Connettiti con Renovato 21

Gender

Scontri tra ucronazionalisti e poliziotti in un evento omotrasessualista a Kiev

Pubblicato

il

La stampa ucraina riferito domenica che i nazionalisti ucraini si sono scontrati con le forze dell’ordine durante un evento LGBT a Kiev.

 

L’incidente è avvenuto all’esterno dello spazio di incontro Office Repair Together nel centro di Kiev, dove il gruppo KyivPride, un’organizzazione che promuove i diritti LGBT in Ucraina, avrebbe dovuto tenere una conferenza «Kyiv Queer Talk», dedicata alla storia dell’omosessualità e dell’omofobia in Ucraina.

 

Secondo i video pubblicati online, mentre gli ospiti arrivavano per la conferenza, un gruppo di circa due dozzine di uomini che sventolavano bandiere ucraine e gli striscioni rosso-neri del movimento nazionalista ucraino hanno fatto irruzione nel luogo, presumibilmente cercando di entrare nell’edificio in cui si sarebbe tenuta la conferenza. Gli attivisti sono scontrati con la polizia, che stava pattugliando la zona, e hanno lanciato granate fumogene contro gli ufficiali, secondo i resoconti dei testimoni.

 

KyivPride ha poi annunciato sui suoi canali Telegram e Instagram che la conferenza era stata annullata, consigliando a coloro che avevano intenzione di partecipare di non arrivare sul posto per la propria sicurezza, scrivendo che «individui sconosciuti» hanno attaccato il luogo in cui avrebbero dovuto tenere l’incontro.

 

Il gruppo ha criticato le azioni degli aggressori definendole «illegali» e «anti-ucraine».

 

Aiuta Renovatio 21

Il dipartimento delle comunicazioni della polizia di Kiev ha confermato l’incidente in un comunicato stampa e ha affermato che gli ufficiali sono riusciti a contenere la violenza e a disperdere gli aggressori. Non è chiaro se siano stati effettuati arresti.

 

 

Il movimento LGBT ha cercato di svolgere un ruolo più attivo nella società ucraina nel mezzo del conflitto con la Russia, dove il movimento è stato messo fuorilegge con l’etichetta di «movimento estremista» (e perseguito attivamente, come dimostrano i raid nei locali gay di Mosca di questa settimana), e della spinta di Kiev verso l’adesione all’UE. I sostenitori del movimento hanno sostenuto che il sostegno a livello statale per i diritti LGBT renderebbe il blocco più favorevole ad accettare l’Ucraina tra le sue fila.

 

Verso la fine del 2022, il Parlamento ucraino ha approvato una legge che vietava l’incitamento all’odio e la discriminazione contro le persone LGBT nei mass media.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso, la Parlamentare ucraina Inna Sovsun ha presentato una bozza di legge volta a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel paese. I gruppi LGBT ucraini hanno anche ripetutamente cercato di dimostrare il loro sostegno alle forze di Kiev che combattono contro la Russia.

 

Il gruppo KyivPride all’inizio di quest’anno ha lanciato una campagna di raccolta fondi per raccogliere quattro milioni di grivne (circa 90 mila euro) per le organizzazioni che forniscono droni all’esercito ucraino.

Sostieni Renovatio 21

Secondo un sondaggio condotto all’inizio di quest’anno dal Kiev International Institute of Sociology (KIIS), circa il 70% degli ucraini ritiene che le persone LGBT dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri cittadini. Tuttavia, gli eventi LGBT nel Paese sono spesso presi di mira da gruppi anti-LGBT. Ad esempio, il più recente raduno Pride, che ha avuto luogo a Kiev a giugno di quest’anno, è durato solo pochi minuti ed è stato disperso dalla polizia dopo le segnalazioni secondo cui gruppi radicali anti-LGBT avevano pianificato di attaccare il raduno.

 

Come riportato da Renovatio 21, durante la guerra i legislatori di Kiev hanno trovato il tempo di interrogarsi sulla concessione della maternità surrogata – ambito in cui l’Ucraina ha un triste primato – agli omosessuali.

 

La saldatura tra causa ucraina e movimento LGBT non è reale nel Paese ma è invece assai visibile al di fuori di esso: nel giugno 2022 il Gay Pride di Dublino aggiunse i colori della bandiera ucraina a quella arcobaleno.

 

I commenti del domenicano Timoteo Radcliffe, eletto cardinale giusto ieri, riflettono questa spaccatura di geopolitica sessuale globale: il neoporporato pochi giorni fa ha attaccato i Paesi africani contrari alla propaganda omotransessualista dicendo che dietro vi potrebbe essere il danaro della Russia, grande nemico dell’Ucraina.

 

Un ulteriore caso emblematico si ebbe la Gay Pride di Monaco di Baviera, dove un cantante intonò, con una certa parte del pubblico, ritornelli del nazionalismo integrista ucraino per poi visitare la tomba del collaborazionista nazista Stepan Bandera, fuggito dopo la guerra proprio a Monaco ed eliminato presumibilmente da agenti del KGB nel 1959.

 


Come riportato da Renovatio 21, la Corte Europea dei Diritti Umani il mese scorso ha condannato Kiev per violazione dei diritti LGBT, ordinando all’Ucraina di risarcire i danni a una coppia gay dopo molteplici tentativi falliti di registrare il loro matrimonio nel Paese. Sei mesi fa era stata dato l’annuncio che Kiev organizzerà un Gay Pride.

 

Come riportato da Renovatio 21, nella bizzarria degli scorsi anni o era emersa la notizia secondo cui una petizione ad Odessa chiedeva di sostituire una statua di Caterina la Grande – zarina che fondò la città sul Mar Nero – con un monumento all’attore porno gay americano Billy Herrington.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagini screenshot da Twitter
 

 

 

Continua a leggere

Gender

Assassino di bambini transessuale egiziano: accusato di molestie ed esibizionismo

Pubblicato

il

Da

Nell’aprile del 2024, il cittadino egiziano Paulus Said Foukaih Abdelshahed ha ucciso la figlia di sette anni e il figlio di otto anni nella loro casa di Södertälje, mettendo loro dei sacchetti sulla testa e insufflando gas elio attraverso un tubo. I bambini erano stati portati in precedenza a mangiare in un fast food e a fare shopping. La madre ha scoperto i corpi quella sera; Abdelshahed, che all’epoca aveva circa 37 anni, aveva anche tentato il suicidio, senza successo. Lo riporta Remix Ness.   Gli investigatori hanno appurato che Abdelshahed aveva effettuato ricerche su internet prima degli omicidi, utilizzando termini come «uccidere i propri figli», «morire insieme» e «il modo più delicato per uccidere qualcuno». Abdelshahed ha inoltre confessato i crimini durante un interrogatorio di polizia.   Nel dicembre 2024, il tribunale distrettuale di Södertälje lo ha condannato per omicidio premeditato con particolare efferatezza, infliggendogli l’ergastolo e l’espulsione. Una perizia psichiatrica non ha riscontrato alcun disturbo mentale grave tale da giustificare un ricovero coatto in carcere. Il referto rilevava che soffriva di depressione, ma la sentenza osservava che «le sue azioni non apparivano psicotiche, bensì strumentali».   Tuttavia, Abdelshahed ha dichiarato agli inquirenti di soffrire di disforia di genere, di essersi identificato come femmina fin dall’infanzia e di aver ucciso i bambini perché credeva di non poter vivere come donna e che loro non sarebbero stati in grado di farcela senza di lui. In precedenza si era presentato al lavoro e altrove con il nome di «Lily». Tutti i suoi ricorsi sono stati respinti.   A vantaggio di Abdelshahed, la nuova legge svedese sul riconoscimento legale del genere è entrata in vigore il 1° luglio 2025. Ha abbassato il limite di età a 16 anni, con il consenso dei genitori per i minori, e ha eliminato il requisito di una diagnosi formale di disforia di genere; è sufficiente un certificato rilasciato da un professionista sanitario abilitato che confermi che il sesso registrato del richiedente non corrisponde alla sua identità di genere percepita.

Sostieni Renovatio 21

Nell’autunno del 2025, l’autorità penitenziaria svedese (Skatteverket) ha approvato il cambio di sesso legale di Abdelshahed in femminile e il cambio di nome in Lily. Il servizio penitenziario svedese lo ha quindi trasferito dal carcere maschile di massima sicurezza di Tidaholm, classificato di livello 1, alla struttura femminile di Ystad, classificata di livello 2. L’autorità ha motivato la decisione con il nuovo status legale e con la necessità di ospitarlo insieme alle donne.   Abdelshahed non si è sottoposto ad alcun intervento chirurgico di riassegnazione di genere e ha mantenuto la sua anatomia maschile.   Dal momento del trasferimento, diverse detenute e membri del personale hanno segnalato problemi persistenti. I resoconti pubblicati da Expressen descrivono un individuo alto, dalle spalle larghe e con la barba, che si aggira indossando una camicia da notte corta che lascia intravedere il pene. Abdelshahed avrebbe anche tentato di entrare nelle docce e nelle lavanderie non chiuse a chiave in presenza di donne, e avrebbe fatto numerose avances sessuali.   «Non indossa la biancheria intima, come facciamo noi. Quando io e altri l’abbiamo fatto presente al personale, ci è stato detto che siamo ostili alla comunità LGBTQI», ha affermato una donna che era stata imprigionata a Ystad con Abdelshahed.

Iscriviti al canale Telegram

Un’altra detenuta ha descritto la situazione delle prigioniere come uno «scenario da orrore». Ha raccontato che «Lily» è entrata nella lavanderia e le ha mostrato il pene, scrive sempre Remix News.   «La stanza delle docce funge anche da lavanderia e Lily ci va apposta mentre mi lavo, solo per mostrarsi nuda», ha detto la donna.   Avrebbe inoltre invitato detenuti più giovani o vulnerabili nella sua cella con il pretesto di truccarli, e si sarebbe reso protagonista di altri comportamenti percepiti come molestie o esibizionismo.   Una donna con diagnosi documentata di disturbo da stress post-traumatico a seguito di una precedente aggressione sessuale avrebbe avuto un attacco di panico dopo un episodio di esposizione pubblica ed è stata poi sanzionata per «comportamento transfobico».   Diverse denunce di molestie sessuali presentate alla polizia sono state archiviate per mancanza di prove, mentre le segnalazioni al Mediatore parlamentare non hanno avuto seguito.   Alcuni dipendenti hanno riferito ai sindacati di temere di essere etichettati come anti-LGBT o «transfobici» se sollevano delle preoccupazioni, e alcuni ritengono che le loro segnalazioni vengano ignorate dalla dirigenza.   Il direttore del carcere di Ystad, Anders Jansson, ha dichiarato che l’assegnazione dei detenuti segue la classificazione legale in base al sesso e che la struttura si sta adattando, sebbene le linee guida per tali situazioni rimangano poco chiare.   I vertici del servizio penitenziario svedesesono stati convocati davanti alle commissioni parlamentari per fornire spiegazioni sul caso. In Svezia, i gruppi di difesa dei diritti delle persone transgender hanno definito la copertura mediatica del caso una campagna contro le persone transgender.    

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
Continua a leggere

Gender

Lottatrice liceale chiede alla Giustizia di poter evitare di competere con ragazzi transgenderri

Pubblicato

il

Da

Kallie Keeler, una lottatrice di una scuola superiore dello Stato di Washington, ha chiesto il 5 ottobre alla Corte Suprema degli Stati Uniti un’ordinanza d’urgenza che le permetta di gareggiare nella squadra femminile senza dover affrontare atleti maschi, dopo essere stata presumibilmente aggredita sessualmente da uno di loro durante un incontro. Lo riporta Epoch Times.

 

La Keeler sostiene che la Washington Interscholastic Activities Association abbia violato il Titolo IX consentendo la partecipazione di atleti maschi agli sport femminili e chiede che sua madre venga informata della presenza di qualsiasi avversario maschio.

 

Il mese scorso la Corte d’Appello del Nono Circuito (la più grande corte d’appello federale degli Stati Uniti) ha respinto le sue richieste, affermando che la situazione non era di emergenza poiché la stagione di lotta non inizia prima di novembre e che la sua richiesta di notifica a tutti gli atleti transgender era troppo generica. Un investigatore del Title IX (la legge federale statunitense che vieta la discriminazione basata sul sesso in qualsiasi programma o attività educativa che riceva finanziamenti federali), dopo aver visionato due video dell’incontro, ha scritto che l’avversaria probabilmente l’ha toccata con forza e il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti ha aperto un’indagine nel febbraio 2026, ma il procuratore distrettuale ha deciso di non procedere con l’incriminazione.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Come sottolinea Epoch Times, il ricorso di Keeler è giunto nel mezzo di numerose decisioni della Corte Suprema riguardanti lo sport femminile e i diritti dei genitori.

 

In particolare, a giugno la Corte Suprema ha autorizzato gli Stati a vietare la partecipazione maschile agli sport femminili, respingendo l’argomentazione secondo cui tale divieto violerebbe il Titolo IX. La Corte ha inoltre respinto le argomentazioni di Keeler secondo cui sua madre avrebbe dovuto essere informata e avere l’opportunità di escludere la figlia dalla competizione.

 

Questa argomentazione si basava in parte sulla sentenza della Corte Suprema del 2025 nel caso Mahmoud contro Taylor, la quale stabiliva che un distretto scolastico del Maryland dovesse informare i genitori in merito ai libri illustrati con contenuti controversi su genere e sessualità.

 

La Corte d’Appello del Nono Circuito ha affermato che quel caso e un altro relativo ai diritti dei genitori non erano applicabili alla situazione di Keeler.

 

Il manuale 2025-2026 della Washington Interscholastic Activities Association stabilisce che «gli atleti parteciperanno a programmi coerenti con la loro identità di genere o con il genere che esprimono più frequentemente».

 

Attualmente a Washington si sta valutando l’Iniziativa 638, che vieterebbe ai ragazzi di partecipare alle competizioni sportive femminili.

 

La proposta di legge, promossa da Let’s Go Washington, un comitato di azione politica, sarà sottoposta a votazione il 3 novembre. Il gruppo ha affermato che l’Iniziativa 638 ripristina l’equità nelle regole di ammissibilità, vietando agli «uomini biologici» di competere nelle discipline atletiche femminili.

Iscriviti al canale Telegram

Studi scientifici hanno ripetutamente confermato che gli uomini hanno un vantaggio considerevole rispetto alle donne nello sport e nell’atletica. Una recente ricerca pubblicato su Sports Medicine ha scoperto che un anno di farmaci ormonali «transgender» provoca «cambiamenti molto modesti» nei vantaggi intrinseci della forza negli uomini.

 

Secondo il sito SheWon.org, i transessuali avrebbero vinto centinaia di titoli negli sport femminili. La pagine web mostra centinaia di nomi di atlete superate in gara da transessuali in ben 29 discipline sportive: ci sono ciclismo, atletica, sollevamento pesi, nuoto, canottaggio, corsa campestre, golf, sci alpino, sci nordico, skateboard, surf, biliardo, perfino il poker.

 

Oltre all’ovvio vantaggio che un maschio biologico ha chiaramente sulle donne in sport come il nuoto o il sollevamento pesi, i principali esperti medici concordano sul fatto che gli atleti transgender hanno un vantaggio ingiusto rispetto alle donne biologiche anche dopo essersi sottoposti a una terapia di soppressione del testosterone.

 

Come riportato da Renovatio 21, il transessualismo sta divenendo un problema in quantità impressionanti di discipline praticate dalle donne: abbiamo visto casi per il nuoto, la maratona, il ciclismo, la BMX, l’hockey, il sollevamento pesi, il basket…

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di 2017 Canada Summer Games via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

Continua a leggere

Gender

Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»

Pubblicato

il

Da

I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.   Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.   «Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.   «Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.   I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.   L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.   Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.   A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
Continua a leggere

Più popolari