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Orban: l’Ungheria è un governo cristiano nell’oceano progressita UE
L’Ungheria è l’unico Stato dell’UE guidato da un «governo cristiano moderno», ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban durante l’incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca venerdì.
Orban è noto per la sua totale opposizione alle politiche UE, in particolare su conflitto ucraino e immigrazione, e ha accusato in passato Bruxelles di aver reso l’Unione sinonimo di debolezza e caos.
«Siamo un’isola speciale di diversità nell’oceano liberale europeo», ha detto ai giornalisti, sottolineando che il suo esecutivo adotta politiche «diverse da quelle altrui, sia a livello filosofico che pratico».
«Siamo l’unico governo in Europa che si considera un governo cristiano moderno», ha affermato Orban.
Viktor Orban:
We are a Christian Government surrounded by a Liberal Ocean…
“We are the only government in Europe that considers itself as a modern Christian government. All the other governments in Europe are basically liberal, leftist governments. We are a special island in a… pic.twitter.com/8n6SZyu8ql
— Melissa Redpill – Freedom Force (@MelissaRedpill) November 7, 2025
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L’Ungheria è inoltre l’unico Stato UE che ha costantemente appoggiato gli sforzi di Trump per risolvere il conflitto in Ucraina, ha proseguito Orban, confermando la disponibilità di Budapest a ospitare un eventuale summit tra Trump e il presidente russo Vladimiro Putin.
«L’unico governo favorevole alla pace è quello degli Stati Uniti e la piccola Ungheria in Europa», ha dichiarato. Ha respinto la narrazione di un Occidente «unito» nella gestione del conflitto, attribuendo la prosecuzione delle ostilità alla linea bellicosa di Bruxelles e alla convinzione errata che Kiev potesse prevalere sul campo.
A differenza della maggior parte degli altri membri UE, l’Ungheria si è opposta con coerenza alla politica conflittuale di Bruxelles verso la Russia, invocando un approccio più diplomatico. Si è rifiutata di fornire armi a Kiev e ha contrastato la sua candidatura all’UE, avvertendo che l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione potrebbe condurre alla guerra.
A settembre Orban aveva accusato l’UE di essere diventata «un progetto di guerra» che mette a repentaglio le economie dei suoi Stati membri.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Accusati di scisma, pregano nella tempesta per il Santo Padre e la Chiesa
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«Il non appartenere alla Chiesa conciliare è una grazia e una testimonianza provvidenziale»: le parole di mons. Tissier
Renovatio 21 pubblica un estratto dell’articolo di monsignor Bernard Tissier de Mallerais (1945-2024) «Y a‑t-il une Église conciliaire ?» («esiste una Chiesa conciliare») apparso sulla rivista Le Sel de la Terre n° 85 (estate 2013).
Beati coloro che non appartengono a questa «comunione dei profani», che sono provvidenzialmente esclusi da essa o minacciati di esclusione!
Felice relegazione o abbandono! La vocazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fin dalla sua erezione da parte della Chiesa Cattolica nel 1970 e dal decreto di lode che la onorò nel 1971, non è mai stata quella di ricevere le benedizioni e i riconoscimenti di questa Chiesa conciliare! Era indubbiamente necessario che questa società sacerdotale, con tutta la famiglia della Tradizione, fosse come la fiaccola accesa e posta non sotto il moggio conciliare, ma sul candelabro della gogna, affinché illuminasse tutti coloro che sono nella casa di Dio.
Era probabilmente preferibile, secondo le vie della Provvidenza, che questa sana parte della Chiesa, che, come il divino Maestro, era diventata pietra d’inciampo, pietra rigettata dai costruttori della dissociazione ecclesiastica conciliare, diventasse la pietra angolare e la chiave di volta dell’indistruttibile cattedrale cattolica.
La nostra incrollabile testimonianza della vera Chiesa di Gesù Cristo, del sacerdozio e della regalità di Cristo sacerdote e re, esige indubbiamente, da parte della Chiesa conciliare, l’esclusione e l’ostracismo pronunciati contro di noi e contro ciò che rappresentiamo. Ma come san Giuseppe, nel suo esilio dall’Egitto, portò in sé il Bambino Gesù e la sua divina Madre, che costituirono il seme della Chiesa, così anche, nel suo esilio, la famiglia della Tradizione porta in sé la Chiesa, senza, certo, avere diritti esclusivi a questa gloriosa funzione, ma possedendone l’essenza stessa e il cuore, la sua integrità e incorruttibilità.
Essa dunque porta in sé il Pontefice Romano, nel quale il successore di Pietro un giorno si libererà da una lunga prigionia e si risveglierà dal sonno delle sue grandi illusioni, per proclamare, come fece il primo papa a Cesarea di Filippo al suo Maestro: «Tu es Christus, Filius Dei vivi!».
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Pertanto, se siamo complessi, rimpiangeremo di essere privati della comunione conciliare o della sua apparenza di comunione ecclesiale, e saremo infelici e ansiosi, costantemente alla ricerca di una soluzione. Se, d’altra parte, abbiamo la fede e la semplicità di un bambino, cercheremo semplicemente quale testimonianza rendere alla fede cattolica.
E la troveremo: è innanzitutto la testimonianza della nostra esistenza, della nostra permanenza, della nostra stabilità, insieme a quella della nostra piena professione di fede cattolica e del nostro rifiuto degli errori e delle riforme conciliari. Una testimonianza è assoluta. Se rendo testimonianza alla Messa cattolica, a Cristo Re, devo astenermi dalle Messe e dalle dottrine conciliari.
È come un granello d’incenso offerto agli idoli: o è un solo granello o non ce n’è affatto. Quindi, è «niente affatto». E questa testimonianza implica anche persecuzione, cosa normale da parte dei nemici di questa fede, che vogliono ridurre la nostra diametrale opposizione alla nuova religione, e finché piace a Dio che persistano nei loro perversi disegni. Non è forse Dio stesso a stabilire questa inimicizia tra la progenie del diavolo e i figli di Maria? Inimicitias ponam!
Perciò, non appena, nel raccoglimento della preghiera, abbiamo percepito questa vocazione a noi propria, adattata da Dio alla crisi presente, vi accogliamo con perfetta rettitudine e grande pace: una rettitudine incapace di qualsiasi complicità con il nemico, una pace senza amarezza.
Corriamo verso di essa, vi balziamo addosso ed esclamiamo come Santa Teresa di Gesù Bambino: «Nella Chiesa, Madre mia, ho trovato la mia vocazione!».
E chiediamo alla magnanima santa: «Ottieni per me la grazia di avere nella Chiesa e per la Chiesa l’anima di un martire o almeno di un confessore della fede!»
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Immagine da FSSPX.news
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Comunicato della Casa Generalizia: La Fraternità San Pio X presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026
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