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Spermatozoi sulla luna: gli scienziati propongono una «arca lunare» per conservare 6,7 milioni di campioni di sperma

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Un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona, guidato da Jekan Thanga, ha proposto di costruire un’enorme «arca» sulla luna come «moderna polizza assicurativa globale» contro i disastri naturali, il caos socio-economico, gli asteroidi e la minaccia di una guerra termonucleare .

 

«La Terra è per sua natura un ambiente volatile», ha detto il professor Thanga nello studio intitolato «Lunar Pits and Lava Tubes for a Modern Ark». Il team ha presentato lo studio alla conferenza sull’aerospazio del prestigioso Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE).

 

«Un’arca, proprio come quella di Noè nella Bibbia, potrebbe immagazzinare specie in via di estinzione in modo più economico rispetto alla loro protezione sulla terra o alla creazione di un ecosistema artificiale»

«Un’arca, proprio come quella di Noè nella Bibbia, potrebbe immagazzinare specie in via di estinzione in modo più economico rispetto alla loro protezione sulla terra o alla creazione di un ecosistema artificiale», ha detto Thanga.

 

 

Il ricercatore ha proposto di costruire l’arca in una fossa lunare e/o in tubi di lava, che contengono fino a 6,7 ​​milioni di specie di semi, sperma, uova e DNA.

 

Thanga ha detto che a causa dell’instabilità, i depositi basati sulla Terra, come l’archivio dei semi al gelo delle isole Svalbard – il caveau artico della fine del mondo di cui ha già scritto Renovatio 21 – potrebbero lasciare gli esemplari vulnerabili.

 

 

Per trasportare oltre 6,7 milioni di campioni, sarebbero necessari 250 lanci di razzi. In confronto, la Stazione Spaziale Internazionale ha impiegato solo 40 lanci di razzi per essere costruita.

La presentazione di Thanga ha spiegato che varie specie sarebbero state conservate criogenicamente.

 

«Possiamo ancora salvarli fino a quando la tecnologia non avanza per poi reintrodurre queste specie, in altre parole, salvarli per un altro giorno».

 

Per trasportare oltre 6,7 milioni di campioni, sarebbero necessari 250 lanci di razzi. In confronto, la Stazione Spaziale Internazionale ha impiegato solo 40 lanci di razzi per essere costruita.

 

Lo scienziato ha suggerito che i pannelli solari avrebbero alimentato la struttura. Tuttavia, le future basi lunari saranno probabilmente alimentate con reattori nucleari in miniatura , come abbiamo spiegato prima.

«Possiamo ancora salvarli fino a quando la tecnologia non avanza per poi reintrodurre queste specie, in altre parole, salvarli per un altro giorno».

 

Al di fuori del mondo accademico, le superpotenze globali hanno proposto di costruire basi lunari e di estrarre la superficie lunare per raccogliere metalli rari.

 

Lo status legale della Luna è tutto da discutere. Un recente film spaziale realizzato con certo realismo, Ad Astra, mostrava parti della Luna soggette in un futuro prossimo a predoni, come una sorta di Far West causato dall’incapacità delle nazioni di trovare un accordo sulla superficie lunare.

 

 

 

 

 

Immagine di EPA/ESA 

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Carrarmati diretti in Ucraina multati in autostrada in Campania

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Un convoglio di carrarmati diretti in Ucraina è stato fermato e multato dalla polizia stradale sull’autostrada A30 (Salerno-Caserta). Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

 

Si trattava di cinque Panzerhaubitze  2000  che provenivano dalla base militare di Persano (in provincia di Salerno) e transitavano in direzione della guerra in ex-URSS.

 

I PZH 2000 sono obici semovente da 155/52 mm prodotti in Germania  considerati il mezzo più moderno della loro categoria. I PZH sono in dotazione di Paesi Bassi, Grecia e Italia, la quale ne possiede 68 esemplari costruiti su licenza dal consorzio IVECO-OTO Melara.

 

Secondo quanto si apprende, alcuni dei trattori e i semirimorchi utilizzati da imprese private per il trasporto dei tanki sono risultati sprovvisti di carta circolazione e con revisione scaduta.

 

È stato inoltre riferito che uno dei conducenti non aveva l’autorizzazione per i trasporti eccezionali.

 

I panzer destinati alle forze di Kiev sono dunque stati rispediti alla basa di Persano, con l’eccezione di due, che, avendo i documenti in regola, hanno proseguito oltre, verso Zelens’kyj e il conflitto.

 

La situazione è bellissima e verrebbe voglia di ridere ma si tratta pur sempre della guerra.

 

La tentazione di pensare che sia la prima volta che si esulta per la pervicace volontà multatoria degli agenti italiani per alcuni è fortissima.

 

L’art. 11 della Costituzione («l’Italia ripudia la guerra…») salvato dalle more.

 

Multe che tecnicamente hanno fatto di più per la pace che tutto il Parlamento italiano messo insieme.

 

 

 

 

Immagine di Sonaz via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)

 

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Uomo minaccia poliziotti con la ruspa

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Un uomo del Vermont ha utilizzato un escavatore per minacciare dei poliziotti venuti ad arrestare il figlio.

 

I due agenti di polizia dovevano fermare B. T., 24 anni, con l’accusa di furto con scasso e aggressione derivanti da un incidente non correlato giorni prima.

 

I genitori del ragazzo hanno tentato di prevenire il suo arresto, con sua madre Amy che si è lanciata in cortile, secondo il video della dashcam dell’auto della polizia, emerso solo in questi giorni nonostante l’incidente abbia avuto luogo il 14 giugno.

 

È stato a quel punto che il padre del ragazzo è salito su una ruspa che stava lì, facendone oscillare minacciosamente la benna contro gli agenti.

 

 

I poliziotti hanno quindi puntato l’arma contro il pilota dell’escavatore, facendolo uscire dal possente veicolo. In carcere senza cauzione, ora rischia una condanna fino a 11 anni.

 

«Non c’è uno scenario che insegniamo all’Accademia di Polizia per una cosa così» ha ammesso il capitano della polizia dello Stato del Vermont Matt Daley.

 

Si tratta di una bizzarra, drammatica, inaspettata, inaccettabile materializzazione dell’idea della ruspa come strumento per risolvere controversie politiche, un modo di dire più o meno divertente che in un tempo lontano  era ritenuto cavallo di battaglia della retorica di Matteo Salvini, ma chissà se qualcuno si ricorda ancora di quel Salvini ora che invece ci è rimasto questo Salvini.

 

 

 

 

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L’uomo col jetpacco è tornato!

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L’uomo con il Jetpacco è tornato. È stato visto lo scorso giovedì o da un pilota di una compagnia aerea commerciale nei cieli di Los Angeles.

 

Renovatio 21 vi ha già parlato di lui: un uomo solitario che si libra nel cielo alle altitudine degli aerei di linea per mezzo del suo jetpacco.

 

Nessuno sa chi è, nessuno sa dov’è, nessuno sa perché. Tuttavia, esistono gustose registrazioni degli scambi radio tra i piloti dei voli commerciali e le torre di controllo.

 

Del tipo:

 

Pilota: «Torre, American 1997, abbiamo appena superato un tizio in jetpack».

 

Torre: «American 1997, ok, grazie. Era alla tua destra o sinistra?»

 

Pilota: «Sul lato sinistro, forse 300 iarde circa, circa la nostra altitudine».

 

Si parlava, all’epoca, di un’altitudine di circa 900 metri dal suolo.

 

Ora, a dare conferma del ritorno dell’uomo in jetpacco sarebbe stato un controllore di volo di LAX, l’aeroporto di Los Angeles: «Abbiamo sentito che l’uomo del jetpack è tornato», avrebbe detto un controllore del traffico aereo all’aeroporto internazionale di Los Angeles (LAX) in un audio ottenuto dal canale TV locale FOX 11.

 

 

La FAA, l’agenzia del governo USA che controlla il volo aereo, ha confermato che un «pilota di linea ha riferito di aver visto un oggetto che avrebbe potuto assomigliare a un jetpack 15 miglia a est dell’aeroporto internazionale di Los Angeles».

 

«La FAA ha lavorato a stretto contatto con l’FBI per indagare su ogni avvistamento di jetpack segnalato», ha detto l’agenzia, indicando che «finora nessun avvistamento è stato verificato». Insomma, anche l’FBI, peraltro impegnato ad arrestare ed umiliare le persone intorno a Trump nell’ambito della maxioperazione del Congresso sulla rivolta del 6 gennaio, riguardo la questione jetpacco brancola nel buio.

 

Ma chi è l’uomo jetpacco? Nessuno può dirlo, al momento. C’è pure speculazione complottista complessa per cui egli potrebbe essere solo un pupazzogonfiabile che assomiglia a Jack Skellington dal film di Tim Burton Nightmare Before Christmas.

 

Renovatio 21 non può che incoraggiare chiunque, sul solco di Dedalo e di suo figlio Icaro, decida di librarsi in volo con mezzi propri, sia pur all’interno della legalità.

 

Il nostro affezionato ricordo va al mitologico Larry Walters (1949-1993), l’uomo che effettuò un volo di 45 minuti con una sedia da giardino collegata a 45 palloncini meteorologici pieni di elio.

 

Lo Walters nella sua seggiola di plastica volante salì ad un’altitudine di oltre 15.000 piedi (4.600 metri) e fluttuò dal punto di decollo a San Pedro, in California, violando o lo spazio aereo controllato vicino all’aeroporto internazionale di Los Angeles.

 

Durante l’atterraggio, lo sdraio volante si impigliò sui cavi elettrici, ma lo Walters, decisamente personaggio da Telefilm che MacGiver e Uomo Bionico scansatevi, fu in grado di scendere senza problemi.

 

Quando gli chiesero perché lo avesse fatto, diede una risposta dal significato sia figurato che letterale: «a man can’t just sit around», un’uomo non può starsene solo seduto a far niente.

 

Ecco. Il signore in jetpacco è quindi solo la versione upgradata di Larry Walters? Anche queste, sono solo le nostre mere supposizioni.

 

Ci preme quindi ricordare che costui gode di tutto l’appoggio possibile da parte di Renovatio 21.
Vai uomo col jetpacco. Siam teco!

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