Politica
Putin annuncia nuovamente che la pena di morte non ritornerà in Russia
La Russia non ha intenzione di reintrodurre la pena di morte e continuerà a liberalizzare il suo codice penale per ridurre il numero dei condannati, ha affermato il presidente Vladimir Putin.
Putin ha fatto queste osservazioni martedì mentre parlava durante una riunione del Consiglio presidenziale per la società civile e i diritti umani, un organo consultivo incaricato di assistere il leader del paese nella protezione dei diritti umani e delle libertà. La posizione di Mosca sulla pena di morte rimane invariata anche sulla scia del conflitto ucraino, ha ribadito Putin.
«Viviamo nella realtà di un’operazione militare speciale e non introduciamo affatto la pena di morte, nonostante il fatto che, vi assicuro, e probabilmente lo sapete, un numero considerevole di nostri cittadini e personaggi politici sollevino costantemente questa questione», ha affermato Putin.
Sostieni Renovatio 21
Nonostante l’attuale «azione militare piuttosto seria», il governo russo continua a «prendere decisioni per aumentare l’umanità del nostro sistema giudiziario», ha aggiunto. In particolare, la Russia continua il suo sforzo per ridurre il numero di persone incarcerate, ha detto Putin.
La Russia ha introdotto una moratoria sulla pena di morte nel 1997, quando è entrata a far parte del Consiglio d’Europa. L’ultima esecuzione nel paese è stata eseguita l’anno precedente. Tuttavia, la pena capitale non è mai stata completamente abolita e vari politici e personaggi pubblici russi hanno suggerito di revocare la moratoria.
Il discorso di ripristinare la pena di morte è stato rivitalizzato l’anno scorso sulla scia del ritiro della Russia dal Consiglio d’Europa. Mosca ha affermato che l’organizzazione era stata dirottata per promuovere gli interessi occidentali piuttosto che per servire i propri obiettivi originali.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Politica
I piddini tedeschi chiedono l’abolizione del matrimonio
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
Trump rinnova la richiesta di grazia per Netanyahu
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto al suo omologo israeliano Isacco Herzog di concedere la grazia al primo ministro Beniamino Netanyahu, accusato di corruzione, frode e abuso d’ufficio.
Incriminato nel 2019, Netanyahu si è dichiarato non colpevole e ha respinto ogni addebito. Il processo, avviato nel 2020, ha registrato numerosi rinvii e si prevede che si protragga per diversi anni.
Secondo quanto riferito dalla testata Axios martedì, Trump avrebbe sostenuto che Netanyahu si sarebbe lamentato di dover presentarsi in tribunale anziché concentrarsi sul conflitto che sta strangolando l’economia globale. Il presidente americano avrebbe espresso incredulità, affermando: «Nel bel mezzo di una guerra? Ma per favore!».
Secondo la testata, Trump ha poi dichiarato di apprezzare il presidente israeliano Herzog e che «sarebbe un eroe nazionale se concedesse la grazia a Bibi». Di recente il presidente statunitense aveva definito lo Herzog «debole e patetico» per non aver graziato il Netanyahu.
«Bibi è un primo ministro in tempo di guerra. Non può permettersi che questa cosa gli penda sulla testa», avrebbe affermato Trump nella sua ultima intervista ad Axios. Ha anche insinuato che il processo al Netanyahu danneggi l’immagine di Israele.
All’inizio di questa settimana, Herzog ha invitato gli avvocati del Netanyahu, il procuratore generale e il pubblico ministero a negoziare un possibile accordo, precisando che non prenderà in considerazione un patteggiamento finché tale via non sarà stata completamente esplorata.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Commentando l’ipotesi di un accordo che probabilmente implicherebbe un’ammissione di colpa, Trump ha sostenuto che il Netanyahu «non può accettare» un patteggiamento e necessita di una grazia completa, come riportato da Axios.
Come riportato da Renovatio 21, alla fine dello scorso anno era stato rivelato che il primo ministro dello Stato Giudaico aveva sollecitato il presidente degli Stati Uniti affinché intensificasse la sua richiesta di grazia.
Un mese prima, Trump aveva inviato una lettera ufficiale al presidente israeliano, insistendo sul fatto che «il “caso” contro Bibi… è un’azione penale politica e ingiustificata».
«Con la presente vi chiedo di concedere la grazia completa a Benjamin Netanyahu», scrisse all’epoca il presidente degli Stati Uniti. Nel giugno del 2025, Trump aveva definito analogamente le accuse contro il suo alleato mediorientale una «CACCIA ALLE STREGHE».
Come riportato da Renovatio 21, mesi prima aveva definito il Netanyahu come un «eroe di guerra». Erano emersi, tuttavia, dettagli di screzi significativi, come quando Trump avrebbe urlato al premier dello Stato Ebraico che minimizzava la carestia a Gaza. In un’altra occasione gli avrebbe detto «sei sempre così fottutamente negativo».
In una plastica immagine della situazione di quel momento , la folla israeliana ad una cerimonia di riconsegna degli ostaggi aveva fischiato Bibi e inneggiato sonoramente al Donaldo.
Come riportato da Renovatio 21, in passato Trump aveva attaccato Netanyahu arrivando a chiederne la sostituzione e ad ipotizzare tagli agli aiuti ad Israele. Nel contesto di questi commenti aveva rivelato anche dettagli sull’assassinio del generale dei servizi iraniani Qassem Soleimani, suggerendo che fu indotto ad ordinarne la morte dagli israeliani, che poi però si tirarono indietro.
Come riportato da Renovatio 21, un livello grottesco del rapporto tra Netanyahu e Trump è stato raggiunto a febbraio 2025 quando il primo ha fatto dono a quest’ultimo di un cercapersone come quelli fatti esplodere in Libano. Più che un dono diplomatico, a qualcuno può essere sembrata una minaccia vera e propria.
Come riportato da Renovatio 21, a gennaio 2025 Netanyahu aveva annullato il viaggio per la cerimonia di insediamento di Trump. Prima dell’insediamento l’inviato di Trump Steve Witkoff, in Israele per chiedere la tregua, aveva avuto con Netanyahu un incontro riportato come «molto teso».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
Non vedente cintura nera di Aikido nuovo ministro in Ungheria
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bizzarria2 settimane faL’uomo nudo continua a terrorizzare l’Italia: l’anarconudismo figlio dell’anarcotirannia
-



Spirito2 settimane faMadre Teresa disse a un sacerdote: la Comunione sulla mano era «il peggior male» mai visto
-



Misteri1 settimana faEsperto di UFO trovato morto suicida. Aveva ripetuto che mai lo avrebbe fatto
-



Pensiero1 settimana faIl manifesto di Palantir in sintesi
-



Persecuzioni2 settimane faLa foto del soldato israeliano che distrugge la statua di Nostro Signore è autentica: l’esercito degli ebrei ammette
-



Spirito6 giorni faLeone e l’arcivescovessa, mons. Viganò: Roma sta con gli eretici e nega le cresime ai tradizionisti
-



Misteri1 settimana faRitrovata l’Arca di Noè?
-



Salute1 settimana faI malori della 17ª settimana 2026














