Geopolitica
Rubio: Orban è vitale per l’interesse nazionale degli USA
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha appoggiato il Primo Ministro ungherese Viktor Orban in vista delle prossime elezioni parlamentari, definendo la sua leadership vitale per gli interessi nazionali degli Stati Uniti.
Il rapporto personale di Orbán con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è tradotto in un’«epoca d’oro» nelle relazioni tra i due Paesi, ha osservato Rubio.
«Posso dirvi con certezza che il Presidente Trump è profondamente impegnato nel vostro successo», ha dichiarato Rubio durante una conferenza stampa congiunta a Budapest lunedì. «Vogliamo che questo Paese vada bene. È nel nostro interesse nazionale, soprattutto finché voi sarete il primo ministro e il leader di questo Paese».
Rubio ha aggiunto che Washington sarebbe pronta a valutare modalità per fornire supporto qualora Orbán dovesse affrontare difficoltà finanziarie o sfide che «minacciano la stabilità del Paese». L’Orban ha dichiarato che, in quanto primo ministro ungherese in carica da più tempo e leader dell’opposizione da più tempo, non era preoccupato da alcun possibile esito elettorale.
Si prevede che il voto del 12 aprile rappresenti una dura prova per il governo conservatore di lunga data di Orbán, con la sfida principale rappresentata dal partito filo-europeo Tisza di Peter Magyar. Orban lo ha accusato di agire sotto l’influenza di Bruxelles, sostenendo che utilizzi «censura, ingerenza e manipolazione» per indebolire il suo governo.
It is in America’s national interest for Hungary to be successful.@SecRubio pic.twitter.com/Mh5BAbeqOk
— Department of State (@StateDept) February 16, 2026
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Scrivendo su Truth Social all’inizio di questo mese, Trump ha descritto l’Orbano come un «leader davvero forte e potente» con una storia di «risultati fenomenali», elogiando la sua posizione su immigrazione, crescita economica e cooperazione bilaterale. Il presidente degli Stati Uniti si è detto «orgoglioso» di sostenere Orbán nel 2022 e «onorato» di farlo di nuovo, definendolo un caro alleato e un «vero amico».
In carica dal 1998 al 2002, prima di tornare al potere nel 2010, Orbano è stato uno dei più accesi critici delle politiche dell’UE, in particolare del suo continuo sostegno militare a Kiev. Si è anche opposto all’adesione dell’Ucraina all’UE, avvertendo che le politiche di Bruxelles rischiano di trascinare l’Unione in una guerra diretta con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente della limitrofa Ucraina Volodymyr Zelens’kyj questa settimana ha più volte insultato pubblicamente il premier magiaro.
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Geopolitica
L’Iran dichiara chiuso lo Stretto di Ormuzzo fino alla fine degli attacchi USA
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Geopolitica
Gli Stati Uniti lanciano la terza ondata di attacchi contro l’Iran
Questa settimana gli Stati Uniti hanno lanciato una terza ondata di attacchi contro l’Iran, poco dopo che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaram) ha annunciato che lo strategico Stretto di Hormuz rimarrà chiuso a tutte le navi a tempo indeterminato.
La ripresa delle ostilità ha messo ulteriormente a dura prova il memorandum d’intesa (MoU) firmato dai due Paesi il 17 giugno. L’accordo mirava a spianare la strada a un cessate il fuoco duraturo e a concedere più tempo per negoziare una soluzione di pace.
In una dichiarazione rilasciata sabato sera, ora locale, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha affermato che i nuovi attacchi sono stati lanciati dopo che le Guardie Rivoluzionarie avevano attaccato «sfacciatamente» la nave portacontainer GFS Galaxy, battente bandiera cipriota, provocando un incendio nella sala macchine. Un membro dell’equipaggio risulta disperso, ha aggiunto il CENTCOM.
At 7:15 p.m. ET today, U.S. Central Command forces began launching the third round of strikes this week against Iran after Islamic Revolutionary Guard Corps forces blatantly attacked M/V GFS Galaxy, a Cyprus-flagged container ship transiting the Strait of Hormuz. A civilian crew…
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 11, 2026
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«Gli Stati Uniti stanno imponendo un costo elevato continuando a indebolire la capacità dell’Iran di attaccare i marinai civili e le navi commerciali che transitano liberamente nello stretto», ha aggiunto l’esercito statunitense.
«L’Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga le conseguenze», ha scritto il Segretario alla Guerra americano Pete Hegseth su X dopo l’inizio degli attacchi.
Iran made a poor choice. Now they pay. https://t.co/8m4fEfgrXv
— Pete Hegseth (@PeteHegseth) July 11, 2026
Il CENTCOM ha dichiarato che le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi, tra cui siti missilistici e di droni, depositi di munizioni e installazioni radar.
L’emittente iraniana Press TV ha riferito di attacchi nel sud del Paese, compresi i porti di Chabahar, Bushehr e Sirik, già colpiti all’inizio di questa settimana. Secondo quanto riportato, le difese aeree sarebbero state attivate sopra Teheran.
L’Iran ha risposto lanciando missili contro gli stati del Golfo, con allarmi di raid aerei segnalati in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein. I pasdaran hanno affermato di aver «distrutto» un centro di comando e gli hangar che ospitavano i droni statunitensi MQ-9 Reaper presso la base aerea Prince Hassan in Giordania. Le Guardie Rivoluzionarie hanno aggiunto di aver preso di mira una struttura di supporto e rifornimento per le portaerei statunitensi nel porto di Duqm in Oman.
Irã ataca a sede da Força Aérea do Bahrein. pic.twitter.com/FqQAgJOheI
— Renato Souza (@reporterenato) July 13, 2026
La gran mayoría de misiles balísticos e hipersonicos y drones de Irán que participaron en las misiones de respuesta a la agresión sionista y yankee reciente, dieron en el blanco en las bases norteamericanas de Kuwait y la quinta flota sionista-imperialista de Bahrein y todos pero… pic.twitter.com/jtSYLWnjr5
— El Fantasma (@AlTopeyPunto891) July 13, 2026
On Saturday Iran’s foreign minister Abbas sat in Muscat, asking Oman to help settle the Strait of Hormuz. On Sunday, Iran’s own Revolutionary Guard media said Iranian forces had struck targets in Oman. Omani state media reported drones hitting the country’s northeast. Iran bombed… pic.twitter.com/QwbqECK1b9
— Shanaka Anslem Perera ⚡ (@shanaka86) July 12, 2026
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Secondo Press TV, l’esercito iraniano ha lanciato droni contro un sistema di difesa aerea Patriot statunitense, un deposito di munizioni e una stazione radar in Kuwait, nonché contro una stazione radar in Bahrein.
Poco prima dell’inizio degli attacchi statunitensi, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane aveva dichiarato che avrebbe mantenuto lo Stretto di Hormuz chiuso a tutte le navi fino a quando gli Stati Uniti non avessero posto fine ai loro «interventi illegali» nella regione. Aveva inoltre promesso di colpire le basi statunitensi in risposta a «qualsiasi ulteriore aggressione».
Gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e il Qatar hanno chiesto all’Iran di cessare di prendere di mira le petroliere dopo che tre navi sono state colpite da proiettili all’inizio di questa settimana. In una dichiarazione di sabato, le Guardie Rivoluzionarie hanno incolpato gli Stati Uniti per gli «incidenti», accusando Washington di aver «designato illegalmente» una rotta marittima vicino alla costa dell’Oman.
Gli Stati Uniti hanno utilizzato il corridoio per guidare le navi attraverso lo Stretto ormusino, che gestisce circa un quarto del commercio globale di petrolio e GNL via mare.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
La guida suprema dell’Iran giura vendetta contro Stati Uniti e Israele
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