Militaria
L’Iran è «pienamente preparato» per la guerra: parla il ministro degli Esteri di Teheran. I Pasdaran: abbiamo almeno «10 piani»
L’Iran non vuole un’escalation delle tensioni in Medio Oriente e sostiene gli sforzi per un cessate il fuoco, ma è pienamente pronto alla guerra, ha dichiarato il ministro degli Esteri del Paese, Seyed Abbas Araghchi.
«Abbiamo affermato più volte che l’Iran non vuole aumentare la tensione, anche se non abbiamo paura della guerra, siamo pienamente preparati» ha detto Araghchi ai giornalisti martedì a Teheran a margine della conferenza «La tempesta di Al-Aqsa; l’inizio di Nasrallah».
«Siamo pronti per qualsiasi scenario, le forze armate sono completamente preparate», ha sottolineato Araghchi. Tuttavia, ha osservato che la politica dell’Iran è quella di fermare le ostilità e raggiungere un «cessate il fuoco accettabile».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Secondo Mehr News, il diplomatico di alto rango ha affermato alla conferenza di martedì che Israele non dovrebbe mettere alla prova la volontà di Teheran. Ha avvertito che qualsiasi attacco all’Iran avrebbe incontrato una risposta schiacciante.
Secondo quanto riportato dai media lunedì, l’esercito iraniano ha preparato “almeno dieci” scenari per un possibile attacco israeliano.
Il Parlamento iraniano starebbe redigendo un cosiddetto «patto di resistenza» per rafforzare la sicurezza regionale e contrastare potenziali minacce esterne, in particolare da parte di Stati Uniti e Israele. Secondo il Tehran Times, che cita il testo della proposta, tutti i paesi membri saranno tenuti a fornire un supporto completo, tra cui assistenza militare, economica e politica, qualora uno qualsiasi dei membri dovesse subire un attacco da parte di Israele o dei suoi alleati.
Secondo l’agenzia di stampa gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i Pasdaran), l’esercito iraniano ha preparato «almeno dieci» scenari per un possibile attacco israeliano.
L’Iran ha bombardato Israele con una raffica di missili martedì scorso, colpendo diverse basi militari in quella che Teheran ha detto essere una risposta alle recenti uccisioni israeliane di leader di Hamas e Hezbollah. Israele ha giurato di lanciare un attacco «serio e significativo» per rappresaglia.
Teheran ha predisposto almeno dieci scenari per rispondere a un’eventuale azione israeliana, ha affermato lunedì sera l’agenzia di stampa Tasnim.
«La risposta dell’Iran non sarà necessariamente una risposta pari a quella degli israeliani, ma potrebbe essere più dura e mirare a obiettivi diversi, il che intensificherebbe l’efficacia della risposta», ha affermato la fonte militare dell’agenzia.
Aiuta Renovatio 21
Poiché Israele è molto più piccolo dell’Iran e ha infrastrutture «meno sensibili», una rappresaglia iraniana potrebbe causare «problemi senza precedenti», secondo la fonte di Tasnim.
Qualsiasi Paese che aiuti Israele in un possibile attacco «avrà oltrepassato le linee rosse dell’Iran e subirà danni», ha insistito la fonte.
Il commento sembrava essere rivolto agli Stati Uniti, che si sono coordinati con il governo del premier dello Stato Ebraico Beniamino Netanyahu su un possibile attacco all’Iran. La scorsa settimana, Teheran ha inviato un messaggio a Washington tramite il Qatar, affermando che l’Iran aveva chiuso con «l’autocontrollo unilaterale».
Come riportato da Renovatio 21, secondo analisti militari sentiti da Financial Times Israele non avrebbe la capacità militare di distruggere i siti del programma nucleare di Teheran.
Domenica, il canale televisivo israeliano Kan11 ha affermato che Washington aveva offerto allo Stato degli ebrei un «pacchetto di compensazione» per non aver colpito siti nucleari o impianti petroliferi iraniani. Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha tuttavia detto alla CNN che «tutto è sul tavolo».
Come riportato da Renovatio 21, scosse di terremoto in territorio iraniano questa settimana hanno fatto speculare alcuni sul fatto che Teheran stia testando armi atomiche.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di sayyed shahab-o- din vajedi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
Il piano di integrazione tra gli eserciti statunitensi e israeliani è il piano di Netanyahu
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Il Congresso USA si muove per integrare formalmente le forze armate americane e israeliane
In settimana è entrata in atto la manovra dell’amministrazione Trump e del Congresso per formalizzare l’integrazione delle forze armate tra Stati Uniti e Israele, fino ad arrivare a un patto di difesa ufficiale.
Una nuova e incisiva proposta legislativa al Congresso mira a integrare e combinare più profondamente gli arsenali militari dei due Paesi. La versione della Camera dei Rappresentanti del National Defense Authorization Act (NDAA) del 2027, pubblicata la scorsa settimana, contiene la Sezione 224, dedicata all’integrazione militare con il nome di «Iniziativa di cooperazione tecnologica in materia di difesa tra Stati Uniti e Israele».
La sezione illustra come gli Stati Uniti abbiano già storicamente contribuito con 200 miliardi di dollari (al netto dell’inflazione) in aiuti militari a Israele dal 1948, e mira a consolidare in modo più permanente tale rapporto su basi giuridiche.
Secondo il rapporto, la nuova disposizione del Congresso «amplierebbe notevolmente il coordinamento a praticamente ogni settore della tecnologia della difesa, inclusi Intelligenza Artificiale, tecnologia quantistica, sistemi autonomi, energia diretta, sicurezza informatica e biotecnologie», proponendo inoltre «integrazione di rete» e «fusione di dati».
Sostieni Renovatio 21
Fondamentalmente, ciò consentirebbe di combinare i dati militari di entrambi i paesi e di formalizzare ulteriormente la condivisione di informazioni di Intelligence. Sebbene tutto ciò avvenga già in larga misura, al momento è ancora soggetto alle politiche e alle direttive dell’amministrazione statunitense in carica.
Se approvata, la nuova legge renderebbe questo processo automatico e sostanzialmente irreversibile, analogamente a un patto o trattato di difesa formale.
Quello che segue è un resoconto più completo di Responsible Statecraft, che avverte che «il risultato potrebbe essere un sistema politico statunitense ancora più suscettibile ai capricci di un governo israeliano che apparentemente non ha scrupoli nel coinvolgere gli Stati Uniti in conflitti militari in Medio Oriente».
La Sezione 224 pone le basi per la ricerca e lo sviluppo bilaterali, la coproduzione di armi, le joint venture, gli accordi di licenza e ogni forma di cooperazione tra Stati Uniti e Israele nel complesso militare-industriale. Gli Stati Uniti e Israele collaborano già intensamente nel settore della difesa missilistica, ma questa disposizione amplierebbe notevolmente il coordinamento a praticamente ogni ambito della tecnologia della difesa, inclusi Intelligenza Artificiale, informatica quantistica, sistemi autonomi, energia diretta, sicurezza informatica, biotecnologie e molti altri. Propone inoltre «integrazione di rete» e «fusione di dati».
«In altre parole, i dati militari statunitensi potrebbero presto diventare dati militari israeliani» scrive Responsible Statecraft.
Se pienamente attuata, questa proposta garantirebbe un livello di integrazione militare-industriale superiore a quello che gli Stati Uniti hanno con qualsiasi altro Paese al mondo. Certo, gli Stati Uniti hanno collaborato strettamente con i loro partner NATO sulla coproduzione e sulle catene di approvvigionamento condivise, in particolare attraverso il Piano d’azione per la produzione della difesa. E, in quanto primo fornitore di armi al mondo, gli Stati Uniti forniscono armamenti agli eserciti di tutto il globo. Ma si tratta per lo più di uno scambio a senso unico, con gli Stati Uniti che forniscono armi ad acquirenti stranieri che solo occasionalmente producono autonomamente componenti per tali armi, come nel caso della catena di approvvigionamento globale dell’F-35.
La Sezione 224 rappresenterebbe una novità assoluta. Unirebbe i settori della difesa statunitense e israeliano in molteplici aree vitali per i campi di battaglia del futuro, come i sistemi autonomi e la sicurezza informatica. Conferirebbe inoltre a Israele un’influenza straordinaria negli Stati Uniti, che andrebbe ben oltre quella già esercitata dalla lobby israeliana e dalla sua solida rete di influencer sui social media. Darebbe al governo israeliano l’opportunità di ampliare notevolmente uno dei più potenti strumenti di influenza nella politica statunitense: i posti di lavoro negli Stati Uniti. Espandendo o avviando nuovi impianti di coproduzione, come già avviene in Mississippi e Arkansas, il governo israeliano potrebbe vantarsi di fornire posti di lavoro sul suolo americano, assicurandosi così alleati tra i membri del Congresso che rappresentano i distretti in cui tali posti di lavoro si trovano.
È improbabile che l’ambizioso progetto incontri molta resistenza da parte della maggioranza repubblicana o democratica; tuttavia, i democratici tendono a votare contro la concessione di carta bianca al presidente Trump in merito all’Operazione Epic Fury. Le votazioni sui poteri di guerra tendono a dividersi lungo le linee di partito, con i repubblicani che in genere bocciano questi tentativi di controllo da parte del Congresso.
Tuttavia questo potrebbe passare senza alcun dibattito pubblico, o addirittura senza alcuna informazione, paventa un commentatore, adombrando la prospettiva in cui le future generazioni di contribuenti potrebbero ritrovarsi a dover sostenere un onere ancora maggiore per la difesa permanente di una nazione straniera. Ciò è palesemente contrario alla neutralità teorizzata da Giorgio Washingtone, che nel suo celebre Discorso di addio del 1796 esortava il neonato Paese a mantenere rapporti commerciali con tutti, ma senza legami politici speciali o favoritismi verso potenze straniere.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Intelligenza Artificiale
Taiwan presenta i suoi robocani armati
Rebels in Taiwan unveil armed robotic dogs pic.twitter.com/7h3n0VPO7b
— China pulse 🇨🇳 (@Eng_china5) June 2, 2026
Sostieni Renovatio 21
🤖🐶Who do you think will win in the fireworks showdown between Chinese drones and robotic dogs? #ChinaLife #robotic #dog #drones #fireworks #funny @QiushiJournal @RibiaoChen @SpoxCHNinUS @SLembassycn @Chinaembmanila pic.twitter.com/tNhpRRUvlI
— Hola Fujian (@HolaFujian) January 26, 2025
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori2 settimane faI bambini che libereranno Faccetta nera
-



Spirito2 settimane faBreve commento di mons. Viganò sull’enciclica di Leone sull’IA
-



Spirito2 settimane faBoy scout rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una visita in moschea
-



Stragi1 settimana faCani e droni killer negli ospedali, stupri sistemici, affamati usati come pratica di tiro: chirurgo racconta gli orrori di Gaza
-



Intelligenza Artificiale2 settimane faL’enciclica sull’IA è stata scritta con l’IA?
-



Gender2 settimane fa«L’omosessualità è un disturbo mentale»: psichiatra ad un congresso medico
-



Armi biologiche1 settimana faDocumenti desecretati collegano l’epidemia di Lyme al programma statunitense di armi biologiche
-



Stato7 giorni faQuando fuggono i cavalli della Repubblica













