Persecuzioni
Task force nominata da Trump promette di «porre fine ai pregiudizi anticristiani»
La Casa Bianca ha istituito una task force per indagare sui presunti pregiudizi anticristiani all’interno delle agenzie federali, invitando i dipendenti a segnalare eventuali discriminazioni contro i cristiani tra i loro colleghi. Lo riporta la stampa americana.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ordinato la creazione di quella che viene chiamata «Task Force to Eradicate Anti-Christian Bias» («squadra speciale per eradicare il pregiudizio anticristiano») con un ordine esecutivo a febbraio. Secondo il documento, la task force ha il compito di individuare politiche e azioni all’interno dei dipartimenti federali che hanno illegittimamente discriminato i cristiani.
«L’amministrazione Biden ha adottato un comportamento clamoroso prendendo di mira i cristiani pacifici, ignorando i violenti reati anticristiani», ha affermato il procuratore generale Pam Bondi durante la riunione inaugurale della task force tenutasi martedì scorso, nella quale ha dichiarato che i cristiani sotto l’amministrazione di Joe Biden sono stati vittime di abusi e spionaggio da parte delle agenzie federali.
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La task force identificherà «politiche, pratiche o condotte anticristiane illegali all’interno del governo», nonché «individuerà e risolverà le carenze nelle pratiche esistenti e normative», ha affermato la Bondi.
Secondo quanto riferito, i dipendenti federali hanno ricevuto istruzioni di segnalare casi di questo tipo di discriminazione tra i loro colleghi.
Il Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA) ha chiesto ai propri dipendenti di segnalare casi di pregiudizio «anticristiano», completi di nomi, date e luoghi, a un indirizzo email governativo, ha riportato il Guardian, citando un’email interna dell’ente.
Un promemoria interno simile è stato fatto circolare tra il personale del Dipartimento di Stato americano, come riportato da Politico all’inizio di questo mese.
Diversi membri di spicco dell’amministrazione Trump si dichiarano cristiani devoti, tra cui il vicepresidente J.D. Vance (convertito al Cattolicesimo) e il segretario alla Difesa Pete Hegseth (che ha sul braccio un tatuaggio con la croce di Gerusalemme), mentre il segretario di Stato Marco Rubio si è fatto vedere con una croce di cenere sulla fronte nel giorno del Mercoledì delle Ceneri. Un’ampia percentuale di cristiani americani bianchi ha sostenuto la candidatura presidenziale di Trump, secondo uno studio del Pew Research Center dello scorso anno.
Lo stesso presidente degli Stati Uniti è stato cresciuto come presbiteriano, ma nel 2020 si è dichiarato cristiano non confessionale. Dopo essere sopravvissuto a un tentativo di assassinio e aver sventato diversi complotti contro la sua vita durante la sua campagna di rielezione del 2024, Trump ha ripetutamente affermato che Dio gli ha risparmiato la vita.
Secondo uno studio del Pew Research Center di febbraio, la maggioranza degli americani (il 62%) si identifica come cristiana, mentre circa il 30% non è religioso e il 7% appartiene a religioni non cristiane.
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Come riportato da Renovatio 21, in America durante l’era Biden si è consumato l’incredibile caso del programma di spionaggio contro i cattolici fedeli alla messa in latino, giudicati da memo interni come come «terroristi domestici» potenziali e quindi resi obiettivo di operazioni di infiltrazione dell’FBI – in pratica, più che una repressione l’inizio di una vera persecuzione del XXI secolo.
In campagna elettorale Donald Trump aveva attaccato la sfidante Kamala Harris dicendo che i democratici «in realtà ce l’hanno con i cattolici».
Era emerso in seguito che migliaia di soldati americani erano stati addestrati con una presentazione dove i cittadini contrari all’aborto venivano definiti «gruppi terroristi».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Persecuzioni
Vandalizzata statua della Madonna delle vette
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Persecuzioni
Pastore protestante fa distruggere ai bambini le statue della Madonna e degli angeli
Un pastore di una congregazione protestante battista in Texas ha permesso ai bambini di distruggere statue di angeli e della Beata Vergine Maria sul palco come ricompensa durante un’esercitazione biblica. Lo riporta LifeSite.
Dopo una recente funzione religiosa presso la Stedfast Baptist Church di Cedar Hill, in Texas, il pastore Jonathan Shelley ha pubblicato, tra il 12 e il 13 ottobre, dei video dal suo account @bannedpastorX in cui si vedevano dei bambini distruggere «statue della Vergine Maria» e «idoli cattolici», giustificando le sue azioni anticattoliche come una difesa del Secondo Comandamento. Aveva predicato un sermone sul tema del Secondo Comandamento e del culto degli idoli.
“We got a Mary, for all the Catholics.”
At Steadfast Baptist Church, pastor Jonathan Shelley leads the kids into ‘bible drills,’ with the winner rewarded with smashing statues of Mary and various angelic figures. pic.twitter.com/GN6nGZCKL6
— Protestia (@Protestia) October 14, 2026
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Nel video si vede lo Shelley sorridere mentre una ragazzina abbatte con un martello una statua della Vergine Maria davanti al pulpito della chiesa. La clip, pubblicata sull’account Protestia X, ha totalizzato oltre 100.000 visualizzazioni e suscitato numerose polemiche sia tra i protestanti che tra i cattolici.
Il pastore Shelley è stato in passato al centro di numerose controversie, predicando che gli omosessuali sono «meritevoli di morte», il che ha portato allo sfratto della sua chiesa dall’edificio nel 2022 per violazione dei termini del contratto di locazione, a causa di minacce e incitamento alla violenza. Il predicatore ed evangelista fondamentalista ha difeso le sue affermazioni sulla comunità LGBT sostenendo di «credere in ciò che dice la Bibbia».
La furia contro le immagini sacre definite «idoli» è ciò che accomuna il protestantismo con l’islam radicale. Sia il wahhabismo (l’islam fondamentalista che regge l’Arabia Saudita) sia molte correnti del protestantesimo storico, soprattutto quelle riformate e calviniste, condividono la convinzione che il culto sia stato corrotto dall’aggiunta di pratiche umane e che vada riportato alla purezza originaria.
Il primo punto di contatto tra le due sette è l’idolatria. Entrambi leggono il divieto biblico e coranico di rappresentare il divino come una condanna di ogni mediazione materiale: i calvinisti svuotarono chiese e spogliarono altari nel Cinquecento, mentre i wahhabiti demolirono tombe, mausolei e luoghi di venerazione dei santi, a partire dal XVIII secolo e poi a Medina e alla Mecca nel XX.
Il secondo è il rifiuto dell’intercessione. I protestanti respingono il culto dei santi e della Madonna come intermediari, e i wahhabiti condannano come shirk (associazionismo) l’invocazione di santi e la visita devozionale alle tombe.
Il terzo è il ritorno alle sole fonti scritturali: sola Scriptura da una parte, Corano e Sunna dei «pii antenati» (salaf) dall’altra, con diffidenza verso tradizione, clero e scuole interpretative stratificate.
Il quarto è il rigorismo morale e una certa austerità comunitaria, visibile nel puritanesimo come nel salafismo.
L’iconoclastia protestante toccò l’apogeo nel XVII secolo, ma come evidente non si piò essere esaurita nei rivoli del fondamentalismo luteranoide americano.
Per l’islam il caso di estrema iconoclastia più documentato è il cimitero di Jannat al-Baqi a Medina, dove sono sepolti familiari e compagni di Maometto: le cupole e i mausolei furono demoliti dalle forze wahhabite nel 1806 e di nuovo nel 1925-26, dopo la conquista saudita del Hijaz. Nel Novecento e fino ai giorni nostri sono poi scomparsi, tra Mecca e Medina, numerosi edifici legati ai primi tempi dell’islam, spesso per far posto all’ampliamento delle moschee e a nuove strutture, con giustificazioni di ordine pratico oltre che dottrinale. Tra questi ci sono la casa di Khadija, prima moglie del Profeta, e quella di Abu Bakr. La casa natale di Maometto a Mecca fu invece trasformata in una biblioteca.
Si dice che nel 1800 e nel 1925 i wahhabiti avessero valutato di abbattere la casa di Maometto a Medina, ma non lo fecero, probabilmente per la reazione che avrebbe suscitato nel mondo musulmano.
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Immagine di Nheyob via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Il cardinale Pizzaballa piange la morte delle donne cattoliche uccise da un raid aereo israeliano
«El Señor me lo dio, el Señor me lo quitó: ¡bendito sea el nombre del Señor!» (Job 1,21)
Funeral de Maysa Khader Abu Daoud, y de su hija, Mari Hafez Abu Daoud. https://t.co/aCu9DntCsd — P. Gabriel Romanelli (@PGabRomanelli) October 5, 2026
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