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Pianeta a forma di uovo incuriosisce gli astronomi
Secondo quanto riportato da Space.com, gli astronomi ritengono che un esopianeta a forma di uovo si stia dirigendo verso la sua stella madre a una velocità maggiore di quanto si pensasse in precedenza.
Si chiama WASP-12b e una volta che si scontrerà con la sua stella madre, si disintegrerà. Un recente articolo – sebbene ancora in fase di revisione paritaria – suggerisce che l’esopianeta potrebbe raggiungere la sua inevitabile fine molto prima del previsto.
Sempre secondo il sito Space.com, calcoli precedenti hanno suggerito che WASP-12b avrebbe una vita di circa 10 milioni di anni prima di essere inglobato nella fiamma del suo sole. Stando a una nuova ricerca – presentata da un team dell’Università di Padova in Italia – sembra che la durata di vita rimanente dell’esopianeta sia di soli tre milioni di anni.
«Secondo i nostri calcoli, il pianeta si schianterà contro la stella in soli tre milioni di anni, un lasso di tempo incredibilmente breve considerando che la stella sembra avere solo tre miliardi di anni», ha detto a Space.com lo scienziato Pietro Leonardi dell’Università di Padova, autore principale dello studio.
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Sempre scorrendo quanto scrive il sito internet sopracitato, il Leonardi e i suoi colleghi, sono giunti alle loro conclusioni analizzando 28 osservazioni separate di WASP-12b in transito sulla sua stella di origine. Le osservazioni, raccolte dall’Osservatorio di Asiago in Italia, sono state effettuate in un periodo di 12 anni, dal 2010 al 2022.
Secondo la NASA, WASP-12b, scoperto nel 2009, si trova a circa 1.200 anni luce dalla Terra nella costellazione dell’Auriga. È circa il doppio delle dimensioni del nostro Giove e, di fatto, è considerato un «Giove ultra-caldo», il che significa che è un gigante gassoso con temperature estremamente alte (si ritiene che WASP-12b abbia una temperatura superficiale di circa 4.000 gradi Fahrenheit) che si trova incredibilmente vicino alla sua stella natale.
Per contestualizzare, la Terra dista circa 93 milioni di miglia dal Sole; a una distanza bassa di 2,1 milioni di miglia, WASP-12b completa un’orbita completa in un solo giorno, scrive Futurism.
Tale vicinanza spiega anche la natura a uovo di WASP-12b, poiché le maree gravitazionali che affronta sono così potenti da aver alterato la forma di questo pianeta. Non è chiaro, a questo punto, se qualora il pianeta-uovo dovesse rompersi saremo dinnanzi ad una frittata cosmica.
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Gli scienziati individuano una struttura a spirale ai margini del sistema solare
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Hubble individua una galassia bizzarra che sembra essere composta al 99,9% da materia oscura
L’universo è dominato dalla materia oscura, che supera di cinque volte la materia ordinaria di cui sono fatti stelle e pianeti. Tuttavia, alcuni settori del cosmo risultano più ricchi di questa sostanza invisibile rispetto ad altri.
Grazie alle osservazioni del potente telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi ha individuato una galassia situata a 300 milioni di anni luce di distanza che appare composta per almeno il 99,9 percento da materia oscura, al punto da risultare a malapena visibile, come descritto in un recente studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.
Questa struttura oscura, battezzata CDG-2, potrebbe essere una delle galassie più dominate dalla materia oscura mai identificate e rappresenta un candidato promettente per le tanto cercate e ancora ipotetiche «galassie oscure», oggetti che gli astronomi inseguono da decenni e che si presume contengano pochissime stelle, se non nessuna.
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«Per essere tecnicamente corretti, CDG-2 è una galassia quasi oscura», ha chiarito l’autore principale dello studio Dayi Li, astrofisico dell’Università di Toronto, in un’intervista alla CNN; essa rientra in una categoria più ampia nota come galassie a bassa luminosità superficiale. «Ma l’importanza di CDG-2 sta nel fatto che ci avvicina molto di più al raggiungimento di quel regime veramente oscuro, mentre in precedenza non ritenevamo possibile l’esistenza di una galassia così debole».
Come si può rilevare un oggetto composto quasi interamente da materia invisibile? Impiegando Hubble, il telescopio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea Euclid e il telescopio Subaru alle Hawaii, gli astronomi hanno cercato ammassi globulari: raggruppamenti sferici e compatti di stelle antiche che rappresentano «fondamentalmente i resti della prima generazione di formazione stellare», come li ha definiti Li. In un ambiente praticamente privo di materia visibile, è la materia oscura a mantenere uniti questi ammassi luminosi, secondo le teorie attuali.
Utilizzando i tre telescopi, il team ha individuato quattro ammassi globulari all’interno di uno degli oggetti più grandi e luminosi dell’universo, l’Ammasso di Perseo, un fitto insieme di migliaia di galassie immerse in una nube di gas ad altissima temperatura. In un contesto così denso, una galassia oscura potrebbe nascere quando galassie più antiche sottraggono il materiale necessario alla formazione stellare a una galassia più giovane, impedendone di fatto lo sviluppo. Questa ipotesi ha trovato conferma quando gli scienziati hanno constatato che, pur trovandosi in una vasta zona vuota di Perseo, gli ammassi globulari erano avvolti da un alone di materia luminosa, indizio inequivocabile della presenza di una galassia.
«Il materiale necessario a questa galassia per continuare a formare stelle non c’era più, quindi è rimasta sostanzialmente solo un alone di materia oscura e i quattro ammassi globulari», ha spiegato Li alla CNN.
Altri ricercatori hanno accolto con entusiasmo i risultati. Le galassie oscure o quasi oscure potrebbero offrire una visione privilegiata e priva di interferenze del comportamento della materia oscura, fornendo una «sonda più pulita della fisica della materia oscura», ha dichiarato alla CNN Neal Dalal, ricercatore presso il Perimeter Institute for Theoretical Physics di Waterloo. Nelle galassie ordinarie come la Via Lattea, «le stelle e il gas possono influenzare in modo significativo la distribuzione della materia oscura, rendendo complicato separare gli effetti della materia ordinaria da quelli della materia oscura».
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