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Utero in affitto

Una donna russa vuole 105 bambini surrogati e ha i soldi per pagarli

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge

 

 

I media russi sono stati in fermento per la notizia per cui una donna di 23 anni di Mosca di nome Christina Ozturk e suo marito hanno intrapreso l’ambizioso progetto di avere 105 dei loro figli biologici. Ne hanno già 11 nella loro famiglia, una avuta dalla stessa Christina  e 10 negli ultimi due anni con madri surrogate.

 

Christina Ozturk e suo marito hanno intrapreso l’ambizioso progetto di avere 105 dei loro figli biologici. Ne hanno già 11 nella loro famiglia, una avuta dalla stessa Christina  e 10 negli ultimi due anni con madri surrogate

La signora Ozturk ha incontrato il marito di 56 anni, Galip, un uomo d’affari turco che vive in Georgia, in un resort a Batumi, dove esiste una consolidata industria della maternità surrogata.

 

Ogni bambino costa circa 8.000 euro, ma il signor Ozturk, proprietario di una catena di hotel, dice che se la può cavare facilmente. I media turchi lo descrivono come un miliardario , anche se lui lo nega. Il progetto sembra essere stato una sua idea.

 

«Non so quanti saranno alla fine, ma di certo non abbiamo intenzione di fermarci a 10», dice Christina. «Semplicemente non siamo pronti per parlare del numero finale. Tutto ha il suo tempo». Ha menzionato 105 come limite massimo sul suo account Instagram, anche se in un recente post ha fatto marcia indietro.

 

La situazione familiare è piuttosto strana. I fatti sono difficili da confermare quando devono essere filtrati attraverso russo, georgiano e turco, ma sembra che Ozturk abbia fatto fortuna in Turchia nell’industria degli autobus, sia stato costantemente coinvolto in scandali finanziari ed è fuggito dal paese dopo essere stato condannato all’ergastolo reclusione per un omicidio, apparentemente lasciando indietro sua moglie e otto figli.

«Non so quanti saranno alla fine, ma di certo non abbiamo intenzione di fermarci a 10», dice Christina. «Semplicemente non siamo pronti per parlare del numero finale. Tutto ha il suo tempo»

 

Christina era una mamma single quando ha incontrato l’amore della sua vita, che aveva già otto figli, dai 12 ai 34 anni. Quindi non sarà solo una famiglia mista, ma una famiglia satura. Prendersi cura di 11 bambini piccoli richiede un esercito di aiutanti e un controllo costante delle madri surrogate.

 

«La clinica di Batumi sceglie per noi madri surrogate e si assume la piena responsabilità del processo», ha detto Christina al sito web russo woman.ru. «Non conosciamo personalmente le madri surrogate e non abbiamo contatti diretti con loro per evitare problemi dopo la gravidanza. Tutta la comunicazione avviene attraverso la clinica, monitoriamo solo gli indicatori di salute».

 

Alcune madri surrogate si affezionano al bambino e si rifiutano di abbandonarlo, anche se in base alla legge georgiana devono farlo. Christina suggerisce di aver già costretto una donna a consegnare il bambino

Alcune madri surrogate si affezionano al bambino e si rifiutano di abbandonarlo, anche se in base alla legge georgiana devono farlo. Christina suggerisce di aver già costretto una donna a consegnare il bambino.

 

(…)

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

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Arte

Bollywood fa un film sulla maternità surrogata (e i pro-life italiani sono ebeti)

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È arrivato il primo film di Bollywood – la Hollywood di Bombay, in India – sulla maternità surrogata.

 

Come noto, l’India è stata per anni il Paese dell’utero in affitto par excellence, dove era possibile per molte coppie straniere, omosessuali e non, prodursi il bambino in provetta, impiantarlo nell’utero di una ragazza (spesso di bassa estrazione sociale, sposata con altri figli) pagando un prezzo irrisorio rispetto a quello che chiedono le «madri surrogate» in Paesi come gli Stati Uniti. L’aggiunta di una classe medica in genere rispettata faceva dell’India il paradiso della surrogacy, con intere «fabbriche» di donne ingravidate artificialmente su commissione a vivere insieme come animali da allevamento mentre prostituiscono il loro grembo agli abbienti.

 

Una nuova pellicola intitolata Mimi, prodotta da Netflix per il mercato del subcontinente, declina il commercio internazionale della maternità surrogata  secondo gli stilemi tipici della cinematografia indiana – cioè, almeno cinque balletti a film, qualunque sia il tono e il tema.  Secondo Bioedge, l’opera «tocca ancora alcune delle questioni etiche fondamentali coinvolte quando una donna affitta il suo grembo per soldi».

 

Il plot: una coppia americana in vacanza in Rajasthan viene abbagliata dalla bellezza della ballerina Mimi – che sarà al centro delle mega-coreografie dei balletti di intermezzo – e cerca di circuirla tramite un furbo tassista che convince la ragazza a firmare un contratto.

 

La pellicola ha destato polemiche perché percepita come anti-aborto.

La cosa fa adirare i genitori di Mimi, e la faccenda si complica quando un’ecografia rivela che il bimbo che porta in grembo su commissione ha la sindrome di down.

 

La coppia americana le comanda di abortire il bambino, Mimi invece decide di tenerselo.

 

Il bambino poi nascerà sano, quindi i coniugi statunitensi si offrono di prenderselo, ma la fanciulla si oppone con forza. Gli americani, quindi, si consolano trovando un altro bambino da portarsi a casa. Happy ending, cioè Hollywood ending. Cioè, Bollywood ending…

 

 

La pellicola ha destato polemiche perché percepita come anti-aborto.

 

«Mimi (…) è un tentativo di riportare indietro di decenni la società indiana, denunciando il diritto di una donna di scegliere un aborto sancito dal Medical Termination of Pregnancy Act, 1971», ha scritto Anna Vetticad su Firstpost.

Quando ci renderemo conto della mostruosità della fecondazione in vitro sarà sempre troppo tardi: perché in Italia già da un lustro il numero di embrioni distrutti dalla FIVET è superiore al numero degli aborti.

 

«Contrariamente alla falsa impressione creata dai media inglesi indiani che i soli conservatori musulmani e cristiani siano anti-choice, la verità è che i religionisti di tutte le comunità prendono questa posizione».

 

Renovatio 21 si stupisce ancora come il mondo religioso (non solo cattolico, ma soprattutto quello) guardi al dito dell’aborto senza nemmeno intravedere la luna della fecondazione artificiale: un numero immane di embrioni umani viene sacrificato nell’operazione, e ciascuno embrione scartato, ucciso, gettato via rappresenta un aborto in sé e per sé – in aggiunta all’abominio, teologicamente non ancora definito, della creazione di esseri umani in laboratorio.

 

Ogni bambino in vitro che nasce rappresenta decine di suoi fratelli che sono morti nell’operazione di creazione sintetica della vita umana. E ciò è vero soprattutto in India, dove non vi erano limiti alla creazione e all’impianto di embrioni: chi scrive ricorda siti internet che promuovevano l’impianto anche di 20 embrioni alla volta, indicando come il danaro speso in una clinica IVF inglese sarebbe buttato, essendoci lì un limite di poche unità.

 

Maggiore è il numero di embrioni impiantati , maggiore è il numero non solo di possibili parti plurigemellari, ma di morti certi , così come – argomento di cui mai si tratta – maggiore è la possibilità di incorrere nel raccapricciante fenomeno del chimerismo: un solo corpo, ma due DNA, esseri umani nati dalla fusione di due embrioni, con organi che hanno diverso codice genetico, e problemi medici allucinanti (il «fratello» assorbito può continuare a crescere per decenni dentro il corpo del «fratello ospite»). Il fenomeno delle chimere umane è, ovviamente, in aumento.

 

Tornando al film, viene da chiedere: di chi era il seme impiantato nel grembo di Mimi? Del signore americano? L’ovulo era della bella Mimi – che quindi era hitlerianamente scelta per la sua avvenenza – o era della signora americana? In ambo i casi, possibile che i «committenti» abbandonino in India un loro figlio genetico, dopo averne chiesto la morte?

 

Il mondo cattolico, quelle le sue sigle attiviste di cartapesta, da anni conduce un’operazione di distrazione di massa: induce i fedeli impegnati a ossessionarsi con l’utero in affitto, quando assai più grave è l’uso indiscriminato (e oramai accettato, se non auspicato dal neocattolicesimo) della provetta.

Quando ci renderemo conto della mostruosità della fecondazione in vitro sarà sempre troppo tardi: perché in Italia già da un lustro il numero di embrioni distrutti dalla FIVET è superiore al numero degli aborti.

 

Il mondo cattolico, quelle le sue sigle attiviste di cartapesta, da anni conduce un’operazione di distrazione di massa: induce i fedeli impegnati (i pochi rimasti) a ossessionarsi con l’utero in affitto, quando assai più grave è l’uso indiscriminato (e oramai accettato, se non auspicato dal neocattolicesimo) della provetta.

 

Come dicevamo prima, tengono la vostra attenzione sul dito, per non farvi vedere la luna che splende sull’ecatombe del 21° secolo.

 

Secondo il proverbio cinese, solo gli idioti guardano il dito: ma vediamo bene i loro beniamini schiavi dei vescovi saltellare danzanti in una coreografia di Bollywood.

 

Questo oramai, lo abbiamo capito, è il mondo pro-life italiano: un sistema di intrattenimento – davvero pessimo come lo sono praticamente tutti i film indiani.

 

 

 

 

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Bioetica

Riproduzione artificiale per lesbiche ed embrioni uomo-animale: l’Assemblea Nazionale francese vara la «legge bioetica»

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I deputati francesi hanno approvato definitivamente con 326 voti, 115 e 42 astenuti, il cosiddetto «disegno di legge sulla bioetica» e il suo provvedimento principale, l’apertura della procreazione medicalmente assistita (cioè, la riproduzione artificiale attraverso esseri umani prodotti in provetta) alle coppie di lesbische e pure alle donne single.

 

La legge inoltre apre agli esperimenti di ingegneria genetica più disumani – letteralmente, disumani.

 

Il testo estende  la riproduzione artificiale ma anche la ricerca sulle cellule staminali embrionali e la produzione di embrioni chimerici, che sono esseri dotati di DNA diversi, ad esempio con geni umani e di ratto (i cosiddetti «topi umanizzati» tanto usati nei laboratori moderni), o di uomo e maiale, uomo e capra, etc.

Il segretario di Stato incaricato dei bambini e delle famiglie presso il ministro della Solidarietà e della Salute, Adrien Taquet, ha parlato a ragione di «un momento della storia»: con questo testo di legge la Francia certifica il suo status di Nazione della Cultura della Morte, come da evidente piano di Macron e dei suoi pupari sin dall’inizio.

 

Il testo estende quindi la riproduzione artificiale ma anche la ricerca sulle cellule staminali embrionali e la produzione di embrioni chimerici, che sono esseri dotati di DNA diversi, ad esempio con geni umani e di ratto (i cosiddetti «topi umanizzati» tanto usati nei laboratori moderni), o di uomo e maiale, uomo e capra, etc.

 

Prima dell’adozione di questa legge, «solo» le coppie eterosessuali (sposate, in unione civile o in convivenza) con problemi di fertilità accertati da un medico o quelle in cui uno dei componenti della coppia era portatore di una grave malattia avevano accesso alla procreazione assistita.

 

Le donne lesbiche e single, fino a 43 anni, potranno ora eseguire la riproduzione assistita in Francia, con gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.

 

Ogni paziente dovrà sostenere più colloqui con un medico o un’equipe medica specializzata in fertilità e, dopo un periodo di riflessione di uno o due mesi, dovrà confermare la sua richiesta per iscritto al medico. Quattro tentativi di fecondazione in vitro e sei inseminazioni artificiali saranno interamente rimborsati dalla Previdenza Sociale (l’inseminazione artificiale costa in media 950 euro, mentre un tentativo di fecondazione in vitro tra 3000 e 4000 euro).

Questa è fondamentalmente una luce verde per la maternità surrogata.

 

Se entrambi i membri della coppia hanno un problema di infertilità, o se esiste un rischio di malattia genetica per il bambino, o nel caso di una coppia lesbica sterile o di una donna single, il trasferimento dell’embrione può essere utilizzato previa decisione di un giudice.

 

Questa è fondamentalmente una luce verde per la maternità surrogata.

 

Questa è fondamentalmente una luce verde per la maternità surrogata.

Il bambino sarà legalmente senza padre per sempre

 

«Oltre alla riproduzione assistita per donne single e lesbiche, un altro importante cambiamento nella legge sulla bioetica riguarda la rimozione dell’anonimato per i donatori di sperma e ovuli» scrive il sito belga Médias Presse-Info.

 

L’articolo 3 conferisce a qualsiasi persona concepita mediante procreazione medicalmente assistita con un terzo donatore il diritto di accedere all’identità di questo donatore quando raggiunge la maggiore età, ma in nessun caso può essere stabilita la parentela con il donatore. Il bambino sarà legalmente senza padre per sempre.

 

Ma non solo: ciò implica che i donatori di gameti dovranno ora accettare che la loro identità verrà un giorno rivelata al bambino e decidere a favore dell’autoconservazione dei gameti per le future gravidanze.

 

Nell’atto di nascita completo del bambino sarà quindi scritto che «le due madri hanno riconosciuto il bambino in questa data davanti a un notaio»

Quanto alla genitorialità delle coppie lesbiche, alla donna che ha partorito, la sua filiazione sarà stabilita nell’atto di nascita; per il suo partner, il rapporto di parentela sarà formalizzato dal riconoscimento congiunto davanti a un notaio. Nell’atto di nascita completo del bambino sarà quindi scritto che «le due madri hanno riconosciuto il bambino in questa data davanti a un notaio».

La ricerca sull’embrione umano, compresa la produzione di chimere, può ora durare fino a 14 giorni, rispetto ai 7 giorni precedenti. I protocolli di ricerca effettuati sulle cellule staminali embrionali saranno oggetto di un semplice avviso di ricevimento da parte dell’Agenzia di Biomedicina prima della loro attuazione (e non di un’autorizzazione).

 

Con il pretesto di rinnovare il regime giuridico, la legge liberalizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, la creazione di gameti artificiali, copie di embrioni umani (artt. 14 e 15), embrioni chimerici, embrioni transgenici (art. 17).

 

Con il pretesto di rinnovare il regime giuridico, la legge liberalizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, la creazione di gameti artificiali, copie di embrioni umani (artt. 14 e 15), embrioni chimerici, embrioni transgenici (art. 17)

Questa votazione è avvenuta dopo vari botta e risposta tra Assemblea e Senato francesi che avevano bocciato il testo a giugno, dopo quattro anni dalla presentazione del disegno di legge da parte del Governo il 24 luglio 2017.

 

I testi attuativi della legge sono già stati preparato affinché «i primi bambini possano essere concepiti entro la fine del 2021», ha indicato il ministro della Salute Olivier Véran, che ha accolto nelle ore precedenti il ​​voto finale «un testo misurato che corrisponde alle aspettative della società francese».

 

In un comunicato la Fondazione Lejeune, che si è battuta contro questo disegno di legge, ha chiarito: «con questa legge tutto è ora possibile», tutto ciò che è più insensato e più antinaturale, antiumano.

 

«Con questa legge tutto è ora possibile», tutto ciò che è più insensato e più antinaturale, antiumano.

Non c’è più limite al peggio, alla maternità surrogata, all’utero artificiale e alle altre follie degli apprendisti stregoni che si prendono per Dio.

 

 

Ingegneria genetica e chimere, la nuova legge bioetica francese

 

Embrioni chimera e sacrifici umani: ecco la nuova legge bioetica francese

 

 

 

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Eugenetica

Eugenetica ieri ed oggi: quali pericoli?

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Eugenics (traducibile in Eugenica o Eugenetica) fu una parola introdotta da Francis Galton nel 1883.

 

Francis Galton (1822-1913), cugino di Charles Darwin, fu attratto dalla scoperta delle leggi dell’evoluzione e della selezione naturale del celebre cugino a tal punto da interessarsi con passione crescente allo studio genealogico degli «uomini di genio». Galton era convinto che, nella formazione della personalità dell’uomo, l’ambiente sociale avesse un ruolo trascurabile, laddove invece erano predominanti i caratteri biologici innati ereditari (potremmo chiamarlo «determinismo biologico»).

 

Dobbiamo quindi tener sempre presente quanto ogni forma di determinismo , negando la libertà della persona e la responsabilità dell’uomo, possa condurre ad esiti disumanizzanti e razzistici con conseguenze catastrofiche.

 

L’eugenetica ebbe così tanto successo che negli USA, dal 1907 in poi, ben ventisette Stati adottarono  leggi che risentirono dell’influenza di quel clima «eugenetico» e furono allestite campagne a favore della sterilizzazione

L’eugenetica ebbe così tanto successo che negli USA, dal 1907 in poi, ben ventisette Stati adottarono  leggi che risentirono dell’influenza di quel clima «eugenetico» e furono allestite campagne a favore della sterilizzazione.

 

All’inizio del Novecento, decine di migliaia di cittadini americani furono sterilizzati, grazie a leggi come quelle dello Stato dell’Indiana (1907) che, come recitava la stessa legge:  «Prevedeva la sterilizzazione obbligatoria, nelle istituzioni statali, di idioti, imbecilli e criminali».

 

Come si è potuto arrivare a tanto errore ed orrore ? Quali sono state le cause più profonde di questi crimini, celati sotto il velo pseudoscientifico dell’eugenetica ?

 

Nel saggio di Gilbert Keith Chesterton Eugenetica e altri malanni, pubblicato nel 1922, il grande scrittore inglese, del quale è stato avviato il processo di beatificazione, scorse un filo rosso pericoloso che partiva dall’evoluzionismo ed approdava all’eugenetica.

 

All’inizio del Novecento, decine di migliaia di cittadini americani furono sterilizzati, grazie a leggi come quelle dello Stato dell’Indiana (1907) che, come recitava la stessa legge:  «Prevedeva la sterilizzazione obbligatoria, nelle istituzioni statali, di idioti, imbecilli e criminali».

Chesterton (1874-1936) vide infatti un connubio terribile tra l’evoluzionismo di Charles Darwin (1809-1882), l’eugenetica di Francis Galton  ed il superomismo di Friedrich Nietzsche (1844-1900). Una miscela esplosiva contro i più elementari diritti della persona e della famiglia.

 

Ne intuì soprattutto il fascino drammatico che queste teorie (o, forse meglio, utopie) avrebbero suscitato nelle generazioni successive e ne previde le tragiche conseguenze.

 

In merito all’attacco alla famiglia, basterebbe leggere queste poche righe di Charles Darwin per rendersene esatto conto. L’autore dell’Origine delle specie nel 1871 pubblicò L’origine dell’uomo, così scrivendo:

 

«L’uomo ricerca con cura il carattere, la genealogia dei suoi cavalli, del suo bestiame e dei suoi cani, prima di accoppiarli; ma quando si tratta del suo proprio matrimonio, di rado o meglio mai, si prende tutta questa briga. Eppure l’uomo potrebbe, mediante la selezione, fare qualcosa, non solo per la costruzione somatica dei suoi figli, ma anche per le loro qualità intellettuali e morali. I due sessi dovrebbero star lontani dal matrimonio quando sono deboli di mente e di corpo; ma queste speranze sono utopie, e non si realizzeranno mai, neppure in parte, finché le leggi dell’ereditarietà non saranno completamente conosciute. Il progresso del genere umano è un problema difficile da risolvere; quelli che possono evitare una grande povertà per i loro figli dovrebbero astenersi dal matrimonio, perché la povertà non è soltanto un gran male, ma tende ad aumentare perché provoca l’avventatezza del matrimonio».

 

Chesterton vide infatti un connubio terribile tra l’evoluzionismo di Charles Darwin, l’eugenetica di Francis Galton  ed il superomismo di Friedrich Nietzsche. Una miscela esplosiva contro i più elementari diritti della persona e della famiglia.

Dalla fine dell’Ottocento alla Depressione del 1929, quasi la metà dei genetisti statunitensi erano coinvolti nel movimento eugenetico.

 

Perfino lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt (1858-1919) – da non confondersi con il successivo Franklin Delano Roosevelt- nel 1910 così dichiarava :

 

«Un giorno noi tutti realizzeremo che il primo dovere di ogni buon cittadino, uomo o donna, di giusta razza, è quello di lasciare la propria stirpe dietro di sé nel mondo; e che, nello stesso tempo, non è di alcun vantaggio consentire una simile perpetuazione di cittadini di razza sbagliata. Il grande problema della civiltà è di riuscire ad ottenere, nella popolazione, l’aumento degli elementi di valore rispetto a quelli di poco valore o che risultano addirittura nocivi… Per raggiungere questo obbiettivo è indispensabile prendere piena coscienza dell’immensa influenza esercitata dalla ereditarietà… Spero ardentemente che agli uomini disonesti venga impedito del tutto di procreare; e che ciò avvenga non appena la cattiva natura di questa gente sia stata sufficientemente provata. I criminali dovrebbero essere sterilizzati e ai malati di mente dovrebbe essere vietato avere dei figli… E’ importante che solo la brava gente si perpetui».

 

Dalla fine dell’Ottocento alla Depressione del 1929, quasi la metà dei genetisti statunitensi erano coinvolti nel movimento eugenetico

Non bisogna dimenticare che a  Theodore Roosevelt fu conferito il Premio Nobel per la Pace nel 1906.

 

Un altro Premio Nobel di fisiologia e medicina, Konrad Lorenz  (1903-1989), fondatore dell’etologia moderna, scriveva:

 

«Bisognerebbe, per la preservazione della razza, considerare un’eliminazione degli esseri per noi moralmente inferiori ancora più severa di quanto non lo sia oggi [1940]… Dobbiamo – e ne abbiamo il diritto – affidarci ai migliori di noi e incaricarli di compiere una selezione che determinerà la prosperità o l’annientamento del nostro popolo…Nei tempi preistorici la selezione in base alla durezza, all’eroismo, all’utilità sociale era fatta solo dai fattori esterni ostili. Bisogna che questo ruolo venga ripreso oggi da un’organizzazione umana, altrimenti l’umanità, in mancanza di fattori selettivi, sarà annientata dalla degenerescenza dovuta all’addomesticamento».

 

Perché uomini di scienza e di intelletto poterono arrivare a tali feroci conclusioni?

«Bisognerebbe, per la preservazione della razza, considerare un’eliminazione degli esseri per noi moralmente inferiori ancora più severa di quanto non lo sia oggi» Konrad Lorenz

 

Credo che ci possa soccorrere in questo la figura paradossale del prete-investigatore scaturito dalla fertile mente di Chesterton : il famoso Padre Brown.

 

Nel Segreto di Padre Brown, Chesterton immagina che il prete, divenuto famoso per le sue ingegnose e risolutive indagini, venga intervistato da un giornalista americano (Mr. Chace), il quale, interrogandolo sulla scienza investigativa, fa rivelare a Padre Brown il suo segreto:

 

«La scienza è una grande cosa e nel suo vero significato è una delle più grandi parole del mondo. Ma che cosa pensano gli uomini, nove volte su dieci, quando pronunciano questa parola?… Essi considerano l’uomo dall’esterno e lo studiano come fosse un gigantesco insetto, e questo atteggiamento che essi chiamano la fredda luce imparziale della scienza, io la chiamo una luce morta ed inumana. Essi si allontanano dall’uomo, come se fosse un remoto mostro preistorico; osservano il suo “cranio criminale” come se fosse una specie di strana escrescenza, simile al corno sul naso del rinoceronte. Quando uno scienziato parla di un “tipo” egli non intende mai se stesso, ma sempre il suo prossimo, e probabilmente il suo prossimo più povero. Io non nego che la fredda luce della scienza possa talvolta andar bene, benché, in un certo senso, essa sia il vero contrario della scienza stessa. Invece di essere conoscenza, essa è in realtà la soppressione di ciò che conosciamo. È il trattare un amico come un estraneo, fingendo che ciò che ci è familiare sia in realtà remoto e misterioso… Bene, quello che voi chiamate “il segreto” è esattamente l’opposto. Io non cerco di guardare l’uomo dall’esterno…Io sono dentro un uomo».

 

L’eugenismo ha assunto oggi caratteri ancor più aggressivi, in considerazione del delirio d’onnipotenza della tecnocrazia e del ruolo imperversante dei media

Padre Brown non accetta quindi il folle itinerario di quella «scienza» che possa prescindere dall’uomo nella sua integrità; non assume quel metodo scientifico che rende trascurabile l’umanità e la salvezza della persona.

 

Il riproporre questo testo di cento anni fa (Eugenetica e altri malanni edito in lingua italiana da Cantagalli) deve innanzitutto avere lo scopo di rammentarci che non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia; anzi, per molti aspetti, l’eugenismo ha assunto oggi caratteri ancor più aggressivi, in considerazione del delirio d’onnipotenza della tecnocrazia e del ruolo imperversante dei media.

 

Nel 1998, Jeremy Rifkin, economista e saggista statunitense, in un suo libro dal titolo Il secolo Biotech. Il commercio genetico e l’inizio di una nuova era scriveva: 

 

«Più di uno scienziato sostiene che potrebbe essere possibile far crescere all’interno di uteri artificiali alcuni cloni umani privi di encefalo: questi potrebbero essere poi usati come pezzi di ricambio durante la vita dei donatori le cui cellule sono state clonate» Jeremy Rifkin

«Le nuove scoperte sulle tecnologie della riproduzione – inclusi il congelamento e lo stoccaggio a lungo termine degli spermatozoi, delle uova e degli embrioni – le tecniche di fecondazione in vitro, il trapianto di embrioni e la maternità surrogata, stanno rivoluzionando la riproduzione umana e il concepimento, rendendo possibile, a un livello superiore, la manipolazione artificiale dei feti».

 

Egli aggiunse ancora:

 

«Più di uno scienziato sostiene che potrebbe essere possibile far crescere all’interno di uteri artificiali alcuni cloni umani privi di encefalo: questi potrebbero essere poi usati come pezzi di ricambio durante la vita dei donatori le cui cellule sono state clonate».

 

Lo scenario prospettato è, a dir poco, agghiacciante e davanti ai nostri occhi, oggi, sembra sempre più realizzarsi.

Qualcuno potrebbe risentirsi del fatto che nuove tecniche di ingegneria genetica siano comparate all’eugenetica, che riporta all’esperienza nazista… al posto degli slogan sulla purezza razziale, i nuovi eugenisti parlano più pragmaticamente di un’economia più efficiente, di migliori prestazioni e di una migliore qualità della vita… la nuova eugenetica trova sostegno nelle forze di mercato e nelle necessità dei consumatori

 

La «nuova eugenetica», fondata sulle biotecnologie, cerca di creare adesso in laboratorio il «nuovo Adamo».

 

Osserva ancora Rifkin:

 

«Oggi gli scienziati stanno sviluppando la più potente quantità di strumenti che sia mai stata concepita e che ha lo scopo di manipolare il mondo biologico. Tale potere, da poco scoperto, che si esercita sulla forza vitale del pianeta, sta sollevando, ancora una volta, lo spettro di un nuovo movimento eugenetico… Nei laboratori di tutto il mondo, i biologi molecolari operano scelte quotidiane a proposito di quale gene alterare, inserire o eliminare dal codice genetico di varie specie. Tutte queste sono decisioni di tipo eugenetico. Ogni volta che viene realizzato un mutamento genetico di questo tipo, gli scienziati, le corporazioni o lo Stato stanno implicitamente, se non esplicitamente, prendendo decisioni su quali siano i “geni giusti” che dovrebbero essere inseriti e preservati e quali siano i “geni sbagliati” che dovrebbero essere alterati o eliminati. Questo è esattamente il concetto base dell’eugenetica»

 

«Qualcuno potrebbe risentirsi del fatto che nuove tecniche di ingegneria genetica siano comparate all’eugenetica, che riporta all’esperienza nazista… al posto degli slogan sulla purezza razziale, i nuovi eugenisti parlano più pragmaticamente di un’economia più efficiente, di migliori prestazioni e di una migliore qualità della vita… la nuova eugenetica trova sostegno nelle forze di mercato e nelle necessità dei consumatori».

Chesterton denunciò con grande coraggio il nesso tra i «malfattori straricchi» (e citava esplicitamente Harriman, Carnegie, Rockefeller) e l’eugenetica; questi personaggi del capitalismo finanziarono generosamente queste ricerche e considerarono l’eugenetica una delle loro cause predilette

 

Chesterton denunciò con grande coraggio il nesso tra i «malfattori straricchi» (e citava esplicitamente Harriman, Carnegie, Rockefeller) e l’eugenetica; questi personaggi del capitalismo finanziarono generosamente queste ricerche e considerarono l’eugenetica una delle loro cause predilette.

 

Abbiamo ora lo stesso coraggio ad esempio nel denunciare le manipolazioni genetiche in favore del desiderio privato e ricco di possedere un figlio da parte di una coppia di omosessuali ? Abbiamo ora lo stesso coraggio nel citare le cliniche (o chi altri) che si prestano a favorire le pratiche di «utero in affitto» e a manipolare i geni per esaudire gli insani desideri di un’umanità impazzita ?

 

Quale umanità stiamo costruendo ? Possiamo ancora chiamarla “umanità” ?

 

Credo che a questi interrogativi la risposta di Chesterton sia ancora estremamente attuale.

 

 

Fabio Trevisan

 

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