Intelligenza Artificiale
Scienziati provano a dare un «monologo interiore» all’AI
In un paper non ancora peer-reviewed un gruppo di Stanford chiamato «Nonbad AI», hanno collaborato per creare un modello di Intelligenza Artificiale che si ferma a «pensare» prima di elaborare risposte, mostra il suo lavoro e chiede agli utenti di dirgli quale risposta è più corretta.
Il team dietro il Quiet-Taught Reasoner, o Quiet-STaR in breve, ha voluto che il loro modello non solo fosse in grado di insegnarsi alla, ma anche di farlo «tranquillamente» prima di fornire risposte, operando così come la coscienza interiore di un essere umano che, idealmente, riflette prima di parlare.
«Dal punto di vista esecutivo», come Eric Zelikam di Stanford ha scritto in un thread su Twitter riguardo al modello che ha contribuito a produrre, «ragionare l’auto-insegnante su diversi testi web migliora automaticamente altri ragionamenti!».
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Per creare questa AI «contemplativa», il team di ricerca ha costruito Quiet-STaR su Mistral 7B, un modello di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) open source che si sarebbe formato su sette miliardi di parametri e si dice che sia in grado di sovraperformare l’ultima versione del modello di Llama in forza a Meta (cioè, Facebook), che in questi mesi sta subendo diverse defezioni in campo di esperti di AI.
Quiet-STaR è stato programmato, essenzialmente, per mostrare il suo lavoro dopo che ha ragionato per i suoi output e gli utenti del modello sono stati quindi in grado di selezionare quale risposta era più accurata. Questo approccio, come osserva il documento, ha portato il modello ad essere accurato il 47,2% delle volte, rispetto al 36,3% ottenuto senza l’addestramento di ragionamento aggiuntivo.
Mentre il modello ha ancora percentuali basse sulla matematica, ottenendo solo il 10,9 per cento delle domande giuste, il Quiet-STaR pre-addestrato ha ottenuto solo il 5,9 per cento delle domande giuste, il che significa che ha raddoppiato la sua abilità matematica durante il suo allenamento.
Nessuno di questi risultati è particolarmente sconvolgente, ma risultano interessanti in proiezione futura, perché, ad oggi, chatbot come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google sono stati fallaci nei ragionamenti di buon senso.
Quiet-STaR, i ricercatori propongono nel loro articolo, potrebbero portare a colmare il gap che «chiude il divario tra il modello linguistico e le capacità di ragionamento umano».
Il ragionamento di un AI, si dice, non è in genere replicabile. Qualcuno ha paragonato la richiesta di una spiegazione sulla risposta ad una domanda ad un AI – cioè una serie di linee di codice – ad una radiografia come mezzo di leggere il pensiero di una persona: un’idea assurda e fallace.
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Difficile capire cosa possa aver portato l’IA di Microsoft a credersi, per un periodo, di essere divenuto un «dio» e pretendere l’adorazione da parte degli esseri umani.
L’uso dell’AI tuttavia avanza ovunque nelle società di tutto il mondo.
Come riportato da Renovatio 21, Intelligenza Artificiali sono state candidate in politica in Gran Bretagna e in Giappone. In Cina le AI sono usate per far «riapparire» i defunti e persino per creare androidi che hanno le sembianze di bambini destinati a chi è senza figli.
Nel frattempo, continuano le discussioni sul fatto che l’AI potrebbe portare alla distruzione della civiltà e all’estinzione dell’umanità.
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Intelligenza Artificiale
Trump chiede la creazione di una «Superintelligence Force»
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Intelligenza Artificiale
Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA
Il mondo dovrebbe accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici, truffe e abusi, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e per mantenerla ampiamente accessibile, ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI.
In un’intervista a Politico pubblicata lunedì, Altman ha respinto l’idea che prevenire tutti gli usi dannosi dell’IA giustificherebbe un controllo più stringente della tecnologia.
«Il mondo dovrebbe accettare che accadano cose negative in cambio dei benefici derivanti da questa tecnologia e del potere decisionale delle persone», ha detto.
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Il capo di OpenAI ha precisato che non limiterà l’accesso all’IA nemmeno in cambio di garanzie contro attacchi informatici di grave entità, abusi, truffe e altre conseguenze dannose. «Credo che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive», ha spiegato.
Ha però sottolineato che non accetterebbe «i rischi veramente catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’Intelligenza Artificiale».
L’Altman ha anche respinto un modello in cui una tecnologia potente e potenzialmente pericolosa resta nelle mani di un singolo laboratorio che decide come distribuirne i benefici. Ha definito quel compromesso «completamente inaccettabile», sostenendo invece un accesso più ampio all’intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sotto esame per agenti di AI sempre più autonomi che si comportano in modi inattesi. Durante l’estate gli agenti dell’azienda sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora agenti di AI hanno ottenuto accessi non autorizzati o tentato di violare siti di agenzie federali statunitensi, del governo australiano e delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che OpenAI ha accantonato un nuovo modello di IA dopo test definiti inquietanti.
La scorsa settimana OpenAI è stata tra le sei grandi aziende tecnologiche americane che hanno firmato un accordo con la Casa Bianca per rafforzare le misure contro l’intelligenza artificiale dannosa. Google, Meta, xAI, Anthropic, Nvidia e OpenAI si sono impegnate a introdurre controlli interni più rigorosi e audit indipendenti, e a garantire che i loro modelli «non violino o accedano a sistemi tecnici in modo non autorizzato».
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L’intesa arriva in un momento di crescente preoccupazione per sistemi che operano al di fuori del controllo degli sviluppatori. Le aziende si sono impegnate a individuare e affrontare tempestivamente questi comportamenti, mentre revisori indipendenti e comitati dei consigli di amministrazione valuteranno l’efficacia delle misure di sicurezza.
Il mese scorso il premio Nobel per l’informatica Geoffrey Hinton ha ribadito l’avvertimento per cui un’IA sempre più potente potrebbe alla fine sfuggire al controllo umano, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Ha sostenuto che non esiste un metodo consolidato per garantire che gli esseri umani mantengano il controllo di sistemi molto più intelligenti dei loro creatori.
Anche il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha chiesto una regolamentazione governativa, avvertendo che l’intelligenza artificiale nelle mani di malintenzionati è abbastanza potente da innescare eventi che causerebbero «un miliardo di morti».
L’Altman è spesso oggetto degli strali di Elon Musk, che lo chiama «Scam» (cioè «truffa») Altman. Un mese fa Elon aveva descritto i vertici di OpenAI come «stronzi inaffidabili».
Come riportato da Renovatio 21, la Florida è diventato il primo Stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura».
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Intelligenza Artificiale
Bill Gates insiste: la minaccia dell’IA «non è una bufala»
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