Epidemie
Vaccini, mamme cinesi protestano perché dopo l’iniezione i figli stanno male. Scomparse nel nulla.
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews
Sparite due donne che chiedevano trasparenza per la campagna di vaccinazione. Condanne per giornalisti e attivisti. Colpiti anche avvocati e attivisti per i diritti umani. Gli esperti dell’OMS visitano il mercato del pesce a Wuhan, dove alcuni suppongono si sia diffuso il virus.
Le autorità continuano a reprimere il dissenso legato alla gestione della pandemia da COVID-19. Ciò malgrado la presenza a Wuhan degli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, chiamati a indagare sulle origini del coronavirus. È quanto ha riportato ieri Chinese Human Rights Defenders (CHRD) nel suo ultimo report sul rispetto dei diritti umani in Cina.
Hua Xiuzhen, una donna di Shanghai, è scomparsa il 13 gennaio, dopo essere stata arrestata dalla polizia del distretto cittadino di Yangpu. Hua ha chiesto più trasparenza dal governo per i programmi di vaccinazione, come quello per il COVID
Hua Xiuzhen, una donna di Shanghai, è scomparsa il 13 gennaio, dopo essere stata arrestata dalla polizia del distretto cittadino di Yangpu. Hua ha chiesto più trasparenza dal governo per i programmi di vaccinazione, come quello per il COVID.
È la stessa richiesta fatta da He Fangmei, una cittadina dell’Henan sparita dalla circolazione lo scorso ottobre. Entrambe hanno figli rimasti debilitati dopo l’iniezione di un vaccino difettoso.
La stretta del governo sulla pandemia ha colpito anche i giornalisti. Zhang Zhan, che ha raccontato il lockdown a Wuhan, è stata condannata a quattro anni di carcere per aver “creato disordini”. Dei suoi colleghi Fang Bin e Chen Qiushi non si hanno notizie da tempo.
Chen Mei e Cai Wei, due attivisti che hanno provato a conservare informazioni sulla pandemia censurate dalle autorità, sono ancora agli arresti. Anche Xu Zhiyong e Ding Jiaxi sono in prigione per aver criticato il modo in cui Xi Jinping ha gestito l’emergenza sanitaria. Xu e Ding sono due noti esponenti del Movimento dei nuovi cittadini.
È la stessa richiesta fatta da He Fangmei, una cittadina dell’Henan sparita dalla circolazione lo scorso ottobre. Entrambe hanno figli rimasti debilitati dopo l’iniezione di un vaccino difettoso
Il regime ha preso inoltre di mira alcuni avvocati per i diritti umani. Il 15 gennaio Lu Siwei si è visto ritirare la licenza per svolgere la pratica legale. Il suo collega Ren Quanniu è invece sotto procedimento disciplinare. Lu e Ren hanno difeso alcuni dei 12 attivisti pro-democrazia di Hong Kong arrestati nel Guangdong in agosto. Un altro avvocato, Xi Xiangdong, rischia di perdere la licenza professionale: egli ha rappresentato diverse famiglie vittime di abusi da parte delle autorità, oltre al noto dissidente Wang Quanzhang.
Il 29 gennaio è scomparso anche Guo Feixiong, un prigioniero di coscienza imprigionato per sei anni e sotto costante controllo della polizia dalla sua scarcerazione nell’agosto del 2019. Guo aveva iniziato uno sciopero della fame il 28 gennaio; si trovava nell’aeroporto Pudong di Shanghai. Le autorità gli hanno impedito di raggiungere negli Usa la moglie malata di cancro.
Il giro di vite del governo arriva mentre il team investigativo dell’OMS continua a raccogliere informazioni sulla diffusione del COVID a Wuhan, dove il morbo polmonare è apparso la prima volta. Ieri, tra stretti controlli delle forze dell’ordine, i 14 esperti hanno visitato il mercato del pesce di Huanan, dove alcuni suppongono si sia diffuso il virus.
Gli investigatori hanno chiesto accesso a due laboratori cittadini di epidemiologia. Diversi osservatori dubitano però che il governo cinese collaborerà appieno con gli esperti OMS
Gli investigatori hanno chiesto accesso a due laboratori cittadini di epidemiologia. Diversi osservatori dubitano però che il governo cinese collaborerà appieno con gli esperti OMS. I familiari delle vittime del COVID-19 a Wuhan esigono di incontrare il team OMS. Il governo cinese si oppone alla richiesta: un ulteriore ostacolo allo svolgimento della missione internazionale.
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Epidemie
Parassita diarroico si diffonde in America
Le autorità sanitarie statunitensi stanno faticando a identificare la fonte di un’intossicazione alimentare che causa diarrea grave e disidratazione. Almeno 145 persone in 17 stati sono risultate positive al parassita Cyclospora cayetanensis.
I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno riconosciuto che è probabile che ci siano molti più casi non diagnosticati.
Dall’inizio di maggio, venti persone sono state ricoverate in ospedale a causa dell’epidemia, sebbene non siano stati segnalati decessi. Nuova York è emersa come uno dei principali focolai, con un numero di persone infette dal parassita che varia tra 31 e 80.
Casi di ciclosporiasi sono stati identificati anche in Alaska, Colorado, Connecticut, Florida, Georgia, Illinois, Louisiana, Massachusetts, Carolina del Nord, Ohio, Pennsylvania, Tennessee, Texas, Virginia e Wisconsin.
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La malattia in genere causa diarrea acquosa esplosiva, insieme a una serie di altri sintomi gastrointestinali, tra cui gonfiore, flatulenza, crampi allo stomaco, nausea e vomito. Alcune persone riferiscono anche affaticamento e febbre, mentre altre non sviluppano alcun sintomo.
Secondo il CDC, la ciclosporiasi si contrae solitamente consumando cibo o acqua contaminati da feci, e i sintomi compaiono in genere circa una settimana dopo l’esposizione.
Sebbene la malattia possa essere curata con antibiotici, non viene rilevata dalla maggior parte degli esami di laboratorio di routine, con conseguente numero considerevole di casi non diagnosticati. Se non trattata, l’infezione può durare oltre un mese, e la sua caratteristica principale è rappresentata da episodi ricorrenti di diarrea.
Tale microscopico parassita è endemico nei paesi tropicali e subtropicali, tra cui Guatemala, Perù e Nepal. Non vi sono prove che sia in grado di trasmettersi da uomo a uomo. Poiché la maggior parte delle persone a cui è stata diagnosticata la ciclosporiasi nel corso dell’epidemia in corso non aveva viaggiato di recente al di fuori degli Stati Uniti, le autorità sanitarie sospettano che la fonte sia da ricercarsi in prodotti ortofrutticoli distribuiti a livello nazionale.
Secondo quanto dichiarato dai funzionari, «le autorità sanitarie locali, statali e federali (CDC, FDA) stanno indagando su diversi focolai di casi in più di uno stato. Le indagini per identificare le potenziali fonti sono tuttora in corso».
Precedenti focolai di ciclosporiasi negli Stati Uniti sono stati collegati a coriandolo, lamponi, piselli, lattuga e basilico importati dal Messico.
Il CDC raccomanda di lavare le verdure a foglia verde con acqua corrente fredda per ridurre al minimo il rischio di esposizione.
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Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
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Epidemie
Rapporto OMS avverte: entro settembre rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo entro settembre
L’attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale ha registrato il maggior numero di casi confermati nel primo mese rispetto a qualsiasi altra epidemia precedente.
Il ceppo Bundibugyo del virus Ebola ha infettato oltre 1.000 persone e ne ha uccise 267 in Congo, causando inoltre 20 infezioni e 2 decessi nella vicina Uganda. Gli esperti ritengono che il virus si stesse diffondendo da mesi prima di essere individuato e ufficialmente dichiarato un focolaio. A differenza delle precedenti epidemie, localizzate in aree rurali, questa ha colpito zone urbane più densamente popolate.
L’Ufficio Africa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il 25 giugno un rapporto su The Lancet, avvertendo di un previsto raggiungimento di 8.210 casi confermati e 1.420 decessi entro metà settembre. Il loro modello computerizzato, basato sullo scenario peggiore, prevede 66.000 casi entro settembre. Vi sono indicazioni che gli operatori sanitari siano stati efficaci nel rallentare il tasso di trasmissione laddove hanno potuto operare.
Le comunità isolate, inizialmente restie a collaborare con gli operatori sanitari, ora comprendono la gravità della crisi e chiedono aiuto. Le autorità stanno reclutando 20.000 operatori sanitari della zona per potenziare il tracciamento dei contatti e altre iniziative.
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Tuttavia, una delle principali difficoltà nella lotta contro la malattia è la crisi umanitaria, con un milione di persone fuggite dai combattimenti nel Congo orientale e costrette a vivere in campi profughi sovraffollati. Sono stati accertati casi di Ebola in almeno tre di questi campi, ma gli operatori sanitari non possono accedervi a causa del conflitto. Il dottor Jean Kaseya, direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha affermato: «Non possiamo fermare questa epidemia senza risolvere il problema umanitario».
Questa settimana inizieranno in Congo le sperimentazioni cliniche su due farmaci contro il virus Ebola Bundibugyo. Uno è il molto controverso remdesivir (la cui inefficacia per il COVID, sei anni fa, era stata affermata proprio dall’OMS…), un antivirale prodotto da Gilead Sciences, e l’altro è l’anticorpo monoclonale MBP-134 di MappBio, che qualcuno spera di utilizzare in futuro come vaccino per prevenire la malattia. Attualmente la sperimentazione con i due farmaci è progettata per verificare l’efficacia di una delle due terapie contro questa forma di Ebola.
Lo sviluppo di questi due farmaci è stato finanziato dal governo degli Stati Uniti, ma i fondi per affrontare l’epidemia sono arrivati con lentezza. Dei 910 milioni di dollari promessi dalla comunità internazionale, solo il 13% è stato erogato. Il presidente Trump ha richiesto 1,4 miliardi di dollari al Congresso, ma la maggior parte di questa somma è destinata ad aiutare gli americani, non la popolazione del Congo orientale.
La sua richiesta include 500 milioni di dollari per impedire la diffusione del virus negli Stati Uniti, altri 90 milioni di dollari per le attività diplomatiche e per l’evacuazione e il trasporto dei cittadini statunitensi esposti al virus, e 800 milioni di dollari per costruire un centro di quarantena in Kenya per gli americani esposti al virus.
Come riportato da Renovatio 21, il Kenya ha già bloccato il progetto statunitense per la struttura di cura dell’Ebola. Dei 800 milioni di dollari che erano stati stanziati, una parte sarebbe destinata alla fornitura di materiali, medicinali e alla costruzione di una rete logistica regionale.
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Un mese fa l’OMS aveva segnalato la prima guarigione confermata dall’epidemia del ceppo Bundibugyo. La responsabile tecnica dell’agenzia, Anais Legand, ha dichiarato che un paziente risultato positivo all’Ebola è guarito ed è stato dimesso dall’ospedale il 27 maggio dopo aver ricevuto due risultati negativi al test.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
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Immagine di World Bank Photos via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
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