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Suicidio

La serie TV “Tredici” associata all’aumento del suicidio tra i giovani

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La serie TV Tredici, in onda su Netflix, è stata associata ad un aumento del 28,9% dei casi di suicidio tra i giovani americani di età compresa tra i 10 e i 17 anni nel mese di Aprile 2017, in concomitanza con l’uscita della serie, rispetto alle attuali tendenze dei tassi di suicidio, secondo quanto emerge da una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry.

 

I risultati mettono in luce la necessità di essere prudenti nel mostrare scene di suicidio nei media.

 

Il numero di suicidi registrato quel mese è stato più alto rispetto ad ogni altro mese del quinquennio preso in esame dai ricercatori. L’aumento più significativo è stato rilevato tra gli adolescenti maschi.

I risultati mettono in luce la necessità di essere prudenti nel mostrare scene di suicidio nei media.

 

I ricercatori hanno scoperto che il numero di suicidi nei giovani tra i 10 e i 17 anni è stato più alto nei mesi di aprile, giugno e dicembre 2017 rispetto a quanto previsto in base ai dati degli anni precedenti. Tale crescita si è tradotta in 195 suicidi in più tra l’1 aprile 2017 e il 31 dicembre 2017. I ricercatori non hanno rilevato una simile tendenza tra gli adulti.

 

Tredici è la storia di una giovane ragazza che decide di togliersi la vita e lascia tredici registrazioni nelle quali espone dettagliatamente i motivi di quel gesto estremo. Anche se la serie ha ricevuto il plauso della critica, ha altresì generato interrogativi riguardanti l’impatto sugli adolescenti.

 

I dati emersi dallo studio vanno a sommarsi ad un crescente corpus di informazioni che mostrano quanto i giovani siano sensibili al modo in cui il suicidio viene rappresentato dai media e dai programmi d’intrattenimento

I dati emersi dallo studio vanno a sommarsi ad un crescente corpus di informazioni che mostrano quanto i giovani siano sensibili al modo in cui il suicidio viene rappresentato dai media e dai programmi d’intrattenimento.

 

Alcuni gruppi, quali National Action Alliance for Suicide Prevention, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e reportingonsuicide.org, promuovono la diffusione di pratiche corrette per parlare e mostrare il suicidio sugli schermi. Queste pratiche, ad esempio, raccomandano ai media di non mostrare metodi per suicidarsi.

 

La seconda stagione di Tredici è andata in onda nel maggio 2018 e una terza è attualmente in produzione per essere trasmessa entro l’anno.

 

 

Fonte: Michael Cook per Bioedge

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Eutanasia

Canadese si dichiara colpevole di aver aiutato 14 persone a suicidarsi vendendo veleno online

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Un uomo canadese si è dichiarato colpevole di aver aiutato 14 persone con tendenze suicide a togliersi la vita, dopo aver venduto loro online una sostanza tossica che hanno poi ingerito.

 

Kenneth Law, 60 anni, si è dichiarato colpevole il 29 maggio di 14 capi d’accusa per istigazione o aiuto al suicidio in un tribunale di Newmarket, Ontario. Era stato arrestato nel 2023 dalla polizia regionale di Peel. Tutte le sue vittime canadesi si trovavano in Ontario e avevano un’età compresa tra i 16 e i 36 anni.

 

Il Law avrebbe venduto nitrato di sodio e altre sostanze estremamente tossiche tra il 2020 e il maggio 2023 a persone in Canada, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in molti altri paesi, tra cui la Cina.

 

Come riportato da Renovatio 21, il processo del Law andava avanti da anni.

 

Si stima che la vendita di queste sostanze da parte di Law abbia causato la morte di almeno 150 persone in tutto il mondo. Tuttavia, per ora, è accusato solo in Canada.

 

Secondo la polizia il Law, che lavorava come cuoco in un hotel di Toronto, avrebbe venduto e spedito oltre 1.200 pacchi a persone in più di 40 paesi attraverso almeno cinque società online. Law chiedeva circa 80 dollari statunitensi, ovvero circa 110 dollari australiani, per ogni pacco, per un totale di oltre 148.000 dollari.

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Circa 160 confezioni sono state vendute in Canada, mentre il numero maggiore è stato destinato agli Stati Uniti (431 confezioni). Le restanti sono state spedite in Grann Bretagna e in altri paesi.

 

Inizialmente il Law avrebbe dovuto affrontare un processo per le accuse a suo carico, oltre a 14 capi d’accusa per omicidio di primo grado. Tuttavia, il suo avvocato ha dichiarato che le accuse di omicidio sarebbero state ritirate dopo che Law si è dichiarato colpevole per i reati minori.

 

Secondo l’accusa, le accuse di omicidio verranno ritirate dopo che Law avrà ricevuto la sua condanna per favoreggiamento del suicidio. La sentenza non è prevista prima della fine dell’anno.

 

Le vittime di Law sono state trovate morte nelle loro case o nelle loro comunità. Ad esempio, un diciannovenne di Thunder Bay è stato trovato privo di sensi in un appartamento seminterrato della casa dei nonni. È stato poi dichiarato morto in ospedale.

 

Un’altra vittima, secondo quanto emerso in tribunale, aveva acquistato la sostanza tossica da Law nel 2021. Dopo averla ingerita, l’uomo aveva chiamato il 911 e lo si sentiva dire «Per favore» e «Sto per morire». È poi deceduto in ospedale.

 

La triste realtà è che le famiglie delle vittime di Law al di fuori del Canada potrebbero non ottenere mai giustizia. Secondo le famiglie delle vittime decedute in Gran Bretagna a causa delle sostanze di Law, la National Crime Agency e la Crown Prosecution Service del loro Paese hanno affermato che, a causa delle lunghe procedure di estradizione, Law non sarebbe stato incriminato lì. I registri mostrano che circa 79 vittime di Law si trovavano in Gran Bretagna. Tuttavia, questi decessi saranno presi in considerazione dal giudice canadese durante la sentenza.

 

In Canada, chi viene riconosciuto colpevole di aver aiutato una persona a suicidarsi rischia fino a 14 anni di carcere per ogni capo d’accusa.

 

Le azioni di Law a favore del suicidio assistito si verificano contemporaneamente alla legalizzazione del suicidio assistito, o «MAiD» («Medical Assistance in Dying», aiuto medico alla morte), che è diventato una pratica comune in Canada.

 

L’eutanasia è stata legalizzata in Canada nel 2016 dal governo liberale dell’ex primo ministro Giustino Trudeau. Di recente, nella provincia dell’Alberta, la maggioranza dei legislatori ha approvato una legge che impone severi limiti all’accesso all’eutanasia e la vieta ai minori.

 

Nel 2021, il governo federale guidato da Trudeau ha esteso l’eutanasia, inizialmente limitata ai malati terminali, anche ai malati cronici, dopo l’approvazione della legge C-7. Da allora, il governo ha cercato di includere anche coloro che soffrono esclusivamente di malattie mentali.

 

Nel febbraio 2024, il governo federale ha rinviato l’estensione della copertura sanitaria alle persone con malattie mentali al 2027, a seguito delle proteste di gruppi pro-vita, medici e di associazioni per la salute mentale, nonché della maggior parte delle province canadesi.

 

Il governo progressista guidato da Trudeau e Mark Carney, tuttavia, si è adoperato per espandere l’eutanasia di ben 13 volte da quando è stata legalizzata nel 2016. Il Canada ha ora il programma di suicidio assistito in più rapida crescita al mondo. Nel frattempo, Health Canada ha pubblicato una serie di studi sulle richieste anticipate di suicidio assistito.

 

Il Canada si pone come capitale mondiale del fondamentalismo eutanasico. Pochi mesi fa è stata proposto di eutanatizzare anche i carcerati.

 

Come riportato da Renovatio 21, in Canada è partita la promozione per offrire la MAiD – il programma eutanatico massivo attivato dal governo di Ottawa – anche per bambini e adolescenti. Non manca nel Paese il dibattito per l’eutanasia dei bambini autistici.

 

Di fatto, un canadese ogni 25 viene oggi ucciso dall’eutanasia. L’aumento negli ultimi anni è stato semplicemente vertiginoso. E la classe medica, oramai totalmente traditrice di Ippocrate e venduta all’utilitarismo più sadico e tetro, insiste che va tutto bene.

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Come riportato da Renovatio 21, qualche mese fa un’altra veterana dell’esercito, divenuta disabile, ha riportato che alcuni funzionari statali avevano risposto alla sua richiesta di avere in casa una rampa per la sedie a rotelle offrendole invece la possibilità di accedere al MAiD – cioè di ucciderla.

 

Ma non è il caso più folle del degrado assassino raggiunto dallo Stato canadese: ecco l’ecologista che chiede di essere ucciso per la sua ansia cronica riguardo al Cambiamento Climatico, ecco i pazienti che chiedono di essere terminati perché stanchi di lockdown, ecco le proposte di uccisione dei malati di mente consenzienti, e magari pure dei neonati.

 

Il Canada del governo Trudeau e del suo successore Carney – dove il World Economic Forum regna, come rivendicato boriosamente da Klaus Schwab – è il Paese dell’avanguardia della Necrocultura. Se lo Stato può ucciderti, ferirti, degradarti, lo fa subito, e legalmente. Magari pure con spot mistico propalato da grandi società private in linea con il dettato di morte. In Canada l’eutanasia viene servita anche alle pompe funebri.

 

Mesi fa l’eutanasia è stata offerta anche ad una signora riconosciuta come danneggiata da vaccino COVID.

 

Secondo alcuni, l’eutanasia in Canada – che si muove verso i bambini – sta divenendo come una sorta di principio «sacro» dello Stato moderno.

 

Come abbiamo ripetuto tante volte: lo Stato moderno è fondato sulla Cultura della Morte. La Necrocultura è, incontrovertibilmente, il suo unico sistema operativo. Aborto ed eutanasia (e fecondazione in vitro, e vaccinazioni, anche e soprattutto geniche) sono quindi sue primarie linee di comando.

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Farmaci

Wegovy, produttrice di Ozempic, non ha segnalato ictus, ideazione suicidaria e decessi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   La FDA ha rimproverato Novo Nordisk per «gravi violazioni» relative alla mancata segnalazione di gravi effetti collaterali associati ai suoi farmaci di successo a base di GLP-1, tra cui Ozempic e Wegovy. Gli investigatori hanno affermato che l’azienda non ha segnalato casi di ictus, tendenze suicide e decessi di pazienti, sollevando preoccupazioni circa problemi sistemici nel monitoraggio della sicurezza dei farmaci.   Secondo la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, il produttore di diversi farmaci dimagranti di grande successo non ha segnalato gravi effetti collaterali, tra cui ictus, ideazione suicidaria e decessi.   Questo mese la FDA ha inviato una lettera di avvertimento formale a Novo Nordisk, rimproverando il colosso farmaceutico per «gravi violazioni» relative alla mancata segnalazione di gravi effetti collaterali legati a OzempicWegovy e Saxenda.   La lettera del 5 marzo faceva seguito alle ispezioni della FDA, condotte a gennaio e febbraio, presso le attività statunitensi di Novo Nordisk a Plainsboro, nel New Jersey.   Gli inquirenti hanno concluso che l’azienda non ha rispettato le normative federali che regolano la segnalazione degli eventi avversi post-commercializzazione (PADE), un sistema di sicurezza fondamentale utilizzato per individuare segnali di pericolo dopo che i farmaci sono già stati immessi sul mercato.   In base alla legge federale, le aziende farmaceutiche devono segnalare tempestivamente alla FDA tutti i casi gravi di eventi avversi entro 15 giorni dal ricevimento della segnalazione, in modo che le autorità di regolamentazione possano monitorare i rischi emergenti per i consumatori.   Tuttavia, Novo Nordisk, in violazione della legge, ha scelto di non segnalare eventi avversi gravi, tra cui ictus e decessi di pazienti, dopo che il suo personale o i suoi collaboratori esterni avevano stabilito che gli effetti collaterali non erano correlati ai farmaci.   Gli inquirenti hanno scoperto che la casa farmaceutica non ha rispettato alcune delle proprie procedure interne, tra cui l’aver tentato di ottenere informazioni sulla sicurezza in casi gravi di decessi segnalati.   Nella corrispondenza intercorsa con l’agenzia dopo l’ispezione, l’azienda ha dichiarato di aver intrapreso «azioni correttive e preventive» per porre rimedio alle violazioni.   Ciononostante, la FDA ha inviato all’azienda una lettera di avvertimento perché, a suo dire, la risposta di Novo non forniva dettagli sufficienti a dimostrare se tali azioni avrebbero effettivamente risolto i problemi.

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Novo non ha segnalato ideazione suicidaria, decessi e ictus collegati ai farmaci

La lettera della FDA delinea una serie di argomentazioni fallaci utilizzate da Novo per giustificare la mancata segnalazione di diversi eventi.   La lettera descriveva il caso di un paziente che aveva subito un ictus invalidante dopo aver assunto liraglutide (Saxenda). L’azienda non lo aveva segnalato perché, a suo dire, il consumatore non riteneva che l’ictus fosse correlato al farmaco.   In un altro caso, un medico ha segnalato che un paziente in cura con semaglutide si era suicidato. Novo ha scelto di non indagare sul caso.   L’azienda ha segnalato un altro caso di ideazione suicidaria alla FDA solo dopo che gli ispettori dell’agenzia si sono imbattuti nella documentazione mentre indagavano su un decesso per ictus non segnalato.   Studi indipendenti hanno collegato questi farmaci all’ideazione suicidaria.   In un altro caso, Novo ha dichiarato di non aver indagato sul decesso di un paziente correlato a semaglutide (Ozempic, Wegovy) perché l’azienda non aveva ricevuto il consenso dalla persona che aveva segnalato il decesso. Secondo la FDA, il consenso non è richiesto per le indagini PADE (Patient-Related Event).   La FDA ha inoltre riscontrato che, anche dopo aver avvertito Novo che stava violando la legge, i suoi appaltatori hanno continuato a «invalidare in modo improprio» i casi di eventi avversi gravi. L’azienda ha affermato che gli eventi non erano validi perché privi di identificativi del paziente, ovvero informazioni protette, come il nome o il codice fiscale, che collegano una persona alla sua cartella clinica.   Tuttavia, stando alla lettera, gli ispettori della FDA hanno trovato identificativi validi dei pazienti nei documenti originali dei rapporti interni dell’azienda.

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Guasti sistemici che coinvolgono l’intero portafoglio prodotti di Novo.

Questi casi di mancata segnalazione non sono stati eventi isolati. Al contrario, «suggeriscono fallimenti sistemici» nel modo in cui l’azienda riceve, valuta e comunica i dati sulla sicurezza alle autorità federali, ha affermato la FDA.   «In base alla natura dei risultati dell’ispezione e alla vostra risposta scritta e alla corrispondenza, nutriamo serie preoccupazioni circa la portata e l’impatto di queste violazioni sull’intero portafoglio prodotti», ha comunicato la FDA all’azienda.   I dirigenti di Novo hanno difeso l’azienda in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web, indicando che «si sta adoperando per risolvere le osservazioni» contenute nella lettera.   «Novo Nordisk prende sul serio i requisiti di segnalazione degli eventi avversi correlati al farmaco e prevediamo di rispondere alle richieste contenute nella lettera di avvertimento in modo rapido e completo», ha dichiarato Anna Windle, responsabile dello sviluppo clinico, degli affari medici e regolatori di Novo Nordisk US.   I sistemi di segnalazione degli eventi avversi sono fondamentali per il monitoraggio della sicurezza dei farmaci. Se i problemi non vengono segnalati tempestivamente e in modo accurato, le autorità di regolamentazione potrebbero non cogliere i segnali precoci di un potenziale danno causato da un farmaco.   Gli esperti di sicurezza dei farmaci avvertono da tempo che i sistemi di sorveglianza post-marketing dipendono fortemente dalle aziende produttrici per la segnalazione accurata dei dati sulla sicurezza, sollevando preoccupazioni circa potenziali conflitti di interesse.   Molte riviste mediche hanno sollecitato una migliore segnalazione degli eventi avversi, soprattutto a seguito di importanti scandali, come il ritiro dal mercato del Vioxx da parte della Merck dopo che aveva causato decine di migliaia di problemi cardiaci e decessi.   Questa settimana la FDA ha lanciato un nuovo sistema per il monitoraggio degli eventi avversi, affermando che migliorerà l’efficienza e la trasparenza. Mentre alcuni hanno accolto con favore il nuovo Sistema di Monitoraggio degli Eventi Avversi (AEMS), alcuni critici hanno sostenuto che il nuovo sistema non risolve tutti i problemi di lunga data dei sistemi che intende sostituire.  

La FDA richiede una risposta entro 15 giorni

Le lettere di avvertimento sono tra gli strumenti di controllo più efficaci della FDA, dopo le azioni legali. Notificano alle aziende violazioni normative significative e richiedono l’adozione immediata di misure correttive per evitare ulteriori provvedimenti.   Novo Nordisk dovrà rispondere entro 15 giorni lavorativi fornendo una spiegazione dettagliata delle azioni correttive intraprese.   Se la FDA ritiene che la risposta dell’azienda sia inadeguata, l’agenzia può adottare ulteriori misure coercitive, tra cui multe, sequestri di prodotti o ingiunzioni.

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L’azienda deve affrontare 4.000 cause legali negli Stati Uniti per effetti collaterali che cambiano la vita.

La domanda globale dei farmaci dimagranti di Novo, appartenenti alla classe di farmaci noti come agonisti del recettore GLP-1, è aumentata vertiginosamente negli ultimi anni, alimentata da aggressive campagne di marketing.   Questi farmaci, prodotti anche dalla concorrente di Novo, Eli Lilly, sono diventati tra i prodotti farmaceutici più redditizi al mondo.   I farmaci GLP-1 vengono sempre più spesso presentati come una panacea per problemi che vanno oltre la perdita di peso, includendo una vasta gamma di disturbi, dalla dipendenza al COVID a lungo termine fino al morbo di Alzheimer.   Oggi negli Stati Uniti, circa 1 adulto su 8 – ovvero circa 31 milioni di persone – dichiara di assumere un farmaco GLP-1. Secondo un sondaggio di KFF News del novembre 2025, circa 1 adulto su 5 ne ha fatto uso almeno una volta.   Tuttavia, la rapida diffusione di questi farmaci è stata accompagnata anche da un numero crescente di segnalazioni di effetti collaterali, tra cui problemi gastrointestinalipancreatite acuta, maggiore incidenza di malattie della cistifellea e delle vie biliari, calcoli renali, artrite, disturbi del sonno, carie dentalemalnutrizioneperdita di capelli e perdita di densità ossea e massa muscolare.   Questi farmaci potrebbero anche essere collegati al cancro. La ricerca indica inoltre che potrebbero avere effetti collaterali di natura psicologica, tra cui l’apatia nei consumatori.   Secondo quanto riportato giovedì dal quotidiano The Independent, oltre 4.000 americani hanno intentato causa contro le case farmaceutiche, sostenendo che i farmaci abbiano causato effetti collaterali che hanno cambiato la loro vita e di cui le aziende non li avevano mai avvertiti.   Tra i querelanti figurano i familiari di persone decedute improvvisamente dopo aver assunto il farmaco. Altri querelanti affermano che il farmaco ha causato loro lo sviluppo di neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION), che provoca la perdita della vista.   Uno studio pubblicato la scorsa settimana sul British Journal of Ophthalmology ha rilevato che, tra le 1 persona su 10.000 che assumono farmaci e che soffrono di NAION, gli utilizzatori di Ozempic hanno una probabilità molto maggiore di sviluppare questa patologia rispetto agli utilizzatori di Wegovy.   Nel dicembre 2024, Novo ha dichiarato a The Defender di aver condotto un’indagine interna approfondita e di non aver riscontrato alcun collegamento tra la NAION e i suoi farmaci.   Nel giugno 2025, l’Agenzia europea per i medicinali ( EMA) ha confermato il collegamento tra i farmaci e la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION). La condizione è riportata nell’etichetta europea, ma non compare ancora come effetto collaterale nell’etichetta statunitense di Ozempic. Quest’ultima si limita a raccomandare ai pazienti di contattare il proprio medico in caso di alterazioni della vista.   Brenda Baletti Ph.D.   © 13 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Immagine di pubblico dominio CCO via Flickr.
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Necrocultura

Lord britannico dice che le donne incinte dovrebbero poter scegliere il suicidio assistito

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Lord Charles Leslie Falconer, Barone Falconer di Thoroton, ha dichiaratoalla Camera dei Lord del Regno Unito che «la gravidanza non dovrebbe essere un ostacolo» al suicidio assistito. Lo riporta LifeSite.

 

Per quanto scioccante, allucinante e disumano, tale pensiero è perfettamente logico se pensato dell’alveo della Necrocultura dominante.

 

Lord Falconer è stato Segretario di Stato per la Giustizia sotto il premier Tony Blair ed è un sostenitore di lunga data del suicidio assistito e promotore del disegno di legge alla Camera dei Lord.

 

Un video dello scambio, pubblicato da Right to Life UK, ha totalizzato oltre oltre un milione di visualizzazioni su X:

 


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«C’è un grosso problema qui», ha detto ai pari Lord Craig Mackinlay, Barone Mackinlay di Richborough. «In altri stati del mondo, chi ha adottato da tempo il suicidio assistito ha opinioni divergenti. In Oregon, dal 1997, è obbligatorio mantenere in vita la madre il più a lungo possibile, soprattutto quando il feto è vitale».

 

«I Paesi Bassi hanno una visione completamente diversa, quella del feticidio, in cui il feto deve essere interrotto in un modo o nell’altro», ha continuato. «Spesso tramite iniezione intracardiaca di cloruro di potassio prima che la madre possa essere soppressa».

 

«A quale estremo della scala [il lord] si riferisce queste cose, perché ci troviamo in una situazione in cui i Royal Colleges sono contrari al suo intero sistema, e faremo affidamento su di loro per colmare le lacune di questa legislazione», ha concluso Lord Mackinlay. «Penso che spetti a noi colmare queste lacune per loro, perché non sono favorevoli a questa cosa».

 

«Il nobile Lord ha espresso correttamente la sua opinione», ha risposto Lord Falconer. «Alcuni Paesi hanno adottato una posizione, altri un’altra. Dalla scelta che sostengo è chiaro che siamo dell’avviso che la gravidanza non dovrebbe essere un ostacolo».

 

Il contesto in cui si inserisce la dichiarazione di Falconer è ancora più agghiacciante. La baronessa Tanni Grey-Thompson, attivista per i diritti delle persone con disabilità e leggendaria atleta paralimpica gallese, ha finora depositato 115 dei 947 emendamenti proposti al disegno di legge sul suicidio assistito. Durante il dibattito, ha citato il fatto che le donne incinte possono richiedere il suicidio assistito.

 

«Nel 2022, uno studio sull’epidemiologia del cancro in gravidanza ha rilevato che si verificava in circa una gravidanza su 1.000, il che equivarrebbe a più di 500 casi all’anno in Inghilterra», ha affermato . Non tutti questi sarebbero terminali, ha osservato. «In termini di numeri di persone che potrebbero essere interessate dal disegno di legge, si tratta di un gruppo di emendamenti davvero importante».

 

La baronessa ha osservato che la maggior parte dei paesi che hanno legalizzato il suicidio assistito prevede misure di salvaguardia per le donne in gravidanza e ha osservato che «il suicidio è anche la principale causa di morte materna durante la gravidanza nei paesi industrializzati e la principale causa di mortalità materna nei primi 12 mesi dopo il parto. Il professor Mark Taubert, consulente ospedaliero e direttore clinico di medicina palliativa presso il Velindre University NHS Trust in Galles, ha sollevato la questione più volte».

 

«Sarebbe utile fornire ulteriori informazioni sull’impatto del disegno di legge sulle donne incinte o che hanno partorito di recente, in particolare dato il rischio di depressione postnatale e di altri problemi di salute mentale correlati alla gravidanza e alla maternità» ha chiosato la nobildonna.

 

Quando Lord Falconer ha iniziato a rispondere, Lord Mackinlay intervenne con la sua domanda, che spinse Falconer a rispondere che «la gravidanza non dovrebbe essere un ostacolo» al suicidio assistito.

 

Per quanto rivoltante, l’idea del Lord britannico non è altro che una diligente conseguenza del mondo della Necrocultura che va via via installando nuovi upgrade: se l’aborto è libero, e quindi il feto può essere ucciso a piacere, perché mai una donna che vuole suicidarsi non può uccidere prima il figlio che ha in grembo?

 

Il lettore riconoscerà questo caleidoscopio dell’orrore umano, tuttavia siamo solo alle automatiche, perfino sincere conseguenza dell’accettazione della Cultura della Morte come sistema operativo della società umana.

 

I Lord inglesi possono essere solo appena più spudorati, ma la realtà rimane, perfino più orrenda.

 

Perché la Necrocultura non è fatta solo di morte, ma di quello che all’apparenza sembra il suo opposto, il piacere, l’edonismo individualista, il godimento utilitarista come principio assoluto. Quanti bambini sono stati uccisi perché la madre doveva fare «carriera»? Quanti sono stati frullati mentre galleggiavano innocenti nel ventre materno perché la genitrice doveva andare in vacanza ad Ibiza? Quanti sono stati trucidati perché la donna aveva impegni sentimentali, scolastici, sportivi?

 

Ora: vogliamo dire alle donne che uccidono i loro figli per capriccio che non possono farli se possono – legalmente! – suicidarsi?

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