Spirito
Due omaggi a mons. Lefebvre negli USA
Due articoli recenti, pubblicati sul sito web americano The Remnant, rendono omaggio a mons. Marcel Lefebvre. Il primo, pubblicato il 23 luglio 2025 da Robert Morrison, è un elogio diretto ed enfatico intitolato: «la Santa Saggezza di mons. Marcel Lefebvre sulla crisi della Chiesa cattolica».
Degli scritti più veri oggi di quando furono pubblicati per la prima volta.
L’autore sottolinea giustamente: «mons. Lefebvre ha diagnosticato accuratamente la vera fonte di confusione nel suo libro del 1985, Lettera aperta ai cattolici perplessi», da cui cita ampiamente dei passaggi, tra cui: «che i cattolici di questa fine del XX secolo siano perplessi, chi può negarlo? (…)»
«Siamo quindi portati a chiederci cosa abbia causato un simile stato di cose. Ogni effetto ha una causa. È forse la fede degli uomini che è diminuita, a causa di un’eclissi di generosità di spirito, di un desiderio di piacere, di un’attrazione per i piaceri della vita e delle numerose distrazioni offerte dal mondo moderno?»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Queste non sono le vere ragioni; sono sempre esistite, in un modo o nell’altro. Piuttosto, il rapido declino della pratica religiosa deriva dal nuovo spirito che è entrato nella Chiesa e ha gettato sospetti su un intero passato di vita ecclesiastica, di insegnamento e di principi di vita». (Lettera aperta ai cattolici perplessi, pp. 7-8, edizione Clovis 2016)
Robert Morrison riconosce prontamente: «le seguenti citazioni di mons. Lefebvre risuonano più autenticamente oggi di quando le scrisse decenni fa, e illuminano il cammino per rimanere fedeli cattolici».
A riprova, cita questo passaggio sulla fonte persistente della crisi, che è l’unione adultera tra Chiesa e Rivoluzione, ponendo verità ed errore sullo stesso piano: «l’unione adultera tra Chiesa e Rivoluzione», scrive mons. Lefebvre, «si concretizza attraverso il dialogo. Nostro Signore ha detto: “Andate, insegnate alle nazioni, convertitele”, ma non ha detto: ‘Dialogate con loro senza cercare di convertirle”».
«Errore e verità sono incompatibili; dialogare con l’errore significa mettere Dio e il diavolo sullo stesso piano. Questo è ciò che i papi hanno sempre ripetuto, e che i cristiani hanno prontamente compreso, perché è anche una questione di buon senso. Per imporre un atteggiamento e dei riflessi diversi, era necessario agire sulle menti, in modo da rendere modernisti i chierici chiamati a diffondere la nuova dottrina».
«Questo è ciò che si chiama riciclaggio, un processo di condizionamento volto a rimodellare lo strumento stesso che Dio ha dato all’uomo per condurre il suo giudizio». (Lettera aperta ai cattolici perplessi, p. 141, edizione Clovis 2016)
E Robert Morrison traccia la strada tracciata di mons. Lefebvre ai sacerdoti e ai fedeli legati alla Tradizione bimillenaria: «quanto a me, non mi rassegnerò; non mi accontento di restare inerte a guardare l’agonia di mia Madre, la Santa Chiesa. […] Se così fosse, capirete che, nonostante tutto, non sono pessimista».
«La Beata Vergine sarà vittoriosa. Trionferà sulla grande apostasia, frutto del liberalismo. Un motivo in più per non girarci i pollici! Dobbiamo lottare più che mai per il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. In questa battaglia non siamo soli: abbiamo con noi tutti i papi fino a Pio XII compreso».
«Tutti hanno combattuto contro il liberalismo per liberare la Chiesa da esso. Dio non ha permesso loro di avere successo, ma questa non è una ragione per deporre le armi! Dobbiamo perseverare. Dobbiamo costruire, mentre altri demoliscono». (Lo hanno detronizzato, pp. 280-281, edizione Clovis 2008)
E Robert Morrison conclude: «comprendere questa santa saggezza di mons. Lefebvre non fa scomparire la crisi, ma ci aiuta a servire Dio senza sentirci ‘persi e confusi’ di fronte a ciò che vediamo da Roma. Questo è forse il motivo per cui coloro che cercano di perpetuare la crisi nella Chiesa non cessano mai di denigrare colui che ha fatto più di chiunque altro per opporsi alla rivoluzione del Vaticano II e preservare la Messa tradizionale».
«Lungi dall’allontanarci dalle perspicaci opinioni di mons. Lefebvre, questa incessante persecuzione del santo difensore della fede dovrebbe far risplendere la sua saggezza più intensamente per coloro che hanno bisogno di luce nell’oscurità della crisi attuale. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi!»
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Se lo hanno detronizzato, deve essere di nuovo posto sul trono.
Il secondo omaggio reso a mons. Lefebvre è indiretto, ma può essere applicato solo al fondatore della Fraternità San Pio X, poiché il titolo riecheggia quello di una delle sue opere più famose: Lo hanno detronizzato [orig. Ils l’ont découronné]. Contrariamente a tutto quanto pubblicato durante e dopo il Concilio Vaticano II, il suo autore, Andrew Pollard, non esita a scrivere: «Cristo Re deve essere nuovamente incoronato per salvare il mondo». Lo afferma il 18 luglio 2025, mentre mons. Lefebvre aveva pubblicato Lo hanno detronizzato nel 1987.
Andrew Pollard dichiara: «Il più grande disastro che si sia abbattuto sul mondo è stata la detronizzazione di Cristo Re: l’abbandono di gran parte delle persone della fede in Gesù Cristo come Re di tutti gli individui e di tutte le autorità civili. Questa ribellione di individui e governi contro Cristo Re ha portato al rifiuto delle vere credenze e all’accettazione di false idee e ideologie. Ancora più grave, ha portato alla morte del mondo».
Più avanti, aggiunge: «Non solo il mondo ha rifiutato Cristo Re, ma ha anche rinnegato gli insegnamenti della Santa Chiesa di Cristo – la Chiesa Cattolica – e l’ha esclusa dalla vita attiva delle nazioni – un errore grave e distruttivo. Tragicamente, nel mondo moderno, l’uomo si è incoronato al posto di Gesù Cristo. Lo “Stato-Dio” e l'”Uomo-Dio” hanno sostituito Cristo Re e gli insegnamenti della sua Chiesa con false idee secolari. I risultati sono spaventosi. Gli esseri umani stanno distruggendo i loro paesi e le loro civiltà».
Tutto questo perché «il mondo ha rifiutato l’insegnamento di Cristo secondo cui ‘ogni potere in cielo e in terra mi è stato dato’. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,18-20).
Andrew Pollard sottolinea la responsabilità della Chiesa – in questo caso, la sua complicità – in questa detronizzazione a partire dal Concilio Vaticano II: «Cristo Re è stato detronizzato da una parte della Chiesa cattolica stessa, che ha ampiamente voltato le spalle alla dottrina cattolica tradizionale di Cristo Re. In alcune parti della Chiesa cattolica, l’insegnamento del Regno Sociale di Gesù Cristo è stato persino bandito».
Prosegue spiegando: «Pio XI istituì la festa di Cristo Re, celebrata l’ultima domenica di ottobre. Eppure, nel 1969, meno di cinquant’anni dopo la promulgazione di Quas Primas, Papa Paolo VI sostituì la festa di Cristo Re con una solennità intitolata “Gesù Cristo Re dell’Universo”, celebrata alla fine dell’anno liturgico della Chiesa, verso la fine di novembre».
Paolo VI sostituì anche molte preghiere e inni della Messa originale di Cristo Re e del breviario. In precedenza, queste preghiere si concentravano sul qui e ora [hic et nunc]; ma nella nuova solennità, l’enfasi è sulla fine dei tempi.
Andrew Pollard torna sulla colpevolezza dei poteri civili: «la maggior parte dei governi del mondo odierno ha rifiutato la regalità sociale di Gesù Cristo, nonostante le parole di Papa Pio XI in Quas Primas: ‘Sarebbe un grave errore negare a Cristo Uomo la sovranità sulle cose temporali, qualunque esse siano. […] I capi di Stato non possono quindi rifiutarsi di rendere – in nome proprio e con tutto il loro popolo – pubblico omaggio, rispetto e sottomissione alla sovranità di Cristo». E mostra le conseguenze disastrose di questa detronizzazione per la Chiesa e per il mondo: «Papa Pio XI insegnò in Quas Primas che la detronizzazione di Cristo Re e il rifiuto degli insegnamenti della sua santa Chiesa avrebbero avuto “conseguenze deplorevoli”».
«Tutte le credenze, vere o false, laiche o religiose, hanno conseguenze, e coloro che rifiutano i veri insegnamenti di Cristo Re sono in conflitto con la realtà oggettiva e alla fine portano a gravi conseguenze negative, fino al crollo e alla morte di alcune delle più grandi nazioni del mondo».
Perché «dove Gesù Cristo non regna, disordine, morte e scomparsa delle nazioni sono inevitabili. Non possiamo rifiutare i comandamenti di Cristo e della sua Chiesa cattolica senza infliggerci gravi danni. Cristo possiede ogni potere e autorità ed esercita la supremazia assoluta sul mondo intero». In definitiva, «detronizzare Cristo Re porta inevitabilmente all’autodistruzione. Gli esseri umani si sono distaccati dalla realtà e, di conseguenza, hanno adottato ogni sorta di false credenze, religioni, illusioni e ideologie. Se le nostre credenze non sono in accordo con la verità oggettiva, ne seguiranno inevitabilmente conseguenze disastrose».
Aiuta Renovatio 21
Una questione di vita o di morte
Da qui l’unica soluzione logica: «l’unico modo per salvare i paesi un tempo cattolici dalla morte è incoronare nuovamente Cristo Re attraverso una rinascita cattolica tradizionale mondiale, o, come la descrisse Papa Pio X: ‘la restaurazione di tutte le cose in Cristo, omnia instaure in Christo’. Nei paesi a maggioranza non cattolica, Cristo deve essere incoronato dall’evangelizzazione della Chiesa cattolica’.Evangelizzare con la fede cattolica tradizionale».
Perché è necessario sottolineare: «Cristo non è solo il Re dei nostri cuori e delle nostre anime, delle nostre coscienze, delle nostre menti e delle nostre volontà, ma anche delle nostre famiglie, delle nostre città, dei nostri popoli e dei nostri paesi. Non solo gli individui, ma anche i leader di tutti i paesi sono tenuti a rendergli omaggio e obbedirgli pubblicamente».
Questo è l’unico rimedio realistico: «la vera religione si rivolge al mondo reale; non è una fantasia religiosa. La fede in Cristo Re non è semplicemente una pia pratica religiosa estranea alla vita quotidiana, ma una verità con conseguenze concrete e materiali. Gesù Cristo è veramente il Re del mondo, anche se non ci crediamo».
«Rifiutare Gesù Cristo e la sua Santa Chiesa conduce a fantasie, illusioni e peccato». Lo Stato deve riconoscere la verità del cattolicesimo, non per scelta personale, ma perché nessun altro insieme di credenze corrisponde alla realtà oggettiva.
Da qui questo appello missionario, sia esteriore, in tutto il mondo, sia interiore, all’interno della Chiesa: «il mondo ha urgente bisogno di una rinascita e di una rigenerazione del cattolicesimo tradizionale, così come dell’evangelizzazione del mondo non cattolico. La fede cattolica tradizionale è la linfa vitale del mondo».
«Negli ultimi 70 anni, gran parte del mondo ha subito quello che equivale a un grave infarto. La vera religione deve essere restaurata e diffusa in tutto il mondo per la sopravvivenza dell’umanità. Dio non ci abbandonerà, “ma coloro che lo abbandonano periranno” (Salmo 73, 27)».
Agli scettici liberali che dubitano della natura – non solo spirituale ma anche materiale – del pericolo affrontato da coloro che non riconoscono la necessità di riconoscere la regalità sociale di Gesù Cristo, Andrew Pollard fornisce un fatto inconfutabile: il suicidio demografico delle nazioni che un tempo erano cristiane e di quelle che la Chiesa si rifiuta di evangelizzare oggi, in nome della libertà religiosa, dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso.
Scrive in modo inequivocabile: «Gesù Cristo deve regnare, altrimenti i paesi moriranno. Il Giappone è la quarta economia mondiale, ma la sua popolazione sta crollando a causa di un tasso di natalità molto basso, ben al di sotto del livello di sostituzione, e di oltre un milione di aborti all’anno». Chi ha orecchie, ascolti… senza indugio.
Lo hanno detronizzato e Lettera aperta ai cattolici perplessi sono disponibili in versione italiana sul sito delle Edizioni Piane.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da FSSPX.News
Spirito
Il cardinale Fernandez dice al superiore della FSSPX che i documenti del Vaticano II «non possono essere corretti»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Possiamo proibire alla FSSPX ciò che permettiamo al Partito Comunista Cinese?
La domanda sorge spontanea nella mente di molti fedeli cattolici in tutto il mondo: come può Roma considerare con severità le consacrazioni episcopali della FSSPX, previste per il 1° luglio, e allo stesso tempo riconoscere, tollerare o approvare retroattivamente le nomine imposte dal Partito Comunista Cinese?
Non si tratta di un parallelo artificiale. I fatti sono pubblici, ripetuti e documentati. Per anni, il regime comunista cinese – ufficialmente ateo, dottrinalmente materialista e strutturalmente ostile alla regalità sociale di Cristo – ha interferito direttamente nella nomina dei vescovi. Non lo fa per servire la Chiesa, ma per controllarla. Non lo fa per proteggere la fede, ma per inquadrarla, monitorarla e orientarla secondo gli interessi di uno stato ideologico.
Eppure, di fronte a queste gravi interferenze nella costituzione divina della Chiesa, Roma si impegna nel dialogo, nelle trattative e nel compromesso. Arriva persino a riconoscere alcune nomine fatte unilateralmente senza mandato papale, in nome di un pragmatismo diplomatico presentato come necessario per il bene delle anime, per preservare l’accordo firmato nel 2018 tra il governo di Pechino e la Santa Sede.
Si fa poi riferimento al contesto. Si discute di realismo. Si spiega che bisogna evitare una rottura totale, mantenere un canale e cosa si può ancora preservare della vita cattolica in un contesto di persecuzione.
Ma allora sorge spontanea la domanda: perché questo ragionamento, accettato di fronte a un potere comunista, diventerebbe inaccettabile di fronte alla FSSPX?
Qual è, dopotutto, l’intento della FSSPX? Servire uno Stato? Fondare una chiesa nazionale? Promuovere un’ideologia estranea alla fede? Ovviamente no. Il suo unico scopo è la salvaguardia del sacerdozio cattolico, la trasmissione integrale della fede, la difesa della Messa tradizionale e la protezione delle anime in una crisi senza precedenti per la Chiesa.
Sostieni Renovatio 21
Quando la FSSPX parla della necessità dei vescovi, non si riferisce alla giurisdizione territoriale o personale. Parla di cresime, ordinazioni e continuità sacramentale. Parla della concreta sopravvivenza di un sacerdozio formato secondo una dottrina senza tempo. Parla del diritto dei fedeli a ricevere i sacramenti nella loro integrità dottrinale e liturgica.
I fini sono radicalmente diversi. Da un lato, un potere ateo impone i vescovi per sottomettere la Chiesa. Dall’altro, una società sacerdotale immagina i vescovi per preservare la fede e i sacramenti. Porre queste due realtà sullo stesso piano disciplinare, senza considerare l’intenzione o il contesto della crisi della Chiesa, equivarrebbe ad applicare la legge in modo astratto, slegata dal fine per cui esiste: la salvezza delle anime.
Eppure è proprio questo principio che Roma invoca in Cina. Una situazione imperfetta viene accettata per preservare un bene superiore. Il bene delle anime è forse meno in gioco quando è coinvolta la Tradizione? Il pericolo per la fede è minore quando i fedeli sono privati di cresime, ordinazioni e sacerdoti formati secondo la dottrina costante della Chiesa?
Chi può seriamente sostenere che la minaccia per le anime provenga più dalla FSSPX che da un apparato statale comunista che imprigiona vescovi fedeli, controlla i seminari e riscrive la dottrina alla luce del marxismo?
La sproporzione è così grande da turbare molti credenti, ben oltre i ranghi del movimento tradizionalista. Vedono la pazienza dimostrata nei confronti di Pechino. Vedono anche le restrizioni, le pressioni e i sospetti che gravano sulle comunità tradizionali. Osservano che c’è una diffusa tolleranza laddove la fede è minacciata dall’ateismo di Stato, ma che c’è intransigenza laddove viene difesa nella sua integrità.
Non si tratta di contestare l’autorità della Santa Sede, né di negare il suo diritto di nominare i vescovi. Si tratta di ricordare che l’esercizio di questa autorità rientra sempre nell’ordine della salvezza delle anime, che rimane la legge suprema della Chiesa.
Se, per preservare questa salvezza, Roma può riconoscere situazioni canonicamente irregolari in Cina, come potrebbe considerare un pericolo maggiore le consacrazioni motivate unicamente dalla salvaguardia del sacerdozio e della Tradizione?
Il Santo Padre sa – e la FSSPX lo ha sempre affermato – che non si tratta di istituire una gerarchia parallela o di usurpare una giurisdizione. Si tratta di un atto necessario in un contesto di diffusa crisi dottrinale e liturgica, paragonabile in linea di principio ad altre misure straordinarie adottate nella storia della Chiesa quando la fede era gravemente minacciata.
In definitiva, la questione non è disciplinare, ma ecclesiale e dottrinale. Riguarda il modo in cui le autorità percepiscono la crisi attuale. Se la crisi della Chiesa viene riconosciuta nella sua gravità, certe misure eccezionali diventano comprensibili. Se viene minimizzata, appaiono intollerabili.
La risposta ora spetta a Roma.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Michał Beim via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Spirito
«Dolore e indignazione», avanti con le consacrazioni: mons. Viganò sull’incontro tra la FSSPX e il Dicastero per la Dottrina della Fede
Non posso che prendere atto con dolore e indignazione del Comunicato diffuso oggi dal Dicastero per la Dottrina della Fede, a firma del Card. Víctor Manuel Fernández, al termine del suo incontro con Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.… pic.twitter.com/8uFA0390jA
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) February 12, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori1 settimana faBambini nella neve, bambini nel bosco: pedolatria olimpica e pedofobia di sistema
-



Bioetica1 settimana faAborti traumatici nei file di Epstein
-



Autismo1 settimana faGli scienziati pubblicano una «mappa» su come l’alluminio nei vaccini può causare lesioni cerebrali che scatenano l’autismo
-



Misteri5 giorni faLe porte del pandemonio di Epstein
-



Misteri1 settimana faAllevamenti di bambini al mercato nero: l’orrore emerge dai file di Epstein
-



Sorveglianza2 settimane faPerugia ti aspetta al varco ZTL
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò sull’annuncio delle consacrazioni della FSSPX
-



Pensiero1 settimana faConsacrazioni FSSPX, non «chi», ma «quanti»: il sogno di un fedele













