Pensiero
Mons. Viganò: il Grande Reset e la distruzione del tessuto sociale, economico, religioso e culturale italiano
Renovatio 21 pubblica brani della trascrizione dell’intervista rilasciata da Monsignor Carlo Maria Viganò a Canale Italia il 2 aprile 2022.
A partire dal Concilio Vaticano II (1962-1965), le infiltrazioni massoniche in seno alla Chiesa Cattolica sono divenute via via più consistenti. Progressismo e relativismo sono stati impiegati come armi per minare la fedeltà alla Tradizione. L’Arcivescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988, aveva dunque intuito che il Cattolicesimo si trovava sull’orlo del baratro?
Certamente. Mons. Lefebvre fu uno dei pochi, pochissimi Prelati che volle denunciare la rivoluzione conciliare, comprendendone l’indole eversiva. E dico “che volle” perché molti altri Presuli compresero che era in atto una vera e propria rivoluzione.
Alcuni la videro come un pericolo, altri come una «primavera della Chiesa». Ma tra quanti videro il pericolo, quasi nessuno seppe denunciarlo apertamente.
Comprendiamo oggi il merito storico di Mons. Lefebvre nell’essersi ribellato alla linea dettata dal politburo conciliare e aver creato le premesse per un ritorno della Chiesa alla dottrina e alla Santa Messa di sempre.
Si potrebbe considerare la Mafia di San Gallo come una sorta di World Economic Forum ecclesiastico?
Se identifichiamo il World Economic Forum come una lobby privata che ha occupato con suoi adepti i posti più importanti delle istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, allo scopo di imporre l’agenda globalista contro la volontà dei cittadini, certamente il parallelo con la Mafia di San Gallo è calzante.
Anche questa conventicola di cospiratori ha messo nella Curia Romana e negli organi periferici della Chiesa i propri agenti, così come ha imposto l’agenda conciliare contro la volontà dei fedeli. Ma come non c’è solo in World Economic Forum in ambito pubblico, così non c’è solo la Mafia di San Gallo in ambito ecclesiastico.
Ci troviamo di fronte ad un colpo di Stato globale, che coinvolge tanto la società civile quanto la Chiesa. Entrambe sono infiltrate e controllate da personaggi che usano il proprio potere e l’autorità che ne deriva, non per le finalità delle istituzioni che governano, ma per distruggerle.
Questa crisi dell’autorità va denunciata, perché l’azione di chi è giunto ai vertici delle Nazioni e della Chiesa costituisce un atto eversivo e criminale.
Antonio Socci, nel suo saggio Non è Francesco sostiene che, sotto il profilo del diritto canonico, l’elezione di Francesco al Soglio pontificio non si sia svolta in maniera regolare e che il Conclave del 2013 sia illegittimo. Qual è la Sua opinione in proposito?
Le ricostruzioni di Antonio Socci riprendono indiscrezioni di Elisabetta Piqué, molto vicina a Bergoglio, e di Austin Ivereigh: esse sembrano verosimili, anche se non supportate da prove inequivocabili. Ma allo stesso tempo non sono state mai smentite dalla Santa Sede, e questo ha fatto sì che le speculazioni sulla Rinuncia di Benedetto XVI e sulle manovre della Mafia di San Gallo al Conclave si moltiplicassero, creando sgomento, confusione e divisione tra i fedeli.
Se pensiamo agli interventi del Vaticano su un’infinità di temi, desta sconcerto il suo silenzio su un tema così importante. Ancor maggiore è lo sconcerto dinanzi al silenzio dei Cardinali che hanno partecipato a quel Conclave. Alcuni si appellano al segreto pontificio, ma in presenza di un’eventuale infrazione alle norme previste dalla Costituzione Apostolica, che renderebbe invalida l’elezione del Pontefice, non c’è nessuna giustificazione a questo prolungato silenzio.
(…)
Prima o poi la verità emergerà e il gravissimo danno recato alla Chiesa dovrà essere denunciato e riparato.
La Chiesa Cattolica, già da tempo avviata all’ecumenismo, e in linea con le logiche di omologazione propugnate dalle oligarchie mondialiste, sembrerebbe oggi puntare a una religione unica, alla creazione di un sincretismo che mescoli dottrine monoteiste e credenze di matrice pagana, come il culto andino della Pachamama: si tratta di un’operazione omicida o di un gesto suicida?
Entrambe le cose. Da un lato, la parte corrotta della Gerarchia – che chiamo per brevità deep church – essendo asservita a Satana odia la Chiesa in quanto Corpo Mistico di Cristo e intende ucciderla come ha fatto con il suo Capo. Ma sappiamo che come Cristo è risorto, così risorgerà anche il Suo Corpo Mistico, dopo la sua passione. Quindi sì: chi serve il Diavolo compie un’operazione omicida, per quanto folle e destinata al fallimento.
Dall’altro lato, la porzione sana della Gerarchia è in massima parte composta da Vescovi e chierici che accettano comunque le premesse ideologiche dell’apostasia presente, poiché accettano il Concilio e la nuova liturgia che ne veicola gli errori alle masse. Costoro non vogliono che la Chiesa soccomba: si illudono, contro ogni evidenza e dopo ormai sessant’anni di fallimenti, che il Concilio sia stato male interpretato, che la nuova Messa sia celebrata male ma che si possa tornare a una certa dignità nella liturgia, che l’ecumenismo vada bene giusto con gli Ortodossi ma non con gli idolatri. Ma se non si convincono che la crisi è iniziata con il Vaticano II, se non capiscono che è stato il Concilio a provocare questo disastro, e che per porvi rimedio occorre tornare alla fede, alla morale e alla liturgia di prima del Concilio, sono inconsapevolmente parte del problema.
Costoro, pur con tutte le migliori intenzioni, rappresentano quella parte di moderati che, dinanzi ad un attacco sferrato su tutti i fronti, se non combattono costituiscono un ostacolo alla soluzione della crisi. Il loro appoggio al Concilio e alla mentalità secolarizzata della deep church rende il loro gesto certamente suicida.
Bergoglio ha commissariato gli ordini più tradizionalisti: i Francescani dell’Immacolata, gli Araldi del Vangelo, le Piccole Suore di Maria Madre del Redentore. È forse allergico alle vocazioni autentiche oppure i beni di queste congregazioni fanno gola a qualcuno?
In un momento in cui la Chiesa subisce la drastica riduzione delle offerte e delle donazioni dei fedeli a causa della crisi economica provocata dalla psicopandemia, dalla chiusura delle chiese, dal disgusto di molti Cattolici per l’operato di Bergoglio e dei Vescovi, è evidente che ragranellare un po’ di soldi e beni immobili fa comodo alle disastrate casse vaticane.
Ma il vero motivo, quello che muove ogni azione della chiesa bergogliana, è l’odio implacabile per la Tradizione, di cui gli ordini contemplativi e quelli conservatori sono eloquente manifestazione.
Immaginatevi la rabbia di questi modernisti che, mentre si estinguono le comunità più progressiste e scompaiono gli Ordini religiosi nella crisi delle vocazioni e degli abbandoni, vedono rifiorire Monasteri e Istituti in cui c’è disciplina, fedeltà alla Regola del Fondatore, vera povertà, penitenza, spirito di raccoglimento e Liturgia tridentina.
Tutto questo rende evidente il loro fallimento e quindi va eliminato, perché non si veda che la Tradizione ha molto più seguito (e ne avrebbe enormemente di più, se non fosse sistematicamente boicottata) rispetto alla religione postconciliare, con i suoi preti senza talare, le sue suore senza velo, i suoi religiosi che non pregano, le sue chiese vuote.
Nella mente di Bergoglio meritano la sua approvazione solo le vocazioni moderniste, inclusive, volte alle periferie esistenziali, fatte di nulla dottrinale, di vuoto morale, di triti slogan umanitari. Appena una vocazione dimostra anche solo vaghi cenni di essere genuinamente cattolica, animata dal desiderio di dare gloria a Dio e di salvare le anime, ecco che diventa espressione di clericalismo, di intolleranza, di integralismo, di rigidità… con tutto il repertorio bergogliano di vocaboli più o meno offensivi che fa parte delle tecniche di criminalizzazione dell’avversario già sperimentate con successo sin dal Concilio.
Papa Francesco ha inneggiato al multiculturalismo, all’ecologismo, all’immigrazione, ha ricevuto in Vaticano Soros e Bill Gates, ha vestito i panni del promotore di sieri genici sperimentali. Si potrebbe ipotizzare una correlazione fra il suo operato e la formazione da gesuita?
Se ci si limitasse a «ipotizzare» questa correlazione si mostrerebbe quantomeno ingenuità e sprovvedutezza. La Compagnia di Gesù, che fu tra gli Ordini più importanti nella Chiesa, è stata presa di mira dall’azione del demonio che ne ha corrotto il carisma e l’ha progressivamente deviata ben prima del Vaticano II, ed è oggi il corpo d’assalto, per così dire, con cui la deep church demolisce quel che resta della Chiesa Cattolica per sostituirle una ong amorfa che possa fungere da «contenitore» della Religione dell’Umanità voluta dalla Massoneria e dal Nuovo Ordine Mondiale, coerentemente con le basi ideologiche poste dal Concilio.
Come ogni gesuita, anche Bergoglio è prima Gesuita e poi Cattolico. Per questo è ancor oggi proibito ai Gesuiti ascendere i gradi della Gerarchia, motivo per cui l’Argentino dovette chiedere la dispensa al Papa per essere consacrato Arcivescovo di Buenos Aires.
Quella deroga, se non fosse stata concessa, rispettando la Regola di Sant’Ignazio, ci avrebbe risparmiato i disastri che vediamo dal 2013. È evidente che i gesuiti hanno giocato un ruolo preminente non solo nel condurre a termine la rivoluzione conciliare, ma anche nel manovrare per portare uno dei loro fin sul Soglio di Pietro.
(…)
I Suoi lucidi, infuocati e coraggiosissimi interventi contro il Nuovo Ordine Mondiale Le hanno arrecato spiacevoli conseguenze, minacce, attacchi mediatici?
Già dopo le mie rivelazioni sugli scandali dell’allora Card. McCarrick, dovetti prendermi cura della mia incolumità.
Le mie dichiarazioni sulla farsa pandemica, che ricordo essere iniziate a Maggio del 2020, mi valsero allora insulti e linciaggi verbali, accuse di indebite interferenze o di cospirazionismo.
Vi è stato anche chi ha affermato che non fossi io a scrivere le mie dichiarazioni; si è persino insinuato che io fossi affetto da psicosi e «delirio di interpretazione», o addirittura posseduto dal demonio. Non parliamo poi delle accuse a seguito del mio pronunciamento sulla crisi russo-ucraina, alcuni giorni fa…
Mi ha stupito che questi attacchi spesso sopra le righe provengano in parte anche da ambienti del conservatorismo cattolico e della cosiddetta destra politica. In molti casi chi avrei ritenuto un alleato nell’opposizione alla farsa pandemica prima e alla provocazione bellica poi, ha mostrato di parteggiare per l’avversario, giungendo a riconoscere efficacia e liceità morale ai cosiddetti vaccini, o presentando Zelenskyj come vittima innocente delle mire espansionistiche di Putin. La realtà è ben diversa, e negarla o occultarla per sostenere le proprie tesi o per obbedire ai propri padroni non servirà a null’altro, se non a rendere la condanna dei colpevoli e dei complici ancora più giusta e motivata.
In ogni caso, ringrazio Dio e la Madonna per la salute che non mi manca, e per la protezione che mi hanno accordato sinora.
Il Governo Draghi ha approfittato della questione ucraina per prorogare l’emergenza sino al 31 dicembre 2022. Quali sono le Sue previsioni sul futuro politico, economico e sociale dell’Italia?
Non so se l’emergenza della Protezione Civile possa considerarsi un’estensione dell’emergenza pandemica, peraltro dichiarata illegittima e incostituzionale da una recente sentenza del tribunale di Pisa. Quello che è chiarissimo, se mai ci sono stati dubbi, è che Draghi risponde a poteri sovranazionali come molti altri esponenti del suo governo e delle massime istituzioni italiane, con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento. In quanto esponente di queste lobby, egli ha l’incarico di attuare l’agenda globalista anche se in contrasto con gli interessi nazionali e il bene dei cittadini.
Anzi, l’agenda consiste esattamente nella distruzione del tessuto sociale, economico, religioso e culturale dell’Italia, per attuare quel Great Reset, il cui ideatore e promotore Klaus Schwab è stato da poco in visita a Draghi.
Non oso fare previsioni, perché la situazione è estremamente incerta e piena di incognite. Nei piani del Nuovo Ordine Mondiale, l’Italia dovrebbe soccombere, essere invasa da milioni di immigrati, perdere la propria identità cattolica, cancellare le proprie tradizioni, essere svenduta a multinazionali straniere.
Ci vogliono servi, con un reddito universale dopo averci espropriato di tutto, con i servizi e i beni pubblici privatizzati, autorizzati solo agli spostamenti che decidono loro, controllati in ogni nostra azione, sorvegliati dal perpetuo green pass, che chiameranno ID digitale o con un altro allettante eufemismo. Questo è ciò che loro vorrebbero fare.
Ma loro non prendono in considerazione di essere asserviti all’eterno Perdente, e che la Provvidenza divina potrebbe decidere di risparmiare la nostra Patria dalla distruzione, se solo gli Italiani capiranno che i mali presenti sono la conseguenza dei nostri peccati, dei peccati pubblici della Nazione, di tutte le Nazioni; una punizione per aver rinnegato la nostra Fede, l’anima della nostra Italia, per aver strappato a Cristo la Sua Corona di Re universale, e quindi anche vero Re della nostra Nazione.
Il Signore ci aiuterà con la Sua Grazia, ma ci chiede di fare la nostra parte. Se combatteremo con Cristo, con Cristo celebreremo la vittoria. Se continueremo a non schierarci o peggio ci schiereremo con Satana, con Satana saremo precipitati nell’abisso.
Lei sarebbe disposto a fondare una sorta di nuova Santa Alleanza fra tutte le forze europee dissidenti, per contrastare insieme il diabolico totalitarismo tecno-sanitario che ci opprime?
Ho lanciato, poco tempo fa, un appello per la creazione di un’Alleanza Antiglobalista, che possa coordinare l’opposizione delle forze buone delle diverse Nazioni al colpo di stato dell’élite. Ma quest’Alleanza deve essere un’iniziativa dei laici, così come laici devono essere coloro che, in quanto Cristiani e cittadini, danno una testimonianza pubblica della loro Fede e si impegnano in politica.
Non dimentichiamo che quando il Signore ci ha ammonito «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» (Mt 22, 21), Egli ci esortava non solo a pagare le tasse, ma anche a compiere il nostro dovere nei riguardi della Patria, specialmente quando essi sono messi in pericolo da chi, come ultimo obbiettivo, ha la distruzione della società cristiana tradizionale, per un odio inestinguibile contro Gesù Cristo.
Ma mentre il nemico ci spiegava per filo e per segno cosa avrebbe voluto fare per «resettare» il mondo, ad iniziare dalla decimazione della popolazione mondiale tramite contraccezione, aborto e omosessualismo, epidemie e vaccini, dall’altra parte i buoni sembravano intimiditi dal «progresso» e si vergognavano di opporre a questi progetti criminali una proposta sociale e politica senza compromessi.
Mentre i cospiratori formavano al Forum di Davos i loro futuri leader e li mettevano ai vertici delle Nazioni e delle istituzioni internazionali – praticamente tutti quelli oggi al potere, da Macron a Trudeau, dalla Merkel a Zelenskyj – cosa facevano coloro che avevano a cuore la sovranità dello Stato, la tutela della vita e della famiglia tradizionale, la difesa della Religione e della Morale?
Nulla. Nessuna formazione, nessun investimento sulle future classi dirigenti, nessuna istruzione accademica dei leader cattolici, secondo i principi non negoziabili.
Anzi, a ben vedere il tradimento del Clero in questo campo è stato rivelatore, perché al fianco dell’opera del deep state in campo civile, ed anzi quasi a crearne la base ideologica e sociale, la deep church si è venduta alle istanze della Sinistra, ha preferito il dialogo ecumenico alla predicazione e alla conversione delle anime, ha accettato i principi rivoluzionari della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed essa per prima ha strappato a Cristo la Sua Corona Regale, facendosi apostola della laicità dello Stato.
Oggi, con Bergoglio, il tradimento si è consumato in un’apostasia, con l’appoggio all’ideologia globalista, al migrazionismo, al neomalthusianesimo, al Nuovo Ordine Mondiale, alla Religione dell’Umanità. È stata addirittura complice della frode pandemica e della vaccinazione di massa, nonostante la presenza di linee cellulari abortive nei sieri e l’indebolimento irreversibile del sistema immunitario che provoca; oggi si pone ipocritamente al fianco del sistema, sostenendo in Ucraina il fantoccio di Schwab, Zelenskyj, e dando contro al Presidente Putin, che è l’unico capo di stato che si opponga alla globalizzazione e ai principi criminali che la ispirano.
Per tornare all’Italia, a mio parere occorrono due cose, per cercare di uscire da questa crisi.
La prima, e la più importante, è la formazione di classi dirigenti e veri leader politici che vogliano impegnarsi per il buon governo, applicando il Vangelo nel sociale. Questo ovviamente presuppone che vi siano Cattolici disposti a tornare all’integralità della Fede e della Morale, senza compromessi e con la fierezza di una testimonianza coraggiosa.
La seconda è la costituzione di una coalizione che unisca i partiti e i movimenti che condividono il programma dell’Alleanza Antiglobalista, ritrovando anche la vocazione sovranista, quella federalista e quella moderatamente liberale che i partiti del Centrodestra hanno rinnegato in questi anni.
Unire insomma l’esperienza pregressa (facendo tesoro degli errori commessi per non ripeterli) e i nuovi movimenti che stanno nascendo.
Penso anzi che questa idea potrebbe essere replicata anche in altri Stati, che sarebbero così in grado di far fronte-comune contro il Leviatano globalista.
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
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“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
— Chris Menahan 🇺🇸 (@infolibnews) April 15, 2026
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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