Geopolitica
Putin vuole un governo ONU per l’Ucraina e non firmerà il piano di pace con il governo «illegittimo» di Kiev
Giovedì sera il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di non poter firmare un piano di pace con il governo «illegittimo» dell’Ucraina. Citando una mancanza di fiducia nell’attuale leadership di Kiev, ha proposto che venga sostituita da un governo temporaneo amministrato dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dalle nazioni europee. Putin ha affermato che Mosca negozierà la pace con questo nuovo governo.
«Sarebbe possibile discutere la possibilità di introdurre una gestione temporanea in Ucraina sotto gli auspici dell’ONU, con gli Stati Uniti, anche con i Paesi europei, naturalmente, con i nostri partner e amici. E per cosa? Per tenere elezioni democratiche, per portare al potere un governo capace e affidabile, e poi avviare i negoziati su un trattato di pace con loro, per iniziare a firmare documenti legittimi che saranno riconosciuti in tutto il mondo», ha detto il presidente russo.
«In questi casi, la prassi internazionale segue un percorso ben noto nel quadro delle attività di mantenimento della pace delle Nazioni Unite; diversi casi hanno già dimostrato ciò che viene definito gestione esterna o amministrazione temporanea», ha affermato Putin.
🇺🇳🇷🇺🇺🇦🚨‼️ BREAKING: Putin says he can’t sign documents with the illegitimate Ukranian government!
He proposed a temporary governance in Ukraine under the management of the UN in order to hold elections.
-> Putin factually says no peace is possible with Zelensky!
Interesting! pic.twitter.com/X333q9B0QA
— Lord Bebo (@MyLordBebo) March 27, 2025
Sostieni Renovatio 21
I problemi di fiducia di Putin nei confronti di Kiev potrebbero derivare da una serie di eventi chiave.
Subito dopo aver accettato un cessate il fuoco temporaneo, sulle cui clausole Mosca ha poi potuto dire la sua prima di accettarlo, l’Ucraina ha infranto l’accordo bombardando ripetutamente obiettivi infrastrutturali energetici russi. Questo cessate il fuoco si è concentrato specificamente su obiettivi infrastrutturali, quindi la scelta degli obiettivi da parte di Kiev è degna di nota. La Russia ha reagito agli attacchi ucraini con i propri attacchi contro obiettivi ucraini simili. Nonostante ciò, gli Stati Uniti credevano ancora che un cessate il fuoco entro un paio di settimane fosse possibile.
Mentre i diplomatici ucraini incontravano quelli statunitensi in Arabia Saudita per un vertice di pace l’11 marzo, l’esercito ucraino stava bombardando con i droni civili russi addormentati durante attacchi terroristici contro condomini.
Oltre alle azioni militari di Kiev, anche le azioni del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj potrebbero aver distrutto la fiducia di Mosca nei negoziati.
È interessante notare che a dicembre Putin ha detto che aveva un solo requisito per firmare un piano di pace, che Kiev tenesse elezioni. Zelens’kyj, tuttavia, si è ripetutamente rifiutato di tenere elezioni, portando Trump a definirlo un «dittatore senza elezioni» a febbraio.
La presidenza di Zelens’kyj sarebbe tecnicamente terminata a maggio. L’ex attore comico ha rifiutato di dimettersi a causa delle disposizioni di guerra nella Costituzione ucraina, ribadendo la sua opposizione a ulteriori elezioni a novembre durante un discorso davanti al Parlamento ucraino.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa, tra i tanti rinvii citanti la legge marziale, aveva annunciato che le elezioni le avrebbe tenute qualora le avesse pagate l’Europa.
Lo Zelens’kyj continua ad aggrapparsi al potere anche dopo che un imminente cessate il fuoco è stato stabilito per entrare in vigore. Il 14 marzo il consigliere di Zelensky ha dichiarato che non si dimetterà né terrà elezioni nonostante questa sospensione delle ostilità.
È degna di nota la volontà di Putin di avere un nuovo governo a Kiev amministrato, tra gli altri, dai Paesi europei.
Giovedì la «Coalizione dei volenterosi» si è riunita a Parigi, Francia. Il presidente francese Emmanuel Macron ha donato al dittatore 2 miliardi di euro in aiuti militari per combattere Mosca. Macron andrà avanti anche con lo spiegamento di truppe europee in Ucraina per combattere la Russia, insieme alle forze militari del Regno Unito, secondo il primo ministro britannico Keir Starmer. Lo stesso Macron ha parlato delle sue armi nucleari e della sua brama di guerra «difensiva» diretta con la Russia in un recente discorso alla sua nazione.
Mercoledì Zelens’kyj, in un discorso pubblico, aveva dichiarato che Putin morirà «presto».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Lavrov: UE sta commettendo un «harakiri». E aggiunge: europei terrorizzati dai piani di Trump
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Otto Paesi musulmani denunciano i piani israeliani di espellere i palestinesi da Gaza
I ministri degli Esteri di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Indonesia, Pakistan, Turchia ed Egitto hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano le proposte discusse la scorsa settimana dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir e dal ministro della Difesa Israel Katz per l’espulsione della popolazione palestinese da Gaza, mascherata da eufemismi come «emigrazione volontaria». Lo riporta EIRN.
La dichiarazione congiunta condanna tali proposte affermando: «Tali dichiarazioni e proposte incendiarie violano palesemente i principi del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e rappresentano una minaccia diretta ai diritti legittimi e inalienabili del popolo palestinese… I ministri ribadiscono il loro inequivocabile rifiuto e la loro condanna di qualsiasi tentativo o piano volto a sfollare il popolo palestinese, sia all’interno che all’esterno dei Territori Palestinesi Occupati, con qualsiasi pretesto o giustificazione. Mettono in guardia contro le gravi conseguenze derivanti dal trasformare gli appelli allo sfollamento forzato in politiche dichiarate o misure concrete volte a sradicare i palestinesi dalla loro terra».
Tali azioni costituiscono una sfida diretta agli sforzi internazionali volti al raggiungimento della pace, primo fra tutti il Piano globale del presidente Donald Trump per porre fine al conflitto di Gaza, che include il suo inequivocabile rifiuto degli sfollamenti forzati, e rischiano seriamente di compromettere le prospettive di stabilità nella regione.
Sostieni Renovatio 21
I ministri «ribadiscono che l’unica via per raggiungere una pace giusta e duratura risiede nell’attuazione della soluzione dei due Stati con la creazione di uno Stato palestinese indipendente, secondo i principi del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale, in conformità con le pertinenti risoluzioni del diritto internazionale».
«I ministri invitano inoltre la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ad assumersi le proprie responsabilità e a contrastare con fermezza qualsiasi tentativo di imporre una nuova realtà demografica o geografica nei Territori Palestinesi Occupati, garantendo il rispetto delle norme del diritto internazionale. Ribadiscono il loro pieno e continuo sostegno alla fermezza del popolo palestinese sulla propria terra e il loro rifiuto di ogni tentativo volto a cancellare la causa palestinese o a minare i legittimi diritti del popolo palestinese».
Il 3 agosto il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha presentato un piano per favorire l’emigrazione «volontaria» dei palestinesi da Gaza, secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Ynet. La proposta punta a far uscire da Gaza 250.000 palestinesi nel primo anno e 1,86 milioni entro sette anni.
L’idea di sfollare con la forza milioni di palestinesi da Gaza è stata avanzata più volte da leader israeliani e statunitensi dall’inizio di quello che il testo definisce il genocidio dei palestinesi nell’ottobre 2023.
Una proposta del ministero dell’Intelligence israeliano che chiedeva la pulizia etnica di Gaza è trapelata pochi giorni dopo l’operazione di Hamas contro la moschea di Al-Aqsa del 7 ottobre 2023, scrive The Cradle. Il piano prevedeva di scatenare su Gaza una violenza tale che lo spostamento forzato dei palestinesi verso campi nella penisola del Sinai, in Egitto, o in Paesi ancora più lontani apparisse come un’iniziativa umanitaria destinata a salvare vite palestinesi.
Da allora, secondo il ministero della Salute di Gaza, Israele ha ucciso oltre 73.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini. Stime indipendenti, che tentano di quantificare anche le morti indirette legate alla guerra, arrivano a centinaia di migliaia.
Almeno 800.000 palestinesi sono senzatetto e vivono in campi di tende precari lungo la costa della Striscia, dopo che bombardamenti e demolizioni israeliane hanno distrutto le loro case.
Aiuta Renovatio 21
Ben Gvir e altri coloni ebrei in Israele hanno sostenuto tali piani come parte dell’obiettivo più ampio di annettere Gaza e insediare colonie ebraiche nell’enclave devastata. Come riportato da Renovatio 21, a febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno pubblicoche celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
Nel febbraio 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump propose di svuotare Gaza dai palestinesi nell’ambito dei suoi progetti per ricostruire la Striscia e trasformarla nella «Riviera del Medio Oriente». In alcune fasi anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promosso piani analoghi.
Secondo Ben Gvir, Turchia, Etiopia, Congo e diversi Paesi arabi figurano tra le possibili destinazioni dello sfollamento forzato dei palestinesi. Al momento, tuttavia, nessun Paese ha accettato di accogliere come rifugiati i palestinesi cacciati da Gaza.
La proposta prevede un investimento iniziale israeliano di 3,3 miliardi di dollari per avviare il programma, più un finanziamento israeliano di pari importo fino a 16 miliardi di dollari, subordinato alla partecipazione internazionale e ad accordi con i Paesi che accoglieranno i palestinesi.
.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Jaber Jehad Badwan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Bardella: la Francia non può finanziare l’Ucraina per sempre
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica6 giorni faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito1 settimana faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













