Eutanasia
La Scozia voterà per la terza volta sulla legalizzazione della morte assistita
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
La Scozia potrebbe diventare la prima giurisdizione nel Regno Unito a legalizzare la morte assistita.
La scorsa settimana il liberal-democratico scozzese Liam McArthur ha presentato un disegno di legge sulla morte assistita per adulti malati terminali in Scozia.
Ha affermato che «questo disegno di legge contiene solide garanzie, simili a quelle che sono state introdotte in modo sicuro e con successo in Paesi come Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, dove continuano a godere di un forte sostegno pubblico».
Questo sarà il terzo disegno di legge presentato a Holyrood per legalizzare la morte assistita.
Non è affatto sicuro che questo terzo tentativo passi attraverso un voto di coscienza, anche se McArthur è fiducioso. Si oppongono il primo ministro Humza Yousaf, la Chiesa di Scozia, la Chiesa cattolica in Scozia e l’Associazione scozzese delle moschee.
Sorprendentemente, l’ex primo ministro Nicola Sturgeon, che è ancora molto influente, dice di essere propenso a votare contro.
Scrivendo sul Glasgow Times, ha detto: «nonostante le mie aspettative, più profondamente penso alle diverse questioni coinvolte, più mi ritrovo ad allontanarmi da un voto a favore, non verso di esso».
«Temo che, anche con le migliori intenzioni e la legislazione più attentamente formulata, sarà impossibile garantire adeguatamente che nessuno alla fine della propria vita senta un certo grado di pressione, la sensazione che potrebbe essere meglio per gli altri perché non siano qui, anche se i loro cari cercano di convincerli del contrario».
«E, ancor più, fondamentalmente, mi preoccupa la parte sottile del cuneo. Che se normalizziamo la morte assistita – se arriviamo ad associare la dignità alla fine della vita con la scelta di morire, piuttosto che essere aiutati a vivere nella massima pace e conforto possibile – allora, come società, perderemo la concentrazione sul problema cure palliative e di fine vita e sostegno necessari per aiutare le persone, anche nelle peggiori circostanze, a vivere con dignità. E temo che, nel tempo, questo cambiamento nella mentalità collettiva vedrà le rigide disposizioni di questo disegno di legge estendersi molto ulteriormente».
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di Scottish Parliament via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Eutanasia
Eutanasia su un bambino di età inferiore ai 12 anni: il traguardo della sanità olandese
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Autismo ed eutanasia infantile. Intervento di Roberto Dal Bosco dal convegno di Renovatio 21 «Vaccini fra obbligo e libertà di scelta», Reggio Emilia, 9 settembre 2017 pic.twitter.com/5aYBo27Gb8
— Renovatio 21 (@21_renovatio) April 17, 2024
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Eutanasia
La Francia si avvia verso l’eutanasia diffusa entro l’estate del 2026
Il disegno di legge sull’«eutanasia assistita» ha compiuto un ulteriore passo nella sua spirale discendente il 10 giugno 2026.
Per la terza volta, la Commissione Affari Sociali dell’Assemblea Nazionale lo ha approvato in una versione profondamente rivista e notevolmente peggiorata. Quella che inizialmente era stata presentata come una misura eccezionale ora rivela la sua vera natura: l’organizzazione sistematica dell’eutanasia assistita in Francia.
L’emendamento più significativo è quello della deputata del Partito dei Verdi Danielle Simonnet, che sancisce la «libera scelta» del paziente tra suicidio assistito ed eutanasia. Fino ad ora, la somministrazione della sostanza letale da parte di terzi – ovvero l’eutanasia stessa – era riservata esclusivamente ai pazienti fisicamente incapaci di compiere l’atto fatale da soli. Questo fragile confine, già gravemente contrario alla legge naturale, consentiva comunque una distinzione di principio. Ora è stato abolito.
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La Società francese di cure palliative (SFAP) ha immediatamente lanciato l’allarme: «l’eutanasia sta diventando la regola , non l’eccezione». L’esperienza dei Paesi che hanno intrapreso questa strada lo conferma: la stragrande maggioranza delle persone, quando ne ha la possibilità, opta per l’eutanasia. Questo cambiamento contraddice direttamente il parere del Comitato consultivo nazionale di etica – tutt’altro che noto per essere conservatore in materia etica – che si era pronunciato a favore del suicidio assistito come principio generale, con l’eutanasia considerata solo un’eccezione estremamente rara.
Tra le altre disposizioni adottate, un emendamento orwelliano proposto da La France Insoumise (LFI) mira a classificare legalmente le morti per eutanasia o suicidio assistito come «morte naturale». L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere gli eredi dalle clausole di esclusione nei contratti di assicurazione sulla vita. Gli operatori sanitari contrari al testo hanno immediatamente denunciato questa formulazione come una «finzione ingannevole»: definire «morte naturale» quella che, per definizione, è una morte deliberatamente indotta costituisce una falsificazione del linguaggio al servizio di una falsificazione della realtà.
Ancor più allarmante è il fatto che tutti i tentativi di introdurre garanzie per le persone vulnerabili – adulti protetti, persone con disabilità intellettiva – siano stati respinti in nome di un presunto «pari accesso» al suicidio assistito. La contraddizione è lampante: la legge priva queste stesse persone della capacità giuridica di compiere molti atti ordinari della vita civile, concedendo loro improvvisamente il «consenso informato» per richiedere la morte. Come ha sottolineato il deputato Patrick Hetzel , «c’è una chiara contraddizione».
Il testo sarà esaminato in seduta plenaria a partire dal 22 giugno. Il governo intende sottoporre il parere definitivo ai membri del Parlamento il 15 luglio.
Di fronte a questa fretta legislativa, i cattolici sono chiamati a ricordare che ogni vita umana, dal primo all’ultimo respiro, porta in sé l’ immagine del Creatore. Nessuna legge statale può cancellare questa verità inscritta nella natura stessa dell’umanità .
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Eutanasia
Grida «aiuto!» durante il tentativo di eutanasia: ecco la realtà dietro l’«assistenza medica al suicidio»
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