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Stragi

Lo stragista trans nella scuola canadese aveva creato un «simulatore di strage in un centro commerciale»

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Il diciottenne sospettato ritenuto responsabile della sparatoria scolastica più letale degli ultimi decenni nella Columbia Britannica, in Canada, aveva creato un videogioco sulla nota piattaforma Roblox che consentiva agli utenti di simulare una sparatoria all’interno di un centro commerciale.

 

Jesse Van Rootselaar, ex allievo della Tumbler Ridge Secondary School, è accusato di aver ucciso nove persone, tra cui la madre, il fratellastro di 11 anni, cinque studenti e un insegnante, prima di togliersi la vita con un colpo di arma da fuoco autoinflitto il 10 febbraio. Il ragazzo è stato definito dalla stampa come transessuale, e si tratterebbe quindi dell’ennesimo caso di stragista transessuale degli ultimi anni.

 

«Abbiamo rimosso l’account utente collegato a questo orribile incidente, nonché tutti i contenuti associati al sospettato», ha dichiarato giovedì un portavoce di Roblox in una nota ufficiale.

 

Il gioco, in cui un personaggio squadrato da cartone animato impugnava varie armi e sparava ad altri all’interno di un centro commerciale, non era stato inizialmente individuato dalla polizia, bensì dagli utenti del forum online Kiwi Farms. I video della simulazione avevano iniziato a circolare in rete prima dell’intervento di Roblox. L’azienda ha precisato che il gioco aveva registrato soltanto sette visite prima di essere eliminato.

 

 


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Questa scoperta si inserisce in un più ampio e inquietante profilo digitale lasciato da Van Rootselaar. Inizialmente la polizia aveva descritto il sospettato come un «uomo armato in abito elegante» e una «ragazza di 18 anni». Solo mercoledì, rispondendo alle insistenti domande dei giornalisti, il portavoce della Royal Canadian Mounted Police ha ammesso che «Jesse era biologicamente maschio».

 

Secondo un’analisi condotta dall’ADL Center on Extremism, Van Rootselaar avrebbe avuto una presenza attiva sul sito controverso WatchPeopleDie, un forum noto per la condivisione di immagini di morti violente e per la glorificazione degli autori di stragi di massa. «Adoro questi video in prima persona, quando chi spara registra le proprie azioni è sempre una bomba», avrebbe scritto un account a lui attribuito commentando una raccolta di filmati relativi a precedenti sparatorie di massa.

 

Su Reddit, Van Rootselaar avrebbe condiviso riflessioni sui propri pensieri suicidi, sul percorso di transizione di genere e sui problemi di salute mentale. In un post datato febbraio 2023 aveva descritto con dovizia di particolari di aver dato fuoco alla casa mentre era sotto l’effetto di funghi allucinogeni, menzionando inoltre recenti ricoveri ospedalieri per cure psichiatriche e una diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

 

La polizia ha confermato di essere intervenuta ripetutamente presso l’abitazione familiare per questioni legate alla salute mentale. Van Rootselaar era in possesso di un porto d’armi per minorenni, scaduto nel 2024. L’attacco rappresenta uno degli episodi più gravi nella storia canadese dopo la strage dell’École Polytechnique del 1989.

 

Roblox non è nuovo a controversie gravi.

 

Come riportato da Renovatio 21, Roblox, dice una causa intentata in uno Stato USA, sarebbe invaso da «predatorio di bambini», tra cui noti gruppi di pedofili satanisti noti per le manipolazioni e le molestie indicibili ai minori. Ancora quattro anni fa esperti avvertivano della presenza di sesso e razzismo sulla piattaforma.

 

La Russia ha oscurato Roblox – piattaforma ludica rivolta teoricamente ai bimbi – per presunta diffusione di «contenuti estremisti» e propaganda LGBTQ.

 

A pochi giorni dall’assassinio, Roblox ha rimosso più di 100 esperienze di gioco legate a Charlie Kirk. La deputata floridiana Anna Paulina Luna aveva pubblicato su X di essere stata informata di un gioco Roblox «che faceva riferimento all’assassinio di Charlie Kirk» e aveva chiesto ad Apple di rimuovere Roblox dall’app store se il contenuto non fosse stato immediatamente rimosso.

 

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Stragi

Decine di altri corpi riesumati nel caso della «setta della fame» in Kenya

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I procuratori kenioti hanno formulato nuove accuse di terrorismo nei confronti del presunto leader della setta Paul Mackenzie e di sette suoi collaboratori, in seguito al rinvenimento dei corpi di 52 persone sepolte in fosse poco profonde nella contea di Kilifi, nel Sud-Est del Kenya.   Come riporta da Renovatio 21, altri corpi di digiunatori della setta era stati rinvenuti nell’agosto 2025.   L’Ufficio del Direttore della Pubblica Accusa (DPP) ha annunciato mercoledì che gli otto indagati sono stati incriminati in tre diversi tribunali per il reato di «coinvolgimento in attività criminali organizzate», commesso tra gennaio e luglio 2025 nella zona di Kwa Binzaro, nei pressi della foresta di Shakahola, lungo la costa keniota.   «Gli imputati avrebbero ucciso 29 persone in date sconosciute tra gennaio e luglio 2025 nella zona di Kwa Binzaro», ha precisato il DPP in una nota diffusa su X.

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L’area è al centro di un’ampia indagine dal 2023, quando furono riesumati oltre 430 corpi da numerose fosse comuni, ritenuti appartenere a seguaci della Good News International Church guidata da Mackenzie. Le autopsie hanno indicato che la maggior parte delle vittime è deceduta per fame, mentre alcune, compresi bambini, presentavano segni di percosse o strangolamento.   Le autorità sostengono che Mackenzie abbia incoraggiato i suoi adepti a digiunare fino alla morte per «incontrare Gesù» in vista della fine del mondo. Arrestato nell’aprile 2023 dopo il salvataggio di 15 membri della chiesa in condizioni di grave denutrizione, da allora affronta accuse di terrorismo, omicidio, omicidio colposo, rapimento, tortura su minori e crudeltà.   Gli investigatori ritengono che Mackenzie abbia continuato a esercitare influenza sui seguaci anche dopo l’arresto, avvalendosi di intermediari e canali finanziari.   Nel nuovo procedimento, il DPP ha affermato che Mackenzie e i sette coimputati «hanno promosso un sistema di credenze estreme predicando contro l’autorità governativa, hanno adottato dottrine radicali opposte all’autorità e hanno facilitato la commissione di atti terroristici».   Tutti e otto gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. La prossima udienza è stata fissata per il 4 marzo.   Non si tratta della prima vicenda controversa che coinvolge leader religiosi in Kenya, Paese dell’Africa orientale dove operano migliaia di chiese indipendenti. Nel 2023, il telepredicatore Ezekiel Odero del New Life Prayer Center di Malindi fu arrestato nell’ambito di un’inchiesta separata su presunte morti nella sua chiesa. Costui ha respinto le accuse e in seguito è stato rilasciato.   Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 indagini delle autorità keniote avevano sollevato sospetti sulla raccolta e il traffico di parti del corpo da parte della setta. I corpi riesumati dalle fosse comuni legate a un culto religioso keniota erano privi di organi, avevano rivelato le autopsie secondo la stampa locale, citando documenti del tribunale.   La strage aveva provocato la reazione della Conferenza Episcopale del Kenya, che aveva condannato fermamente il suicidio collettivo: La predicazione di questo pastore, diceva una nota dei prelati kenyoti, «costituisce un insegnamento eretico che avrebbe dovuto normalmente sfociare in una parte corrispondente della famiglia religiosa a cui appartiene».  

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Gender

Ennesimo caso di stragista transgender: massacrata scuola canadese, 10 morti e 25 feriti

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L’attentatore responsabile della strage avvenuta nelle scorse ore in Canada, che ha causato la morte di nove persone e il ferimento di altre 25 prima di togliersi la vita, è stato identificato come un individuo transessuale.

 

Sebbene i primi resoconti descrivessero il sospettato della sparatoria di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, come una «donna con un abito lungo e capelli castani», e nonostante le informazioni ufficiali sull’autore rimangano limitate, diversi residenti locali hanno riconosciuto l’individuo come Jesse Strang, un giovane maschio che si identificava come transgender.

 

Si ritiene che lo Strang abbia ucciso due membri della propria famiglia prima di dirigersi verso la Tumbler Ridge Secondary School, un istituto con meno di 200 studenti iscritti dalle classi elementari alla secondaria. La cittadina conta appena 2.399 abitanti secondo il censimento del 2021.

 

Al momento, le forze dell’ordine si riferiscono al sospettato come a una «persona armata», evitando l’uso di pronomi specifici.

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Juno News ha riportato che Russell G. Strang, zio di Jesse, ha confermato che il nipote era transgender e responsabile della strage. Inoltre, un account YouTube pubblico ritenuto appartenere a Jesse mostrerebbe la bandiera transgender e utilizzerebbe i pronomi «lei/sua».

 

«In una delle sparatorie più letali della storia canadese, un individuo descritto dalla polizia come “persona armata” ha ucciso 10 persone (incluso se stesso) e ne ha ferite almeno 25», ha scritto su X Billboard Chris, pseudonimo di Chris Elston, noto attivista canadese impegnato nella protezione dei minori dall’ideologia transgender.

 

«Quante persone devono morire prima che fermiamo questa follia trans?», si è chiesto Elston sulla piattaforma. «Capelli lunghi e un vestito hanno portato i nostri media a definirlo una donna», ha aggiunto in un post successivo, allegando una foto di Strang. «La polizia lo ha definito “persona armata”. Era un giovane che aveva bisogno di un aiuto serio per la sua salute mentale. Invece, il suo delirio è stato assecondato, e il risultato è stato l’omicidio di bambini innocenti».

 

«Qualcuno avrebbe dovuto dirgli la verità e aiutarlo a essere felice come uomo, ma farlo è illegale. Si tratta di un reato di “terapia di conversione”, quindi non ha mai ricevuto aiuto e le sue condizioni sono peggiorate. I bambini assassinati hanno pagato il prezzo della stupidità e della codardia dei nostri politici. Nemmeno la nostra polizia osa chiamarlo uomo. Una setta ha preso il controllo della nostra società» ha continuato Billboard Chris.

 

Sebbene raramente venga trattato dalla stampa, la violenza transgender è diventata comune negli ultimi dieci anni. La quantità di adolescenti con confusione di genere che tramano o compiono stragi casuali inizia a far emergere un pattern concreto, al punto che alcuni osservatori parlano di «trans-terrorismo».

 

A febbraio 2025 Trinity Shockley, una diciottenne trans che ha scelto di farsi chiamare «Jamie» è stata accusata di cospirazione per commettere omicidio e due reati di terrorismo per aver pianificato una strage massiva alla Mooresville High School, nello Stato americano dell’Indiana.

 

Era probabilmente legato al transessualismo Colt Gray, il quattordicenne che ha ucciso due insegnanti e due compagni di scuola nella sua scuola superiore in Georgia la scorsa estate. Anche lui aveva utilizzato la piattaforma Discord per esprimere il suo desiderio di commettere una sparatoria a scuola, citando le problematiche delle persone transgender.

 

Qualche commentatore americano, ai tempi della strage di Nashville ad opera della transessuale Audrey Hale (che ha ucciso in una scuola elementari due bambini piccoli e due adulti), aveva lanciato, confortato da qualche numero, la provocazione sui social media: c’è un nuovo gruppo demografico da identificare come ceto in rapida crescita di tiratori di massa pro capite: la comunità transgender. «La demografia pro capite di sparatori di massa in più rapida crescita nella storia umana è la comunità trans» aveva scritto un utente su Twitter.

 

La Hale aveva fatto precedere l’orrenda strage da una raffica di mitra contro la vetrata che rappresentava Adamo nella chiesa della scuola presbiteriana. Nel suo diario di 90 pagine – a lungo tenuto nascosto dall’autorità – aveva scritto: «Desidero la morte per il puro odio verso il mio genere femminile […] Perché il mio cervello non funziona correttamente? Perché sono nata sbagliata!!! Niente al mondo può salvarmi. Dolore senza fine. La religione non salverà».

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Robert «Robin» Westman, l’uomo che nell’agosto 2025 sparò ad almeno 20 persone alla Annunciation Catholic School per poi suicidarsi, aveva espresso nel suo manifesto online numerose lamentele ideologiche di estrema sinistra e nel 2020 aveva cambiato legalmente nome per identificarsi al femminile.

 

La diciottenne «Felix» Winter, ragazza scozzese che si identificava come uomo, scriveva di sparare alla testa ad altri studenti e di aver pianificato un attentato alla propria scuola. È stata condannata a sei anni di carcere dopo aver ammesso due capi d’accusa: disturbo della quiete pubblica e reato ai sensi del Terrorism Act.

 

Come riportato da Renovatio 21, poco dopo la sparatoria di Nashville, era stato indetto negli USA un Trans Day of Vengeance, un «giorno della vendetta trans», poi annullato. La comunità trans è percorsa di appelli degli attivisti ad armarsi. Nel 2023 si è registrato un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender. Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con rissebotte pubbliche e pure omicidi efferati.

 

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Stragi

Decine di morti nell’attentato alla moschea in Pakistan

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Oltre 30 persone sono rimaste uccise in un attentato suicida avvenuto in una moschea sciita della capitale pakistana Islamabad. Le autorità del Pakistan hanno accusato India e Afghanistan di essere complici nell’attacco.   L’esplosione ha devastato la moschea Khadija Tul Kubra venerdì mattina, mentre l’edificio era pieno di fedeli sciiti. Secondo i soccorritori, il bilancio è di almeno 31 morti e 169 feriti.   Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha spiegato su X che l’attentatore è stato intercettato dalle guardie di sicurezza all’ingresso della moschea, ma è riuscito comunque a far esplodere il suo ordigno «nell’ultima fila di fedeli».   Il primo ministro Shehbaz Sharif ha dichiarato: «Gli autori dell’attentato devono essere individuati e portati davanti alla giustizia. Nessuno potrà seminare violenza e instabilità nel nostro Paese».  

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Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco, ma Asif ha sostenuto che l’attentatore «andava e veniva dall’Afghanistan» e che «stanno emergendo i collegamenti tra India e talebani». Il portavoce di Sharif, Mosharraf Zaidi, ha definito l’attentato «l’ennesimo di una serie di attacchi terroristici mortali orchestrati dall’India» attraverso i suoi «agenti del terrore».   Il Pakistan sta conducendo in questo periodo un’intensa campagna di controinsurrezione contro l’Esercito di Liberazione del Balochistan (BLA), gruppo separatista attivo nella provincia del Balochistan, al confine con Iran e Afghanistan. Le autorità pakistane accusano da tempo l’India di finanziare il BLA, accusa che Nuova Delhi respinge con forza.   Lo scorso fine settimana le forze pakistane hanno intensificato le operazioni contro il BLA, uccidendo 177 militanti – e oltre 30 civili – in risposta a una serie di attacchi recenti che avevano causato 50 morti. Anche in quei casi le autorità avevano attribuito la responsabilità all’India.   Domenica il portavoce del ministero degli Esteri indiano Randhir Jaiswal ha replicato: «respingiamo con decisione le accuse infondate del Pakistan, che non sono altro che le sue solite tattiche per distogliere l’attenzione dai propri fallimenti interni. Invece di ripetere accuse prive di fondamento ogni volta che avviene un episodio di violenza, farebbe meglio a rispondere alle legittime richieste della sua popolazione nella regione. Il suo record di repressione, brutalità e violazioni dei diritti umani è ampiamente noto».   Nuova Delhi non ha ancora commentato le più recenti dichiarazioni di Asif e Zaidi.   Come riportato da Renovatio 21, mesi fa l’India ha espresso pieno sostegno all’Afghanistan nel suo recente conflitto con il Pakistan, riaffermando il proprio impegno per l’integrità territoriale afghana. A novembre un’attacco aereo pakistano aveva ucciso nove bambini afghani.   Islamabad tre mesi fa era stata teatro di un ulteriore attacco suicida con almeno una dozzina di morti rivendicato dai talebani pakistani.   Come riportato da Renovatio 21, i talebani afghani e Islamabaddo avevano iniziato gli scontri l’anno passato, per poi concordare un cessate il fuoco.   Nel giugno 2025 soldati pakistani erano stati uccisi da un attentatore suicida nel distretto del Nord Waziristan, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan.

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Due anni fa i talebani del Pakistan avevano attaccato le forze di sicurezza provocando vari morti. A inizio 2024 i talebani avevano accusato il Pakistan di bombardare i civili. Negli scorsi mesi numerosi attentati con decine e decine di vittime si sono consumati in Pakistan, ma si sospetta la mano dell’ISIS.   Le autorità pakistane avevano inizialmente sospettato il TTP, che sarebbe responsabile di due attentati mortali nella capitale provinciale di Peshawar all’inizio di quest’anno. Un’esplosione a gennaio dello scorso anno ha ucciso 74 persone all’interno di una moschea. Un altro attentato a febbraio 2023 ha preso di mira anche una moschea e ha provocato la morte di oltre 100 agenti di polizia.   Il TTP era anche dietro l’attentato del 2014 che ha ucciso 147 persone, per lo più scolari, in una scuola di Peshawar. Come riportato da Renovatio 21, nove mesi prima i talebani pakistani hanno attaccato le forze di sicurezza di Islamabad causando sei morti.   Un attacco terroristico si è registrato contro una base militare dell’esercito pakistano in una zona montuosa del Sud-Ovest del Paese a luglio 2023.   Come riportato da Renovatio 21, il Pakistan mesi fa è stato teatro di una cruenta strage confessionale, con almeno 38 sciiti ammazzati.   Nell’autunno 2024 un’esplosione ha colpito il corteo dell’ambasciatore russo in Pakistan Albert Khorev.  

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