Immigrazione
Trump definisce gli immigrati somali «spazzatura»
Il presidente statunitense Donald Trump ha espresso contrarietà all’accoglienza di immigrati somali negli Usa, invitandoli a rimpatriare nella loro terra d’origine – l’Africa orientale, «a stento una nazione» – e a «mettere ordine laggiù».
Le sue parole si inseriscono in un più ampio affondo contro la comunità somalo-americana, in particolare nel Minnesota, sede della più numerosa diaspora somala negli Stati Uniti. L’uscita segue la determinazione di Washington di sospendere le procedure di asilo, in replica alla sparatoria di due militari della Guardia Nazionale nei pressi della Casa Bianca la settimana scorsa.
Nel corso di una sessione governativa martedì, Trump ha bacchettato gli immigrati somali, tra cui la deputata democratica Ilhan Omar, accusandoli di «non recare alcun beneficio» alla società americana.
«Se proseguiamo a importare rifiuti nella nostra Patria, imboccheremo la strada del declino. Ilhan Omar è immondizia, è immondizia. I suoi amici sono immondizia», ha tuonato, aggiungendo che la Somalia «è un fallimento per un valido motivo».
TRUMP: “Our country’s at a tipping point. We could go bad.. We’re going to go the wrong way if we keep taking in garbage into our country.”
“Ilhan Omar is garbage. She’s garbage. Her friends are garbage. These aren’t people that work. These aren’t people that say, ‘let’s go,… pic.twitter.com/fmH2t3Q2gp
— Fox News (@FoxNews) December 2, 2025
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«Queste non sono persone che lavorano. Non sono persone che dicono: “Andiamo, forza. Rendiamo questo posto fantastico”. Queste sono persone che non fanno altro che lamentarsi» ha tuonato il presidente USA. «Quando vengono dall’inferno e si lamentano e non fanno altro che lagnarsi non li vogliamo nel nostro Paese. Lasciamo che tornino da dove sono venuti e risolvano la situazione».
Omar, nata in Somalia e naturalizzata statunitense, è la prima donna di origini africane a sedere al Congresso, eletta nel quinto distretto del Minnesota e membro della «squad» progressista democratica, spesso in rotta di collisione con i repubblicani.
Come riportato da Renovatio 21, Trump l’aveva già bollata come «feccia» a settembre, dopo che era scampata per un soffio a una mozione di censura alla Camera per commenti sprezzanti sull’attivista conservatore Charlie Kirk, assassinato. Aveva pure rilanciato illazioni su un presunto matrimonio con il fratello per ottenere «illecitamente» la cittadinanza americana.
In un messaggio su X diramato martedì, Omar ha tacciato di «inquietante» l’«ossessione» del presidente \nei suoi confronti. «Spero ottenga l’assistenza di cui abbisogna urgentemente», ha commentato.
His obsession with me is creepy. I hope he gets the help he desperately needs. https://t.co/pxOpAChHse
— Ilhan Omar (@IlhanMN) December 2, 2025
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La Somalia versa in una cronica instabilità e minaccia terroristica da decenni, alimentata dal gruppo qaidista Al-Shabaab e da altre frange estremiste. Molti somali approdarono negli USA negli anni Novanta, in piena guerra civile. Altri ancora arrivarono con Obama.
La scorsa settimana, Trump ha annunciato l’intenzione di estromettere i somali dal programma di Temporary Protected Status (TPS), che autorizza immigrati da nazioni in crisi a soggiornare e lavorare negli USA, denunziando «brigate» di rifugiati somali che «hanno invaso» il Minnesota, «un tempo uno Stato magnifico», seminando terrore e facendo evaporare miliardi di dollari.
Il governatore del Minnesota Tim Walz – da Trump etichettato come un capo «ritardato» per non aver «mosso un dito» contro il fenomeno – ha stigmatizzato la revoca del TPS come «discriminatoria e lesiva».
La comunità somala negli Stati Uniti, stimata tra 150.000 e 200.000 persone, è una delle più grandi diaspore somale al mondo. Lo Stato del Minnesota ospita la popolazione più numerosa, con circa 86.000 Somali, concentrati a Minneapolis, soprannominata «Little Mogadishu», o Piccola Mogadiscio. Altre comunità significative si trovano a Columbus (Ohio), Seattle (Washington) e San Diego (California). La migrazione, iniziata negli anni Novanta per la guerra civile in Somalia, è stata guidata da opportunità lavorative e supporto di agenzie di reinsediamento.
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Immagine di pubblico dominio Cc0 via Flickr
Immigrazione
Sacerdote invoca la «Reconquista» del Marocco dopo l’ondata di migranti islamici in Spagna
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«Ora stiamo assistendo a un’invasione. Non si tratta di rifugiati, no, questa è un’invasione dell’islamizzazione di massa dell’Europa», ha affermato il vescovo in un breve video. «E quindi questo è un piano politico globale dei potenti del mondo: distruggere l’Europa culturalmente e religiosamente, e in definitiva distruggere il cristianesimo in Europa».Bishop Schneider: “They are not refugees, they’re invaders who want to Islamize Europe. They want to destroy Europe’s religion and culture.” pic.twitter.com/vsblccWr8D
— Sign of the Cross (@CatholicSOTC) August 3, 2026
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Immigrazione
Mons. Viganò: l’invasione programmata dell’Occidente apostata è un piano diabolico di sostituzione etnica
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X l’invasione migratoria materializzatasi nell’exclave spagnola di Ceuta in questi giorni, delineando la natura metapolitica e spirituale della catastrofe in corso.
«L’invasione programmata dell’Occidente apostata non è un fenomeno spontaneo, ma un piano diabolico di sostituzione etnica, di distruzione deliberata del tessuto sociale e di provocazione di disordini e guerra civile» scrive monsignore. «Popoli senza fede, senza radici e senza identità vengono immersi in masse di stranieri che non condividono né la Fede, né la cultura, né la legge naturale, allo scopo di spezzare ogni coesione e di rendere impossibile ogni resistenza».
«Così si compie la maledizione che Dio aveva già pronunciato contro il Suo popolo disobbediente: “Lo straniero che è in mezzo a te salirà sempre più in alto sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. Egli ti presterà e tu non gli presterai; egli sarà la testa e tu la coda” (Dt 28, 43-44)».
L’invasione programmata dell’Occidente apostata non è un fenomeno spontaneo, ma un piano diabolico di sostituzione etnica, di distruzione deliberata del tessuto sociale e di provocazione di disordini e guerra civile. Popoli senza fede, senza radici e senza identità vengono… https://t.co/nrKhc1qJpc
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 5, 2026
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«La Gerarchia sinodale, apostata e traditrice, non soltanto tace, ma è parte attiva di questo disegno infernale» tuona l’arcivescovo. «Con le sue parole di accoglienza incondizionata, con i suoi documenti che negano il primato della Fede e della civiltà cristiana, con il suo silenzio complice di fronte alla cancellazione del Cristianesimo dalle famiglie e dalla società, essa collabora alla rovina di ciò che resta della Cristianità».
«Questa non è carità: è complicità. Non è misericordia: è tradimento» conclude il prelato.
«Chi ha orecchi per intendere, intenda. E chi vuole salvare la propria anima e la propria terra, torni a Dio e alla Sua Legge, prima che sia troppo tardi».
Monsignor Viganò altre volte si era scagliato contro l’immigrazione da lui definita «ingegneria sociale del globalismo». In uno scritto del 2023 l’ex nunzio apostolico negli USA delineava la natura religioso del fenomeno migratorio.
«L’invasione di immigrati clandestini è voluta dall’élite globalista con due scopi: il primo è la sostituzione etnica nelle nazioni al fine di cancellarne l’identità, le tradizioni e la fede. Il secondo è alimentare il racket dei negrieri e delle organizzazioni pseudoassistenziali che lucrano sul fenomeno migratorio (tanto laiche quanto ecclesiastiche)».
«La prova della strumentalità di questa invasione sta nel fatto che la maggioranza dei clandestini è di religione islamica o indù, e che provengono da regioni in cui non ci sono conflitti» continua il prelato.
«Viceversa, non vi è praticamente nessun corridoio umanitario per accogliere i profughi di stati in cui vi è la guerra civile e in cui i Cristiani sono perseguitati. Se infatti l’Europa accogliesse rifugiati Cristiani, rafforzerebbe la loro presenza e non creerebbe alcun conflitto sociale, mentre vuole ottenere lo scopo diametralmente opposto».
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A ottobre dello scorso anno Sua Eccellenza scrisse un puntuale commento riguardo al fenomeno delle migrazioni di massa e alla loro storia. Secondo Viganò, i migranti irregolari di oggi sono «usati come contingenti di assalto per l’islamizzazione dell’Occidente cristiano, e in particolare delle Nazioni cattoliche, contro le quali non a caso si scatena la sostituzione etnica e la propaganda di morte e sterilità dell’ideologia woke. O sfruttati per alimentare il turpe mercato della prostituzione (anche minorile), della criminalità e della predazione degli organi. O trattati come merce umana, da cui trarre profitto col business dell’accoglienza (generosamente sponsorizzata, fino a pochi mesi fa, da USAID e da altre agenzie governative a scopo eversivo)»
Come ripetuto da Renovatio 21, è sempre più impossibile non vedere come si tratti, ictu oculi, di una strategia di sostituzione della popolazione occidentale: da un punto di vista etnico così come financo da un punto di vista religioso.
Il fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco ha trattato in modo approfondito questo tema durante una conferenza a Rimini di qualche anno fa.
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Immagine screenshot da Twitter rielaborata artificialmente
Immigrazione
L’Iran dice che USA e Israele hanno organizzato l’invasione migratoria di Ceuta
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