Sacerdote di Cesena contro il vaccino «Disposti a passare su feti abortiti vivi per la nostra salute»

 

 

«Donne povere pagate per farsi ingravidare, e poi fatte abortire al quarto-quinto mese con l’estrazione del feto vivo … ci sono aziende, non cosche mafiose, che pagano donne povere per asportare il feto vivo, a cui vengono tolti gli organi ancora vivi e ceduti a chi sperimenta e vende vaccini»

 

L’omelia di Don Paolo Pasolini durante la Santa Messa nella chiesa di San Rocco di domenica scorsa ha ottenuto l’attenzione delle testate nazionali.

 

«Donne povere pagate per farsi ingravidare, e poi fatte abortire al quarto-quinto mese con l’estrazione del feto vivo … ci sono aziende, non cosche mafiose, che pagano donne povere per asportare il feto vivo, a cui vengono tolti gli organi ancora vivi e ceduti a chi sperimenta e vende vaccini»

«Siamo impazziti non solo sui rapporti sociali, ma sul valore della nostra vita. In 14 mesi abbiamo imparato a non morire e ciascuno di noi si è talmente aggrappato alla vita che abbiamo fatto di tutto pur di non morire e non far morire, ed è giusto così. Ma non abbiamo capito la logica di Gesù. Qui stiamo imparando il “Si salvi chi può”, il “mors tua vita mea“, cioè la tua morte è la mia salute».

 

«Vedi per esempio la fabbricazione di vaccini, a onor del vero anche di tanti altri vaccini fatti fino adesso, tramite le sperimentazioni fatte con feti vivi abortiti».

 

«Gli ingredienti del vaccino sono tirati fuori da parti organiche di feti vivi abortiti. Il che vuol dire che esistono delle aziende, statali o private, che pagano delle donne povere per farle ingravidare e poi abortire al quarto-quinto mese così da usare gli organi dei feti».

 

Per Don Pasolini la «ricerca della vita»  è divenuta un «mondo mostruoso» ai piedi delle multinazionali del COVID-19

 

«Non si tratta di organizzazione mafiose, ma di aziende che tolgono ai feti fegato, cuori e polmoni: organi vivi poi ceduti a chi sperimenta i vaccini».

 

Tuttavia il coraggioso sacerdote è andato oltre:

 

«Dicono che è necessario e lo facciamo. Ma nella macchina retorica del “bene comune” c’è dietro un mondo mostruoso in cui la vita degli altri è la nostra vita e siamo disposti a passare sopra una stradina di feti abortiti, purché io arrivi in fondo guarito, sano e vivo».

«Vedi per esempio la fabbricazione di vaccini, a onor del vero anche di tanti altri vaccini fatti fino adesso, tramite le sperimentazioni fatte con feti vivi abortiti»

 

Renovatio 21 offre tutto il sostegno possibile a questo sacerdote eroe di questo evo della menzogna. Può immaginare il lettore quale destino potrà ora fargli subire la gerarchia, con la diocesi che ha già preso le distanze e i giornali, dalla testata nazionale al sito locale, che ricordano che la posizione ufficiale del vaticano è di considerare lecito l’abominio dei vaccini con cellule diploidi umane – farmaci ottenuti e prodotti con il peggiore dei crimini che è per giunta distribuito, ora, a milioni, a miliardi di persone.

 

Raccontare la realtà dietro alle linee cellulare da feto abortito usate nei vaccini (e nella ricerca scientifica, cosmetica, alimentare) significa, oggi, essere blasfemi. Il parroco ha quindi bestemmiato contro il mondo moderno, che non si regge più sul sacrifio di Dio – quello di Cristo, quello della Santa Messa – ma sul sacrificio umano. Mettere in dubbio il nuovo bio-paradigma satanico caricato sulla società mondiale significa essere degli eretici pronti per il rogo.

 

Grazie, Don Pasolini.

«Siamo disposti a passare sopra una stradina di feti abortiti, purché io arrivi in fondo guarito, sano e vivo»

 

Di qualsiasi cosa abbia bisogno, noi siamo qui.

 

Preghiamo per lei.