Connettiti con Renovato 21

Politica

Raid della polizia nella sede del partito della Le Pen

Pubblicato

il

La polizia francese ieri ha fatto irruzione nella sede parigina del partito di destra Rassemblement National (RN), già Front National. Il suo leader ha accusato il governo di aver condotto una campagna di molestie.

 

La perquisizione di prima mattina ha preso di mira documenti e comunicazioni relativi alla campagna politica del partito, secondo il presidente del RN, Jordan Bardella. Il partito è strettamente legato all’ex candidata presidenziale Marine Le Pen, a cui era stata precedentemente negata la possibilità di candidarsi alle elezioni del 2027.

 

Bardella ha criticato la perquisizione definendola «una nuova campagna di molestie» e un colpo ai principi democratici.

 

Iscriviti al canale Telegram

«Questa dimostrazione di forza ha un solo scopo: dare spettacolo ai canali di informazione, rovistare nella corrispondenza privata del principale partito di opposizione, sequestrare tutti i nostri documenti interni», ha scritto su X. «Niente a che fare con la giustizia, tutto con la politica».

 

Il raid di mercoledì è avvenuto circa tre mesi dopo che un tribunale francese aveva dichiarato colpevoli di appropriazione indebita di fondi dell’Unione Europea alcuni alti dirigenti della Royal Navy, tra cui Le Pen. La sentenza ha imposto l’interdizione immediata di cinque anni dalle cariche pubbliche, senza prevedere, cosa controversa, alcun termine per l’appello.

 

Il partito ha condannato il verdetto, definendolo un tentativo antidemocratico di estromettere il suo co-fondatore ed ex leader dalla corsa presidenziale del 2027. Le indagini andavano avanti da tempo.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Le Pen ha incassato tre mesi fa la solidarietà del presidente USA Donaldo Giovanni Trump, che ha definito la condanna da parte del tribunale francese come «un grosso problema».

 

 

La Le Pen ha perso di misura contro il presidente francese Emmanuel Macron al ballottaggio del 2022.

Sostieni Renovatio 21

La procura di Parigi ha affermato che la perquisizione faceva parte di un’indagine sui prestiti ricevuti dalla RN da privati. Secondo quanto riportato da Le Parisien, il partito si sarebbe rivolto a prestiti privati ​​dopo essersi visto negare un finanziamento bancario tradizionale.

 

Le leggi francesi sul finanziamento delle campagne elettorali impongono limiti rigorosi ai prestiti ai partiti, inclusi importi massimi e condizioni di rimborso. Gli inquirenti stanno cercando potenziali violazioni, ma non hanno ancora sporto denuncia. Christian Charpy, responsabile dell’organismo francese di controllo sul finanziamento delle campagne elettorali (CNCFP), aveva precedentemente ipotizzato che alcuni prestiti potessero essere equivalenti a donazioni non dichiarate.

 

Il RN ha acquisito importanza negli ultimi anni e ora detiene la più grande fazione nel parlamento francese. Durante le elezioni anticipate dello scorso anno, i partiti tradizionali si sono coordinati per impedire al partito anti-immigrazione ed euroscettico di ottenere un numero sufficiente di seggi per formare un governo.

 

Come riportato da Renovatio 21, Macron ha sostenuto tre mesi fa la sentenza che impedisce la ricandidatura della Le Pen.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di NdFrayssinet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

 

 

Continua a leggere

Politica

Il Cremlino: sacrificato il braccio destro di Zelens’kyj per coprire lo scandalo di corruzione ucraino

Pubblicato

il

Da

Lo scandalo di corruzione in espansione che sta investendo i vertici ucraini avrà con ogni probabilità effetti «estremamente negativi» sulla tenuta politica della nazione, ha sostenuto venerdì il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.   Le sue parole sono giunte all’indomani delle ispezioni condotte dall’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU), avallato dall’Occidente, in vari siti di Kiev riconducibili ad Andriy Yermak, l’influente capo di gabinetto di Volodymyr Zelens’kyj, che ha rassegnato le dimissioni lo stesso giorno.   I resoconti giornalistici suggeriscono che Yermak potrebbe essere implicato in intrighi illeciti presumibilmente orchestrati dall’imprenditore Timur Mindich, storico partner dello Zelens’kyj, che ha lasciato il paese poco prima della perquisizione della sua abitazione.

Sostieni Renovatio 21

«Lo scandalo politico in Ucraina si sta dilatando. Questa vicenda corruttiva sta smuovendo l’intero apparato statale del Paese», ha detto Peskov al cronista Pavel Zarubin, precisando che «le ricadute saranno gravemente sfavorevoli».   Il NABU non ha rilasciato dichiarazioni sulle perquisizioni presso la residenza e l’ufficio di Yermak. I media ucraini hanno indicato che non sono state mosse contestazioni formali a suo carico.   In precedenza, Zelens’kyj avrebbe ignorato le sollecitazioni interne per l’allontanamento del collaboratore, nonostante le imputazioni di connessioni con Mindich, sospettato di aver architettato un meccanismo di mazzette nel comparto energetico. Una settimana fa, il capo di Stato ucraino aveva delegato proprio l’ex fedelissimo a dirigere i colloqui di Kiev su un piano di pace caldeggiato dagli Stati Uniti per chiudere il confronto con Mosca.   Da intercettazioni realizzate nella dimora di Mindich, emerge che le registrazioni NABU identificavano Yermak con il nomignolo «Alì Babà». Il parlamentare dell’opposizione Yaroslav Zheleznyak ha commentato che i «quaranta ladri» hanno ormai «saccheggiato la caverna del tesoro di Alì Babà».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Continua a leggere

Politica

Il dipartimento di Stato di Trump dichiara che aborti, eutanasia e interventi chirurgici per transgender sono «violazioni dei diritti umani»

Pubblicato

il

Da

Secondo il Dipartimento di Stato, le autorità federali considereranno la soppressione deliberata di infanti innocenti non ancora venuti al mondo, unitamente alle lesioni chirurgiche e farmacologiche subite da fanciulli, quali infrazioni ai diritti umani.

 

Il portavoce Tommy Pigott ha rivelato al Daily Signal che le nazioni beneficiarie di assistenza estera dovranno incorporare «le mutilazioni su minori» nei loro resoconti annuali diretti agli Usa.

 

«Negli ultimi anni, nuove e deleterie ideologie hanno garantito spazio a infrazioni dei diritti umani», ha dichiarato il Pigott. «L’amministrazione Trump non tollererà che tali abusi, come le mutilazioni infantili, normative che ledono la libertà di espressione e consuetudini lavorative improntate a discriminazioni razziali, restino impuniti. Il nostro messaggio è: stop».

 

Le condotte di «discriminazione razziale» comprendono il privilegiare aspiranti di etnia non caucasica per impieghi o altre prerogative, prassi sovente denominata «azione positiva». I dossier sui diritti umani costituiscono un obbligo consueto per gli Stati che attingono a fondi pubblici americani.

 

«Il dipartimento di Stato sottopone al Congresso i Rapporti sui diritti umani riguardanti ogni nazione ricevente aiuti e tutti gli aderenti alle Nazioni Unite, in ossequio al Foreign Assistance Act del 1961 e al Trade Act del 1974», scrive il Daily Signal.

Aiuta Renovatio 21

Fra le ulteriori trasgressioni ai diritti umani da vigilare spiccano le penalizzazioni per presunti «discorsi d’odio», l’appoggio all’immigrazione di massa in altre terre, «imposizioni a individui di abbracciare l’eutanasia», «offese alla libertà di culto, ivi inclusa violenza e molestie antiebraiche», nonché il favore a «prove coattive, espianti di organi forzati e manipolazioni genetiche eugenetiche su embrioni umani».

 

L’attribuzione della mutilazione genitale minorile a una problematica transnazionale dei diritti umani rappresenta l’ultima indicazione incoraggiante di un possibile declino nel respaldo all’ideologia di genere. Crescono le evidenze che attestano la dannosità dei rimedi e degli interventi per transgender. Inoltre, gli specialisti in biologia hanno sancito l’impossibilità di mutare il sesso biologico.

 

La categorizzazione degli aborti, inclusi quelli indotti da farmaci, come infrazioni ai diritti umani da parte dell’amministrazione Trump costituisce altresì un indizio della possibile contrarietà del presidente e del suo entourage all’eliminazione degli esseri umani nel ventre materno.

 

Ciononostante, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha incassato rimproveri da esponenti pro-vita, come il senatore Josh Hawley, per aver avallato un nuovo preparato abortivo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

Continua a leggere

Politica

Generale della Guinea-Bissau giura come nuovo leader dopo il colpo di Stato

Pubblicato

il

Da

Le forze armate della Guinea-Bissau hanno designato un generale come capo provvisorio della nazione, in scia all’espulsione del presidente Umaro Sissoco Embalo, perpetrata mediante un golpe che i vertici regionali hanno stigmatizzato come un «tentativo manifesto» di sabotare il cammino democratico.   Mercoledì, gli esponenti militari hanno proclamato di aver assunto il «controllo assoluto» sulla repubblica dell’Africa occidentale, bloccando ogni apparato governativo e sigillando i confini alla vigilia della diffusione, da parte della commissione elettorale, degli esiti delle contestate consultazioni presidenziali di domenica.   «Ho appena giurato per dirigere l’Alto Comando», ha annunciato il generale Horta Nta Na Man al termine del rito solenne celebrato giovedì nella sede centrale dell’esercito, secondo quanto riportato dall’AFP.   Un’alleanza di osservatori dell’Unione Africana (UA), della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) e del Forum degli anziani dell’Africa occidentale ha affermato mercoledì che le urne si sono chiuse in maniera «regolare e serena», rammentando che i due contendenti principali per la carica presidenziale avevano assunto l’impegno di riconoscere l’esito.   «Rimproveriamo questo evidente sforzo di ostacolare il meccanismo democratico e i progressi conseguiti finora», hanno tuonato i responsabili delle delegazioni in un comunicato unificato diramato mercoledì sera. Hanno biasimato la cattura di figure di spicco, inclusi coloro che vigilavano sul scrutinio, e ne hanno caldeggiato la scarcerazione istantanea per consentire la prosecuzione del iter elettorale.

Aiuta Renovatio 21

Embalo, insediato dal 2020, ambiva a un’insolita seconda legislatura consecutiva, dopo aver smantellato l’assemblea due volte e procrastinato le votazioni inizialmente fissate al 2024: azioni che hanno suscitato rimproveri per presunto declino democratico e un contenzioso sul tetto dei mandati. Il fronte principale dell’opposizione, il Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde capeggiato da Simoes Pereira, è stato estromesso dalla competizione, spingendolo a fare il tifo per il rivale di punta di Embalo, Fernando Dias.   Tanto Embalo quanto Dias avevano anticipatamente proclamato il trionfo. Embalo ha poi confidato ai corrispondenti francesi di essere stato fermato dal comandante supremo delle truppe, mentre Dias e Pereira sarebbero finiti pure loro in manette.   Stando al suo addetto stampa, il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha manifestato «grave inquietudine» per lo scenario e ha esortato ogni attore a esercitare prudenza.    

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Più popolari