Vaccino, la Spagna propone un registro per chi rifiuta

 

 

 

Il ministro della Sanità spagnuolo Salvador Illa ha dichiarato che il Paese istituirà un «registro» per tutti coloro che rifiutano il vaccino.

 

«Ciò che verrà fatto è un registro, che sarà condiviso con i nostri partner europei (…) di quelle persone a cui è stato offerto e l’hanno semplicemente rifiutato», ha detto l’occhialuto ministro.

«Ciò che verrà fatto è un registro, che sarà condiviso con i nostri partner europei (…) di quelle persone a cui è stato offerto e l’hanno semplicemente rifiutato»

 

L’ideona di segregazione sociale, che sembra attinta dal manuale Biototalitarismo for Dummies, non è priva di risvolti comici.

 

«Non è un documento che verrà reso pubblico e sarà fatto nel massimo rispetto della protezione dei dati». Eccerto, liste di proscrizione, ma GDPR-compliant.

 

Il governo spagnuolo prevede di avere tra i 15 ei 20 milioni di persone su una popolazione di 47 milioni di persone vaccinate contro il virus entro giugno per «salvare» la stagione turistica della prossima estate.

 

«Non è un documento che verrà reso pubblico e sarà fatto nel massimo rispetto della protezione dei dati». Eccerto, liste di proscrizione, ma GDPR-compliant.

«Il modo per sconfiggere il virus è vaccinare tutti noi, e più siamo e meglio è», ha detto Illa, forse perfino pensando di dire qualcosa di intelligente.

 

Gli spagnoli scettici non sono soli in Europa. Secondo la società di sondaggi indipendente Alpha Research  meno di un bulgaro su cinque dei primi gruppi a cui è stato offerto il vaccino – medici di prima linea, farmacisti, insegnanti e personale della casa di cura – ha pianificato di offrirsi volontario per ricevere l’iniezione.

 

Un recente sondaggio IFOP ha rilevato che circa il 41% dei francesi farebbe il vaccino se disponibile – il che significa che quasi il 60% non lo farebbe.