Geopolitica
Ministro israeliano parla dell’annessione della Cisgiordania dopo l’elezione di Trump
In un incontro del suo Partito Sionista Religioso (HaTzionut HaDatit) l’11 novembre, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato di aver ordinato che venga elaborato un piano per la completa annessione della Cisgiordania da parte di Israele.
Lo Smotrich e i suoi alleati coloni sembrano gettare le stesse basi per Gaza, dove le stragi perpetrate dallo Stato Ebraico avrebbero raggiunto i 44.383 palestinesi uccisi, secondo il conteggio ufficiale, contestato da alcuni che sostengono che i morti sono molto di più.
«Intendo, con l’aiuto di Dio, guidare una decisione governativa che afferma che il governo di Israele lavorerà con l’amministrazione del Presidente Trump e la comunità internazionale per applicare la sovranità israeliana sulla Giudea e Samaria [cioè la Cisgiordania, ndr], e per il riconoscimento americano e internazionale, e per porre fine al conflitto arabo-israeliano in Medio Oriente» ha dichiarato lo Smotrich, secondo la CNN.
«Ho incaricato l’Amministrazione degli Insediamenti presso il Ministero della Sicurezza e l’Amministrazione Civile di iniziare un lavoro di personale professionale e completo e di preparare l’infrastruttura necessaria per l’applicazione della sovranità. L’anno 2025 sarà (…) l’anno della sovranità in Giudea e Samaria».
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, lo Smotrich avrebbe detto che «i nuovi nazisti devono pagare un prezzo attraverso la terra che verrà loro sottratta in modo permanente, sia a Gaza che in Giudea e Samaria».
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Oltre al suo portafoglio finanziario, Smotrich, che vive in un insediamento illegale in Cisgiordania israeliana, ricopre anche una posizione all’interno del ministero della Difesa, dove supervisiona l’amministrazione della Cisgiordania occupata e dei suoi insediamenti. Mesi fa era emerso che aveva «legalizzato» 5 nuovi insediamenti assieme a varie misure punitive contro l’autorità palestinese.
Il piano Benjamin Netanyahu è noto come «Piano dei generali» ed è sostenuto dal lavoro di Smotrich e dal capo dell’altro partito sionista, il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir.
Al momento, non si ha idea di come il presidente eletto Donald Trump (il cui staff ha ampi legami con Israele) reagirà ai commenti di Smotrich. Finora, anche l’amministrazione Biden-Harris non ha detto nulla, nonostante la base del partito democratico stia divenendo sempre più furiosamente pro-palistenese.
Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich sette mesi fa aveva detto che cacciare il 90% di Gaza «non costa nulla». Il mese scorso ha «legalizzato» 5 nuovi insediamenti israeliani e varato misure punitive contro l’Autorità palestinese.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo 2023 Smotrich aveva dichiarato a una cerimonia commemorativa privata a Parigi che non esiste un popolo palestinese, che è un’invenzione del mondo arabo e che lui e i suoi nonni sono i veri palestinesi.
Di recente il ministro israeliano ha avuto a dichiarare che far morire di fame i cittadini di Gaza potrebbe essere un modo «giusto» per costringere Hamas a rilasciare gli ostaggi.
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Immagine di U.S. Embassy Jerusalem via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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