Connettiti con Renovato 21

Intelligenza Artificiale

Robocani nell’esercito indiano

Pubblicato

il

L’esercito indiano ha presentato il suo primo lotto di robocani alimentati dall’Intelligenza Artificiale, che hanno sfilato per la città di Pune mercoledì come parte della parata dell’Army Day, la giornata dell’esercito.

 

Chiamati MULES (Multi-Utility Legged Equipment) e progettati per assomigliare a cani, questi macchinari saranno utilizzati per la sorveglianza e per trasportare carichi leggeri.

 

L’esercito ha ordinato 100 MULES robotici come parte di un programma di approvvigionamento di emergenza nel 2023, secondo i media locali. I robot sono stati forniti l’anno scorso da AeroArc, un’azienda con sede a Nuova Delhi, ha riferito l’Indian Defence Research Wing a ottobre.

 

Acquistati con un accordo da 2,8 miliardi di rupie (33 milioni di dollari), questi robot sono progettati per muoversi in modo autonomo su terreni diversi e sono in grado di operare ad altitudini fino a 10.000 piedi. Dotati di telecamere termiche e sensori avanzati, i veicoli a quattro zampe sono anche in grado di trasportare armi leggere per ingaggiare le forze nemiche quando necessario.

 

Acquistate le Maglie Crociate

I MULES sono stati sottoposti a prove a novembre dell’anno scorso. Oltre 50 soldati di Battle Axe, una divisione d’élite dell’esercito indiano, e dieci cani robotici hanno testato la loro efficacia in scenari di combattimento e logistici. Gli esercizi sono stati condotti in condizioni desertiche difficili per valutare la versatilità e la resistenza del robot, secondo i resoconti.

 

L’iniziativa fa parte della modernizzazione delle forze armate indiane.

 

L’integrazione dei robodoghi indiani nelle operazioni dell’esercito è in linea con le tendenze globali, poiché la robotica e l’automazione hanno migliorato sempre di più l’efficienza operativa e l’efficacia in combattimento. Le potenze militari di tutto il mondo stanno sperimentando i propri sistemi d’arma cinoidi.

 

Durante le recenti esercitazioni Cina-Cambogia Golden Dragon 2024, l’esercito cinese ha mostrato un cane robot equipaggiato con un fucile automatico montato sulla schiena. I video pubblicati online hanno mostrato il veicolo a quattro zampe camminare, saltare, sdraiarsi e muoversi all’indietro.

 


Sostieni Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, mesi fa l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) – cioè le forze armate della Repubblica Popolare Cinese – aveva dato dimostrazione delle capacità di un robocane dotato di fucile d’assalto.

 

Pechino ha inoltre militarizzato modelli robocinoidi, portandoli sul sempre irrequieto confine himalayano con l’India, dove è schierato il robo-yak. Un video particolarmente inquietante mostra un robocane armato essere trasportato in cima ad un palazzo da un drone.

 

Varie volte i cinesi hanno mostrato le capacità di allevamento di robocani, pubblicando video di branchi minacciosi che si muovono in armonia.

 

Come riportato da Renovatio 21, i robocani hanno pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».

 

Come riportato da Renovatio 21, la Cina ha fatto capire di star preparandosi per l’implementazione militare già per la prossima guerra.

 

Come riportato da Renovatio 21, dopo tanto parlare di modelli con lanciafiamme (in teoria in libera vendita), i soldati USA l’anno passato hanno testato un robocane munito di lanciarazzi. Il corpo dei Marines avrebbe testato quadrupedi robotici armati negli scorsi mesi. Gli australiani avrebbero invece sviluppato esemplari in grado di collegarsi «telepaticamente» alle truppe.

Iscriviti al canale Telegram

L’implementazione di robocani militari si è già consumata sul teatro di guerra ucraino come in quello di Gaza.

 

Due mesi fa è stato presentato un modello di cinorobot da combattimento anfibio. Sono parimenti terrificanti le immagini di robocani ora muniti di ruote.

 

Le inquietanti creature cibernetiche a quattro zampe sono già implementate da Nuova York da polizia e pompieri, così come dai poliziotti di Los Angeles.

 

Doghi cibernetici sono stati attivi anche in Italia per la pulizia delle spiagge liguri e nella campagna umbra.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Intelligenza Artificiale

OpenAI ha bisogno di 200 miliardi di dollari per continuare a perdere denaro

Pubblicato

il

Da

OpenAI, la società proprietaria di ChatGPT, potrebbe necessitare di reperire oltre 200 miliardi di dollari entro il 2030 per mantenere la propria operatività. Lo riporta un’analisi di HSBC pubblicata dalla stampa internazionale.   L’impresa richiede capitali freschi per proseguire l’espansione, in quanto le spese per l’elaborazione dati stanno lievitando nel quadro di una competizione mondiale sull’intelligenza artificiale sempre più intensa e concitata.   Il modello previsionale rivisto da HSBC, diffuso tra i clienti questa settimana, tiene conto degli accordi pluriennali siglati di recente da OpenAI con Microsoft, Amazon e Oracle per servizi cloud e capacità computazionali. Perfino adottando stime di crescita particolarmente rosee, il calcolo prevede comunque un gap di finanziamento di circa 207 miliardi di dollari entro la fine del decennio, con incassi stimati a 129 miliardi di dollari.   A quanto trapela, la banca ha calcolato che il costo cumulativo per l’affitto di risorse cloud da parte di OpenAI potrebbe sfiorare gli 800 miliardi di dollari entro il 2030. L’azienda continua a ipotizzare un boom esponenziale di utenza, con ChatGPT destinato a conquistare 3 miliardi di utenti regolari entro il 2030, rispetto agli 800 milioni del mese scorso – equivalenti a circa il 44% degli adulti globali esclusa la Cina.

Sostieni Renovatio 21

OpenAI si trova al cuore dell’esplosione dell’IA sin dal debutto di ChatGPT tre anni or sono, catalizzando un’attenzione straordinaria dagli investitori, mentre i colossi tech riversano decine di miliardi in data center e semiconduttori all’avanguardia. Alcuni esperti mettono in guardia sul rischio di una bolla speculativa, con le uscite che superano gli introiti e innalzando la tensione non solo per OpenAI, ma pure per i giganti tecnologici che ne avallano l’avanzata.   Le società del settore stanno faticando a reggere il ritmo dei servizi alla ChatGPT, che hanno scosso il loro dominio sulla ricerca web e spinto gli investimenti a picchi storici.   Ad ottobre, OpenAI aveva  agguantato il primato come startup privata più valutata al mondo, sorpassando SpaceX di Elon Musk, grazie a una cessione di azioni da parte dei dipendenti per 6,6 miliardi di dollari che l’ha quotata intorno ai 500 miliardi.   Come riportato da Renovatio 21, il Musk –che è peraltro tra i fondatori di OpenAI, da lui impostata come una società senza fine di lucro  – a inizio anno si era offerto di comprare OpenAI.   Due anni fa era emersa la notizia secondo cui Microsoft, già finanziatore di  OpenAI, stava lavorando in segretezza proprio con la società di ChatGPT ad un progetto da 100 miliardi di dollari su un supercomputer progettato per addestrare una nuova potente IA. Poco prima Elone aveva fatto archiviare la sua causa contro OpenAI, nella quale paventava «profondi rischi per la società e per l’umanità».   Secondo quanto riportato, Microsoft avrebbe ora il problema di trovarsi in competizione con il suo stesso partner.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Jernej Furman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Continua a leggere

Alimentazione

Il magnate della tecnologia Larry Ellison investe 60 milioni di dollari in un’azienda agro-biotecnologica che utilizza l’intelligenza artificiale per modificare geneticamente il grano

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo di GM Watch. 

 

Larry Ellison ha guidato un investimento di 60 milioni di dollari in Wild Bioscience, un’azienda britannica di biotecnologie agricole che modifica geneticamente le colture, incluso il grano, utilizzando l’intelligenza artificiale. La presenza crescente del miliardario della tecnologia in Gran Bretagna include oltre 250 milioni di sterline in donazioni al Tony Blair Institute, che ora promuove attivamente l’intelligenza artificiale, l’editing genetico e altre politiche basate sulla tecnologia.

 

Wild Bioscience, azienda britannica specializzata in biotecnologie agricole, è specializzata nella «selezione di colture di precisione basata sull’Intelligenza Artificiale», più precisamente nell’ingegneria genetica delle piante supportata dalla tecnologia dell’Intelligenza Artificiale (IA).

 

Ora l’azienda si è assicurata un massiccio investimento di 60 milioni di dollari da un gruppo guidato dall’Ellison Institute of Technology (EIT), un think tank fondato dal miliardario statunitense della Big Tech Larry Ellison.

 

Larry Ellison è il co-fondatore della società di software Oracle. È anche un magnate dei media, uno dei principali donatori delle Forze di Difesa Israeliane e membro della cerchia ristretta del presidente Donald Trump . E sta investendo nel settore dei semi geneticamente modificati (OGM).

Sostieni Renovatio 21

Wild Bioscience sta conducendo in Inghilterra sperimentazioni in campo aperto sul grano geneticamente modificato, progettato per una fotosintesi più efficiente.

 

Secondo il co-fondatore di Wild Bioscience, il dott. Ross Hendron , l’azienda sta cercando di «ripercorrere il nastro della vita» per vedere come colture come il grano avrebbero potuto evolversi con caratteristiche migliori.

 

AgTechNavigator parafrasa Hendron dicendo: «l’azienda non può condurre esperimenti di rapida evoluzione sulle piante… quindi li simula utilizzando set di dati ampi e diversificati, la maggior parte dei quali generati da essa stessa».

 

Ed è qui che entra in gioco l’Intelligenza Artificiale.

 

Tony Blair Institute: promuovere l’ossessione di Ellison per l’Intelligenza Artificiale e gli OGM

Ellison finanzia anche un’altra organizzazione britannica. Dal 2021, ha donato un quarto di miliardo di sterline al Tony Blair Institute (TBI), il think tank fondato dall’ex primo ministro britannico. Questo rende Ellison di gran lunga il maggiore donatore del TBI.

 

Si dice che il suo patrocinio abbia trasformato il TBI e i suoi obiettivi, rendendolo ancora più ossessionato dalla tecnologia di quanto non fosse già, in particolare per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale.

 

Il TBI ha pubblicato rapporti di incoraggiamento che promuovono l’Intelligenza Artificiale, l’editing genetico e l’ingegneria genetica in generale.

 

L’entusiasmo di Ellison sia per l’intelligenza artificiale che per l’ingegneria genetica si riflette in un rapporto del TBI Institute del gennaio 2024, «A New National Purpose: Leading the Biotech Revolution» («Un nuovo scopo nazionale: guidare la rivoluzione biotecnologica»), che promuove un connubio tra le due tecnologie.

Iscriviti al canale Telegram

Starmer ripete a pappagallo il linguaggio di Blair

Nel luglio 2024, appena cinque giorni dopo l’elezione di Keir Starmer a primo ministro del Regno Unito, Blair dichiarò alla conferenza Future of Britain del TBI che l’intelligenza artificiale era la «svolta» che stavano cercando.

 

Secondo Lighthouse Reports, «nel giro di pochi mesi, Starmer ripeteva a pappagallo il linguaggio di Blair e TBI era al centro della nascente politica governativa sull’intelligenza artificiale, promuovendo gli interessi di Oracle e la visione del mondo del suo fondatore».

 

Secondo un articolo pubblicato su Publica, una conseguenza inevitabile dei legami finanziari tra Ellison e il TBI è che l’influenza di Blair sui leader mondiali e la sua passione per la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale sono «ora orientate alla commercializzazione dei servizi di Ellison».

 

«Le conversazioni con più di una dozzina di ex dipendenti di TBI che hanno fornito consulenza o elaborato raccomandazioni politiche per i governi di nove Paesi del Sud del mondo rivelano come il loro lavoro spaziasse dalla promozione esplicita dei servizi di Oracle e dal ruolo di “motore di vendita” alla raccomandazione di soluzioni tecnologiche potenzialmente dannose o stranamente lontane dalle realtà locali» ha riferito Publica.

 

Wild Bioscience è una spin-off britannica dell’Università di Oxford. Prima dell’investimento di 60 milioni di dollari di Ellison, era descritta come una «piccola» azienda, con un bilancio di soli 7,5 milioni di euro.

 

La recente iniezione di fondi da parte di Ellison cambia ovviamente tutto: l’azienda non è più piccola e, in linea di principio, può attingere a più fondi per generare più colture geneticamente modificate.

 

Ed è altamente probabile che gli organismi geneticamente modificati che produrrà non rispecchieranno le esigenze e gli interessi degli agricoltori e dei cittadini britannici, bensì quelli di un miliardario statunitense del settore tecnologico, concentrato su interessi specifici, che desidera un ritorno sui suoi investimenti.

 

Infine, vale la pena notare che, come nel caso di Bill Gates, l’ingresso di Ellison nel settore dei semi geneticamente modificati dimostra la crescente influenza dei titani della tecnologia, estremamente ricchi, sui futuri sviluppi biotecnologici.

 

Ciò è evidente anche nel campo della genetica umana.

 

Claire Robinson

Jonathan Matthews

 

Pubblicato originariamente da GMWatch. Jonathan Matthews è il direttore di GMWatch. Claire Robinson è una redattrice di GMWatch

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Oracle PR via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0

Continua a leggere

Intelligenza Artificiale

Orsacchiotto parlante AI che dava consigli sul sesso ritirato dal mercato

Pubblicato

il

Da

Un orsacchiotto parlante dotato di intelligenza artificiale è stato ritirato dalla vendita da un’azienda con sede a Singapore dopo che alcuni ricercatori hanno scoperto che poteva parlare di sesso e di altri argomenti.   Il Public Interest Research Group ha affermato che un gruppo di ricercatori provenienti da Stati Uniti e Canada ha effettuato delle conversazioni di prova con Kumma, un orsacchiotto di peluche da 99 dollari alimentato dal chatbot GPT-4o di OpenAI.   L’orsetto è prodotto in Cina e commercializzato da FoloToy, con sede a Singapore. I ricercatori hanno affermato di aver trovato facile convincere Kumma a discutere di argomenti sessualmente espliciti, tra cui sculacciate, giochi di ruolo e BDSM.   «Siamo rimasti sorpresi nello scoprire con quanta rapidità Kumma prendeva un singolo argomento sessuale che avevamo introdotto nella conversazione e lo sviluppava, intensificando contemporaneamente i dettagli grafici e introducendo nuovi concetti sessuali», si legge nel rapporto.

Aiuta Renovatio 21

Il team ha affermato che l’orso «ha discusso in dettaglio argomenti sessuali ancora più espliciti, come la spiegazione delle diverse posizioni sessuali, fornendo istruzioni passo passo su un comune “nodo per principianti” per legare un partner e descrivendo le dinamiche del gioco di ruolo che coinvolgono insegnanti e studenti, genitori e bambini, scenari che lui stesso ha evocato in modo inquietante».   I ricercatori hanno affermato che l’orsacchiotto ha offerto anche altri consigli preoccupanti, come ad esempio dove trovare coltelli affilati in casa.   Il CEO di FoloToy, Larry Wang, ha dichiarato che l’orsetto Kumma e il resto della linea di giocattoli basati sull’Intelligenza Artificiale dell’azienda sono stati ritirati dalla vendita. Ha dichiarato alla CNN che l’azienda sta «eseguendo un audit interno sulla sicurezza».   Un rappresentante di OpenAI ha dichiarato a PIRG che la licenza di Folo per l’utilizzo di GPT-4o è stata sospesa «per violazione delle nostre policy».   La vicenda sembra in qualche modo concretare l’ultimo reboot di una famosa serie horror, quella di «Chucky» La bambola assassina. Nell’ultimo film della saga, non si ha più a che fare con uan bambola maledetta e preternaturale, ma con una bambola dotata di AI che impazzisce (?) ed inizia ad uccidere gli esseri umani.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine generata artificialmente
 
Continua a leggere

Più popolari