Politica
Ulteriore petroliera sequestrata dagli americani
Gli Stati Uniti hanno sequestrato un’ulteriore petroliera nei Caraibi, sospettata di trasportare petrolio venezuelano in violazione delle sanzioni imposte a Caracas, hanno riferito funzionari militari americani.
L’operazione si inserisce nella strategia del presidente Donald Trump di rafforzare il controllo sulle esportazioni di greggio venezuelano, dopo il raid del 3 gennaio che ha portato al rapimento del presidente Nicolas Maduro. Si tratta della settima petroliera intercettata in acque internazionali da dicembre per aver aggirato le sanzioni unilaterali statunitensi.
Tra le navi già fermate figura la Marinera, battente bandiera russa, sequestrata nell’Atlantico settentrionale. Mosca ha denunciato l’azione come una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha dichiarato all’inizio della settimana che la Russia si aspetta il rilascio immediato dei membri russi dell’equipaggio.
Martedì il Comando Sud degli Stati Uniti ha comunicato che la petroliera Sagitta operava in contrasto con la «quarantena imposta da Trump», precisando che l’intervento mirava a garantire che le esportazioni di petrolio venezuelano fossero «correttamente coordinate».
The @USCG Cutter Vigilant has returned to #Florida after a 33-day patrol. The crew escorted a seized motor tanker, with support from the Department of War, that was operating without nationality in the #Caribbean Sea. Release: https://t.co/FNRBxx3RC7 @USNavy @USCGSoutheast pic.twitter.com/2Pgo0UvlY4
— USCG Atlantic Area (@USCGLANTAREA) January 20, 2026
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Il comunicato non ha indicato la posizione esatta della nave né la bandiera sotto cui navigava. È stato diffuso insieme a immagini aeree che mostrano militari muoversi rapidamente sul ponte della petroliera, senza ulteriori dettagli operativi resi noti.
La scorsa settimana Reuters ha rivelato che il Dipartimento di Giustizia statunitense ha avviato una serie di procedimenti di confisca civile, in gran parte riservati, presso tribunali federali, richiedendo mandati di sequestro per altre petroliere sospettate di eludere le sanzioni e di trasportare greggio legato al Venezuela. Le azioni colpiscono anche navi collegate a petrolio iraniano e russo, nell’ambito di una campagna più ampia volta a imporre il controllo sulle spedizioni di greggio venezuelano.
Poco dopo il rapimento di Maduro, Trump ha dichiarato che Washington avrebbe «gestito» il Venezuela durante una fase di transizione e che richiedeva «accesso totale… al petrolio e alle altre risorse del Paese». Il segretario all’Energia Chris Wright ha aggiunto che gli Stati Uniti intendono mantenere il controllo sulle vendite di petrolio venezuelano «a tempo indeterminato».
Le operazioni statunitensi hanno provocato una ferma condanna internazionale. La Russia ha definito il rapimento di Maduro una «flagrante violazione» del diritto internazionale, riaffermando la propria solidarietà al Venezuela «di fronte alle evidenti minacce neocoloniali e all’aggressione armata esterna», e chiedendo il rilascio immediato del presidente.
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Politica
Giovane attivista cattolico francese assassinato in strada dai militanti Antifa
NEW Video purportedly shows approximately a dozen Antifa extremists kicking a 23-year-old named Quentin to death in France Quentin was part of a security team responsible for protecting a group of women who came to protest a French politician pic.twitter.com/2ITNbdNeTX
— Ian Miles Cheong (@ianmiles) February 14, 2026
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Politica
La polizia fa irruzione negli uffici della Commissione Europea per una vendita immobiliare da 900 milioni di euro
La polizia belga ha condotto perquisizioni in diversi edifici della Commissione Europea a Bruxelles, nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di immobili di proprietà dell’UE per un valore complessivo di circa 900 milioni di euro, avvenuta nel 2024. L’operazione ha sottoposto l’esecutivo comunitario a un ulteriore scrutinio in tema di trasparenza e gestione finanziaria.
Le perquisizioni si sono svolte giovedì 12 febbraio in varie sedi della Commissione, inclusi uffici legati al dipartimento del bilancio.
L’indagine riguarda la cessione di 23 edifici della Commissione al fondo sovrano belga SFPIM (Société Fédérale de Participations et d’Investissement), operazione realizzata durante il precedente mandato della Commissione, quando Johannes Hahn ricopriva l’incarico di commissario al Bilancio e all’Amministrazione.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura Europea (EPPO). La portavoce Tine Hollevoet ha confermato che «l’EPPO sta svolgendo attività di raccolta prove nell’ambito di un’indagine in corso», precisando però che «non possiamo condividere ulteriori dettagli in questa fase per non pregiudicare le procedure e il loro esito».
Un portavoce della Commissione ha dichiarato che l’istituzione è «a conoscenza di un’indagine in corso» e ha espresso fiducia nel rispetto delle norme: «La vendita degli edifici ha seguito procedure e protocolli consolidati e siamo fiduciosi che il processo sia stato condotto in modo conforme». Ha inoltre assicurato la «piena cooperazione con l’EPPO e le autorità belghe competenti».
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La transazione da circa 900 milioni di euro rientra in una strategia più ampia della Commissione volta a ridurre di circa un quarto la superficie degli uffici, in risposta all’aumento del lavoro da remoto dopo la pandemia di COVID-19.
Sebbene non siano state ancora formulate accuse formali, le irruzioni arrivano in un momento politicamente sensibile per le istituzioni europee, già segnate negli ultimi anni da scandali di corruzione e violazioni etiche di rilievo, come Qatargate, Moroccogate e Pfizergate, che hanno alimentato critiche sull’opacità decisionale e sulla presunta influenza esterna.
L’inchiesta getta ulteriori ombre anche sulla recente dirigenza della Commissione: Didier Reynders, ex commissario alla Giustizia incaricato di «tutelare lo stato di diritto» negli Stati membri, è stato formalmente accusato di riciclaggio di denaro lo scorso novembre, a conclusione di un’indagine prolungata su operazioni finanziarie sospette.
Per un’Unione Europea già alle prese con un calo di fiducia da parte dei cittadini, l’immagine della polizia che entra nella sede della Commissione rischia di erodere ulteriormente la credibilità delle istituzioni comunitarie.
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Immagine di Ank Kumar via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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La Takaichi e il Jiminto stravincono le elezioni anticipate in Giappone
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