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«Veni o Sapientia». Messaggio di Mons. Viganò per il Santo Natale

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Renovatio 21 pubblica questo messaggio di Mons. Viganò.

 

 

 

 

MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO CARLO MARIA VIGANÒ NELL’IMMINENZA DEL SANTO NATALE

 

 

 

Veni, o Sapientia,

Quae hic disponis omnia;

Veni, viam prudentiæ

Ut doceas et gloriæ. 

 

 

Vieni, o Sapienza, che ordini gli eventi terreni; vieni ad insegnare la via della prudenza e della gloria. Sono le parole tratte da un antichissimo inno per l’Avvento, risalente al secolo VIII.

 

In esse l’anima cristiana invoca la venuta di Nostro Signore Gesù Cristo, Sapienza del Padre, affinché mostri come attraversare incolume questa valle di lacrime – la via prudentiæ – e conseguire la beatitudine eterna in cielo – la via gloriæ

 

Mi rivolgo a voi tutti, cari fratelli e sorelle, che durante questi due anni di follia sanitaria avete resistito coraggiosamente ai ricatti di un’autorità civile ovunque asservita al potere globalista, nel tradimento della Legge naturale e di Dio, e nella violazione delle leggi degli Stati.

 

Un colpo di stato planetario cerca di rendere possibile il Great Reset con cui instaurare l’odiosa tirannide del Nuovo Ordine Mondiale

Un colpo di stato planetario cerca di rendere possibile il Great Reset con cui instaurare l’odiosa tirannide del Nuovo Ordine Mondiale. 

 

Mi rivolgo anzitutto a voi, madri e padri di famiglia, che in queste ore di recrudescenza delle assurde repressioni delle libertà fondamentali vi trovate a dover pagare con la segregazione e la discriminazione la vostra decisione di non sottoporre alla cosiddetta vaccinazione i vostri figli. Il loro fragile equilibrio psicofisico è già stato crudelmente compromesso da mesi di lezioni a distanza, di imposizione di mascherine, di martellamento da parte degli insegnanti.

 

L’autorizzazione del siero genico per i bambini, che oggi è presentato come indispensabile e sicuro per contenere un virus che per loro non rappresenta minimamente una minaccia e che invece mette a rischio irreversibile il loro sistema immunitario e la loro stessa salute, è l’ultima sciagurata decisione di persone corrotte nell’anima e traviate nella mente, per le quali la vita innocente di un bambino può essere sacrificata sull’altare del Moloch sanitario.

 

Siate fieri difensori dei vostri piccoli, dei quali siete responsabili dinanzi a Dio tanto per la loro salute fisica quanto per la salvezza della loro anima

Siate fieri difensori dei vostri piccoli, dei quali siete responsabili dinanzi a Dio tanto per la loro salute fisica quanto per la salvezza della loro anima. Poneteli sotto il manto protettore della Vergine Santissima, consacrandoli a Colei che con San Giuseppe riuscì a sottrarre alla furia di Erode «la minacciata vita del pargoletto Gesù», fuggendo in Egitto.

 

Non dimenticate, cari genitori, che il Signore guarda con un amore speciale i fanciulli, e non mancherà di assicurare a loro e a voi la Sua santa protezione. 

 

 

Chi con l’estorsione vorrebbe costringervi a mettere a rischio la vostra salute teme la vostra determinazione e sa che essa può essere di conforto e di esempio per i vostri colleghi e amici

A voi impiegati e lavoratori, che siete sospesi dal lavoro e privati della retribuzione per non aver voluto cedere al ricatto vaccinale; a voi artigiani e negozianti, ristoratori e piccoli imprenditori a cui lo Stato ha imposto chiusure immotivate che a nulla sono servite se non ad impoverirvi; a voi militari e personale delle forze dell’ordine costretti a scegliere tra l’obbedienza gerarchica e il giuramento di fedeltà alla Costituzione; a voi medici e paramedici, cacciati dagli ospedali, dagli ambulatori e dalle case di riposo per non esservi lasciati inoculare il siero genico io dico: resistete!

 

Chi con l’estorsione vorrebbe costringervi a mettere a rischio la vostra salute teme la vostra determinazione e sa che essa può essere di conforto e di esempio per i vostri colleghi e amici.

 

Resistete perché avete il sacrosanto diritto di rifiutare un trattamento sanitario dimostratosi inefficace, dannoso ed anche letale, che costituisce una terapia genica e che non è finalizzata a garantirci salute e protezione, ma a schiavizzarci, a renderci malati cronici o a sterminarci. Resistete perché non è cedendo al ricatto che conquisterete le libertà sottrattevi.

 

Resistete perché come figli di Dio sapete di avere dalla vostra parte il Signore del tempo e della Storia, e non un’accolita di corrotti al servizio del Maligno

Resistete perché come figli di Dio sapete di avere dalla vostra parte il Signore del tempo e della Storia, e non un’accolita di corrotti al servizio del Maligno. 

 

A voi, anziani e malati, costretti alla degenza in case di riposo o nei reparti ospedalieri; a voi segregati dalle vostre famiglie e dai vostri cari, trattati come reietti dai medici e dagli infermieri, io dico: non lasciatevi abbattere dalla vostra solitudine, non cedete allo sconforto e alla disperazione! Voi avete la possibilità di mettere a frutto queste vostre sofferenze, offrendole al Signore in unione con i Suoi patimenti sulla Croce, per la remissione dei vostri peccati, in riparazione delle offese a Dio, in suffragio delle anime del Purgatorio. Pregate!

 

Pregate la Vergine Santissima di assistervi e proteggervi. Recitate il Santo Rosario, chiedendo alla Madonna di salvare la nostra cara Italia e il mondo intero da questo flagello infernale.

 

Pregate i Santi di esservi amici e di starvi vicini nelle ore del silenzio e dell’abbandono.

 

Pregate gli Angeli di custodire gli altri malati, perché possano ricevere i Sacramenti e abbiano la grazia di confessarsi e avere una santa morte, con il conforto di un sacerdote. Offrite le vostre sofferenze, le vostre angosce, le vostre lacrime a Nostro Signore, ed Egli vi ricambierà con la Sua pace e il santo abbandono alla Sua volontà.

 

E non trascurate di conservarvi in grazia di Dio, perché non vi è dato di sapere né il giorno né l’ora. 

 

A voi tutti, pronti a combattere la buona battaglia per la Verità e per la fine di questo incubo distopico; a voi che affrontate la derisione e gli insulti di chi vi considera socialmente pericolosi solo perché non vi consegnate alla sperimentazione di massa, io dico: coraggio, non cedete proprio ora!

 

Questa farsa criminale, fatta di menzogne e inganni, non durerà a lungo, perché è solo la Verità che rende liberi

Questa farsa criminale, fatta di menzogne e inganni, non durerà a lungo, perché è solo la Verità che rende liberi. La vostra battaglia per la Verità, se condotta per la gloria di Dio, sconfiggerà le tenebre della frode, svelerà i malvagi intenti dell’élite, sbugiarderà i corrotti e i traditori.

 

E non lasciatevi sedurre da chi, nell’imminenza del crollo di questo castello di falsità criminali, cercherà di convincervi che è inutile lottare, inutile combattere.

 

Vi dicono che siete poche migliaia, che rappresentate una minoranza, che verranno a «stanarvi» porta a porta, che siete dei disertori.

 

Eppure, basta guardare le persone in fila fuori dalle farmacie, o i posti vacanti nelle aziende, nelle scuole, negli uffici pubblici e negli ospedali per comprendere che siete, che siamo, molti di più di quanto non vorrebbero farci credere.

 

La vostra battaglia per la Verità, se condotta per la gloria di Dio, sconfiggerà le tenebre della frode, svelerà i malvagi intenti dell’élite, sbugiarderà i corrotti e i traditori

E se anche fossimo in pochi, la nostra forza non sta nel numero, ma nell’avere fatto la scelta giusta e nel volerla difendere coraggiosamente. 

 

Quando questo crimine sarà denunciato e condannato, la Storia ringrazierà voi e voi soltanto per la vostra coerenza e la vostra fedeltà al Bene.

 

Non ringrazierà chi vi ha segregati e discriminati, chiamandovi untori.

 

Non ringrazierà chi vi ha ricattati e privati del lavoro e della legittima mercede.

 

Non ringrazierà chi vi ha ingannato dicendo sicuro un siero sperimentale inefficace, pericoloso e perfino letale.

 

Non ringrazierà chi ha approfittato della fiducia accordatagli dalle persone semplici, che si ritroveranno tradite e colpite nella salute.

 

Sappiate resistere, con lo sguardo rivolto a Dio, che chiamiamo «Padre nostro» proprio perché ci ama e ci protegge come un Padre amorevole e non ci abbandona mai. 

 

E se queste prove vi sembrano dolorose e insostenibili, pensate che esse rappresentano un’anticipazione di quel mondo infernale del Nuovo Ordine Mondiale, dal quale dev’essere bandito Gesù Cristo e ogni segno della Fede cattolica. Tornate a Dio!

E se queste prove vi sembrano dolorose e insostenibili, pensate che esse rappresentano un’anticipazione di quel mondo infernale del Nuovo Ordine Mondiale, dal quale dev’essere bandito Gesù Cristo e ogni segno della Fede cattolica. Tornate a Dio!

 

Comprendete che la pace, la concordia, la prosperità non si ottengono infrangendo i Comandamenti di Dio, né bestemmiando il Suo nome, legittimando il peccato e celebrando il vizio.

 

La vera pace, che è stabilità dell’ordine e specchio della giustizia divina, si ottiene solo dove regna Cristo Re, dove le leggi sono conformi al Bene, dove ogni disciplina e arte è finalizzata alla maggior gloria di Dio. 

 

Cari fratelli e sorelle,

 

vi esorto tutti a celebrare questo Santo Natale nella sua vera dimensione spirituale.

 

Rivolgete il vostro pensiero alla Sacra Famiglia, cacciata dalla locanda e costretta a trovare ricovero in una grotta. Sia la loro benedetta povertà, la loro apparente segregazione, di consolazione per tutti voi

Fate nascere nel vostro cuore il Re Bambino, e iniziate da una buona Confessione e da una Comunione fatta con devozione.

 

Pensate all’anima, e il Signore penserà al resto. Rivolgete il vostro pensiero alla Sacra Famiglia, cacciata dalla locanda e costretta a trovare ricovero in una grotta. Sia la loro benedetta povertà, la loro apparente segregazione, di consolazione per tutti voi.

 

Nella lontananza dalla società, nell’ostracismo imposto a chi è più debole e bisognoso, la magnificenza di Dio non manca di risplendere potente, con i cori degli Angeli sopra la mangiatoia, i semplici doni dei pastori, l’adorazione dei Magi.

 

Mettiamoci tutti in un angolo di quella grotta, contemplando quale amore infinito ha mosso la Seconda Persona della Santissima Trinità ad incarnarsi, nascendo tra i patimenti e preparandosi sin dalla culla al Sacrificio redentore. 

 

Nella lontananza dalla società, nell’ostracismo imposto a chi è più debole e bisognoso, la magnificenza di Dio non manca di risplendere potente, con i cori degli Angeli sopra la mangiatoia, i semplici doni dei pastori, l’adorazione dei Magi

A voi tutti, il mio più sincero augurio di un Santo Natale.

 

Un Natale che sarà davvero santo, se saprete celebrarlo rimanendo vicini a Gesù Bambino.

 

Un Natale che non sarà nella solitudine e nell’angoscia, ma nella beata compagnia della Sacra Famiglia e nella gioia della Nascita del Salvatore del mondo.

 

Di tutto cuore vi benedico. 

 

 

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

22 Dicembre 2021

 

 

 

Immagine di Saiko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative C

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Madre Teresa disse a un sacerdote: la Comunione sulla mano era «il peggior male» mai visto

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In una recente intervista con Matt Fradd nel suo podcast Pints With Aquinas, padre John Perricone ha descritto come Madre Teresa gli avesse detto una volta che ricevere la Santa Eucaristia sulla mano era il peggior male che avesse visto nei suoi decenni di vita religiosa. Lo riporta LifeSite.

 

Durante il podcasto, trasmesso per la prima volta il 13 aprile, Perricone ha ricordato di aver fatto colazione con Madre Teresa, che aveva assistito a diverse sue messe, e di averle chiesto quale fosse la cosa più malvagia che avesse visto nel suo lavoro con i più vulnerabili in tutto il mondo. Il sacerdote ha sottolineato come, senza esitazione, la santa suora avesse risposto: «La comunione sulla mano».

 

«Ricordo di averle detto una volta: “Madre, sei stata nelle zone più disagiate del mondo, nei settori più degradati che si possano immaginare, e hai visto i mali più grandi. Dimmi, di tutte le cose che hai visto, qual è il male peggiore che hai incontrato?”» ha raccontato. «Sospettavo che avrebbe risposto aborto o eutanasia, ma mi ha guardato senza batter ciglio e ha detto: “La comunione sulla mano”».

 

«Dissi: “Madre, davvero”. Lei rispose: “Assolutamente, Padre, che disonore per il nostro Beato Salvatore!”» ha proseguito don Perricone

 

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La tradizione della Chiesa cattolica, rimasta ininterrotta per molti secoli fino al Concilio Vaticano II, prevede che i fedeli laici ricevano il Santissimo Sacramento, il corpo, il sangue, l’anima e la divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, sulla lingua in ginocchio.

 

Infatti, nella Memoriale Domini, il documento vaticano del 1969 in cui Papa Paolo VI concesse ai vescovi il permesso di distribuire l’Eucaristia sulla mano, il Pontefice ribadì che l’antica pratica di ricevere la Santa Comunione sulla lingua «deve essere conservata… specialmente perché esprime la riverenza dei fedeli per l’Eucaristia».

 

Diversi eminenti ecclesiastici cattolici hanno criticato aspramente la pratica, ormai diffusa, di ricevere la Santa Comunione sulla mano.

 

Nel 2018, il cardinale Robert Sarah, allora prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha sottolineato che la diffusa pratica di ricevere l’Eucaristia sulla mano fa parte dell’attacco diabolico di Satana al sacramento.

 

«Perché insistiamo a ricevere la Comunione in piedi e sulla mano?», si chiese Sarah. Il modo in cui la Santa Eucaristia viene distribuita e ricevuta, scrisse, «è una questione importante sulla quale la Chiesa oggi deve riflettere».

 

Inoltre, un recente studio ha confermato che le pratiche liturgiche tradizionali relative all’Eucaristia, compreso il modo in cui Egli viene ricevuto, accrescono la fede nella Presenza Reale di Nostro Signore nell’Eucaristia.

 

Nel 2024, un altro studio, il più grande sondaggio mai realizzato sui cattolici statunitensi, condotto dalla Real Presence Coalition (RPC), ha rilevato che la maggioranza dei cattolici desidera la fine della Comunione sulla mano e un ritorno a un culto solenne e riverente.

 

Negli ultimi anni, nonostante la ritrovata popolarità della Comunione sulla lingua, diversi ecclesiastici hanno tentato di limitare questo metodo tradizionale di ricevere Nostro Signore.

 

L’estate scorsa, dopo che il vescovo Michael Martin, OFM, aveva iniziato a scoraggiare le pratiche liturgiche tradizionali nella sua diocesi di Charlotte, nella Carolina del Nord, come la ricezione della Comunione sulla lingua, i fedeli cattolici si sono presentati in massa per inginocchiarsi e ricevere il sacramento sulla lingua durante una Messa a cui era presente Martin.

 

Nonostante la resistenza di molti fedeli, monsignor Martin l’uso delle balaustre dell’altare e degli inginocchiatoi per la Comunione nel dicembre 2025, con le restrizioni entrate in vigore a gennaio di quest’anno, spingendo diversi fedeli della diocesi a protestare contro queste restrizioni «quasi abusive».

 

I fedeli cattolici anche in Italia possono testimoniare di casi in cui il sacerdote modernista arriva addirittura a negare la Comunione a chi si inginocchia e vuole riceverla sulla lingua.

 

Come riportato da Renovatio 21, nell’aprile 2025 è emerso un video dove l’arcivescovo Bruno Forte, dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto mentre rimprovera tre parrocchiani per aver ricevuto la Santa Eucaristia sulla lingua. Durante l’omelia, monsignor Forte rimprovera fortemente i tre fedeli per aver ricevuto la Santa Comunione sulla lingua e affermata che qualsiasi cattolico che scelga di ricevere la Comunione sulla lingua non solo è «disobbediente» alla gerarchia ecclesiastica, ma commette anche il peccato di orgoglio.

 

«Permettete che chiarisca un punto. Ci sono state tre persone che non hanno voluto la Comunione in mano. Prima di tutto, nel Nuovo Testamento Gesù dice “làbete“. Il verbo lambano in greco significa prendere in mano» ammonisce il prelato, che decisamente non condivide le posizioni di quanti, come monsignor Athanasius Schneider nel libro Christus Vincit, ritiene che la giusta traduzione, visto anche il latino accipere, non è «prendere» ma «ricevere».

 


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«Per secoli la Chiesa ha preso in mano la comunione. Solo in alcuni secoli oscuri, temendo la mancanza di igiene, si è sostituito questo gesto con quello del prenderla in bocca» spiega monsignor Forte, forte forse di tanti insegnamenti pandemici pienamente recepiti dal cattolicesimo moderno.

 

«Ma grazie a Dio oggi siamo tutti cresciuti. Le mani ce le laviamo», assicura l’arcivescovo, che in realtà non lo può sapere, e che probabilmente non è mai stato nel bagno di un Autogrill, dove è possibile osservare l’immancabile tragitto delle moltitudini dal pisciatoio all’auto senza passare per il lavandino. (Monsignor Forte probabilmente è di quelli che non sanno perché nei bar all’aperitivo la ciotola della nocciolino include un cucchiaino).

 

«Per cui la Comunione si prende in mano» annunzia perentorio il religioso, «con il gesto umile di stendere la mano e di accoglierla».

 

«Chi non lo fa, fa un atto di orgoglio, si crede più saggio e più esperto del papa e dei vescovi che hanno deciso che la Comunione si prende in mano». Anche qui, è sensibile un accento dai tempi pandemici, quando alla popolazione veniva ripetuto di fidarsi degli esperti.

 

«Per piacere siate umili ed obbedienti alla Chiesa. Almeno nel momento in cui fate la Comunione, facendo la volontà che è quella espressa nella Chiesa, dal papa e dai vescovi».

 

Non è chiaro da dove il monsignore esperto tragga l’ordine secondo cui «la Comunione si prende in mano» secondo la volontà di Chiesa, papa e vescovi.

 

La Santa Comunione sulla lingua è stata la norma nella Chiesa per oltre 1.300 anni, mentre la Comunione sulla mano si è diffusa a livello mondiale solo con le riforme degli anni Settanta.

 

Nell’istruzione Memoriale Domini papa Paolo VI scrive della Comunione sulla lingua: «Questo modo di distribuire al Comunione, tenuta presente nel suo complesso la situazione attuale della Chiesa, si deve senz’altro conservare, non solo perché poggia su di una tradizione plurisecolare, ma specialmente perché esprime e significa il riverente rispetto dei fedeli verso la Santa Eucaristia. Non ne è per nulla sminuita la dignità della persona dei comunicandi; tutto anzi rientra in quel doveroso clima di preparazione, necessario perché sia più fruttuosa la Comunione al Corpo del Signore».

 

Monsignor Forte pare inoltre ignorare l’istruzione Redemptionis Sacramentum (2004) scrive che ogni fedele ha «sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca».

 

Renovatio 21 tenta di seguire da vicino i casi di Ostie trafugate, che – lontani dalle cronache mainstream – si ripetono costantemente in tutto il mondo.

 

Come riportato da Renovatio21, nel 2024 in Francia, il tabernacolo della chiesa di Notre-Dame, a Livry-Gargan (Seine-Saint-Denis) è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio. Il Santissimo Sacramento non è stato trafugato, a differenza di quanto accaduto nella chiesa Sainte-Trinité a Louvroil (Nord) dove sono scomparse le Ostie consacrate.

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Un altro episodio sacrilego è avvenuto nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, in Oregon, dove è stato invece rubato il tabernacolo.

 

Anche l’Italia ha i suoi casi: ad aprile 2024 qualcuno è entrato di notte all’interno del Santuario di Ponte delle Pietra, a Perugia. È stato detto che l’effrazione aveva probabilmente l’intento di trafugare oggetti di arte sacra, tuttavia, ha scritto Renovatio 21 all’epoca, è lecito ipotizzare che l’obiettivo principale dei malviventi fosse quello di rubare le Ostie consacrate.

 

Molti fedeli sono arrivati alla Santa Messa tradizionale – il vetus ordo, il rito antico, la «Messa in latino», chiamatela come volete – durante la pandemia, quando impressionarono, oltre che il sacerdote con i guanti di lattice, la distribuzione forzata in mano della Santa Comunione.

 

I lettori di Renovatio 21 che vogliono evitare lo scempio di vedere la Santa Eucarestia piazzata nelle mani dei fedeli possono scriverci per chiederci dove assistere a delle Sante Messe dove ciò non può accadere.

 

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Immagine di 1930585 Soni via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

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Il papa nega che il discorso sui «tiranni» fosse rivolto a Trump

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Papa Leone ha cercato di minimizzare il suo scontro pubblico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, respingendo le affermazioni secondo cui avrebbe cercato di sfidare il presidente con le sue critiche alla guerra in Iran e i suoi appelli alla pace.   Parlando con i giornalisti sabato a bordo di un volo per l’Angola, il pontefice di origine statunitense ha insistito sul fatto che le sue osservazioni non intendevano essere polemiche, criticando al contempo i media per aver amplificato la controversia con commenti e speculazioni eccessivi.   «C’è stata una certa narrazione che non è stata accurata in tutti i suoi aspetti… gran parte di ciò che è stato scritto… è stato più un commento sul commento, un tentativo di interpretare ciò che è stato detto», ha affermato il Papa. Ha sottolineato che le sue osservazioni in Camerun all’inizio di questa settimana, in cui ha criticato i leader che spendono miliardi in guerre e ha descritto il mondo come «devastato da una manciata di tiranni», non erano rivolte a Trump.   «Eppure, a quanto pare, la cosa è stata interpretata come se stessi cercando di dibattere con il presidente, cosa che non mi interessa affatto», ha affermato.

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In passato il Papa ha criticato le politiche di Trump, tra cui le deportazioni di massa e la sua descrizione dell’Europa come «in decadenza», sebbene la guerra in Medio Oriente abbia acuito le tensioni tra i due Paesi. Ha esortato tutte le parti a «fermare la spirale di violenza» e ha definito «inaccettabile» la minaccia di Trump di distruggere la civiltà iraniana.   Prevost aveva aggiunto che Dio «non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra», dopo che il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth aveva esortato gli americani a pregare «nel nome di Gesù Cristo».   Trump ha descritto il papa come «debole sul fronte criminale e pessimo in politica estera», aggiungendo di non volere «un papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti».   Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, che in passato aveva criticato il Papa, ha accolto con favore le ultime dichiarazioni di Leone.   «Sono grato a papa Leone per averlo detto», ha scritto Vance su X domenica. «Mentre la narrazione mediatica alimenta costantemente i conflitti – e sì, ci sono stati e ci saranno disaccordi reali – la realtà è spesso molto più complessa».

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Dieci anni di Amoris Laetitia: ancora caos

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È trascorso un decennio dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Francesco voleva un soffio di «misericordia», ma in realtà è diventata fonte di seria preoccupazione dottrinale. Dieci anni dopo, l’osservazione è chiara: sotto la maschera del «discernimento», la confusione ha troppo spesso preso il sopravvento nelle diocesi, indebolendo il dogma dell’indissolubilità del matrimonio.

 

Un approccio pastorale all’ambiguità

In Francia, l’accoglienza del Capitolo VIII di Amoris Laetitia ha creato una frattura silenziosa. In molte diocesi, come Parigi e Lione, l’attuazione di «programmi di discernimento» ha di fatto portato a un accesso sempre più frequente alla Santa Comunione per le persone unite civilmente di recente.

 

Per i difensori della Tradizione, questa evoluzione pone un grave problema di coscienza. Come si possono conciliare le parole di Cristo sull’adulterio con una pratica che sembra ignorare lo stato di grazia necessario per ricevere l’Eucaristia? Un approccio «caso per caso» sembra essere diventato la norma, con il rischio di trasformare il sacramento in un mero rito di integrazione sociale.

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Alla luce delle disparità diocesane

La situazione variegata dipende dall’orientamento dei vescovi o dei parroci locali, creando una Chiesa a più velocità:

 

– Alcune diocesi mantengono più fermamente la pratica tradizionale, ribadita da Papa Giovanni Paolo II nell’enciclica Familiaris Consortio (1981). Esiste un sostegno per i cattolici divorziati e risposati, ma richiede la «perfetta continenza» per coloro che desiderano ricevere i sacramenti, nel rispetto delle promesse sacramentali fatte al momento del primo matrimonio.

 

– Al contrario, strutture come i gruppi Reliance o certi «centri missionari» urbani – che sembrano aver abdicato alle proprie responsabilità in materia di fede – privilegiano la «piena integrazione» senza richiedere cambiamenti concreti nella vita, affidandosi a un’interpretazione soggettiva della coscienza.

 

Lo spettro del relativismo morale

Dieci anni dopo, il timore di uno «scisma sottile» o di un relativismo morale non è scomparso. Per molti sacerdoti impegnati sul campo, la pressione è intensa. «Ci viene chiesto di accompagnare senza giudicare, ma accompagnare significa anche illuminare la verità delle azioni», confida un giovane vicario.

 

La pubblicazione di Fiducia Supplicans nel 2023 non ha fatto che accentuare questa sensazione di un cambiamento dottrinale in cui la cura pastorale finisce per cancellare il dogma in nome di una misericordia mal compresa. Per illustrare questo punto, FSSPX Attualità ha raccolto una testimonianza diretta: Isabelle e Pierre (nomi di fantasia) sono una coppia divorziata e risposata in una diocesi della Bretagna.

 

Isabelle frequenta la Messa in una parrocchia affidata a una nuova comunità, dove il sacerdote la incoraggia a ricevere la Santa Comunione, pur essendo consapevole di non averne i requisiti. Il suo compagno, invece, frequenta una parrocchia tradizionale dove si limita scrupolosamente alla comunione spirituale. Questo esempio è tutt’altro che isolato.

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Sebbene l’esortazione Amoris Laetitia abbia aperto indiscriminatamente il banco della Comunione alle coppie che se ne erano allontanate a causa della loro condizione moralmente riprovevole, ha di conseguenza seminato dubbi sulla sostenibilità dell’impegno cristiano.

 

Il risultato è una «carità senza verità» che, lungi dal guarire le anime, tende a confermarle in uno stato oggettivo di peccato. Alimenta la convinzione che la «misericordia» appena promossa – che è solo una caricatura della vera misericordia – possa annullare la legge divina e quindi la sua giustizia. Ciò apre la strada alla Fiducia supplicans, che porta a credere che Dio benedica proprio le situazioni che Egli condanna.

 

Una simile falsificazione della volontà divina, chiaramente espressa nel Vangelo dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, è uno dei segni più tangibili per i fedeli – e per i membri del clero che ancora possiedono una teologia e una coscienza – dello stato di necessità in cui si trova oggi la Chiesa: la necessità di una riforma energica che corregga gli errori che sviano le anime.

 

Questo stato di necessità spiega anche la decisione di consacrare i membri nella Fraternità Sacerdotale San Pio X, per preservare la purezza della fede e della morale in attesa di questa riforma che – la speranza nella bontà del suo Fondatore ci impone – non mancherà di realizzarsi nel tempo che egli avrà scelto.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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