Spirito
Mons. Viganò cita in giudizio lo IOR
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha fatto sapere con un messaggio postato sulla piattaforma social X di aver dato mandato agli avvocati per citare in giudizio l’Istituto Opere di Religione (IOR), la notissima banca vaticana.
«Ho dato mandato al prof. avv. Augusto Sinagra (…) di citare in giudizio dinanzi al Tribunale civile di Roma l’Istituto per le Opere di Religione (IOR) del Vaticano (…) la citazione ha ad oggetto un’indebita appropriazione di ingenti valori depositati presso lo IOR e già destinati ad opere di Carità» scrive Viganò. L’avvocato Sinagra, professore ordinario di diritto delle Comunità europee presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma «La Sapienza», è volto noto nel mondo della dissidenza pandemica, e non solo.
Il già nunzio apostolico negli USA lascia intendere di volersi avvalere della giustizia italiana invece che di quella vaticana.
Sostieni Renovatio 21
«Al Tribunale civile di Roma si chiederà una rogatoria internazionale affinché le competenti Autorità vaticane dispongano il sequestro preventivo e cautelare di detti valori. Contestualmente si chiederanno tutte le perizie – oltre a quelle già acquisite – necessarie a valutare le diverse responsabilità delle persone coinvolte e la qualità delle loro condizioni e della loro condotta».
Nel comunicato stampa, Viganò tira in ballo il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Parolin, che tra poche ore entrerà in Conclave, con tanto di pronostici che lo vedono come papabile.
«Della vicenda e di tutti i suoi risvolti è a conoscenza piena già da tempo il Cardinale Pietro Parolin, tra i più favoriti alla nomina papale, anche sulla spinta del significativo assist datogli dal massone prof. Giuliano Di Bernardo, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia» scrive monsignore, riferendosi ad articoli di giornale che riportano l’apprezzamento del maestro massone per il cardinale veneto.
«Sua Eminenza è persona ben informata sui fatti e su tutte le vicende che a suo tempo, ed anche recentemente, lo hanno visto coinvolto ed interpellato», puntualizza l’arcivescovo.
«Ho ritenuto mio dovere procedere per via giudiziaria a richiedere la restituzione di detti beni a seguito di un reiterato diniego da parte del Card. Parolin di riparare per via extragiudiziale al grave danno che mi è stato arrecato» spiega ancora il prelato.
«Il cardinale sarà – con molti altri – indicato anche come testimone a conferma di quanto già risulta incontrovertibilmente da documenti in mio possesso e dello stesso cardinale Parolin».
Qualora Parolin fosse eletto al Soglio di Pietro, non è chiaro come potrebbe avvenire la sua testimonianza in tribunale. In Italia, ad esempio, non esistono divieti specifici che impediscano a un pontefice di testimoniare in un tribunale, ma la sua posizione unica come capo della Chiesa Cattolica e sovrano dello Stato della Città del Vaticano solleva questioni pratiche e giuridiche complesse.
Il papa gode di immunità come capo di Stato, il che potrebbe complicare la sua convocazione in un tribunale straniero.
Nel 2011, un gruppo di attivisti ha presentato una denuncia contro Benedetto XVI alla Corte Penale Internazionale, accusandolo di aver coperto abusi sessuali. Tuttavia, questa azione non ha portato a un processo effettivo né alla sua testimonianza, poiché la Corte non ha giurisdizione su tali casi in questo contesto
Aiuta Renovatio 21
Nel 2010, Giuseppe dalla Torre, un alto funzionario legale vaticano intervistato dal Corriere della Sera, ha dichiarato che Benedetto XVI non poteva essere costretto a testimoniare in processi, poiché godeva dell’immunità diplomatica riconosciuta a livello internazionale come sovrano dello Stato della Città del Vaticano. Questo è stato sottolineato in risposta a richieste di avvocati negli Stati Uniti che volevano coinvolgerlo in cause legali per presunta negligenza del Vaticano nella gestione di casi di abusi.
Benedetto XVI, come papa emerito, aveva espresso la volontà di testimoniare in un processo per abusi sessuali in un tribunale del sud della Germania. Il caso riguardava un prete pedofilo sospetto e si concentrava sul periodo in cui Ratzinger era arcivescovo di Monaco e Frisinga (1977-1982). Tuttavia, non ci sono prove che abbia effettivamente testimoniato di persona, e la sua partecipazione potrebbe essere stata limitata a dichiarazioni scritte o documenti.
Non ci sono casi recenti noti di un papa che abbia testimoniato in un tribunale civile. Tuttavia, in passato, i pontefici hanno occasionalmente interagito con procedimenti legali, spesso in modo indiretto.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot
Spirito
Iran, il cardinale Mathieu evacuato d’urgenza
Sostieni Renovatio 21
Un’evacuazione legata alla chiusura dell’ambasciata italiana
La sede dell’arcidiocesi cattolica latina, che comprende la Cattedrale della Consolata e la residenza arcivescovile, si trova infatti all’interno del complesso dell’ambasciata. Avendo l’Italia temporaneamente chiuso la sua missione diplomatica per motivi di sicurezza, il suo personale è stato trasferito in Azerbaigian. In una dichiarazione al quotidiano belga Cathobel, il cardinale Mathieu ha espresso la sua profonda tristezza: «sono arrivato ieri a Roma, non senza rammarico e dolore per i nostri fratelli e sorelle in Iran, nell’ambito della completa evacuazione dell’ambasciata italiana, sede dell’arcidiocesi. Finché non potrò tornarvi, pregate per la conversione dei cuori verso la pace interiore». Questa partenza, dettata dall’intensità dei bombardamenti, sottolinea la vulnerabilità delle minoranze religiose nel Paese. Con il moltiplicarsi dei raid aerei – che hanno portato alla morte della Guida Suprema Ali Khamenei e innescato rappresaglie iraniane – la piccola comunità cattolica si ritrova ora senza una guida spirituale, esposta alle insidie del conflitto.Aiuta Renovatio 21
Un prelato isolato in un Paese in guerra
Nominato arcivescovo di Teheran-Isfahan nel 2021 da papa Francesco e creato cardinale nel dicembre 2024, Dominique Mathieu è stato il primo cardinale residente nella storia iraniana. A 62 anni, ha svolto il suo ministero in condizioni estremamente precarie. Secondo le statistiche vaticane, l’arcidiocesi aveva solo tre sacerdoti nel 2024 e il cardinale era l’unico responsabile del servizio alle cinque parrocchie di Teheran. La comunità cattolica latina in Iran resta molto piccola: le stime più prudenti stimano il numero intorno ai 3.500 fedeli (di cui 1.300 di rito latino), mentre altre fonti parlano di un totale di 22.000 cristiani, pari allo 0,03% della popolazione. In un Paese in cui i cristiani sono ufficialmente riconosciuti come minoranza religiosa, sono comunque sottoposti a stretta sorveglianza. La distribuzione di Bibbie in persiano e qualsiasi forma di evangelizzazione sono severamente vietate. Le autorità effettuano regolarmente arresti per accuse come blasfemia, «inimicizia contro Dio» o mancato rispetto del codice di abbigliamento islamico. Storicamente, la presenza cattolica in Iran risale al XIII secolo, ma il loro numero è costantemente diminuito a causa dell’emigrazione e delle pressioni politiche. Oggi, la guerra minaccia direttamente la continuità della vita sacramentale per coloro che rimangono. L’evacuazione del cardinale Mathieu mette in luce l’estrema vulnerabilità dei cristiani in un Medio Oriente dilaniato dalla guerra. In attesa del suo ritorno in diocesi, il prelato invita a pregare per la vera pace, quella che scaturisce dalla conversione dei cuori. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Libano: di fronte all’escalation del conflitto, i patriarchi lanciano l’allarme
Riunita in sessione d’urgenza presso la sede patriarcale di Bkerké, mentre le truppe israeliane bombardano gli Hezbollah filo-iraniani nella periferia sud di Beirut, l’Assemblea dei patriarchi e dei vescovi cattolici in Libano (APECL) ha appena rilasciato una dichiarazione solenne: un appello per la sopravvivenza del Paese.
Di fronte a un’escalation senza precedenti del conflitto scatenato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran e le sue milizie satelliti, i leader delle diverse Chiese cattoliche presenti in Libano hanno deciso di rompere il silenzio.
Aiuta Renovatio 21
Prevenire la conflagrazione totale
Il testo, firmato il 5 marzo 2026 dai quattro Grandi Patriarchi – il cardinale maronita Béchara Boutros Raï, il patriarca melchita Youssef Absi, il patriarca siriaco Ignatius Joseph III Jonas e il patriarca armeno Raphael Benit XXI – denuncia fermamente la logica della forza che sembra prevalere su quella del diritto. «La giustizia è la via sicura per una pace stabile e duratura», insiste il documento.
Per i vescovi, il Libano non deve tornare a essere un campo di battaglia per potenze straniere. Invitano le autorità libanesi e la comunità internazionale a compiere ogni sforzo per impedire una conflagrazione totale, ribadendo che la tutela della dignità umana deve avere la precedenza su tutte le considerazioni geopolitiche.
Questa presa di posizione avviene in un clima di estrema tensione. I vescovi sottolineano i «blocchi interni» e le «influenze esterne» che stanno soffocando il Paese, già indebolito da anni di crisi finanziaria. Esortano i leader politici a superare le divisioni per garantire l’unità nazionale, unico scudo contro la minaccia del collasso.
Solidarietà con gli sfollati libanesi
Uno dei punti chiave della dichiarazione riguarda la crisi umanitaria dei civili sfollati a causa dei recenti bombardamenti a sud di Beirut. Per i presuli, accogliere questi «fratelli e sorelle sfollati» è essenziale affinché «la testimonianza dell’amore resti più forte della logica della violenza», sottolinea il testo.
Sulle orme di Papa Leone XIV
Questo appello fa seguito alla storica visita di papa Leone XIV in Libano lo scorso dicembre. Durante la sua visita ad Harissa nel 2025, il Santo Padre esortò i libanesi a non cedere alla disperazione e a rimanere nella loro patria. Questa nuova dichiarazione dei vescovi rafforza questo messaggio, aggiungendo al contempo una dimensione di urgenti preoccupazioni per la sicurezza.
Il testo si conclude con questa preghiera: «Mettiamo il Libano, la nostra regione e il mondo intero sotto la protezione della Provvidenza, chiedendo a Dio di concedere al nostro mondo travagliato una pace giusta e duratura, di condurre i cuori alla riconciliazione e di confermare i passi del nostro popolo libanese sui sentieri della fraternità e dell’armonia in uno spirito di sincero patriottismo, per intercessione della Vergine Maria, Regina della Pace».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Supporto internazionale praticamente assente
Mentre il Libano attraversa una delle fasi più critiche della sua storia moderna, la voce della Chiesa rimane uno dei pochi pilastri di stabilità in un paese dilaniato dalla corruzione e le cui autorità non sono state in grado di disarmare gli Hezbollah filo-iraniani, ricevendo scarso aiuto in questa impresa dall’Occidente, in particolare dalla Francia, il cui sostegno è ben lungi dai legami secolari che uniscono i due Paesi.
Ma non c’è dubbio che questa terra profondamente cristiana, un tempo conosciuta come la Francia del Levante, troverà i mezzi per rialzarsi da questa dura prova, mentre la Francia dell’Occidente, l’Esagono, fa onore al suo nome, apparendo ben lontana da qualsiasi risveglio religioso, morale o politico.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Kocsis Fülöp, Hajdúdorogi Főegyházmegye via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
Spirito
Mons. Schneider afferma che la scomunica della FSSPX sarebbe invalida
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero1 settimana faEcco la guerra globale per l’anticristo
-



Morte cerebrale1 settimana faDichiarato morto, un bambino torna in vita dopo cinque ore: quando la realtà smentisce i protocolli
-



Geopolitica6 giorni faQuesta è una guerra mondiale di religione: l’avvertimento di Tucker Carlson
-



Spirito2 settimane faMons. Schneider rivela che i vescovi segretamente non si sottomettono agli insegnamenti di Bergoglio
-



Occulto5 giorni faEsorcista dice che «la situazione per l’anticristo è ormai prossima»
-



Geopolitica2 settimane faLa dichiarazione di guerra di Trump all’Iran
-



Spirito1 settimana faI cardinali dell’«opposizione controllata» di Leone. Mons. Viganò contro i conservatori cattolici dinanzi alle Consacrazioni FSSPX
-



Geopolitica2 settimane faL’ayatollah Khamenei è morto: lo Stato iraniano conferma













