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Droni

L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA

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Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha annunciato il sequestro di «uno dei sottomarini senza equipaggio più moderni e sofisticati» in possesso delle forze armate statunitensi. Il Pentagono ha minimizzato l’incidente, affermando che si trattava di un vecchio drone privo di apparecchiature sensibili.

 

Martedì le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno pubblicato un video di quello che hanno definito un drone sottomarino statunitense di ultima generazione, in grado di svolgere un’ampia gamma di compiti, dalla mappatura dei fondali marini alle operazioni di intelligence e sorveglianza, dall’ispezione di oleodotti al supporto nella guerra antisommergibile.

 

Il filmato mostra un veicolo sottomarino cilindrico, grigio e metallico, a forma di siluro, lungo circa 5,8 metri e largo 1,2 metri, con un peso di circa 2,7 tonnellate. Secondo quanto dichiarato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, il sottomarino può rimanere sott’acqua fino a 10 giorni e raggiungere una profondità massima di 6.000 metri.

 

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L’esercito iraniano lo ha identificato come un drone Dive-LD sviluppato dall’azienda di difesa statunitense Anduril Industries, entrato in servizio nell’aprile del 2025.

 

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha cercato di ridimensionare l’incidente, sostenendo che l’Iran si era impossessato di un drone di vecchio modello malfunzionante che non trasportava alcuna apparecchiatura sensibile.

 

Il sottomarino stava sorvegliando le acque regionali e «non ha raccolto dati sensibili né trasportato apparecchiature sonar o radar classificate», ha dichiarato in un comunicato il capitano della Marina statunitense Tim Hawkins, portavoce del CENTCOM.

 

L’incidente si verifica nel contesto di un’ulteriore escalation tra Stati Uniti e Iran. Martedì sera l’Iran ha lanciato missili balistici contro basi militari statunitensi in Medio Oriente, in quella che ha definito una rappresaglia per un precedente attacco statunitense contro petroliere iraniane vicino all’isola di Kharg. I pasdarani hanno inoltre emesso un «avviso urgente» martedì sera, intimando agli equipaggi delle petroliere nei pressi dei porti e delle zone di ancoraggio del Bahrein e del Kuwait di abbandonare immediatamente le proprie navi in previsione di potenziali attacchi.

 

La Anduril è un’industria di armi fondata e portata avanti dal geniale giovanissimo imprenditore tecnologico Palmer Luckey, già inventore del visore di realtà virtuale Oculus che rivoluzionò il settore e fu comprato poi da Facebook, che poi licenziò il Luckey a causa del suo supporto a Donald Trump. Luckey è inoltre il cognato dell’ex rappresentante floridiano Matt Gaetz.

 

Il miliardario investitore Peter Thiel è stato tra i primi a fornire capitale ad Anduril (un altro nome Tolkeniano, come Palantir, o Mithril…) che produce dispositivi militari che sembrano usciti da un videogioco tipo Metal Gear Solid, di cui il Luckey è appassionato.

 

Il suo prodotto centrale è Lattice OS, una piattaforma di comando e controllo basata su Intelligenza Artificiale che integra sensori, droni, sottomarini e altri asset difensivi in un’unica rete operativa.

 

Attorno a Lattice ruota una famiglia crescente di sistemi autonomi: il drone Ghost, l’intercettore riutilizzabile Roadrunner, il caccia da combattimento autonomo Fury e il programma di visori AR IVAS, ereditato da Microsoft. A questi si aggiungono i missili da crociera della famiglia Barracuda e i droni Altius per missioni in sciame.

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Nel campo sottomarino, Anduril produce i veicoli autonomi Dive-LD e Dive-XL, piattaforme di grandi dimensioni pensate per missioni di sorveglianza e per il trasporto di sistemi più piccoli. Da questi possono essere lanciati i Copperhead, droni-siluro presentati nel 2025 in due varianti (Copperhead-100 e Copperhead-500), capaci di superare i 30 nodi e dotati di sensori, sonar e magnetometri. Nella versione armata, chiamata Copperhead-M, il sistema funziona come un vero siluro autonomo, pensato per costare molto meno delle soluzioni tradizionali legate a sommergibili e navi da guerra.

 

Sul fronte indossabile, Anduril ha sviluppato EagleEye, presentato nel 2025 dopo aver rilevato dall’Esercito USA il programma IVAS, originariamente affidato a Microsoft. È una famiglia modulare di dispositivi (casco integrale, visiera, occhiali) con realtà mista, sensori e connessione diretta a Lattice: proietta mappe, identificazione di minacce e dati tattici direttamente nel campo visivo del soldato, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i costi rispetto a IVAS.

 

Nel 2026 l’azienda ha avviato la produzione presso Arsenal-1, un impianto produttivo vicino Columbus, Ohio, con oltre 5 milioni di piedi quadrati e più di 4.000 lavoratori previsti. Ha inoltre firmato con l’Esercito USA un contratto quadro decennale fino a 20 miliardi di dollari, consolidando l’ecosistema Lattice come infrastruttura unificata per la difesa multi-dominio.

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Immagine screenshot dal sito di Anduril

 

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Droni

Lavrov: la reazione tedesca alla bufala del drone «l’inizio di una vera guerra»

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In un’intervista rilasciata al corrispondente di Vesti Pavel Zarubin il 6 settembre, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha condannato le reazioni tedesche al presunto «drone russo» rinvenuto all’aeroporto di Lipsia. I tedeschi avevano «trovato» un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia e hanno immediatamente iniziato ad accusare la Russia.   In risposta, il governo tedesco ha chiuso il consolato russo e il centro culturale russo, misure estremamente draconiane che, secondo Lavrov, precedono generalmente l’inizio di una guerra.   «Lipsia, l’aeroporto… Hanno trovato un drone. Hanno detto che era un drone russo e nessuno ha indagato. Questo è a tutti gli effetti l’inizio di una vera guerra. Hanno cacciato il Console Generale da Bonn e annunciato la rescissione dell’accordo. Stanno chiudendo la Casa Russia a Berlino. Ricordo che prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, o meglio della Grande Guerra Patriottica, anche i tedeschi chiusero le loro missioni diplomatiche», ha affermato Lavrov.   Il ministro degli Esteri russo definito le azioni «assolutamente inaccettabili», sostenendo che i Paesi occidentali «vogliono di nuovo la guerra».   Il presidente americano Donald Trump ha inoltre alimentato la tensione sull’intera vicenda di Lipsia quando, il 4 settembre, un giornalista tedesco gli ha posto una domanda in merito durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, ribadendo la sua convinzione che Putin non abbia alcuna intenzione di attaccare alcuna nazione europea.

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La notizia potrebbe avere un senso preciso nella nuova narrazione del riarmo tedesco – ed europeo.   Come riportato da Renovatio 21, la Germania ad ottobre ha annunciato che investirà 10 miliardi di euro in droni militari nei prossimi anni per potenziare significativamente la sua flotta di droni militari. Ciò mentre la crisi economica attanaglia il Paese, con Volkswagen che sta per licenziare 100.000 lavoratori.   A fine 2025 era emerso che la Germania stava approntando un budget di rimilitarazzione per quasi 400 miliardi di euro, mentre la coscrizione viene reintrodotta con divieti di espatrio per i giovani e pure una grottesca lotteria.   Significativamente, in ballo c’è anche un accordo di condivisione di armi atomiche anche britanniche in Germania.   Come riportato da Renovatio 21, il neocancelliere Federico Merz ha promesso, appena eletto, di escludere le armi atomiche, ma non è facile credergli. Credere ad un cancelliere tedesco, in una Germania che ripudia le centrali atomiche ma invoca le bombe atomiche, potrebbe essere difficilissimo, soprattutto ora che ha perso rovinosamente le elezioni in laender importanti a favore di un partito, AfD, che non vuole in alcun modo la guerra con Mosca.  

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Immagine di pubblico dominio CCO via Wikimedia  
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Droni

Sciame di droni attacca base militare in Colombia

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Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha assicurato che intensificherà le operazioni contro i gruppi armati dopo un attacco di droni a un complesso militare che ha ucciso tre soldati e ne ha feriti altri quattro.

 

L’attentato si inserisce in quella che è stata descritta come la peggiore ondata di violenza degli ultimi dieci anni in Colombia. Ad agosto un’esplosione fuori da una stazione di polizia a Cucuta ha ferito 11 agenti e ucciso un cane poliziotto. All’inizio di questa settimana un’autobomba fuori da un’altra stazione di polizia nel nord-est ha ucciso un civile e ferito altri 11.

 

Secondo le autorità colombiane, l’ultimo attacco è avvenuto venerdì sera presso la postazione militare di El Trapiche a Ocana, nel dipartimento nord-orientale di Norte de Santander.

 

Secondo quanto riportato dall’AFP, nell’assalto sono stati impiegati almeno 20 droni. Gli esplosivi sganciati dai droni hanno colpito caserme e altre parti della base prima che scoppiasse uno scontro a fuoco. Due soldati sono morti sul posto e un terzo è deceduto dopo aver ricevuto assistenza medica. Anche un elicottero dell’aeronautica colombiana è stato colpito dalle schegge.

 

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L’esercito colombiano ha condannato «categoricamente» quello che ha definito un «atto terroristico» e ha attribuito l’attacco all’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), l’ultima grande organizzazione di guerriglia insurrezionale rivoluzionaria marxista-leninista ancora attiva nel Paese.

 

«All’ELN dico con assoluta chiarezza: per ogni poliziotto o soldato che uccidete, farò scagliare su di voi tutto il peso e la forza legittima dello Stato», ha scritto De la Espriella sui social media.

 

Il presidente ha promesso una nuova strategia per Catatumbo, mirata alla leadership, alle strutture organizzative, alle finanze e alle entrate illecite dell’ELN. «Metteremo fine a quel cancro del narcoterrorismo che per decenni ha prosciugato Catatumbo e la Colombia», ha aggiunto.

 

Fondata nel 1964 con l’obiettivo di rovesciare il governo nazionale e instaurare uno Stato socialista sul modello cubano, l’ELN si è poi dedicata al traffico di stupefacenti. La sigla ha combattuto contro i dissidenti delle FARC per il controllo di Catatumbo, un’importante regione produttrice di coca e corridoio del narcotraffico lungo il confine con il Venezuela.

 

De la Espriella, stretto alleato del presidente statunitense Donald Trump, si è insediato il mese scorso dopo una campagna elettorale basata su una politica di tolleranza zero nei confronti della criminalità e ha intensificato le operazioni militari contro i gruppi armati.

 

Il suo governo ha inoltre cercato di rafforzare la cooperazione con Washington attraverso l’alleanza anti-cartello «Scudo delle Americhe», guidata dagli Stati Uniti, che comprende Argentina, Ecuador ed El Salvador. Il segretario di Stato americano Marco Rubio dovrebbe incontrare De la Espriella a Barranquilla la prossima settimana.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’uso di droni, comprendendo anche la tattica di sgancio di esplosivi, è da anni praticato dai narcocartelli messicani, che li hanno dapprima impiegati contro gruppi rivali e poi direttamente contro le forze dell’ordine di confine USA.

 

Nel 2023 dati suggerivano che i cartelli della droga costituiscono il quinto più grande datore di lavoro in America Latina.

 

Negli ultimi anni bande di narcotrafficanti messicane e colombiane stanno inviando combattenti in Ucraina «per apprendere le tattiche dei droni con visuale in prima persona (FPV) e utilizzare tali conoscenze in modi nuovi e mortali in patria», scrive il sito web danese Dagens nell’agosto 2025.

 

Non è la prima volta che viene detto che l’uso di droni come strumenti militari nel teatro di guerra ucraino sta praticando un cambio di paradigma che rimodellerà con probabilità i conflitti di tutto il XXI secolo.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

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Droni

Zelens’kyj minaccia «ogni compagnia aerea» nello spazio aereo russo

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un avvertimento a tutte le compagnie aeree che utilizzano lo spazio aereo russo, sostenendo che qualsiasi aereo in volo attraverso di esso sarà minacciato dai droni ucraini. Il presidente Vladimir Putin ha definito la dichiarazione una «dichiarazione di terrorismo di Stato».   L’esercito ucraino ha intensificato gli attacchi a lungo raggio con droni e missili contro obiettivi civili e infrastrutture in profondità nel territorio russo. Gli attacchi hanno ripetutamente interrotto l’attività degli aeroporti civili, in particolare nei dintorni di Mosca.   Martedì lo Zelens’kyj ha affermato che Kiev chiuderà lo spazio aereo russo oscurando i cieli con i droni. «Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni compagnia assicurativa e chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti russi: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro», ha dichiarato in un videomessaggio pubblicato su Telegram.

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«I giorni di sicurezza nei cieli russi sono finiti», ha affermato, aggiungendo che la minaccia è rivolta «alle compagnie aeree che attualmente volano principalmente verso gli aeroporti di Mosca, San Pietroburgo e altre destinazioni chiave in Russia».   Le minacce di chiudere lo spazio aereo russo equivalgono a una «dichiarazione di terrorismo di Stato», ha affermato Putin in una conferenza stampa a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Bishkek, in Kirghizistan. Secondo il presidente russo, queste azioni rendono nulle e prive di valore le affermazioni di Kiev riguardo alla ricerca di colloqui di pace con Mosca. «Non si negozia con i terroristi», ha dichiarato il presidente.   La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato martedì a Bishkek che il crescente numero di attacchi contro obiettivi civili in Russia indica che lo Zelens’kyj e «il regime di Kiev» sono «ben consapevoli che tali dichiarazioni dimostrano la falsità delle loro precedenti affermazioni sulla presunta volontà di pace».   In precedenza lo Zelens’kyj aveva chiesto che il numero di attacchi contro la Russia fosse aumentato a 1.000 al giorno. Il ministero della Difesa russo riferisce regolarmente di aver abbattuto centinaia di droni ucraini diretti verso diverse regioni russe. A metà agosto il ministero ha comunicato di aver respinto uno dei più grandi raid di droni ucraini dall’inizio dell’anno, intercettando e distruggendo 822 droni. Due giorni dopo, 791 droni ucraini ad ala fissa sono stati abbattuti durante la notte in tutto il paese.   La Russia ha inoltre condotto attacchi a lungo raggio contro obiettivi militari in Ucraina in risposta ai ripetuti attacchi contro infrastrutture civili ed energetiche russe. Mosca ha affermato che le tattiche «terroristiche» di Kiev mirano a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle battute d’arresto ucraine sul campo di battaglia.   L’Ucraina ha una storia recente tristemente irta di abbattimenti di aerei di linea.   Il 4 ottobre 2001 il volo Siberia Airlines 1812, un Tupolev Tu-154 partito da Tel Aviv e diretto a Novosibirsk, fu abbattuto dall’aviazione ucraina sul Mar Nero, causando la morte di tutti i 78 occupanti a bordo. L’aereo esplose in volo dopo essere stato colpito da un missile terra-aria S-200 ucraino, sparato per errore durante un’esercitazione militare. Inizialmente Kiev negò ogni responsabilità, ma dopo alcuni giorni le indagini russe individuarono nei resti del velivolo fori compatibili con schegge di missile, e l’11 ottobre l’Ucraina ammise la probabile responsabilità del proprio esercito, offrendo poi risarcimenti alle famiglie delle vittime.

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Il 17 luglio 2014 il Boeing 777 della Malaysia Airlines, volo MH17, fu abbattuto sui cieli del Donbass, nell’Ucraina orientale, causando 298 vittime. Nei primi tempi circolarono diverse teorie alternative, incluse ipotesi secondo cui l’aereo fosse stato colpito da un caccia ucraino o da un missile Buk lanciato da territorio controllato dal governo di Kiev. Queste versioni, però, sono state smentite dalle inchieste internazionali. Nel 2022 un tribunale olandese ha condannato in contumacia tre responsabili legati alla Russia, mentre nel 2025 l’ICAO ha formalmente attribuito la responsabilità alla Federazione Russa per violazione della Convenzione di Chicago. Resta comunque un elemento di corresponsabilità indiretta ucraina: Kiev non chiuse lo spazio aereo sopra la zona di conflitto, pur essendo consapevole dei rischi.   In taluni osservatori che parlano in rete perdura l’idea che si tratti di una copertura occidentale a favore del protettorato ucraino. In Russia all’epoca circolava la voce secondo cui l’aereo fu abbattuto dagli ucraini credendo che si trattasse dell’aereo presidenziale di Putin, che in quel giorno era di ritorno da un vertice internazionale.   Curiosamente, un altro volo della medesima compagnia, il Malaysian Airline Kuala Lumpur – Pecchino, detto MH370, subì un destino molto più misterioso: l’aereo sparì senza lasciare traccia, mentre video incredibili finiti in rete mostrerebbero che sarebbe improvvisamente sparito dopo essere stato circondato da quattro sfere rotanti.  

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