Militaria
Sottomarino nucleare britannico evita a malapena il disastro
La Gran Bretagna è stata sul punto di perdere uno dei suoi quattro sottomarini nucleari di classe Vanguard, a causa di un malfunzionamento delle principali apparecchiature a bordo della nave vecchia di decenni. Lo riporta il giornale britannico The Sun.
Un disastro è stato sfiorato quando il sottomarino, armato con missili nucleari Trident II, si stava preparando a iniziare una missione di pattugliamento nell’Atlantico, ha detto il tabloid, senza rivelare la data dell’incidente.
Secondo una fonte intervistata dal Sun, l’indicatore di profondità a bordo della nave della Royal Navy si era rotto. Ciò ha portato i comandanti a credere che il sottomarino avesse interrotto la sua discesa, mentre in realtà continuava ad andare più in profondità.
Secondo quanto riferito, la nave con 140 membri dell’equipaggio a bordo si è avvicinata alla «zona di pericolo», dove sarebbe stata schiacciata dalla pressione dell’acqua se non fosse stato per gli ingegneri che hanno individuato il problema tramite un secondo indicatore nella parte posteriore del sottomarino, secondo quanto detto nell’articolo.
«Non è compito degli ingegneri controllare la profondità del sottomarino, ma hanno visto quanto era profondo e si sono resi conto che qualcosa non andava», secondo la fonte, che ha aggiunto che il problema è stato identificato «a una profondità dove sappiamo che [il sottomarino] può funzionare», anche se «se avesse continuato ad andare avanti, non vale davvero la pena pensarci».
Il Sun ha osservato che non è possibile nominare il sottomarino o la profondità pericolosa alla quale è sceso per motivi di sicurezza.
Secondo il tabloid, se il sottomarino avesse continuato a scendere, «una simile catastrofe avrebbe anche innescato una missione di salvataggio da incubo per recuperare la nave top secret e il suo reattore nucleare prima che i russi arrivassero sulla scena».
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Un portavoce della Royal Navy ha dichiarato al Telegraph che «anche se non commentiamo dettagli specifici riguardanti le operazioni sottomarine, la sicurezza del nostro personale è sempre la massima priorità».
«I nostri sottomarini continuano a rispettare i loro impegni, schierandosi in operazioni a livello globale, proteggendo gli interessi nazionali e mantenendo noi e i nostri alleati al sicuro», ha aggiunto il portavoce.
Quattro sottomarini nucleari di classe Vanguard – Vanguard, Victorious, Vigilant e Vengeance – sono stati costruiti dal Regno Unito dal 1986 al 1999. Ma solo due di essi sono operativi al momento, mentre un altro è attualmente in fase di aggiornamento e un altro è sottoposto a prove in mare dopo le riparazioni.
A febbraio, Il Sun aveva riferito che la Royal Navy ha ordinato un’indagine dopo che i suoi ispettori avevano scoperto che i bulloni rotti nella camera del reattore dell’HMS Vanguard erano stati fissati con supercolla durante la manutenzione.
Anche la più grande nave militare britannica, la HMS Prince of Wales, è stata afflitta da vari problemi tecnici. Il Times ha riferito alla fine dello scorso anno che la portaerei da 3,2 miliardi di sterline (3,66 miliardi di euro) aveva trascorso più tempo in attracco per riparazioni che in servizio da quando è stata messa in servizio nel 2019.
Come riportato da Renovatio 21, all’interno dell’accordo sui sottomarini AUKUS (Australia, Regno Unito, Stati Uniti) è stato dichiarato l’anno scorso che i marinai australiani avrebbero iniziato ad addestrarsi su sommergibili atomici britannici.
I sottomarini atomici dotati di missili Trident costituiscono uno dei poli della triade nucleare, ossia della struttura militare delle potenze atomiche che prevede la possibilità di lanciare missili balistici intercontinentali terrestri (ICBM), missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e utilizzare bombardieri strategici con bombe e missili nucleari.
I Paesi costruiscono triadi nucleari per eliminare la capacità di un nemico di distruggere le forze nucleari di una nazione in un attacco di primo colpo, preservando la propria capacità di lanciare un secondo attacco e quindi aumentando la loro deterrenza nucleare. Al momento è noto che solo cinque paesi hanno la triade nucleare: Stati Uniti, Russia, Cina, India e Pakistan.
Si sospetta, tuttavia, che anche Israele disponga della triade. La Francia ha rinunciato alla sua triade rinunciando ai missili lanciati da terra – tuttavia, negli scorsi giorni, è stato fatto ai confini con la Spagna un test di missile balistico intercontinentale.
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Immagine di CPOA(Phot) Tam McDonald via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence version 1.0
Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
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— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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