Connettiti con Renovato 21

Gender

La Norvegia criminalizza l’incitamento all’odio contro le persone transgender anche nelle case o nelle conversazioni private

Pubblicato

il

 

 

 

Questa settimana la Norvegia ha adottato una nuova legge penale che punisce le persone per aver detto qualcosa di considerabile come incitamento all’odio nei confronti di persone transgender nella propria casa o conversazioni private.

 

Il ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza Monica Maeland ha dichiarato vittoria perché la regolamentazione del linguaggio deve essere «adattata alle situazioni pratiche che si presentano». Le «situazioni pratiche» includono quindi il parlare al proprio coniuge o alla propria famiglia.

Una nuova legge penale che punisce le persone per aver detto qualcosa di considerabile come incitamento all’odio nei confronti di persone transgender nella propria casa o conversazioni private

 

Tali controlli del linguaggio in Europa sortiscono inevitabilmente a un effetto agghiacciante sul discorso politico e religioso, scrive in un suo post l’avvocato americanoJonathan Turley. «Nelle loro case, le persone condividono spesso opinioni religiose e politiche che si discostano da valori o credenze maggioritarie. Questa legge, quindi, regolerebbe quelle conversazioni e criminalizzerebbe l’espressione di punti di vista proibiti».

 

Non che gli Europei non siano pronti a questo scenario iper-orwelliano: sono pronti nella posizione più remissiva possibile. Un sondaggio in Germania ha rilevato che solo il 18% dei tedeschi si sente libero di esprimere le proprie opinioni in pubblico.

 

In particolare, oltre il 31% dei tedeschi non si sentiva nemmeno libero di esprimersi in privato tra amici. Solo il 17% si è sentito libero di esprimersi su Internet e il 35% ha affermato che la libertà di parola è limitata ai circoli privati ​​più piccoli.

Un sondaggio in Germania ha rilevato che solo il 18% dei tedeschi si sente libero di esprimere le proprie opinioni in pubblico

 

«Il fatto più agghiacciante è che i controlli del linguaggio in stile europeo sono diventati un valore fondamentale nel Partito Democratico. Un tempo partito che si batteva per la libertà di parola, è diventato il partito che chiede la censura di Internet e le leggi sull’incitamento all’odio» continua Turley.

 

«Joe Biden ha chiesto il controllo della parola e recentemente ha nominato un capo di transizione per le questioni dei media dell’agenzia che è una delle figure più pronunciate contro la libertà di parola negli Stati Uniti».

 

«Per i sostenitori della libertà di parola, dobbiamo educare il pubblico su dove conduce questa strada in luoghi come la Norvegia. La posta in gioco è proprio il diritto che da tempo ci definisce una nazione. Una volta attraversato il Rubicone verso la criminalizzazione e il controllo della parola, l’Europa ha dimostrato che raramente è possibile tornare alle libertà perdute».

«Una volta attraversato il Rubicone verso la criminalizzazione e il controllo della parola, l’Europa ha dimostrato che raramente è possibile tornare alle libertà perdute»

 

«Stiamo entrando nel periodo potenzialmente più anti-libertà di parola della storia (…)a. Molti politici stanno già chiedendo ai cittadini di rinunciare ai loro diritti di libertà di parola in forum come Internet»

 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Gender

Il gender è «un crimine contro l’umanità». Putin contro la cultura gay-trans e l’Occidente decadente

Pubblicato

il

Da

 

 

Il presidente russo Vladimir Putin ha nuovamente attaccato la cultura dell’Occidente decadente in un discorso infuocato giovedì, sottolineando la malvagità della cosiddetta «cancel culture» e criticando l’ossessione per i diritti di gay e transgender.

 

Parlando all’incontro annuale del Valdai Club a Sochi, Putin ha sottolineato che il suo Paese dovrebbe aderire ai propri «valori spirituali e tradizioni storiche», evitando al contempo i «disturbi socioculturali» promanati dall’Occidente.

 

L’idea che ai bambini «si possa insegnare che un ragazzo può diventare una ragazza e viceversa» è mostruosa e «sull’orlo del crimine contro l’umanità

Secondo il presidente della Federazione Russa alcuni occidentali credono che «l’eliminazione aggressiva di intere pagine della propria storia, l’inversione della discriminazione contro la maggioranza nell’interesse delle minoranze… costituisca un movimento verso il rinnovamento pubblico. È un loro diritto, ma chiediamo loro che stiano alla larga da casa nostra. Abbiamo un punto di vista diverso».

 

Putin, che nel 2019 ha dichiarato al quotidiano Financial Times di Londra che il progressismo occidentale era diventato «obsoleto», ha sostenuto a gran voce quelli che considera i valori tradizionali della famiglia.

 

Nel discorso giovedì, ha affermato che l’idea che ai bambini «si possa insegnare che un ragazzo può diventare una ragazza e viceversa» è mostruosa e «sull’orlo del crimine contro l’umanità».

 

Il presidente russo ha quindi suggerito che i sostenitori dei diritti transgender chiedono la fine di «cose ​​fondamentali come madre, padre, famiglia».

 

«Siamo sorpresi di vedere accadere cose in paesi che si considerano fiori all’occhiello del progresso… La lotta per l’uguaglianza e contro la discriminazione si trasforma in un dogmatismo aggressivo che rasenta l’assurdo».

Putin ha toccato nel suo discorso molti altri temi, dal riconoscimento del regime talebano al turismo vaccinale ai problemi diplomatici dell’ora presente.

 

Tuttavia è il tonante discorso sulla crescente degenerazione dell’Ovest che ha raggiunto i titoli dei giornali euroamericani.

 

«Siamo sorpresi di vedere accadere cose in paesi che si considerano fiori all’occhiello del progresso… La lotta per l’uguaglianza e contro la discriminazione si trasforma in un dogmatismo aggressivo che rasenta l’assurdo».

«Combattere il razzismo è una cosa necessaria e nobile, ma la nuova “cultura della cancellazione” si trasforma in “discriminazione alla rovescia”… Qui in Russia alla maggioranza assoluta dei nostri cittadini non importa di che colore sia la pelle di una persona».

 

«Combattere il razzismo è una cosa necessaria e nobile, ma la nuova “cultura della cancellazione” si trasforma in “discriminazione alla rovescia”… Qui in Russia alla maggioranza assoluta dei nostri cittadini non importa di che colore sia la pelle di una persona».

 

Piccola doppia stoccata agli USA, ridicolizzati per il nuovo razzismo anti-bianco e per il razzismo storico.

 

Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) 

 

 

Continua a leggere

Gender

COVID, se i media nascondono il focolaio LGBT

Pubblicato

il

Da

 

 

La scorsa estate il centro per le epidemie americano CDC (Centers for Disease Control) scatenò il panicorivelando che durante la prima metà di luglio c’era stato un grande picco di casi di COVID-19 provenienti da una pittoresca destinazione turistica balneare, dove il 74% degli infetti era completamente vaccinato.

Perché si è verificata un’epidemia a Provincetown, un piccolo villaggio sulla punta di Cape Cod (Massachusetts)   e non in nessuna delle migliaia di altre località lungo le coste degli Stati Uniti o in qualsiasi altro luogo di festa, urbano o rurale?

 

Il rapporto del CDC non lo menzionava, e nemmeno il media mainstream: Provincetown è la mecca delle vacanze LGBT estive d’America e durante il periodo di due settimane compreso tra il 3 e il 17 luglio, quando i casi sono aumentati, decine di migliaia di uomini gay intasavano il resort. Pensate ad una Mykonos sull’Atlantico.

 

Coloro che si sono ammalati di COVID-19 hanno riferito di «aver partecipato a eventi interni ed esterni densamente affollati in luoghi che includevano bar, ristoranti, pensioni e case in affitto» scriveva il rapporto del CDC, che si ferma ben lungi dal mettere in discussione il ruolo che spesso il sesso anonimo e casuale tra maschi o gruppi di maschi – che nelle località di elezioni dei gay non manca – potrebbe aver giocato nella trasmissione del temuto virus.

 

«Cosa è più probabile che faciliti la trasmissione di COVID-19: persone senza maschera ammassate insieme per il 4 luglio o migliaia di incontri omosessuali con estranei e conoscenti?»

Si chiede Lifesitenews: «cosa è più probabile che faciliti la trasmissione di COVID-19: persone senza maschera ammassate insieme per il 4 luglio o migliaia di incontri omosessuali con estranei e conoscenti?»

 

Parrebbe che nel mondo orwelliano che viviamo, dove alcuni sono più uguali degli altri, bisogna prevenire i barbecue in famiglia ma consentire, anzi, promuovere eventi orgiastici.

 

Alla conclusione del suo allarmante rapporto, il CDC fa un accenno, ma non se la sente di dirla tutta:

 

«I dati demografici dei casi probabilmente riflettono quelli dei partecipanti alle riunioni pubbliche, poiché gli eventi sono stati commercializzati per i partecipanti maschi adulti; sono in corso ulteriori studi per identificare altre caratteristiche della popolazione tra i casi, come ulteriori caratteristiche demografiche e condizioni di salute sottostanti, comprese le condizioni di immunocompromissione».

 

Insomma gli epidemiologi brancolano nel buio, la parola gay non viene mai scritta (è sostituita da «maschi adulti»: inquietante).

 

Forse una briciola, lasciata a mo’ di Pollicino, è il riferimento all’«immunocomprimissione», che vuol dire HIV-AIDS, una malattia che purtroppo ha falcidiato la comunità homo, dove epperò alcune frange arrivano addirittura a praticare una ricerca volontaria dell’infezione con il virus – è il fenomeno dei bugchasers e dei giftgivers, emerso addirittura in programmi d’inchiesta della TV italiana.

 

Tuttavia l’eventuale immunocompromissione, come riportato da Renovatio 21, non è più, contrariamente a quanto dettoci in questi decenni, un motivo per non vaccinarsi: anzi. La siringa dell’mRNA inizia proprio da loro.

 

Non c’è stata traccia della questione degli incontri omosessuali nel discorso della Casa Bianca in reazione al focolaio

Non c’è stata traccia della questione degli incontri omosessuali nel discorso della Casa Bianca in reazione al focolaio: «La cosa più importante è in realtà piuttosto semplice. Abbiamo bisogno di più persone da vaccinare», ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre a seguito del rapporto del CDC.

 

In nessun modo viene anche solo immaginato di poter dare alla comunità omosessuale le direttive draconiane date durante alla pandemia agli altri: niente abbracci, niente visite, mascherine sempre. A proposito di protezioni, per fare un raffronto, un editoriale del New York Times del 2018 raccontava come l’uso del preservativo stesse scomparendo in un gran numero di uomini gay.

 

Il resto dei media ha prontamente evitato di pronunciare anche solo la parola «gay».

 

Eliminare i requisiti per le maschere è stato un «errore» in, ha dichiarato alla CNN Debbie Nadolney, direttrice e curatrice della AMP Gallery di Provincetown, che spera «che altre parti del Paese imparino dall’esperienza della città e richiedano anche le mascherine e a spingere per più vaccinazioni».

 

Il resto dei media ha prontamente evitato di pronunciare anche solo la parola «gay».

«Non c’è nessuna persona o luogo da incolpare qui», ha detto Daniel Park, leader del gruppo per la genomica computazionale virale presso il Broad Institute, al quotidiano Washington Post. «Ciò ci dice che abbiamo bisogno di dati migliori per dare linee guida se e quando le persone vaccinate dovrebbero indossare mascherine» è il virgolettato raccolto dal WaPo all’epidemiologa della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health Jennifer Nuzzo. Nessun cenno delle possibili attività di «contatto» che andavano in scena nella ridente destinazione balneare gay.

 

Va dato atto che il New York Times ha fatto invece una mezza ammissione: Provincetown è stato descritto dalla testa di Nuova York come «un’eccentrica comunità balneare sulla punta di Cape Cod», una comunità di «nordorientali attenti alla salute e di sinistra, conosciuta come una mecca delle vacanze per uomini gay», epperò con «uno dei più alti tassi di vaccinazione nel paese, più del 95% tra i residenti permanenti».

 

«Nel fine settimana del 4 luglio… Circa 60.000 persone si erano incastrate in una stretta lingua di terra, dove molti si sono radunati, senza mascherina, su piste da ballo e alle feste in casa», ha segnalato l’articolo del Times.

 

In realtà, si potrebbe andare più a fondo a descrivere le attività di Provincetown in quelle settimane estive. Dal 10 al 17 luglio la località è stata teatro del più grande evento «Bear» al mondo.

 

I «Bear» (in italiano anche detti «Orsi», o, secondo Wikipedia, «Comunitù ursina») sono una comunità omosessuale nota per la loro attrazione verso «uomini dalla corporatura robusta, spesso pelosi, oppure semplicemente sovrappeso, in genere dall’aspetto mascolino» – diciamo che possono avere Babbo Natale come modello di attrazione sessuale, e sembra che nessuno finora, si sia spinto a dare una spiegazione psicologica che includa l’assenza della figura paterna (cioè la mancanza interiore, che genera ricerca, del Babbo, senza Natale) come base dell’omosessualità, una teoria che sviluppo in dettaglio Freud, ma che ora è praticamente proibita.

 

«I Farmaci come PrEP, che molti omosessuali attivi assumono quotidianamente per scongiurare l’HIV/AIDS pur continuando a fare sesso con più partner, inibiscono l’efficacia della “vaccinazione” sperimentale contro il COVID?»

C’è da chiedersi, come fa LSN, se l’obesità degli «orsi» possa essere un fattore responsabile per il contagio durante quei giorni.

 

Ma torniamo ai focolai LGBT. Un analogo focolaio, si era detto l’anno scorso, era scoppiato nei locali gay di Itaewon,  quartiere della movida di Seoul, Corea: anche qui la notizia, come visibili, non ebbe molto risalto, se non su Renovatio 21 e qualche altro sito straniero.

 

Lifesitenews pone infine un’altra domanda scientificamente rilevante: «I Farmaci come PrEP, che molti omosessuali attivi assumono quotidianamente per scongiurare l’HIV/AIDS pur continuando a fare sesso con più partner, inibiscono l’efficacia della “vaccinazione” sperimentale contro il COVID?»

 

C’è qualche virologo televisivo che vuole rispondere?

Continua a leggere

Gender

Garage tedesco con parcheggi solo per LGBT e immigrati

Pubblicato

il

Da

 

 

Un parcheggio situato ad Hanau, in Germania, ha svelato in settimana posti auto dedicati riservati ad automobilisti LGBTQ e migranti. Lo riporta il quotidiano britannico Daily Mail.

 

La società Hanauer Parkhaus GmbH  ha costruito tre posti auto per la «diversità» in un parcheggio sotterraneo nel centro di della cittadina di circa 96 mila  abitanti situata nel land dell’Assia.

 

Thomas Morlock, presidente del consiglio di sorveglianza della società di parcheggi e consigliere comunale, ha dichiarato all’inaugurazione che l’obiettivo era quello di aiutare le persone che sentono «un bisogno speciale di protezione».

 

Ovunque si va sempre più verso non solo quella che Putin al Valdai nel 2013 chiamò «la tirannia delle minoranze», ma verso una società segregazionista vera e propria, in cui alcune categorie – i vaccinati, gli omosessuali, gli immigrati – hanno evidentemente più diritti di altri.

 

Ciò mina alla base l’idea di equità giuridica alla base della democrazia. Ma i «democratici» e il loro partiti non sembrano proprio rendersene conto.

 

Di qui, l’apparizione di situazioni grottesche come questa.

 

 

Continua a leggere

Più popolari