Nucleare
L’Iran avverte Israele che sa dove sono nascoste le sue armi nucleari
Un alto ufficiale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha avvertito che Teheran è in grado di colpire gli impianti nucleari israeliani se i suoi vengono colpiti, secondo i media locali. Lo riporta RT.
Le tensioni sono aumentate in Medio Oriente questo mese a seguito di un presunto attacco aereo israeliano contro il consolato iraniano a Damasco il 1° aprile, in cui sono rimasti uccisi sette ufficiali dell’IRGC. Teheran ha reagito lo scorso fine settimana con una massiccia raffica di droni e missili, la maggior parte dei quali, secondo quanto riferito, sono stati abbattuti dallo Stato Ebraico e dai suoi sostenitori occidentali.
I composti nucleari israeliani «sono stati identificati e le informazioni necessarie su tutti gli obiettivi sono a nostra disposizione per rispondere», ha affermato il generale di brigata dell’IRGC Ahmad Haghtalab, citato da Tasnim, un’agenzia di stampa semi-ufficiale associata al reggimento. «Abbiamo una mano sul grilletto per lanciare potenti missili e distruggere quegli obiettivi».
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Teheran ha affermato di considerare l’incidente risolto, ma Israele ha promesso di reagire senza rivelare come e quando. Secondo quanto riferito, Gerusalemme Ovest sta valutando ulteriori azioni militari, possibilmente rivolte all’industria nucleare iraniana. Il generale di brigata dell’IRGC Ahmad Haghtalab, l’ufficiale responsabile della salvaguardia dei siti iraniani, ha affermato che l’industria nucleare israeliana potrebbe essere colpita per ritorsione.
L’industria nucleare israeliana ha una componente civile pubblica così come una presunta componente militare, la cui esistenza non viene né confermata né negata.
Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), uno dei principali enti di vigilanza sulla sicurezza internazionale, Lo Stato Ebraico avrebbe circa 80 armi nucleari a sua disposizione, tra cui 30 bombe a gravità e 50 testate per missili balistici a medio raggio. Haghtalab non ha specificato quali siti l’Iran avesse preso in considerazione per la sua ipotetica operazione.
Da decenni Israele accusa l’Iran di sviluppare segretamente le proprie capacità nucleari. Gilad Erdan, il suo rappresentante alle Nazioni Unite, ha affermato domenica scorsa che Teheran era a poche settimane di distanza dalla costruzione di un’arma nucleare, esortando i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a considerare cosa sarebbe successo se l’Iran «avesse potuto lanciare una bomba nucleare» quando ha attaccato il suo paese. Queste affermazioni sono state successivamente respinte dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).
La leadership iraniana ha dichiarato di considerare tutte le armi di distruzione di massa incompatibili con l’Islam. Haghtalab, tuttavia, ha valutato che sarebbe «concepibile» per Teheran riconsiderare la sua «dottrina e politica nucleare», se Israele continuasse a minacciare i suoi impianti nucleari.
I siti nucleari sono normalmente considerati off-limits per l’azione militare, ha detto il generale, ma l’attacco di Israele al consolato, una missione diplomatica protetta a livello internazionale, è stata la prova che Israele non si preoccupa di rispettare le regole.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso novembre, in una serie di invettive non di rado sfociate in reductio ad Hitlerum di Netanyahu e di Israele, il presidente turco Receps Erdogan aveva dichiarato che era arrivata l’ora di fare chiarezza sullo status nucleare di Israele.
«Andare avanti in questo senso è molto importante in termini di bilanciamento degli interessi strategici nella regione. Continueremo a fare pressione», ha dichiarato l’Erdogan. «Le armi nucleari di Israele devono essere ispezionate al di là di ogni dubbio prima che sia troppo tardi. Lo seguiremo fino in fondo. Invito anche la comunità internazionale a non lasciar perdere questa situazione».
Le dichiarazioni dell’uomo di Ankara arrivavano pochi giorni dopo che il ministro del Patrimonio israeliano Amichai Eliyahu ha suscitato indignazione nel mondo musulmano quando ha lanciato l’idea di sganciare una «bomba nucleare» su Gaza. Il primo ministro Benjamin Netahyau ha sospeso il ministro dalle riunioni del gabinetto in seguito ai suoi commenti, che hanno fatto dire al portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che potevano lasciar pensare ad un’ammissione riguardo al possesso di testate atomiche da parte dello Stato Ebraico.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica Rafael Grossi aveva visitato Israele in un momento di crescenti di tensioni con l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh aveva risposto ieri Twitter, riferendosi all’incontro di Grossi con l’allora premier israeliano Bennett, dicendo che «in quanto uno dei firmatari originali del TNP [Trattato di non proliferazione nucleare], l’Iran invita tutti a fare attenzione all’ulteriore erosione della credibilità dell’AIEA».
Due anni fa gli iraniani lamentarono che l’incidente registrato all’impianto nucleare di Natanz a era in realtà un attacco terroristico israeliano. Due anni fa vi furono altre esplosioni a centrali nucleari, con il Jerusalem Post a dichiarare che queste potevano «non essere casuali». La ricerca nucleare in Israele invece sta andando avanti.
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Lo Stato Ebraico, secondo quello che è più di un sospetto, disporrebbe di circa 200 testate atomiche non dichiarate e considerate «illegali» da alcuni esperti in diritto internazionale.
Negli anni Ottanta, il Mossad attaccò aziende tedesche e svizzere che stavano possibilmente rifornendo di tecnologia atomica Paesi limitrofi a Tel Aviv. Gli israeliani arrivarono a bombardare con i jet il reattore nucleare di Osirak, dell’Iraq di Saddam, che era stato costruito con la cooperazione dei francesi.
Da lustri Israele porta avanti un piano di assassinio nei confronti degli scienziati atomici iraniani, alcuni freddati con armi da fuoco, altri con bombe magnetiche messe nella loro auto.
Il caso più eclatante fu tuttavia quello del massimo scienziato nucleare del Paese, Mohsen Fakhrizadeh, trucidato da un robot-cecchino dotato di Intelligenza Artificiale teleguidato via satellite da agenti israeliani.
Il programma nucleare di Ahmadinejad fu fermato dagli sforzi congiunti dei servizi informatici di USA e Israele in un’operazione chiamata «Olympic Games», che aveva infettato i computer che controllavano le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio. Secondo il documentario americano Zero Days, che raccoglie anonime testimonianze di hacker di Stato USA, gli israeliani procedettero ad un secondo attacco senza informare gli americani, e come risultato si ebbe il virus Stuxnet, che devastò computer di tutto il mondo: anche qui, un virus fuggito da un laboratorio.
Secondo documenti emersi nel 2022, negli anni Ottanta il Pentagono stava preparando una guerra nucleare in Iran.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata
Nucleare
Medvedev: siamo a pochi secondi dalla fine del mondo
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Nucleare
Il Parlamento lituano voterà sulla possibilità di autorizzare la presenza di armi nucleari sul territorio
Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha aperto la sessione autunnale. Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’abrogazione del divieto costituzionale di armi nucleari sul territorio lituano e l’approvazione di una Strategia di sicurezza nazionale aggiornata. Lo riporta LRT.
Il presidente del Parlamento, Juozas Olekas, ha detto che per «adottare questo specifico articolo della Costituzione» occorrerà allungare un po’ la sessione autunnale, eventualmente fino al 13 gennaio 2027. A suo avviso, per via di quel vincolo costituzionale la Lituania «spicca come un pugno in un occhio nel contesto della NATO».
Il Seimas dovrà votare l’emendamento costituzionale due volte, a tre mesi di distanza. Serve una maggioranza qualificata: 94 deputati su 141.
L’agenzia di Stato russa TASS scrive che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva già avvertito che la disponibilità degli Stati baltici, Lituania inclusa, a ospitare armi nucleari non renderebbe la regione più sicura. Al contrario, ha detto Peskov, una scelta del genere spingerebbe la Russia a prendere contromisure per tutelare la propria sicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, parlamentari lituani avevano avanzato un emendamento alla Costituzione per eliminare il divieto nazionale di ospitare armi nucleari due mesi fa.
Il presidente Gitanas Nauseda aveva sottolineato che la Lituania è ormai praticamente l’unico membro della NATO a mantenere un veto autoimposto sull’ospitare armi nucleari, citando la vicina Finlandia, anch’essa membro della NATO e dell’UE, che ha recentemente revocato il proprio divieto sulle armi nucleari, consentendone ora l’importazione, la produzione, lo stoccaggio e il dispiegamento sul proprio territorio.
«Sarebbe davvero un peccato se diventassimo l’anello debole o una zona grigia all’interno della NATO», aveva affermato il Nausėda.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev aveva detto che se Svezia e Finlandia avessero aderito alla NATO, la Russia non avrebbe più aderito allo status non nucleare della regione del Baltico. Le dichiarazioni furono poi ridimensionata dal portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Tuttavia un avvertimento era stato lanciato anche dal viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko.
«È chiaro che il nostro confine con la Finlandia è lungo 1.300 km. Ciò significherà un cambiamento radicale nella situazione militare e politica ed è comprensibile che saremo costretti ad adottare misure di sicurezza e difesa che riterremo necessarie», aveva detto il Grushko all’agenzia TASS.
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Immagine di Saeima via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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