Gender
La Russia mette al bando il «movimento LGBT»
La Corte Suprema russa ha messo fuori legge il «movimento pubblico internazionale LGBT», definendolo un gruppo estremista. La sentenza, uscita giovedì scorso, riguarda anche le filiali del movimento, ha annunciato la Corte, senza nominare organizzazioni specifiche.
La causa, intentata all’inizio di questo mese dal Ministero della Giustizia russo, sosteneva che le attività del «movimento LGBT» lo qualificavano come un «gruppo estremista». Nello specifico, ha seminato «discordia sociale e religiosa» nel Paese, ha affermato il ministero.
Le udienze si sono svolte a porte chiuse e sono durate più di quattro ore poiché il caso ha coinvolto più di 20 volumi di materiale, ha riferito l’agenzia di Stato russa RIA Novosti, citando il servizio stampa della Corte Suprema. Nessun rappresentante del «movimento internazionale LGBT» era presente alle udienze, era presente solo un avvocato del Ministero della Giustizia.
Secondo la legge russa, le attività estremiste implicano commettere o cercare di commettere crimini motivati da «odio politico, ideologico, razziale, nazionale o religioso», nonché quelli guidati dall’animosità verso un «gruppo sociale» selezionato. Quest’ultima categoria non è definita con precisione nella legge russa ed è stata a lungo oggetto di controversia e fonte di sentenze contrastanti.
La creazione di un’organizzazione estremista in Russia comporta gravi sanzioni legali, tra cui una multa fino a 800.000 rubli (quasi 8.270 euro) e una pena detentiva fino a dieci anni. La semplice partecipazione a un gruppo estremista è punibile con una multa fino a 600.000 rubli e fino a sei anni di reclusione.
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Gli esperti legali sembrano essere divisi sulle potenziali conseguenze della sentenza della Corte Suprema, scrive RT. Alcuni ritengono che non avrà alcun impatto sulla vita delle minoranze sessuali. La designazione non sarebbe collegata all’orientamento sessuale in sé, ma a veri estremisti e a una «organizzazione ostile, che li usa come proprio programma», ha detto a RIA Novosti l’avvocato Dmitrij Agranovsky.
«Questa decisione non influenzerà la vita delle persone. Le persone LGBT non sono mai state perseguitate in Russia per questi motivi, e non vi è alcuna indicazione che lo saranno», ha affermato Agranovsky.
Un parere simile è stato espresso dall’avvocato Aleksey Mikhalchik in un’intervista a RAPSI, un’agenzia di stampa specializzata in notizie legali e giudiziarie. Ha affermato che la sentenza potrebbe influenzare coloro che partecipano ad attività legate all’estremismo e si identificano come attivisti pro-LGBT. Tuttavia, Mikhalchik avverte che non è necessario possedere una «tessera LGBT» o essere membro di un qualsiasi gruppo per avere problemi con la legge.
Altri hanno espresso preoccupazione per il fatto che la designazione possa colpire un «numero enorme» di persone, data la natura segreta dell’udienza in tribunale e la sua vaga definizione di «movimento LGBT internazionale». «Nessuno sa chi sarà ritenuto responsabile, perché lo Stato nasconde esattamente ciò che riconosce come estremista», ha detto al quotidiano Federalpress Aleksey Bushmakov, un avvocato e attivista per i diritti con sede a Ekaterinburg. «Non è chiaro cosa sia proibito e cosa sia consentito, e solo la pratica giudiziaria ci consentirà di affrontare questo problema».
Amnesty International, il gruppo di difesa dei diritti umani con sede a Londra, ha denunciato con forza il divieto della Russia al «movimento internazionale LGBT». Marie Struthers, direttrice della ONG per l’Europa orientale e l’Asia centrale, ha affermato che la decisione «vergognosa e assurda» della Corte Suprema russa equivale a «un divieto totale delle organizzazioni LGBTI» che aprirà la strada alla discriminazione. «Colpirà innumerevoli persone e le sue ripercussioni sono destinate a essere a dir poco catastrofiche», ha affermato Struthers in una dichiarazione sul sito web di Amnesty dove si invita la Russia a «rivedere immediatamente questa sentenza».
Negli ultimi anni, la Russia ha progressivamente inasprito la propria legislazione volta a contrastare la diffusione della cosiddetta «ideologia LGBT». Nel 2013, il Paese aveva vietato la diffusione di tale propaganda tra i minori, estendendo la misura agli adulti lo scorso dicembre.
Sono state introdotte multe salate per chiunque fosse ritenuto colpevole di promuovere «rapporti sessuali non tradizionali», transgenderismo e pedofilia.
Tuttavia, non è ancora chiaro quali gruppi pro-LGBT influenzeranno esattamente la nuova sentenza in Russia. Il più grande gruppo di questo tipo nel Paese è la «rete LGBT russa», una piattaforma civica fondata a metà degli anni 2000 per riunire organizzazioni regionali che difendono i diritti delle minoranze sessuali.
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La rete, designata come «agente straniero» due anni fa, fa parte della LIGA – l’Associazione Internazionale Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans e Intersessuali – un’importante ONG con sede in Svizzera che difende i diritti dei gay dalla fine degli anni ’70.
La scorsa estate, la Russia ha anche introdotto il divieto di interventi chirurgici di cambio di genere e di terapia ormonale effettuati come parte del processo di transizione di genere. Oltre a ciò, la legislazione vietava di alterare i dettagli di genere nei registri pubblici.
La sentenza della Corte è arrivata pochi giorno dopo che Putin, rispondendo ad una domanda del regista serbo Emir Kusturica durante un evento culturale a San Pietroburgo, aveva fatto un discorso di apparente apertura nei confronti della «cultura LGBT».
In passato Putin aveva fatto battute sull’ambasciata USA a Mosca che a giugno aveva issato alla finestra la bandiera arcobaleno. «Lasciateli festeggiare» aveva sorriso davanti a chi gli indicava il fenomeno. «Hanno mostrato qualcosa sulle persone che lavorano lì».
Come riportato da Renovatio 21, il governo russo la scorsa estate ha progettato la creazione un nuovo istituto psichiatrico dedicato allo studio, tra le altre cose, del comportamento delle persone LGBT e delle questioni relative ai ruoli e all’identità di genere.
La Russia, come percepibile nei discorsi al Club Valdai del presidente Putin (che ha paragonato, ad esempio, il gender al coronavirus), sta offrendo una certa resistenza al processo di omotransessualizzazione del pianeta, e con essa anche vari Paesi africani – gli stessi divenuti teatro, in questi giorni, da improvvisi, sanguinari attacchi terroristici che non si vedevano da decenni.
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Noto blogger gay ricoverato dopo aver mandato in streaming scene di autolesionismo estremo. Pianificava la conversione al cattolicesimo
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— Diana Gallacher (@DianaGalla82251) August 8, 2026
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Attrice gender dell’Odissea dice che gli animali possono essere trans
Durante un’apparizione al podcast TransLash, Elliot Page già nota come Ellen Page, contestata attrice dell’Odissea di Cristoforo Nolan attualmente nelle sale cinematografiche, ha affermato che le lezioni di biologia vengono usate come arma «contro le persone queer e trans» perché non trattano l’argomento degli «animali queer».
«Il mondo naturale e ciò che impariamo a lezione di biologia, in quanto apparentemente un sistema cis-etero-patriarcale (…) comunque lo si voglia definire, a mio avviso viene usato contro le persone queer e trans, facendoci apparire come disadattati, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in noi o come se fossimo una cosa moderna, cosa che ovviamente sappiamo essere falsa», ha dichiarato la/il Page.
L’attrice transessuale hollywoodiana ha poi insistito sul fatto che esistono animali che si identificano come transgender e che gli esseri umani devono liberarsi di quello che Page ha definito uno stigma ingiustificato che circonda queste realtà biologiche. «Gli esseri umani sono l’unica specie così ridicola da sembrare avere un enorme problema con le persone trans», ha concluso
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La/il Page ha anche parlato del suo ruolo di Sinone nell’Odissea nolaniana, un personaggio coinvolto nell’inganno del Cavallo di Troia, che la conduttrice di TransLash, Imara Jones, ha definito un genocidio.
Figlio di Esimo e cugino di Ulisse, Sinone è un personaggio della mitologia greca e romana, celebre per essere la spia greca che convinse i Troiani ad accogliere il Cavallo di Troia all’interno delle mura della città. Il personaggio non compare nell’Odissea originale di Omero. Il personaggio non viene mai menzionato né nell’Iliade né nell’Odissea, bensì nell’Eneide di Virgilio, Sinone si fece catturare intenzionalmente dai Troiani. Raccontò una storia falsa, dicendo di essere fuggito dal campo greco per evitare di essere sacrificato agli dei.
Guadagnata la fiducia del re Priamo, spiegò che il gigantesco cavallo di legno era un’offerta sacra. Una volta introdotto il cavallo in città, di notte, Sinone aprì la botola segreta per far uscire i soldati greci nascosti all’interno, decretando la fine di Troia.
Nella versione cinematografica, in una totale riscrittura del mito Sinone non sa che i soldati sono nascosti all’interno del cavallo: il personaggio interpretato dal trans, insomma, è «innocente». Ciò con buona pace di Dante Alighieri, che nella Divina Commedia colloca Sinone all’Inferno tra i falsari di parola (Inferno, canto XXX, verso 99 e 117: «L’una è la falsa ch’accusò Gioseppo; / l’altr’è ’l falso Sinon greco di Troia: / per febbre aguta gittan tanto leppo (…) “S’io dissi falso, e tu falsasti il conio”, / disse Sinon; «e son qui per un fallo, / e tu per più ch’alcun altro demonio!».
Nell’attuale trasposizione cinematografica tutto, materialmente, è invertito: Sinone affronta Ulisse nell’Ade per il tradimento e le morti che ne sono seguite. «In questa situazione, il mio personaggio non sa che questi uomini sono sul cavallo», ha detto la/il Page, riferendosi al famoso inganno del Cavallo di Troia. «E quindi, nello scontro con Ulisse nell’Ade, in quella scena, lo affronta dicendogli: “Come hai potuto mentirmi? Mi sono sacrificato per te e per questa causa. Come hai potuto mentirmi?” E tutte queste persone dietro di me sono le persone che sono morte per te e per la tua missione».
«Credo che il personaggio di Sinon porti sulle spalle questo terribile peso, ovviamente, e si penta di far parte di tutto questo, oltre a sentirsi, per molti versi, usato e ingannato in questa situazione».
L’Odissea nolaniana ha riscosso un enorme successo commerciale sin dalla sua uscita, conquistando il primo posto al botteghino statunitense nel weekend di apertura e incassando oltre 700 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando uno dei film di maggior successo dell’anno e il film di Nolan con il maggiore incasso fino ad oggi.
Tuttavia, poche testimonianze raccolte da Renovatio 21, sia da parte di critici professionisti che di pubblico comune, raccontano di un film pessimo, mancato, che chiaramente non sa dove andare a parare.
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Moltissimi hanno accusato Nolan di aver ceduto alla dittatura del politicamente corretto e del DEI (diversità, equità e inclusione) – attori trans e afroamericani, compresa Elena di Troia, la donna «dalle bianche braccia» interpretata dalla nerissima Lupita Nyong’o – non tanto per scelte personali, ma per aderire a criteri che consentiranno alla pellicola di vincere ai premi Oscar l’anno prossimo. Dal 2024 (96ª edizione dei premi) sono in vigore i Representation and Inclusion Standards , cioè criteri di eleggibilità per la categoria Miglior Film..
Il film è stato inoltre oggetto di critiche per numerose inesattezze storiche, come l’utilizzo di armature non adatte al periodo in cui è ambientata la storia.
In opposizione alla pellicola ora nelle sale, Elon Musk ha dichiarato di essere disposto a finanziare Mel Gibson con 100 milioni di dollari per realizzare un adattamento storicamente accurato dell’Odissea omerica.
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Immagine di PhilipRomano via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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