Scienza
Sacerdote cattolico: «quella del vaccino è una nuova religione»
Renovatio 21 riprende questo articolo da La Scure di Elia.
«Per loro è un rito di iniziazione. La febbre fino a quaranta gradi, i dolori muscolari, la stanchezza, i brividi che si hanno nelle prime ventiquattro/quarantotto ore, poi scompaiono: ed è la rinascita, con la consapevolezza di essere entrati a far parte di un nuovo ordine».
«L’aver superato la prova del vaccino è il passaggio all’uomo nuovo, che si è messo sotto l’ala protettrice della scienza, al riparo dai pericoli e dalle malattie del mondo».
«Per loro è un rito di iniziazione. La febbre fino a quaranta gradi, i dolori muscolari, la stanchezza, i brividi che si hanno nelle prime ventiquattro/quarantotto ore, poi scompaiono: ed è la rinascita, con la consapevolezza di essere entrati a far parte di un nuovo ordine»
«I loro volti esprimono una rinnovata fiducia: in chi, d’ora in poi, li guiderà ad ogni loro passo. È la consegna del corpo, marchiato, sicuro, protetto, al nuovo padrone» (da una lettrice).
Quella del «vaccino», per molti, è una sorta di nuova religione, con il suo rito di incorporazione, i suoi sacerdoti, le sue promesse di salvezza e i suoi comandamenti: pochi, elementari e puramente esteriori, come nell’Islam.
Molti dei suoi fedeli sono però rubati alla vera religione, come quelli convinti che, per essere cattolici, si debba obbedire incondizionatamente a qualsiasi esternazione del papa.
Quei cattolici non muoveranno un passo senza che il papa dica loro come farlo; viceversa, non appena si sarà espresso in qualunque forma, su qualunque argomento, con qualunque esito, si precipiteranno a eseguire. Se, per esempio, affermasse in un’intervista che tutti i romani devono buttarsi nel Tevere, sarebbe un’ecatombe… se non fosse che la maggior parte di loro gli replicherebbe: «Ecché so’ scemo?».
«I loro volti esprimono una rinnovata fiducia: in chi, d’ora in poi, li guiderà ad ogni loro passo. È la consegna del corpo, marchiato, sicuro, protetto, al nuovo padrone»
In duemila anni, purtroppo, cattivi papi ce ne son sempre stati, alcuni anche pessimi. Chi si rendeva conto del problema non si poneva certo per questo automaticamente fuori della Chiesa; anche grandi Santi criticarono il papa del momento per i suoi comportamenti, eppure sono stati poi canonizzati.
San Pier Damiani inveì con formidabile irruenza contro Benedetto IX, uno dei peggiori papi della storia; ma al peggio non c’è mai fine. Nel dire la verità non bisogna aver paura delle conseguenze: solo il giudizio divino va temuto.
Chi non teme Dio finisce inevitabilmente col temere gli uomini. Chi invece riconosce il Suo assoluto primato Gli obbedisce senza riserve, sapendo che prima o poi sarà da Lui premiato e che quanti vorrebbero impaurirlo potrebbero esser travolti da un momento all’altro dalla rivelazione di abusi sessuali insabbiati.
Quella del «vaccino», per molti, è una sorta di nuova religione, con il suo rito di incorporazione, i suoi sacerdoti, le sue promesse di salvezza e i suoi comandamenti: pochi, elementari e puramente esteriori
Che succede, dunque, a prender per dogma di fede ciò che un papa afferma in un’intervista, cosa che non appartiene di certo al Magistero né impegna minimamente la coscienza?
La prima volta, apparentemente, può pure andar bene: quanti chierici votatisi alla sodomia si son sentiti di colpo sollevati del peso che avevan giustamente sul cuore, quando udirono quelle cinque parole con cui fu raso al suolo ogni principio morale: «Chi sono io per giudicare?». Mai motto fu più devastante per chi persegue il bene e, al contempo, liberatorio per chi è sceso a patti col peccato: le checche del mondo intero, che fossero conservatrici o progressiste, tradizionaliste o moderniste, si ritrovarono insperatamente assolte e vieppiù affratellate, oltre che dal culto del fallo (nel senso di errore), anche da quello del nuovo profeta, rifondatore del cristianesimo.
Vai a pensare che, qualche anno dopo, il medesimo oracolo sentenzia che tutti devono farsi inoculare un intruglio preparato con cellule di feti umani abortiti e dagli effetti collaterali sconosciuti… o, per esser veritieri, sicuramente molto gravi, da quel che già si è ampiamente costatato.
tutti devono farsi inoculare un intruglio preparato con cellule di feti umani abortiti e dagli effetti collaterali sconosciuti… o, per esser veritieri, sicuramente molto grave (…) Provate a farlo notare a un chierico omofilo: sarà perfettamente inutile. «L’ha detto il Papa»
Provate a farlo notare a un chierico omofilo: sarà perfettamente inutile. Di fronte a qualunque avvertimento, l’unica risposta di cui sarà capace è la seguente: «L’ha detto il Papa».
Il grande profeta, che gli ha sgravato la coscienza di un enorme macigno, non può assolutamente sbagliarsi, perché – come non ebbe tema di insinuare l’inossidabile Predicatore della Casa Pontificia – egli è più avanti di Gesù Cristo, nemmeno fosse un’ulteriore incarnazione del Verbo… Per i nostri papolatri, costui promulga nuovi articoli del Credo ogni volta che starnutisce.
Chi ha piegato la mente e la schiena al peccato più abominevole che si possa commettere, d’altra parte, ha dovuto rinunciare al raziocinio per giustificare la propria condotta; di conseguenza, non è soltanto esposto a terribili malattie sul piano fisico, ma pure seriamente compromesso su quello intellettuale.
Anche in questo caso, ovviamente, la Provvidenza saprà trarre un bene dal male
Può accadere, per esempio, che dei docenti di università pontificie, pur potendo sapere senza difficoltà che obbligare i dipendenti a un trattamento sanitario è del tutto illegale, accettino la «vaccinazione» senza colpo ferire con il pretesto che sono a contatto con il pubblico… quando la loro attività si svolge unicamente in linea, sia i corsi che gli esami. Ciò che fa più specie è che nessuno rilevi la lampante incongruenza né levi una pur flebile voce di protesta contro tale inaudito abuso di potere perpetrato per ordine del Misericordioso; anzi, per loro (fra i primi a ricevere la magica pozione) è un «privilegio».
Anche in questo caso, ovviamente, la Provvidenza saprà trarre un bene dal male.
Per quanto sia doloroso riconoscerlo per riguardo alle persone, si può tuttavia arguire che il Signore, esaurito il tempo della pazienza, si stia servendo dei Suoi stessi nemici per sbarazzarsi di una casta clericale che Lo disonora da decenni e non porta più alcun frutto
Per quanto sia doloroso riconoscerlo per riguardo alle persone, si può tuttavia arguire che il Signore, esaurito il tempo della pazienza, si stia servendo dei Suoi stessi nemici per sbarazzarsi di una casta clericale che Lo disonora da decenni e non porta più alcun frutto.
Le gravi patologie cui i vaccinati vanno incontro, d’altro canto, saranno per loro occasione di ravvedimento e di espiazione, così che possano salvarsi almeno l’anima, che è la cosa più importante; in tal modo il castigo tornerà altresì a loro beneficio, oltre che a vantaggio della Chiesa. Si può ragionevolmente prevedere che la falcidie sarà tale che i preti attualmente tenuti in disparte a causa della loro fedeltà a Cristo saran sommersi di lavoro; autentiche comunità cristiane rinasceranno allora intorno a ministri genuinamente cattolici e la Chiesa terrena, una volta liberata dalla cappa che la soffoca, rifiorirà rigogliosamente.
Il cedimento alla tentazione di porsi in una situazione irregolare per poter operare liberamente, senza le pastoie dell’attuale dittatura modernista, farebbe perdere ai sacerdoti fedeli l’opportunità di esser presenti all’appello nel momento in cui ce ne sarà bisogno.
Perciò l’imperativo inderogabile resta invariato: resistere dentro la piaga purulenta fino all’eroismo dell’umanamente impossibile, con l’immancabile aiuto della grazia.
Perciò l’imperativo inderogabile resta invariato: resistere dentro la piaga purulenta fino all’eroismo dell’umanamente impossibile, con l’immancabile aiuto della grazia
Per il momento, continuiamo tutti a respingere il lavaggio del cervello portato avanti dal regime con la sua propaganda sfacciatamente menzognera. Per mantenere l’indipendenza di giudizio e sfuggire all’accecamento dell’intelletto, spegnete il televisore e ragionate con la vostra testa, sulla base della realtà oggettiva. Appellandovi al diritto, reagite a ordini tanto assurdi quanto illegittimi e disobbedite pacificamente sulla base del buon senso.
Di fronte a minacce che dovessero superare le vostre possibilità, poi, affidatevi alla potenza di Dio, che mai abbandona chi ripone in Lui la propria fiducia: «La salvezza dei giusti viene dal Signore; egli li protegge nel tempo della tribolazione. Il Signore li aiuterà e li libererà, li scamperà dai peccatori e li salverà, perché hanno sperato in lui» (Sal 36, 39-40).
Si avvicina il giorno in cui il castello di carte innalzato da un potere apparentemente invincibile crollerà in un attimo per un semplice soffio: Fiant tamquam pulvis ante faciem venti, et Angelus Domini coarctans eos (Siano come polvere di fronte al vento e l’Angelo del Signore li incalzi; Sal 34, 5).
Per mantenere l’indipendenza di giudizio e sfuggire all’accecamento dell’intelletto, spegnete il televisore e ragionate con la vostra testa, sulla base della realtà oggettiva
Chi resterà in piedi prenderà allora il timone e riporterà la nave sulla giusta rotta. Prima di allora, non abbattiamoci per nessun motivo al mondo: «Chi è che vi nuocerà, se sarete zelanti nel bene? Ma se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi!» (1 Pt 3, 13-14). L’ha detto un papa.
N.B.: il 21 aprile prossimo (mercoledì della seconda settimana dopo l’Ottava di Pasqua) ricorre la festa del Patrocinio di San Giuseppe, istituita in seno all’Ordine carmelitano e poi estesa a tutta la Chiesa, nel 1847, dal beato Pio IX, lo stesso Papa che, l’8 dicembre 1870, Lo proclamerà Patrono della Chiesa universale.
Quanti han già fatto la consacrazione il 20 marzo la rinnovino quel giorno e tutti elevino speciali preghiere a Lui per la pronta liberazione della Chiesa, dell’Italia e del mondo.
Si avvicina il giorno in cui il castello di carte innalzato da un potere apparentemente invincibile crollerà in un attimo per un semplice soffio
«Non abbiate paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a dar conto a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi, ma con mansuetudine e timore, avendo una buona coscienza, così che, nell’atto stesso in cui siete contraddetti, siano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. È meglio infatti, se lo vuole la volontà di Dio, soffrire operando il bene che facendo il male, poiché anche Cristo è morto una sola volta per i peccati, giusto per gli ingiusti, per offrirvi a Dio, ucciso sì nella carne, ma reso vivo nello spirito» (1 Pt 3, 14-18).
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Intelligence
Il nono scienziato legato ai segreti della NASA muore misteriosamente
Un altro scienziato legato al programma spaziale americano si è aggiunto alla crescente lista di morti e sparizioni negli Stati Uniti. Lo riporta il Daily Mal.
Michael David Hicks, ricercatore scientifico presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, è deceduto il 30 luglio 2023 all’età di 59 anni, ma la causa della morte non è mai stata resa pubblica e non è stato possibile trovare alcuna traccia di un’autopsia.
Lo Hicks, che ha lavorato al JPL dal 1998 al 2022, è autore di oltre 80 articoli scientifici e ha fatto parte di diversi team che hanno aiutato la NASA a comprendere le proprietà fisiche di comete e asteroidi.
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Nello specifico, lo Hicks è stato coinvolto nel Progetto DART, il test della NASA volto a verificare se gli esseri umani potessero deviare asteroidi pericolosi dalla Terra. Ha inoltre lavorato alla missione Deep Space 1, che ha testato nuove tecnologie spaziali durante il sorvolo di una cometa nel 2001.
Sebbene non vi siano state accuse pubbliche di omicidio, il caso di Hicks rappresenta la nona persona con legami con i segreti spaziali o nucleari americani morta o misteriosamente scomparsa negli ultimi anni, il che ha fatto scattare l’allarme tra gli esperti di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Inoltre, tre di questi scienziati avevano stretti legami con Hicks, poiché tutti e tre lavoravano al Jet Propulsion Laboratory o avevano partecipato a missioni NASA presso tale struttura. Monica Reza, la nuova direttrice del Materials Processing Group del JPL, è scomparsa nel nulla nel giugno 2025, pochi mesi dopo aver iniziato il suo incarico presso il laboratorio NASA.
Altri due uomini con profondi legami con il JPL sono morti di recente, tra cui un collaboratore di lunga data di Hicks, Frank Maiwald, scomparso nel luglio 2024 all’età di 61 anni, con un riconoscimento pubblico ancora minore della sua prematura scomparsa.
Nel frattempo, l’astrofisico Carl Grillmair, 67 anni, è stato assassinato sulla veranda di casa sua il 16 febbraio 2026. Il lavoro del ricercatore del California Institute of Technology era fortemente influenzato da… Con il supporto del JPL della NASA, Grillmair fu personalmente coinvolto in importanti missioni di telescopi spaziali guidate dalla NASA.
Stranamente, una serie di necrologi online dedicati a Hicks non menzionavano alcun problema di salute prima della morte del 59enne, avvenuta apparentemente all’improvviso, circa un anno dopo aver lasciato il JPL della NASA.
Una situazione simile si è verificata dopo la morte di Maiwald il 4 luglio 2024, quando l’eminente ricercatore del JPL è morto a Los Angeles per cause sconosciute.
Nonostante Maiwald fosse un JPL Principal, un riconoscimento conferito agli scienziati che «danno contributi individuali eccezionali» nei loro campi, non ci sono stati commenti pubblici da parte delle autorità dopo la morte dello stimato scienziato, e l’unica traccia pubblica della sua scomparsa è stata un singolo necrologio pubblicato online.
La NASA e il JPL non hanno rilasciato commenti sulla morte di Maiwald e Hicks e non hanno risposto alle richieste di informazioni del Daily Mail sulla natura del lavoro svolto dagli scienziati prima della loro scomparsa.
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Nel giugno 2023, appena 13 mesi prima della sua morte, Maiwald era il ricercatore principale di una scoperta rivoluzionaria che potrebbe aiutare il futuro delle missioni spaziali a rilevare chiari segni di vita su altri mondi nel sistema solare e oltre.
Per quanto riguarda l’altro scienziato legato al JPL, Grillmair aveva contribuito alla scoperta di acqua su un pianeta lontano, e i colleghi avevano definito il suo lavoro «geniale», aggiungendo che la ricerca poteva indicare la presenza di vita a meno di 160 anni luce dalla Terra. Secondo il suo profilo del Grillmair al Caltech, ha lavorato anche al NEOWISE e al NEO Surveyor, telescopi spaziali a infrarossi utilizzati per tracciare gli asteroidi. Tuttavia, gli esperti hanno espresso preoccupazione per il fatto che questa tecnologia sia stata impiegata anche nella progettazione di missili avanzati.
Va ricordato che ka JPL, oggi centro chiave della NASA per l’esplorazione spaziale, è stata co-fondata negli anni Trenta e Quartanta da un gruppo di pionieri della missilistica del politecnico losangelino Caltech tra cui spiccava il Jack Parsons (1914-1952), brillante chimico e ingegnere autodidatta che sviluppò i primi propellenti solidi castabili, fondamentali per i razzi JATO e per i futuri programmi spaziali. Secondo alcuni JPL avrebbe significato, in realtà, «Jack Parsons Laboratories».
Parsons era però anche un appassionato occultista: seguace di Aleister Crowley, leader californiano dell’Ordo Templi Orientis, praticava rituali magici, invocazioni della nuova religione chiamata «Thelema» e conduceva una vita bohémien con elementi di sesso e misticismo che i colleghi definivano «satanici». Durante i test dei razzi recitava persino poesie di Crowley.
Espulso dal gruppo nel 1944 per le sue attività «poco ortodosse», il suo contributo tecnico resta cruciale: senza di lui, forse, il viaggio verso lo spazio sarebbe arrivato più tardi. Una storia paradossale di scienza e oscurità. Il Parsons, che ad un certo punto fu ingaggiato per le sue competenze missilistiche dal neonato Stato di Israele, sarebbe morto anni dopo mentre era alla cerca di manifestare materialmente l’anticristo sulla Terra.
La serie di morti e sparizioni ha attirato l’attenzione del Congresso e dei membri della comunità dell’Intelligence statunitense, che vedono uno schema inquietante che riguarda esperti con conoscenze in materia di missili e motori a razzo.
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L’ex vicedirettore dell’FBI Chris Swecker ha recentemente dichiarato al Daily Mail che «Si può dire che siano tutti casi sospetti, e si tratta di scienziati che hanno lavorato in settori tecnologici critici». Lo Swecker ha affermato che da decenni numerosi servizi segreti stranieri, sia nemici che alleati degli Stati Uniti, prendono di mira cittadini americani in possesso di segreti tecnologici nazionali.
«Cina, Russia, persino alcuni dei nostri amici – Pakistan, India, Iran, Corea del Nord – prendono di mira questo tipo di tecnologia», ha rivelato al quotidiano britannico lo Swecker.
A marzo, il deputato del Tennessee Tim Burchett ha dichiarato al Daily Mail che «ci sono stati diversi altri casi di persone scomparse in circostanze sospette in tutto il Paese. Penso che dovremmo prestare attenzione a questo fenomeno». Burchett faceva riferimento ad almeno altre quattro indagini condotte negli Stati Uniti negli ultimi mesi, tra cui la scomparsa del generale in pensione dell’aeronautica William Neil McCasland e l’omicidio del rispettato fisico Nuno Loureiro.
McCasland, 68 anni, è stato l’ultimo caso di scomparsa, svanito nel nulla il 27 febbraio 2026, dopo essere uscito di casa a piedi, presumibilmente con in mano solo una pistola. La scomparsa di McCasland, che secondo alcune fonti deteneva segreti nucleari e relativi agli UFO, è stata collegata a Reza e Grillmair attraverso il loro lavoro sulla scienza missilistica avanzata.
Durante il suo incarico al comando dell’Air Force Research Lab (AFRL), il generale supervisionò e approvò i finanziamenti per il lavoro di Reza volto all’invenzione di un nuovo metallo da utilizzare per la creazione di motori a razzo di ultima generazione.
Nel frattempo, il lavoro di Grillmair con NEOWISE e NEO Surveyor è stato anche collegato all’Aeronautica militare, poiché i telescopi della NASA utilizzavano gli stessi sistemi su cui i militari fanno affidamento per tracciare satelliti e missili ipersonici.
Sebbene l’omicidio di Loureiro non sia stato direttamente collegato alle altre morti e sparizioni, Burchett, Swecker e investigatori indipendenti hanno osservato che il suo lavoro rivoluzionario sulla fusione nucleare potrebbe averlo reso bersaglio di una cospirazione più ampia contro gli scienziati statunitensi.
Nuno Loureiro, 47 anni, è stato assassinato nella sua casa di Brookline, un sobborgo di Boston, il 15 dicembre 2025. Le autorità hanno identificato l’assassino in Claudio Neves Valente, un ex compagno di classe portoghese.
«Succede fin dalla Guerra Fredda», ha spiegato Swecker. «Soprattutto quando la tecnologia nucleare e quella missilistica hanno iniziato ad emergere.»
Altri due con legami con la ricerca nucleare sono scomparsi a poche settimane di distanza l’uno dall’altro. Anthony Chavez e Melissa Casias, entrambi lavoravano presso il Los Alamos National Laboratory (LANL) e sono scomparsi dalle loro case nel 2025 in circostanze pressoché identiche.
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Chavez, 79 anni, ha lavorato presso il laboratorio di ricerca nucleare fino al suo pensionamento nel 2017. Casias, 54 anni, era un’assistente amministrativa attiva presso la struttura e si ritiene che avesse un’autorizzazione di sicurezza di altissimo livello. Entrambi sono stati visti per l’ultima volta mentre lasciavano le loro case in New Mexico a piedi, abbandonando auto, chiavi, portafogli e telefoni prima di scomparire senza lasciare traccia quasi un anno fa.
In un altro misterioso incidente, Jason Thomas, un ricercatore farmaceutico che testava trattamenti contro il cancro presso la Novartis, è stato trovato morto in un lago del Massachusetts il 17 marzo 2026, dopo essere scomparso senza lasciare traccia tre mesi prima.
Burchett ha criticato aspramente la comunità dell’Intelligence nazionale, puntando il dito in particolare contro le cosiddette «agenzie con le lettere dell’alfabeto», come l’FBI, accusandole di essere state inutili e di aver ostacolato i suoi tentativi di scoprire la verità su quanto accaduto a questi scienziati. «I numeri sembrano molto alti in questi specifici ambiti di ricerca. Penso che faremmo meglio a prestare attenzione e non credo che dovremmo fidarci del nostro governo», ha avvertito.
Immagine di NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
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Bizzarria
Esiste un albero che sfrutta l’elettricità per uccidere i suoi nemici
Per gli alberi, i fulmini sono una grande livella. Se osi crescere più in alto degli altri, rischi di essere folgorato e distrutto. Centinaia di milioni di alberi subiscono questa sorte ogni anno.
Tuttavia sembra che valga il contrario per l’imponente albero della fava tonka (Dipteryx oleifera), originario delle foreste pluviali di Panama, che può raggiungere i 40 metri di altezza e vivere per centinaia di anni, scrive Futurism.
Il fulmine è un’arma che può utilizzare a suo piacimento. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista New Phytologist, quando un fulmine lo colpisce, l’albero di tonka sopravvive, mentre i parassiti che vi si aggrappano e le piante circostanti vengono eliminati.
«Abbiamo iniziato questo lavoro 10 anni fa, ed è diventato evidente che i fulmini uccidono molti alberi, soprattutto quelli di grandi dimensioni», ha spiegato a Live Science Evan Gora, ecologo forestale del Cary Institute of Ecosystem Studies e autore principale dello studio. «Ma la Dipteryx oleifera non ha mai mostrato danni».
Lo studio esplora come i fulmini modellano le foreste e la vita degli alberi che le abitano. Rispetto ad altre cause di mortalità degli alberi, come la siccità e gli incendi, noti per il loro ruolo cruciale nel mantenimento di un ecosistema sano, l’influenza positiva dei fulmini è ampiamente sottovalutata.
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Per approfondire la questione, i ricercatori hanno creato un sistema per localizzare con precisione i fulmini nel Monumento Naturale di Barro Colorado, a Panama, utilizzando una rete di antenne e un insieme di droni. Combinando questi dati con quelli raccolti in quarant’anni sulla vegetazione della foresta pluviale, oggetto di numerosi studi, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire con precisione l’impatto dei fulmini sulle specifiche aree colpite.
Complessivamente, tra il 2014 e il 2019, i ricercatori hanno documentato quasi 100 casi di alberi di varie specie colpiti direttamente da un fulmine. Più della metà di questi alberi è morta. Ma, sorprendentemente, tutti e dieci gli alberi di fava tonka colpiti dalle potenti scariche elettriche sono sopravvissuti, riportando danni trascurabili.
Lo stesso non si può dire per le piante parassite delle fave di tonka, una specie di rampicante legnoso nota come liana: il 78% di esse è stato spazzato via dai fulmini. E guai anche ai vicini, con oltre due tonnellate di biomassa di alberi concorrenti annientate a ogni fulmine.
«Esiste un rischio quantificabile e rilevabile nel vivere vicino a un Dipteryx oleifera», ha dichiarato il Gora a Live Science. «[Come albero], hai una probabilità sostanzialmente maggiore di morire rispetto a vivere vicino a qualsiasi altro grande albero secolare in quella foresta».
Poiché gli alberi di fava tonka possono vivere per secoli, i ricercatori stimano che, in media, vengano colpiti da un fulmine almeno cinque volte nel corso della loro vita, ottenendo vantaggi sostanziali che vanno ben oltre la semplice casualità. Infatti, con un’altezza superiore del 30% e una chioma più ampia del 50% rispetto agli altri alberi, sembrano quasi sfidare il cielo a scatenare la sua furia. Rispetto ad alberi con un tronco di diametro simile, l’albero di fava tonka vanta una probabilità del 68% maggiore di essere colpito da un fulmine.
«Sembra avere un’architettura che potenzialmente favorisce una maggiore frequenza degli attacchi», ha detto il Gora al New York Times.
E così, piegando virtualmente i fulmini al proprio volere per sbarazzarsi dei nemici, gli alberi di fava tonka vedono la loro fecondità aumentare di quattordici volte: un vantaggio riproduttivo elettrizzante.
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