Persecuzioni
Nicaragua, il governo sequestra il seminario maggiore di Matagalpa
Una trentina di seminaristi sono stati espulsi dal seminario maggiore filosofico San Luis Gonzaga, a sud-est della città di Matagalpa, in Nicaragua, per ordine della polizia e dei funzionari della Procura Generale (PGR) che, nel pomeriggio di lunedì 20 gennaio, hanno sequestrato il proprietà della diocesi di Matagalpa.
«Notizia molto triste: è stato confiscato il seminario San Luis Gonzaga a Matagalpa-Nicaragua. Il seminario è il cuore di una Chiesa e di una diocesi, è il luogo di formazione dei futuri sacerdoti. Questo pomeriggio è stato confiscato dalla polizia, lasciando tutti i seminaristi nell’incertezza», ha spiegato il sacerdote nicaraguense in esilio Erick Díaz, sul suo account Facebook.
Il sequestro del Seminario Filosofico si aggiunge a quello del Centro pastorale diocesano La Cartuja, situato a cinque chilometri a nord della cittadina di Matagalpa, sequestrato dalla polizia e dalla PGR nel pomeriggio di giovedì 16 gennaio. Dal 19 agosto 2022, inoltre, la polizia occupa la residenza vescovile nel centro della città.
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I seminaristi, delle diocesi di Matagalpa e Siuna, sono stati rimandati a casa e, per il momento, non si sa se qualcuno sia stato arrestato. Padre Díaz ha sottolineato che la diocesi di Matagalpa, guidata dall’esilio da mons. Rolando Álvarez, sta subendo il peggiore «assalto della sua storia» sotto il governo presieduto da Daniel Ortega e sua moglie Rosario Murillo.
«È la diocesi più colpita del Paese. Proprio questa settimana sono stati sequestrati e confiscati due dei suoi beni più preziosi: il centro di ritiri spirituali La Cartuja e, ora, il seminario dove si formano i nostri futuri sacerdoti. Possa Dio aiutare sempre la nostra diocesi di Matagalpa», ha aggiunto il sacerdote.
L’avvocato Martha Patricia Molina, autrice del rapporto «Nicaragua, una Chiesa perseguitata», in cui denuncia gli attacchi sistematici del regime di Ortega-Murillo contro la Chiesa, come quello contro il seminario, ha denunciato anche sui suoi social network che, poiché Domenica 19 gennaio è aumentata la sorveglianza sui sacerdoti nella diocesi.
Articolo previamente pubblicato su FSSPX.News.
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Immagine da FSSPX.News
Persecuzioni
Libano, i cristiani festeggiano la sostituzione del crocifisso da parte dei soldati UNIFIL dopo la profanazione israeliana
The Italian forces of UNIFIL replace the crucifix in Debel, Lebanon, which was destroyed by an Israeli soldier using a sledgehammer.
Video: debelalerts pic.twitter.com/4MiQVuh4PK — Hillbilly Catholic (@RosaryQuotes123) April 22, 2026
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It was actually Italy that sent a new crucifix to replace the one destroyed by an IDF soldier. Papal Nuncio Paolo Borgia visited the church in Debel to bless the corpus before it was installed on the cross by Italian UNIFIL forces.
The Israeli replacement is actually quite small… https://t.co/neUtCwJT1n pic.twitter.com/rglrArpt6W — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 22, 2026
Debel, Lebanon:
The statue, destroyed by an Israeli soldier with a sledgehammer, has been replaced by the Italian forces of UNIFIL. pic.twitter.com/VA4CioVAYT — Adrian F. Pascal 🇻🇦 (@deusimpera) April 22, 2026
Italian Forces kisses Jesus statue on the head with tears in his eyes as the Italian forces of UNIFIL replace the crucifix in Debel, Lebanon, which was destroyed by an Israeli soldier using a sledgehammer
The world was shown to cheer them on as he and the people who helped have… pic.twitter.com/iomKSglJmM — Waziri 🕊️ (@Ahmadwazirikk) April 23, 2026
✝️Merci aux forces italiennes d’@UNIFIL_ d’avoir remplacé le crucifix à Debel, au Liban, qui avait été détruit par un soldat israélien à l’aide d’un marteau-pilon 🙏🏻 pic.twitter.com/PD4QQqN2Ul
— Ligue Saint Amédée (@SaintAmedee) April 23, 2026
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Persecuzioni
La televisione francese paragona la croce cristiana ai simboli nazisti
Il canale televisivo francese M6 ha trasmesso un servizio che paragona due croci cristiane installate illegalmente a un atto di vandalismo neonazista, suscitando forti critiche. Lo riporta la testata francese Tribune Chretienne.
La controversia è scoppiata in seguito a una trasmissione andata in onda mercoledì, durante la quale il sociologo Erwan Lecoeur ha tracciato parallelismi tra le croci e l’operato dei vandali di destra. I simboli della resurrezione di Gesù, recanti la scritta «Ave Christus Rex» («Salve Cristo Re»), sono stati recentemente installati sulla collina di Baou de Saint-Jeannet, vicino a Nizza.
Lecoeur ha citato dei graffiti nelle vicinanze con la scritta «La Germania è bella», uno slogan associato a gruppi di estrema destra e al nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale, inquadrando le croci come parte di un più ampio sistema di simboli ideologici.
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I critici hanno affermato che il paragone era inaccettabile, sostenendo che la croce cristiana è un simbolo religioso, mentre tali slogan sono legati a un’ideologia estremista.
«Da quando la croce è un simbolo nazista?», si chiedeva il quotidiano francese Tribune Chretienne, condannando quello che definiva un «indifendibile miscuglio mediatico». Il giornale aggiungeva che «confondere i due simboli… equivale a banalizzare l’uno e a snaturare l’altro: è una vera e propria profanazione intellettuale».
Nelle scorse settimane, le croci sono comparse sulla collina, situata all’interno di un’area naturale protetta dove le costruzioni abusive sono vietate. Una è stata rimossa dalle autorità, mentre l’altra è stata successivamente abbattuta, scatenando un dibattito pubblico sulla legalità della loro installazione alla luce delle leggi francesi sulla laicità degli edifici e sull’uso dei simboli religiosi negli spazi pubblici.
La croce simboleggia fede, sacrificio e redenzione da due millenni, mentre l’iconografia nazista è inseparabile da un’ideologia di «odio, dominio e distruzione», ha scritto la testata. La pubblicazione ha aggiunto che proiettare «l’ombra del totalitarismo» sugli atti di fede distorce la realtà e impedisce una chiara comprensione.
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Le reazioni locali sono state contrastanti: alcuni residenti hanno descritto l’installazione come provocatoria, mentre altri hanno condannato la distruzione della croce come atto vandalico.
Negli ultimi anni, in Francia sono emerse controversie simili riguardanti presunti legami tra tradizioni cristiane e simboli nazisti. Nel 2025, un servizio di France Télévisions che ipotizzava una connessione tra i mercatini di Natale e il nazismo suscitò forti polemiche e fu ritirato, secondo quanto riportato da Tribune Chrétienne.
Gli storici hanno documentato come il regime nazista abbia cercato di appropriarsi dei simboli cristiani, un’eredità che continua ad alimentare il dibattito.
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Persecuzioni
Donna aggredita dopo aver detto al suo aggressore migrante di essere cristiana
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