Spirito
Papa Leone incontra le vittime di abuso poco dopo aver lodato don Milani
Papa Leone XIV ha incontrato gli attivisti di ECA (Ending Clergy Abuse), rete costituita da vittime di abusi del clero particolarmente attiva negli Stati Uniti. I giornali mainstream riportano la notizia sottolineando come si tratterebbe di una «prima volta».
Si tratta del primo tra Papa Leone XIV e un gruppo di vittime, nonché il primo con un’associazione dedicata alla lotta contro gli abusi. I suoi predecessori, da Benedetto XVI a Francesco I, avevano incontrato gruppi di vittime, ma mai organizzazioni strutturate come ECA, che ha seguito molti viaggi di papa Francesco con proteste, specialmente nei Paesi più colpiti dagli abusi, senza però essere mai ricevuta. Oggi, invece, l’associazione ha varcato le porte del Vaticano.
Pochi giorni fa, la Pontificia Commissione per la tutela dei minori aveva pubblicato il Rapporto annuale, evidenziando la lentezza di alcune diocesi nel contrastare gli abusi. Tra i casi critici è stato citato l’Italia, con la CEI che ha replicato sottolineando gli sforzi compiuti in formazione e prevenzione.
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«È stata una conversazione profondamente significativa», ha dichiarato Gemma Hickey, presidente di ECA e sopravvissuta agli abusi in Canada. «Riflette un impegno comune per la giustizia, la guarigione e un cambiamento autentico. I sopravvissuti hanno a lungo cercato un posto al tavolo, e oggi ci siamo sentiti ascoltati». ECA definisce l’incontro «un passo storico e pieno di speranza verso una maggiore cooperazione».
Non è chiaro se tale organizzazione di vittime, premiata con l’udienza papale a favore di telecamere, abbia presente che solo pochi giorni fa il papa ha lodato, per la seconda volta, un sacerdote, diciamo così, controverso, definendolo perfino ripetutamente «profeta».
Il quadretto edificante avviene infatti a poche ore da un riferimento entusiastico fatto nei confronti di Don Milani. L’11 ottobre, parlando ai pellegrini delle diocesi toscane, Prevost ha citato in modo molto benevolo il controverso prete-maestro della Barbiana: «Don Lorenzo Milani, profeta della Chiesa toscana, che Papa Francesco ha definito “testimone e interprete della trasformazione sociale ed economica”, aveva come motto “I care“, cioè “mi importa”, mi interessa, mi sta a cuore».
Non è la prima volta. Il 12 giugno all’incontro con il clero della diocesi di Roma aveva definito di Don Lorenzo Milani come di «un profeta di pace e giustizia».
Scandali vari – il più grosso esploso sui giornali nel 2017, all’altezza dell’uscita del romanzo di Walter Siti Bruciare tutto, che faceva a partire dalla sua dedica un pesante ammiccamento – hanno portato alla luce lettere scritta da Don Milani dal contenuto fortemente inquietante.
In un lettera di Don Milani a Giorgio Pecorini, contenuta nel libro di quest’ultimo Don Milani! Chi era Costui? (Baldini&Castoldi, 1996, pp. 386-391), il presbitero autore del celebre Lettera ad una professoressa scriveva:
«… Come facevo a spiegare che amo i miei parrocchiani più che la Chiesa e il Papa? E che se un rischio corro per l’anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!) (…) E chi potrà mai amare i ragazzi fino all’osso senza finire col metterglielo anche in culo se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l’Inferno e desideri il Paradiso?». Il corsivo è nostro.
In un’altra lettera ad un amico vi sarebbe scritto «Vita spirituale? Ma sai in che consiste oggi per me? Nel tenere le mani a posto».
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Nonostante questi fatti, e voci ricorrenti sul personaggio che non circuitavano solo nei circoli tradizionalisti a lui ostili, negli anni scorsi la chiesa toscana sembrava indirizzata a tentare il processo di beatificazione del Milani, processo che, con evidenza, davanti a questi macigni subì una battuta d’arresto.
Ciononostante, il 20 giugno 2017 Bergoglio – che aveva avuto pure i suoi scandali con il caso della «Casita de Dios», ma anche col presbitero cileno Karadima, col prete ciellino don Inzoli etc. – effettuò un «pellegrinaggio» (sic – proprio come per i viaggi presso santuari e luoghi sacri) a Barbiana, per onorare don Milani. Un segnale che per molti è apparso chiaro, e terrificante.
Ora, papa Prevost si rivela, come in tanti altri temi, dalla sin0dalità all’omotransessualismo alla farsa climatica – totalmente in linea con il predecessore, lasciando intendere un papato di continuità totale con la catastrofe conciliare in generale e la catastrofe bergogliana in particolare.
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Immagine screenshot da YouTube
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Anche i vescovi USA contro Trump: «ripugnante» la guerra raccontata con i videogiochi
Un’altra clip presidenziale, anche quella esecrata su internet, usava un remix della colonna sonora del videogame Mortal Kombat montandoci sopra immagini dai film d’azione e fantascienza hollywoodiani.UNDEFEATED. pic.twitter.com/Jt69bcag5y
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— The White House (@WhiteHouse) March 6, 2026
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Spirito
Il cardinale Marx dice che la guerra all’Iran è «illegittima»
Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, ha criticato aspramente l’attacco di Israele e degli Stati Uniti all’Iran.
«Secondo i criteri della dottrina sociale cattolica, questa è una guerra illegittima che non possiamo accettare», ha affermato Marx nel fine settimana del 14-15 marzo, intervenendo all’assemblea plenaria del Consiglio diocesano dei cattolici di Monaco.
Il prelato dice di non aver individuato alcun criterio che possa giustificare questa guerra in questo momento. La guerra è «il peggior male; distrugge le anime e la moralità; il prezzo è alto, soprattutto per la popolazione civile»; inoltre, è discutibile che possa portare a un miglioramento delle condizioni.
Riguardo all’attuale situazione politica globale, il cardinale ha messo in guardia dal mettere a repentaglio gli ordini civili precedentemente stabiliti. «Le grandi questioni – come l’universalismo, un unico pianeta e la responsabilità di tutti – non sono più al centro dell’attenzione», ha lamentato. «Molto di ciò per cui abbiamo a lungo lottato è andato perduto».
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Il cardinale modernista ha esortato le persone a non rassegnarsi a questa situazione: «Non dobbiamo lasciarci scoraggiare; ora più che mai dobbiamo impegnarci, sia come Chiesa che come singoli cittadini». L’Europa conserva la sua rilevanza, anche come «progetto etico, come progetto cristiano».
Come noto, il Marx, già arcivescovo di Monaco e Frisinga è controverso per le sue posizioni ultra-progressiste e il suo ruolo all’interno del Cammino Sinodale Tedesco, un’iniziativa di fatto scismatica, ma tollerata ampiamente da Roma. Anni fa è emerso che il cardinale avrebbe finanziato ONG immigrazioniste. In questi mesi con i progressisti tedeschi ha agitato lo spauracchio dell’estrema destra in ascesa.
Il porporato omonimo del filosofo comunista regna sulla Conferenza Episcopale Tedesca, forse la più ricca del mondo grazie alla kirchensteuer, la tassa imposta sul culto raccolta dalla Chiesa stessa che un sacerdote tradizionalista che opera in Baviera mi disse essere, in pratica, una simonia vera e propria. Come abbiamo riportato altre volte, i molti danari dei cattolici tedeschi sono stati impiegati per finanziare l’immigrazione clandestina o editori con un catalogo da 2.500 libri erotici.
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Immagine di Dermot Roantree via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Leone XIV ritorna nell’appartamento papale nel Palazzo Apostolico
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