Connettiti con Renovato 21

Persecuzioni

«Piano per cancellare la presenza cattolica nella società»: mons. Viganò sulle chiese incendiate in Europa

Pubblicato

il

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò è entrato nel discorso della quantità di chiese cattoliche date alle fiamme in Europa ed oltre. Il prelato ha preso spunto dall’incendio alla Cattedrale di Cordoba, in Ispagna, per delineare su X un pensiero generale riguardo al terrificante fenomeno.

 

«Continuiamo ad assistere a incendi che devastano le nostre chiese più simboliche. Qualche anno fa è stato il turno di Notre-Dame di Parigi, il cui “restauro” ha permesso di sfigurarla e farla sembrare un tempio massonico. Ora è il turno della Cattedrale di Cordoba, da tempo al centro di una diatriba per sequestrarla al culto cattolico e farne una moschea islamica o un luogo di culto interreligioso».

 

Sostieni Renovatio 21

«Come non leggere in tutto questo un piano per cancellare la presenza della Chiesa Cattolica nella società e incoraggiare l’islamizzazione dell’Europa, un tempo cristiana? E come non vedere la perfetta coerenza di questo piano con le parole di Ursula von der Leyen, secondo la quale le radici dell’Europa globalista sono talmudiche?»

 

A Cordoba l’incendio è divampato il 7 agosto intorno alle 21:00 ora locale in una delle cappelle delle navate di Almanzor. Come sempre, si è parlato subito di cortocircuito elettrico, un po’ come accaduto con Notre Dame nel 2019. Tre squadre di vigili del fuoco intervenute sono riuscite a domare l’incendio.

 


Il fenomeno delle chiese abbruciate in serie non riguarda solo l’Europa. Secondo calcoli statistici, sarebbe il Canada a guidare la classifica delle chiese bruciate nel mondo, con oltre 100 casi dalla primavera 2022. In un caso, la centinaria chiesa di Notre-Dame-des-Septs-Allégresses a Trois-Rivières, nel Quebecco, è stata data alle fiamme tre volte in una settimana. Mesi fa era stato filmato un uomo mascherato intento a cospargere di benzina la parrocchia del Santissimo Sacramento a Regina, nella provincia canadese del Saskatchewan.

 


Sostieni Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, una chiesa del Canada occidentale due mesi fa ha installato una recinzione di filo spinato per tener lontani i vandali anticattolici.

 

Tuttavia anche la già «cristianissima» Francia sta vivendo da anni un’impennata di chiese bruciate, a partire dalla sua cattedrale principale, Notre Dame a Parigi, dove il mistero continua: nel 2023 al mistero dell’incendio di Notre Dame si è aggiunta la storia del capo della ristrutturazione, Jean-Louis Georgelin, trovato morto vicino a un passo di montagna nel Sud-Est della Francia. Il decesso dell’uomo è stato definito come «incidente».

 

L’anno passato fa è stato il turno della cattedrale gotica di Rouen, andata a fuoco come tanti altri luoghi di culto, talvolta apertamente attaccati, talvolta finiti in fiamme senza che vi sia prova di dolo.

 

Il calcolo fatto è che la Francia stia perdendo un edificio religioso ogni due settimane. Al di là dell’anticristianismo piromanico, il mese la città di Parigi ha visto la profanazione di due chiese in appena tre giorni.

 

In India, un altro luogo in cui i roghi delle chiese sono meno misteriosi di quelli francesi, solo negli scorsi mesi sono stati bruciati più di 15 luoghi di culto cristiano, più una chiesa data alle fiamme a inizio di quest’anno. Chiese bruciate sono state registrate anche in Pakistan.

 

In Birmania l’esercito brucia regolarmente le chiese dei villaggi ritenuti ribelli. L’esercito della giunta si è distinto per far divorare dalle fiamme i luoghi del culto cattolico, cosa lamentata anche dagli arcivescovi locali. I militari birmani hanno incendiato la cattedrale di Bhamo solo cinque mesi fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, un mese fa una chiesa ungherese è stata incendiata nella regione occidentale della Transcarpazia, in Ucraina. Sul muro i devastatori hanno scritto pure: «coltello agli ungheresi», che costituiscono la minoranza cattolica nell’area.

 

L’attacco contro Cristo, e i suoi luoghi, è con evidenza di portata globale – è una parte tangibile della persecuzione che la cristianità vive nel XXI secolo, nel silenzio imbarazzante delle stesse gerarchie cattoliche.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Persecuzioni

Vandali profanano statue mariane e incendiano un altare a Medjugorje pochi giorni prima del festival della gioventù

Pubblicato

il

Da

Statue della Vergine Maria sono state profanate e un altare cattolico è stato dato alle fiamme nel popolare luogo di pellegrinaggio di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina.   La polizia della Bosnia-Erzegovina sta indagando su una serie di atti di vandalismo e profanazione avvenuti a Medjugorje nelle prime ore del 28 luglio, tra cui scritte offensive su una statua della Madonna sulla collina di Podbrdo, nota come «Collina delle Apparizioni», e un incendio doloso appiccato all’altare esterno dietro la Chiesa di San Giacomo. Gli episodi si sono verificati pochi giorni prima del 37° Festival Internazionale della Gioventù, in programma dall’1 al 6 agosto.   Ilijana Miloš, portavoce del ministero degli Interni del Cantone di Erzegovina-Neretva, ha dichiarato all’agenzia di stampa serba SRNA che la prima segnalazione riguardante il danneggiamento della statua della Madonna presso il luogo di preghiera di Podbrdo è arrivata alle 4:30 del mattino. Le autorità sono state informate in seguito, intorno alle 5:00, di un incendio presso l’altare esterno della Chiesa di San Giacomo. Gli agenti di polizia sono stati inviati in entrambi i luoghi.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Miloš ha aggiunto che le indagini sono in corso e che ulteriori informazioni saranno rese note al termine delle indagini della polizia; tuttavia sui social media sono state diffuse immagini dell’arresto di un uomo da parte della polizia in relazione all’atto vandalico.   In seguito è emerso un video ripreso dalle telecamere di sorveglianza che mostra un uomo con uno zaino e un berretto mentre versa benzina e appicca il fuoco all’altare esterno della parrocchia di San Giacomo. La polizia sta esaminando la registrazione nel tentativo di identificare il responsabile.  

Sostieni Renovatio 21

  Secondo Radio Sarajevo, l’entità completa dei danni non è ancora stata accertata. Scritte nere, tra cui la parola «diavolo», sarebbero state rinvenute in diverse zone.   La statua della Madonna sul monte Podbrdo è stata imbrattata con la frase «Il diavolo in gonnella», mentre striscioni nelle vicinanze riportavano messaggi come «Medjugorje è un inganno», «La Madonna = il diavolo» e «Solo Gesù».    

Aiuta Renovatio 21

Un altro striscione, scritto in polacco, accusava i presunti veggenti di Medjugorje di essere degli impostori, aggiungendo l’affermazione: «Ho le prove!!». I vandali hanno anche deturpato diverse statue della Vergine Maria, spruzzando vernice nera sui volti, sulle mani e sui piedi, e deturpando oscenamente l’effigie di Nostra Signore.   Le affermazioni anti-mariane, unite allo slogan «Solo Gesù», suggeriscono un attacco di origine fondamentalista protestante. Le autorità ieri non avevano ancora stabilito chi abbia realizzato i messaggi né se tutti gli atti di vandalismo siano stati compiuti dalla stessa persona o dallo stesso gruppo.   Poi in giornata è emerso che era stato arrestato a nella città di Cerno, vicino a Ljubuki, sud della Bosnia-Erzegovina, a una quindicina di chilometri dal santuario, un cittadino polacco di 31 anni, trovato nei filmati di una stazione di servizio della zona mentre, forse, si riforniva del combustibile per dare fuoco all’altare.   Secondo la legge della Bosnia-Erzegovina, l’individuo rischia una condanna fino a cinque anni di carcere. Stando a quanto rivelato dalla polizia, un giovane fedele lo avrebbe scorto da lontano nelle vicinanze e avrebbe tentato di fermarlo chiedendogli se fosse polacco; lui avrebbe risposto di essere olandese. La polizia bosniaca prosegue le indagini per chiarire tutte le circostanze, il movente e l’eventuale collegamento del sospettato con tutti gli episodi registrati a Medjugorje.   Ora il polacco sarebbe in custodia cautelare. Alcune testate cattoliche hanno dichiarato che si tratterebbe di una persona con forti problemi depressivi, che era già stato pellegrino a Medjugorje anni prima.   Gli atti di profanazione sono avvenuti poco prima del 37° Festival Internazionale della Gioventù, noto anche come Mladifest, che si terrà a Medjugorje dall’1 al 6 agosto. Il tema dell’evento di quest’anno è « Ad fontem! Alla fonte! Alla scuola di Nostra Signora».   La chiesa di San Giacomo è da tempo la parrocchia dei pellegrini che visitano la città, mentre la Collina delle Apparizioni e la Croce Blu rimangono tra i luoghi di preghiera più significativi legati agli eventi di Medjugorje.   Come riportato da Renovatio 21, due anni fa il Vaticano ha emesso un giudizio di Nihil Obstat sulle presunte visioni di Medjugorje, pur evidenziando aspetti «problematici» del fenomeno e senza prendere una decisione se gli eventi abbiano necessariamente una «origine soprannaturale diretta».   La decisione, come tutta la filiera apparizionista del luogo, è fonte di controversia, e il solo averlo riportato all’epoca ha esposto Renovatio 21 ad attacchi multipli da parte di durenti fedeli dell’apparizionismo balcanico.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da Twitter  
 
Continua a leggere

Persecuzioni

Uomo armato di coltello interrompe il rosario prima della Messa per accoltellare una donna pro-life

Pubblicato

il

Da

Una donna cattolica è stata ferita martedì mattina da un uomo armato di coltello nella sua chiesa in Irlanda. Lo riporta LifeSite.

 

La donna di mezza età, identificata come Mary McNamara, è stata accoltellata nella mattina del 21 luglio intorno alle 9:45. L’aggressione ha interrotto la recita mattutina del Rosario presso la chiesa di Holy Cross a Tramore, nella contea di Waterford. I parrocchiani hanno immediatamente allertato i servizi di emergenza. La vittima, di circa 50 anni, è stata trasportata in ospedale con ferite gravi ma non mortali.

 

La polizia ha arrestato un sospetto, descritto come «bianco», «irlandese» e «sulla trentina», in un’abitazione nelle vicinanze. Secondo il sito nordamericano la McNamara è un’attivista pro-vita.

 

Secondo il quotidiano Irish Mirror, il parroco, padre Richard O’Halloran, ha definito l’attacco «di natura casuale». «È stato un evento davvero scioccante», ha dichiarato al giornale. «Tuttavia, le persone e, in particolare, il mio collega che si trovava lì in quel momento hanno reagito in modo straordinario. Sono stati allertati tutti i servizi di emergenza, che si sono occupati di tutto ciò che stava accadendo».

 

La recita del Rosario sarebbe stata seguita dalla Messa delle 10. Si dice che l’aggressore fosse uno sconosciuto per la donna che ha accoltellato, ma non per la polizia.

 

«Mary è scappata urlando dal suo aggressore», ha dichiarato all’Irish Mirror Jim Griffin, consigliere comunale della zona. «Non lo conosceva».

Aiuta Renovatio 21

La diocesi di Waterford e Lismore ha rilasciato una dichiarazione in cui si dice «profondamente scioccata dal violento episodio avvenuto questa mattina durante la messa nella chiesa di Holy Cross a Tramore»

 

«I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alla parrocchiana ferita, e preghiamo per la sua completa e pronta guarigione. Desideriamo lodare il coraggio e la prontezza di spirito dimostrati dai parrocchiani che hanno prestato soccorso durante questo spaventoso incidente. Ringraziamo inoltre i sacerdoti della parrocchia per la loro immediata assistenza pastorale e la loro premura, ed esprimiamo la nostra sincera gratitudine alla Garda Síochána, al Servizio Nazionale di Ambulanza e a tutto il personale di emergenza per il loro tempestivo intervento» scrive la nota della diocesi.

 

«Chiediamo ai fedeli della diocesi di pregare per la donna ferita, per tutti coloro che sono stati colpiti da questo tragico incidente e per la comunità parrocchiale di Holy Cross a Tramore».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’aggressione avviene pochi giorni dopo l’assassinio dell’ex deputata britannica cattolica pro-life Ann Widdecombe, assassinata a 78 anni due settimane fa nella sua abitazione di Haytor Vale, nel Devon (Inghilterra sud-occidentale). Per l’omicidio è stato arrestato Joshua Kerry, un cittadino britannico di 28 anni. Bizzarramente, le autorità non hanno ancora dichiarato quale potesse essere il movente dell’assassino.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di haselton68 via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0

Continua a leggere

Persecuzioni

Il dittatore anticattolico Ortega dichiara la fine delle elezioni in Nicaragua

Pubblicato

il

Da

Le elezioni rappresentano ormai un ricordo del passato in Nicaragua, ha affermato nel fine settimana Daniel Ortega, l’ottantenne dittatore anticattolico del Paese.   Secondo quanto riportato dal Guardian, Ortega ha dato l’annuncio durante una cerimonia per celebrare il 47° anniversario della rivoluzione sandinista del 1979.   «Non ci saranno più elezioni qui, così che [i partiti di opposizione] possano tentare di impadronirsi del governo e del potere», ha dichiarato. «Collaboreremo con l’Assemblea Nazionale e le istituzioni competenti sulle leggi, perché abbiamo bisogno di leggi che costruiscano un muro, una barriera, contro i golpisti e i traditori che svendono il loro Paese».  

Sostieni Renovatio 21

Le elezioni erano già state svuotate di significato, con i partiti di opposizione messi al bando e i candidati avversari arrestati nel 2021, scrive LifeSite.   Secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, i diritti politici sono praticamente inesistenti e le libertà civili non versano in condizioni molto migliori in Nicaragua, documentando un costante deterioramento della democrazia da quando Ortega è salito al potere.   L’anno scorso il regime ha attribuito alla presidenza il potere di «coordinare» gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e di controllo; inoltre, dal 2007, il regime ha «chiuso o confiscato almeno 61 organi di informazione nazionali, ha privato della cittadinanza 25 giornalisti, ne ha costretti 283 all’esilio e ne ha imprigionati 15, di cui 4 sono tuttora in detenzione».   «Le autorità hanno continuato a reprimere la libertà religiosa, anche attraverso la sorveglianza del clero, la confisca dei beni ecclesiastici e il divieto di processioni religiose, comprese quelle pasquali, di fatto proibite durante l’anno», afferma il rapporto. «A settembre, l’ONG Nicaragua Never Again ha riferito che il regime aveva espulso almeno 261 figure religiose e chiuso 1.294 organizzazioni religiose dal 2018».   Come riporato da Renovatio 21, solo tre settimane fa la polizia del Nicaragua ha arrestato un prelato cattolico di 80 anni, Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese. Tre anni fa era stata la volta del vescovo di Siuna Isidoro Mora, arrestato mentre pregava per il vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che era stato a sua volta arrestato e condannato a 26 anni di carcere.

Aiuta Renovatio 21

Secondo un rapporti dell’avvocatessa che da anni documenta le persecuzioni nel Paese Martha Molina, dal 2019, le autorità nicaraguensi hanno vietato più di 16.500 processioni religiose. E 309 tra sacerdoti, monaci e suore sono stati costretti ad abbandonare il loro ministero, molti dei quali espulsi o costretti all’esilio. A gennaio era emerso che il regime aveva ordinato al clero della diocesi di Leon di astenersi dal predicare fuori dalle chiese, un divieto emesso prima di una serie di missioni parrocchiali.   Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese ed espulsioni ed arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.   L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico.   Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Office of the President, Republic of China (Taiwan) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Continua a leggere

Più popolari