Persecuzioni
Sacerdote irlandese accoltellato sette volte da un adolescente musulmano lo perdona in tribunale
Un sacerdote cappellano militare irlandese ha perdonato il suo aggressore, un adolescente di fede islamica che lo ha accoltellato sette volte.
Il fatto risale a mesi fa.
Come riportato da Renovatio 21, padre Paul Murphy, cappellano delle Forze di Difesa irlandesi, era stato avvicinato da un ragazzo di 16 anni mentre si dirigeva in auto verso i cancelli della caserma militare di ritorno da una nuotata. Non appena padre Murphy ha abbassato il finestrino per parlare con il ragazzo, il ragazzo ha subito iniziato a colpirlo con un coltello da caccia seghettato.
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«Nel tentativo di sfuggire al coltello penetrante, ho continuato a guidare, sfondando i cancelli della caserma, mentre il mio aggressore mi seguiva e continuava a cercare di togliermi la vita» ha raccontato padre Murphy in tribunale. «Quando la mia auto si è fermata spontaneamente sul marciapiede, ho lottato per respingere il mio aggressore attraverso il finestrino aperto, e poi attraverso la portiera aperta, finché i nostri soldati di servizio non sono intervenuti e hanno sopraffatto l’aggressore».
Padre Murphy ha riportato sette «profonde lacerazioni» alle braccia che hanno richiesto un intervento chirurgico, oltre a lievi tagli al corpo e al viso. A causa delle ferite, non è stato in grado di celebrare la Messa per tre mesi e ora ha una funzionalità limitata della mano, inclusa la difficoltà a impugnare saldamente oggetti di grandi dimensioni.
L’attacco è avvenuto il 15 agosto, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo.
Il sergente investigativo Paul McNulty ha affermato che si è trattato di un attacco «indiscriminato» non mirato specificamente a padre Murphy. Si dice che il ragazzo abbia dichiarato alla polizia di stato irlandese: «l’ho fatto per protestare contro le Forze di Difesa Irlandesi e il loro lavoro in Mali, oltre a tutte le loro attività a favore dell’Islam».
L’adolescente, che rimane anonimo a causa della sua età, ha dichiarato al tribunale di essersi convertito all’Islam a 15 anni. La polizia irlandese afferma che ha adottato una «mentalità islamista radicalizzata», come dimostrato da filmati «particolarmente espliciti» di decapitazioni e altre forme di violenza estrema sui suoi dispositivi elettronici. Alcuni di questi contenuti mostravano un sostegno al allo Stato Islamico.
Padre Murphy ha detto al ragazzo in tribunale: «come uomo di fede, sono impegnato nel perdono e offro a te, il giovane accusato di fronte a me, il perdono che spero ti aiuterà a diventare una persona migliore».
«La vita è fatta per essere vissuta e per amare, e ti prometto che la tua vita troverà la sua gioia suprema quando vivrai in modo onorevole e amerai generosamente», disse il sacerdote all’adolescente.
Nella sua dichiarazione d’impatto sulle vittime, Padre Murphy ha dichiarato che la notte dell’attacco è stata «colma di benedizioni», tra cui la protezione della sua «divina “copertura superiore”», la Madonna del Rosario, patrona delle Forze di Difesa Irlandesi, e del suo angelo custode. Si è anche detto grato per la benedizione della sua «eccezionale ‘copertura di terra’», l’aiuto delle guardie armate che hanno fatto fallire l’aggressore.
«E ringrazio Dio ogni singolo giorno che il coltello abbia lacerato la mia pelle, e non il corpo di uno dei miei compagni. Considero un onore e un privilegio portare quelle cicatrici fino al giorno della mia morte», ha detto il sacerdote.
Ha fatto notare che, oltre alla ferita permanente al braccio sinistro, l’attacco lo ha reso più vigile di prima, aggiungendo che probabilmente «non si sentirà mai completamente libero».
Si dice che l’adolescente abbia chiesto scusa a padre Murphy durante il processo. Al termine dell’udienza, il sacerdote ha stretto la mano al ragazzo e i due si sono scambiati un saluto prima di abbracciarsi.
Il ragazzo è stato accusato presso il tribunale distrettuale di Galway di tentato omicidio e di aver causato intenzionalmente e per negligenza gravi danni a padre Murphy.
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Persecuzioni
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Persecuzioni
Cardinale concede segretamente al governo socialista spagnuolo il potere di riprogettare una basilica madrilena
Il cardinale madrileno José Cobo Cano avrebbe firmato un accordo segreto che permette al governo spagnolo di trasformare parti della basilica della Valle de los Caídos di Madrid per finalità politiche e ideologiche. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Débate.
Secondo la testata, il 4 e 5 marzo 2025 il cardinale José Cobo Cano avrebbe sottoscritto un accordo riservato con il ministro Félix Bolaños sul futuro della Valle de los Caídos a Madrid, senza coinvolgere la comunità benedettina responsabile della basilica, la Conferenza Episcopale Spagnola né la Santa Sede.
«All’interno della Basilica, solo l’area occupata dall’altare e dai banchi adiacenti sarà conservata come spazio di culto», si legge nell’accordo recentemente rinvenuto. «Il resto degli spazi interni della basilica (il vestibolo, l’atrio, la navata non occupata e la cupola) non sono destinati al culto e possono essere oggetto di interventi artistici e museografici a scopo di reinterpretazione», inclusa la Cappella del Santissimo Sacramento.
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L’accordo sarebbe stato siglato un mese e mezzo prima che il governo spagnolo annunciasse il bando per la presentazione di idee per la «reinterpretazione» della basilica, smentendo così le dichiarazioni del cardinale, il quale aveva assicurato che il suo ruolo si sarebbe limitato a «accompagnare» il processo. I documenti sono stati resi pubblici il 20 gennaio 2026 da El Débate e sono diventati centrali nelle controversie legali legate al concorso di architettura indetto dal governo per la «riprogettazione» del sito.
La Valle de los Caídos è un vasto complesso monumentale eretto durante il regime di Francisco Franco, situato poco fuori Madrid. Concepito come memoriale della «pacificazione» successiva alla guerra civile spagnola, è da tempo considerato un simbolo del franchismo. Il complesso comprende una basilica scavata nella roccia e affidata ai benedettini, una croce monumentale e un cimitero che accoglie i resti dei soldati caduti di entrambi gli schieramenti del conflitto.
La basilica della Valle è basilica minore di diritto pontificio, come stabilito da Papa Giovanni XXIII nella Lettera Apostolica Salutiferae Crucis del 7 aprile 1960. In tale documento, il papa afferma che «ogni atto contrario sarà considerato nullo e invalido, qualora qualcuno, con qualsiasi autorità, consapevolmente o inconsapevolmente, tenti di agire in modo contrario a quanto stabilito».
La controversia sulla riprogettazione della Valle de los Caídos nasce dal tentativo del governo goscista spagnuolo di trasformare il sito in un centro museale, in linea con la «Legge sulla Memoria Democratica», riducendone di fatto il carattere sacro. Il progetto ha generato un ampio dibattito in Spagna, poiché rappresenta un’ingerenza statale in una basilica pontificia. La disputa ruota attorno alla difesa dell’inviolabilità della Chiesa, della libertà religiosa e del rispetto degli accordi con la Santa Sede – principi ritenuti minacciati dalle interferenze politiche e ideologiche all’interno dell’edificio sacro.
Le lettere di accordo sono emerse nel corso del procedimento di appello avviato dai benedettini contro il governo socialista di Pedro Sánchez. Il governo ha presentato i documenti come prova a sostegno della tesi che la Chiesa appoggiasse il piano di riassegnazione della funzione della basilica.
Tuttavia, la pubblicazione delle lettere pone sia il governo che l’arcidiocesi di Madrid in una posizione più scomoda: l’arcivescovo di Madrid non ha giurisdizione sulla chiesa della Valle, che, in quanto basilica minore, dipende direttamente dal Papa in virtù del suo status di diritto pontificio. Firmando l’accordo, Cobo Cano avrebbe fornito al governo spagnolo una copertura legale inesistente, creando l’apparenza di un’autorizzazione che non aveva il potere di concedere.
L’accordo è considerato problematico sia sul piano delle intese tra Chiesa e Stato spagnolo, sia dal punto di vista del diritto canonico. Dal primo aspetto, il documento viola il quadro giuridico stabilito dagli Accordi del 1979, che garantiscono l’autonomia della Chiesa nella gestione dei luoghi di culto e limitano l’ingerenza dello Stato nelle questioni ecclesiali. Dal secondo aspetto, l’accordo sarebbe anche canonicamente invalido, non solo perché la basilica è soggetta al diritto pontificio, ma anche perché una chiesa destinata al culto non può essere «frammentata» in aree sacre e profane all’interno dello stesso edificio (cfr. can. 1210 e 1214). Qualsiasi eventuale riduzione all’uso profano si applica all’intero edificio, non alle singole sezioni (can. 1222).
Nell’assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola del novembre 2025, i vescovi hanno dichiarato di non essere a conoscenza del contenuto dell’accordo e hanno invitato i giornalisti a rivolgersi direttamente al cardinale Cobo Cano. «Non abbiamo partecipato, nemmeno come spettatori silenziosi, e per qualsiasi informazione vogliate avere su questa vicenda, rivolgetevi direttamente al Cardinale Cobo», ha dichiarato il loro segretario generale e portavoce, il vescovo ausiliare di Toledo César García Magán.
Il portale cattolico in lingua spagnola InfoVaticana ha apertamente messo in dubbio l’idoneità del cardinale Cobo Cano a guidare l’arcidiocesi di Madrid, alla luce del suo ruolo nella gestione della Valle dei Caduti e del modo in cui ha esercitato l’autorità ecclesiastica negli ultimi anni.
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Il cardinale Cobo Cano è noto come un leader ecclesiastico progressista e modernista, una figura fedele all’era di Francesco, e descritto da diversi analisti come persino più «progressista» del defunto papa, scrive LifeSite. È conosciuto non solo per aver mostrato «obbedienza e sostegno» alla dichiarazione Fiducia Supplicans e per aver rimproverato i sacerdoti della sua diocesi che si opponevano al documento, ma anche per il suo forte impegno a favore della «trasformazione sinodale» della Chiesa spagnola.
Come i cardinali Matteo Zuppi e Jean-Marc Aveline, Cobo Cano è vicino alla Comunità di Sant’Egidio, orientata all’ecumenismo, e, come loro, sostiene che la perdita di influenza sociale della Chiesa rappresenti un’«opportunità» e che la Chiesa non debba essere vista come un «fornitore di servizi» per i sacramenti, ma come un luogo che «offre significato».
Cobo Cano è anche tra gli autori del controverso rapporto redatto dal Gruppo di Studio 4 del Sinodo sulla Sinodalità, istituito da Papa Francesco e incentrato sulla formazione sacerdotale. Il rapporto sostiene che si dovrebbe dare maggiore peso ai laici – in particolare alle donne – non solo nella formazione, ma anche nell’ammissione dei candidati agli Ordini Sacri.
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Immagine di Fotografías Archimadrid.es via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Persecuzioni
Sacerdote cattolico ucciso da un bombardamento israeliano in Libano
Breaking: Father Pierre Al-Rahi, parish priest of Qlayaa in South #Lebanon, was killed today after refusing to leave his village despite escalating violence. His final message: “These are our homes and we will not leave.” Please pray for him and for the protection of civilians 🙏 pic.twitter.com/Q99QUAkKOe
— Eastern christians (@Easternchristns) March 9, 2026
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