arteria per proteggere il cuore e il cervello. Ozzy era emozionato quando ha ricevuto la prima dose. Ora è morto… Riposa in pace Ozzy Osbourne».

 

I community notes di X – il volto buono del fact-checking… – lo correggono dicendo che Ozzy aveva rivelato per la prima volta la sua diagnosi di Parkinson nel 2020, molto prima dell’avvento dei vaccini contro il COVID, e che gli effetti collaterali di un importante intervento chirurgico al collo non hanno fatto che aggravare le difficoltà che Ozzy già affrontava con il Parkinson. Insomma nessuna correlazione.

 

Resta il fatto che si può sopravvivere mangiando un pipistrello vivo. Sugli effetti collaterali del vaccino, invece, per fortuna ora la Sanità americana sta facendo un po’ di chiarezza.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Morten Skovgaard via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

 

 

 

Continua a leggere

Arte

La Sagrada Familia sarà presto la chiesa più alta del mondo

Pubblicato

il

Da

A Barcellona, ​​la Torre di Gesù Cristo incorona presto la basilica della Sagrada Família, opera dell’architetto Antoni Gaudí (1852-1926). L’edificio richiama lo stile gotico naturalistico e l’Art Nouveau catalano. La costruzione della Sagrada Família, iniziata il 19 marzo 1882, sta entrando nella sua fase finale, con l’inaugurazione prevista per il 10 giugno 2026, anniversario della morte accidentale di Antoni Gaudí, investito da un tram.   L’imponente costruzione della basilica ha dovuto affrontare numerosi ritardi e difficoltà, tra cui la Guerra Civile Spagnola. Sebbene il completamento dell’edificio sia previsto per il 2026, i lavori sulle sculture e sui dettagli decorativi, e in particolare sulla scalinata sulla facciata della Gloria che conduce all’ingresso principale, dovrebbero proseguire fino al 2034. Questa controversa scalinata richiederà la demolizione di tre isolati e il trasferimento di tutti i residenti.   Gaudí progettò una basilica con diciotto torri, dove la torre centrale rappresenta Gesù Cristo, Figlio di Dio e Agnello di Dio, che è al centro della storia umana (Apocalisse 5, 12): «Degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione». La costruzione della torre di Gesù Cristo, alta 172,5 metri, non doveva superare l’altezza della collina di Montjuïc, che domina la città vecchia e che Gaudí considerava un’«opera di Dio» che l’uomo non doveva superare.   La torre sopra l’abside, sormontata da una stella, rappresenta la Vergine Maria, che accettò di essere la madre del Figlio di Dio. Dodici torri si ergono a gruppi di quattro dietro ciascuna delle tre facciate dedicate alla vita di Gesù Cristo. Queste dodici torri rappresentano i dodici apostoli che Gesù chiamò a vivere con Lui e a testimoniare le sue parole e le sue azioni. E quattro torri rappresentano i quattro evangelisti che raccontarono la sua vita.   Una volta completata, la basilica avrà cinque navate circondate da un chiostro deambulatorio, con un’abside con sette cappelle all’estremità nord e tre facciate sugli altri lati: quella della Natività, quella della Passione e quella della Gloria, la facciata principale.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Fred Romero via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Continua a leggere

Arte

Carol of the Bells, la musica di sottofondo della vostra vigilia di Natale

Pubblicato

il

Da

Come ogni anno Renovatio 21 pubblica un articolo per celebrare la bellezza del canto di Natale Carol of the Bells, che condividiamo qui in varie sue esecuzioni al fine di fornire al lettore il sottofondo ideale per le sue attività natalizie.

 

Si tratta di un canto di natale molto conosciuto in America, ma quasi sconosciuto da noi in Europa. È un lavoro corale: le quattro voci raccontano, in un ostinato sempre più rarefatto, la felicità degli attesi rintocchi delle campane che annunziano il Natale. L’ha messa in circolazione compositore americano Peter Wilhousky (1902–1978) nel 1936, copiandola però dal compositore ucraino Mikola Dmitrovič Leontovič (1877–1921) che nel 1914 aveva riadattato una canzone del folklore ucraino chiamandola Ščedryk («munifica»).

 

Nella musica originale, scritta per celebrare il capodanno celebrato in primavera nelle terre slave pre-cristiane (quelle viste nei giorni corruschi ed enigmatici di Andrej Rublev di Andrej Tarkovkij), una rondine appariva a casa di una famiglia contadina per segnalare l’arrivo un anno di prosperità nei raccolti.

 

Sostieni Renovatio 21

La polifonia spiraliforme di Carol of the Bells riecheggia potente in tantissime persone, che la hanno esperita per tramite dei prodotti audiovisivi americani (film, dischi, serie, etc.).

 

È forse perfino controintuitivo associarla al Natale perché ha un tono più meditativo, financo dolente, rispetto ad altri canti natalizi.

 

Forse perché vi possiamo proiettare delle questioni di calendario umano: dicembre porta via l’anno che è sempre un anno di fatiche e dolori, seppellirle è necessario per far rinascere la vita, ma è giusto registrarle come tali. Anche i Re Magi, anche Giuseppe, forse, arrivarono stanchi, dopo viaggi ed incertezze, alla mangiatoia.

 

Essere al cospetto del Dio che nasce, il Dio che è la Vita, significa aver consumato le proprie energie, aver sacrificato. Bisogna riconoscerlo per poter vivere la gioia in modo autentico.

 

Eccovi una carrellata di versioni di questa musica struggente. Decidete quella che fa al caso vostro, e riascoltetela a loop.

Aiuta Renovatio 21

 

 

 

 

 

 

Buon Natale ai nostri lettori!

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Arte

Famoso regista di Hollywood e moglie trovati morti in casa. Sospettato il figlio.

Pubblicato

il

Da

Il regista hollywoodiano Rob Reiner e sua moglie Michele sono stati trovati morti nella loro casa di Brentwood, in California. Il dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) ha dichiarato che l’incidente è oggetto di indagine per omicidio.   Le autorità intervenute in seguito a una chiamata di soccorso medico hanno trovato domenica i corpi di Reiner, 78 anni, e della moglie, 68 anni, all’interno di una casa di loro proprietà. TMZ e People hanno riferito che avevano riportato ferite compatibili con un’aggressione con coltello.   Il capo detective del LAPD Alan Hamilton ha dichiarato domenica sera che gli investigatori non stavano cercando attivamente alcun sospettato o persona di interesse mentre l’inchiesta proseguiva. Ha aggiunto che la polizia avrebbe interrogato i membri della famiglia, sottolineando che «nessuno è stato arrestato» e che «nessuno è stato interrogato come sospettato».   Tuttavia, secondo la rivista People, un popolare settimanale americano specializzato in notizie sulle celebrità, si è ipotizzato che il colpevole possa essere il figlio della coppia, Nick. Secondo quanto riportato in seguito, la polizia lo starebbe interrogando, sebbene non sia stato confermato ufficialmente come sospettato.   In un’intervista del 2016 con People, Nick, 32 anni, ha affermato di aver lottato contro la tossicodipendenza fin dalla prima adolescenza e di essere stato un senza tetto per periodi di tempo, esperienze che in seguito hanno ispirato il film semi-autobiografico Being Charlie, da lui co-scritto.

Sostieni Renovatio 21

Reiner ha avuto una carriera hollywoodiana lunga cinque decadi, raggiungendo la fama interpretando il ruolo di Michael «Meathead» Stivic nel telefilm Arcibaldo (1971-1979), prima di dirigere successi come il falso documentario musicale, ora film di culto This Is Spinal Tap, La storia fantastica (pellicola che ha segnato l’infanzia di tantissimi americani della generazione X) e il celeberrimo e amatissimo anche in Italia Harry, ti presento Sally», commedia che raccontava la difficoltà delle relazioni sentimentali nella società moderna.   Il Reiner è inoltre il regista dello struggente Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986) dramma adolescenziale adattato dal libro di Stephen Kingo, del quale ha trasposto brillantemente anche l’ossessivo Misery non deve morire. Il regista ottenne una nomination all’Oscar per Codice d’onore (1993), con Jack Nicholson e Tom Cruise.   Reiner era anche noto come attivista anti-tabacco e soprattutto, negli ultimi anni, come critico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ha co-fondato l’American Foundation for Equal Rights, che ha portato avanti il ricorso in tribunale che ha ribaltato il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso in California.   Reiner nel 2006 aveva brevemente valutato una possibile candidatura contro l’allora governatore della California Arnoldo Schwarzenegger, prima di rinunciare per motivi personali.   Reiner ha fatto parte del comitato consultivo del Comitato per l’inchiesta sulla Russia. Lui e l’ex autore dei discorsi di Bush jr David Frum hanno lanciato un sito nel settembre 2017, accompagnato da un video narrato da Morgan Freeman che avvertiva che «Siamo in guerra» e che la Russia aveva attaccato gli Stati Uniti. Altri membri del comitato consultivo al momento del lancio includeva l’ex direttore dell’Intelligence USA James Clapper. A novembre 2020, il consiglio includeva anche l’ex direttore CIA Michael Hayden.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Più popolari