Connettiti con Renovato 21

Bioetica

La Mazzucato, membro della Pontificia Accademia per la Vita: l’aborto ONU costituisce la base del «bene comune»

Pubblicato

il

Il controverso membro della Pontificia Accademia per la Vita (PAV), Mariana Mazzucato, ha detto dichiarato all’Accademia che il «bene comune» della società deve basarsi sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile pro-aborto delle Nazioni Unite e che l’insegnamento del cristianesimo ha contribuito al «cambiamento climatico».

 

Le sorprendenti dichiarazioni della Mazzucato, accademica internazionale già membro del WEF di Davos nonché della Task Force pandemica di Vittorio Colao durante i lockdown del governo Conte, sono arrivate durante il suo intervento il 12 febbraio all’assemblea annuale della PAV, di cui la professoressa è incredibilmente membro ordinario dal 2022.

 

Tenendo un breve intervento sul «bene comune», la Mazzucato ha presentato una visione del bene comune come completamente separato da qualsiasi principio religioso, o dal fine soprannaturale dell’uomo, attaccando allo stesso tempo l’insegnamento del cristianesimo in termini di impatto percepito sul clima.

Sostieni Renovatio 21

Alla domanda su come la società dovrebbe concordare su cosa sia il bene comune, al fine di costruire il nuovo «quadro» proposto da Mazzucato, ha indicato come fondamento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG).

 

«Inizieremo con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile», ha affermato. Il «principio di sussidiarietà è fondamentale(…) La prima risposta alla domanda sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e dovremmo prenderli sul serio quanto la guerra», quando si guadagna o si trova denaro, ha affermato l’accademica.

 

Come scrive LifeSite, «utilizzando temi e parole tratti dalla dottrina sociale cattolica, come il “bene comune” e la “sussidiarietà”, laMazzucato ha riorientato questi concetti in un modo nuovo, basato interamente su un fondamento irreligioso e sui principi morali stabiliti dalle Nazioni Unite».

 

Gli SDG delle Nazioni Unite – che comprendono 17 obiettivi e 169 traguardi – sono collegati all’Agenda 2030 e sono fondamentalmente a favore della contraccezione e dell’aborto. L’obiettivo n. 5.6 è quello di «raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze» e include l’obiettivo di «garantire l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi», una fraseologia comunemente usata per riferirsi all’aborto e alla contraccezione.

 

Tale sostegno agli Obiettivi di sviluppo sostenibile non sorprende. Mazzucato è favorevole all’aborto e ha inoltre fatto parte del Comitato delle Nazioni Unite per la politica di sviluppo dal 2019 al 2021. Il suo allineamento con tali entità globaliste fa parte delle sue normali operazioni, essendo un collaboratore regolare del World Economic Forum (WEF).

 

La Mazzucato non è la sola in Vaticano a citare gli SDG come fondamento di una nuova struttura globale. Negli ultimi anni Papa Francesco ha ripetutamente promosso gli SDG, invitando anche le religioni globali a orientare il loro lavoro verso la loro promozione.

 

Francesco ha lanciato una sua iniziativa anche con l’ONU e con le multinazionali globaliste al fine di promuovere un nuovo «sistema economico» del capitalismo e garantire il raggiungimento degli SDG. «In effetti, i suoi discorsi e scritti sull’economia si ispirano alle opere di Mazzucato» scrive LSN.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Le partnership del papato del gesuita promuovono «stili di vita sostenibili», «uguaglianza di genere» e «cittadinanza globale», mentre gli stessi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promuovono «servizi per la salute sessuale e riproduttiva». Il nuovo «Consiglio per il capitalismo inclusivo con il Vaticano», capitanato da una donna della famiglia Rothschild, è fondamentalmente impegnato a promuovere «misure ambientali, sociali e di governance» al fine di «raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite».

 

Legami così approfonditi con le multinazionali e i leader globalisti danno ulteriore credito alla convinzione che Papa Francesco sia allineato con l’appello per un Grande Reset, con i suoi riferimenti a un «bene comune sovranazionale» e ha affermato che «c’è bisogno di un’autorità speciale legalmente costituita in grado di facilitarne l’attuazione».

 

L’ultima domanda posta dall’assemblea della PAV dopo l’intervento di Mazzucato è stata una domanda tanto sorprendente quanto sorprendente la risposta. Le è stato chiesto: «il cristianesimo ha contribuito al cambiamento climatico predicando la nostra superiorità sugli animali?».

 

La Mazzucato ha risposto: «non penso che sia solo questione di cristianesimo, penso che a livello globale abbiamo semplicemente sbagliato a mettere al centro il bene comune».

 

L’autoproclamata studiosa atea ha citato un recente seminario a cui ha partecipato, insieme a importanti politici internazionali, in cui hanno esaminato «come sarebbe se all’assemblea generale delle Nazioni Unite non fossero solo le persone, ma anche i fiumi, le foreste, le piante, gli animali».

 

Avendo già notato che «tutte le crisi sono interconnesse», la Mazzucato ha rilanciato i suoi appelli per un «quadro diverso» a livello internazionale basato sulla sua descrizione del bene comune derivante dagli obiettivi ONU, che ha descritto come essenziali se la società desidera «fare meglio».

 

Sia nella conferenza stampa vaticana che nel suo discorso alla PAV, le parole della Mazzucato sono sembrate riecheggiare quelle di papa Francesco, il Papa che – come ha affermato più volte ieri – le è fonte di ispirazione.

 

A loro volta, le parole di Francesco seguono da vicino i sentimenti espressi dal globalista chiave e fondatore del WEF, Klaus Schwab, la cui proposta anticattolica del Grande Reset è sostenuta da un focus su un’agenda finanziaria verde, mentre menziona il «ritiro dei sussidi ai combustibili fossili» e un nuovo sistema finanziario basato su «investimenti» che promuovano «uguaglianza e sostenibilità» e la costruzione di un’infrastruttura urbana “verde”.

 

Francesco ha segnalato la sua intimità con Schwab inviando un discorso al WEF cinque volte nei suoi dieci anni di pontificato e consentendo una tavola rotonda annuale vaticana alla conferenza annuale del WEF a Davos.

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, la Mazzucato, economista già autrice un tempo di lavori interessanti come Lo Stato innovatore, fece scalpore mesi fa quando riemerse in rete un video di un panel del WEF dove l’accademica fece sconvolgenti dichiarazioni sull’acqua come «bene comune» e le possibilità di manipolazione della popolazione ottenibili con la sua privazione.

 

«È importante anche perché non siamo riusciti a risolvere questi problemi che avevano attributi simili, e l’acqua è qualcosa che le persone capiscono (…) Sapete, il cambiamento climatico è un po’ astratto. Alcune persone lo capiscono molto bene, alcuni lo capiscono un po’, altri semplicemente non lo capiscono (…) con l’acqua… ogni bambino sa quanto sia importante avere l’acqua. Quando giochi a calcio e hai sete. Hai bisogno di acqua».

 

 

La Mazzucato nel 2020 fece parte della Task Force dell’ex CEO di Vodafone Vittorio Colao, poi ministro con Draghi, all’epoca tuttavia chiamato per qualche motivo dal governo grillo-piddino a dirigere un dream team di professoroni-Avengers che avrebbero dovuto ricostruire l’Italia devastata dalla pandemia. Fu riportato che Colao, le cui dichiarazioni sull’uso della tecnologia sugli esseri umani sono state nel tempo raccolte da Renovatio 21, lavorò per il bene dell’Italia dalla sua casa di Londra.

 

Pochi giorni prima di entrare nella task force Colao, Mazzucato era stata nominata consigliere economico del premier Giuseppe Conte. Poco dopo, scatta il posto nel Consiglio di Amministrazione di ENEL.

 

Poco dopo, nell’ottobre 2022, viene nominata membro della Pontificia Accademia per la Vita – il Dicastero creato da Woytjla per le questioni pro-life – di Vincenzo Paglia. Con il piccolo problema che la signora è un’aperta sostenitrice dell’aborto, contro il quale, di fatto, la PAV è stata pensata. A mettere a tacere la piccola polemica è stato il capo in persona: di ritorno dal viaggio al Bahrein, Bergoglio difende davanti ai giornalisti la scelta della professoressa: «le donne sanno trovare una strada giusta, sanno andare avanti. E adesso ho messo la Mariana Mazzucato, nella Pontificia Accademia per la Vita. Lei è una grande economista degli Stati Uniti, l’ho messa per dare un po’ più di umanità a questo» organismo.

 

Roma locuta, causa finita.

 

Roma locuta, vita finita.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic

 

Bioetica

Sostanze chimiche contenute nelle pillole abortive nell’acqua potabile: studio

Pubblicato

il

Da

Secondo un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria, gli americani potrebbero assumere farmaci abortivi senza saperlo. Lo riporta LifeSite.   Lo studio «Anti-progesterone nelle acque ambientali» potrebbe essere il primo a fornire prove a sostegno delle crescenti preoccupazioni sulla possibile contaminazione delle risorse idriche da parte dei farmaci abortivi. La ricerca, della durata di due anni, ha incluso campioni d’acqua provenienti da diverse fonti idriche municipali e analisi effettuate da un laboratorio indipendente.   La presenza di questi farmaci risulta particolarmente preoccupante, considerati i persistenti problemi di fertilità nella popolazione americana e la rapida crescita nell’uso di pillole abortive dopo l’annullamento della sentenza Roe v. Wade nel 2022.

Sostieni Renovatio 21

Lo studio, pubblicato il 20 luglio sulla rivista Issues of Law & Medicine, ha rilevato «livelli significativi di mifepristone (fino a 0,041 μg/l) nell’acqua di tutte le nove classi di campionamento tranne una».   «A causa della moltitudine di effetti del progesterone, questo contaminante potrebbe influenzare la fisiologia degli animali acquatici e la salute umana, compresi la fertilità, la gravidanza e lo sviluppo fetale», hanno avvertito gli autori dello studio. Elise Rose, che ha conseguito un dottorato in agronomia, ha supervisionato la ricerca ed è ricercatrice presso il Charlotte Lozier Institute.   Come riportato da Renovatio 21, l’iniziativa era partita lo scorso anno. Durante l’estate 2025, i funzionari dell’Agenzia per la Protezione Ambientale americana (EPA) hanno incaricato gli scienziati di determinare se fosse possibile sviluppare metodi per rilevare tracce di pillole abortive nelle acque reflue.   La divulgazione dell’avvio della ricerca faceva seguito alla richiesta di 25 membri repubblicani del Congresso USA che hanno chiesto all’EPA di indagare sulla questione.   A giugno 2025 un rapporto pubblicato da Liberty Counsel Action indicava che più di 40 tonnellate di resti di feti abortiti e sottoprodotti della pillola abortiva sono infiltrati nelle riserve idriche americane.   «Come altri farmaci noti per causare effetti avversi sul nostro ecosistema, il mifepristone forma metaboliti attivi», spiega il rapporto di 86 pagine. «Questi metaboliti possono mantenere gli effetti terapeutici del mifepristone anche dopo essere stati escreti dagli esseri umani e contaminati dagli impianti di trattamento delle acque reflue (WWTP), la maggior parte dei quali non è progettata per rimuoverli».  
Non si tratta della prima volta che vengono lanciati gli allarmi sull’inquinamento dei fiumi da parte della pillola abortiva RU486, detta anche «pesticida umano».
 
Come riportato da Renovatio 21, le acque di tutto il mondo sono inquinate da fortemente dalla pillola anticoncenzionale, un potente steroide usato dalle donne per rendersi sterili, che viene escreto con l’orina con effetto devastante sui fiumi e sulla fauna ittica. In particolare, vi è l’idea che la pillola starebbe facendo diventare i pesci transessuali.
  Danni non dissimili sono stati rilevati per gli psicofarmaci, con studi sui pesci di fiume resi «codardi e nervosi».

Aiuta Renovatio 21

Nonostante i ripetuti allarmi sul danno ambientale dalla pillola, le amministrazioni di tutto il mondo – votate, in teoria, all’ecologia e alla Dea Gaia – continuano con programmi devastatori, come quello approvato lo scorso anno a Nuova York di distribuire ai topi della metropoli sostanze anticoncezionali. A ben guardare, non si trova un solo ambientalista a parlare di questa sconvolgente forma di inquinamento, ben più tremenda di quello delle auto a combustibile fossile.   Ad ogni modo, come Renovatio 21 ripeterà sempre, l’inquinamento più spiritualmente e materialmente distruttore è quello dei feti che con l’aborto chimico vengono espulsi nel water e spediti via sciacquone direttamente nelle fogne, dove verranno divorati da topi, pesci, insetti, anfibi e altri animali del sottosuolo.   Su questo non solo non si trovano ambientalisti a protestare: mancano, completamente, anche i cattolici.   Come riportato da Renovatio 21l’OMS poche ha aggiunto la pillola figlicida alla lista dei «medicinali essenziali». Il segretario della Salute USA Robert Kennedy jr. aveva promesso una «revisione completa» del farmaco di morte (gli sarebbe stato chiesto dallo stesso Trump) ma esso è stato approvato dall’ente regolatore FDA.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
 
Continua a leggere

Bioetica

Fauci ha avuto un ruolo in uno studio che ha trapiantato scalpi di feti abortiti su ratti

Pubblicato

il

Da

Poche ore prima che il dottor Anthony Fauci compaia davanti a un’audizione del Senato presieduta dal senatore Rand Paul, l’attivista pro-vita David Daleiden ha usato i social media per evidenziare il collegamento tra l’ex responsabile COVID e un orribile studio sponsorizzato dalla sua agenzia NIH — il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) — in cui i crani di feti abortiti venivano innestati su ratti da laboratorio. Lo riporta LifeSiste.

 

«Il dottor Fauci ha trascritto nel suo diario un titolo di copertura che metteva in dubbio il suo ruolo in uno studio in cui venivano trapiantati scalpi di feti abortiti di 5 mesi su ratti da laboratorio», ha osservato il Daleiden, «eppure, 3 settimane prima, Fauci aveva giurato al Congresso che il suo NIAID aveva finanziato lo studio “con la supervisione e le linee guida appropriate”».

 

«Nello studio pubblicato si possono effettivamente vedere le fotografie di piccoli scalpi di neonati innestati sul dorso di ratti da laboratorio, sui quali crescono piccoli capelli», aveva detto Daleiden all’allora conduttore di Fox News Tucker Carlson nel 2021. «Quelli sarebbero stati i piccoli capelli che sarebbero cresciuti sulla testa di neonati… se non fossero stati uccisi con l’aborto e poi cuciti sui ratti da laboratorio per la sperimentazione».

 


Sostieni Renovatio 21

«Il dottor Anthony Fauci è pienamente responsabile di questo studio e di questa questione perché, in qualità di capo dell’ufficio NIAID, la decisione finale su come vengono spesi questi finanziamenti ricade su di lui», ha affermato Daleiden.

 

«Il fatto che usassero scalpi di bambini abortiti di 5 mesi significa che le teste di quei bambini dovevano probabilmente essere intatte per poter prelevare gli scalpi, il che indica che si trattava di aborti a nascita parziale, o addirittura di neonati nati vivi e integri», ha spiegato al suo ospite inorridito.

 

«Qualcuno nell’ufficio del dottor Fauci ha mai chiesto ai ricercatori dell’Università di Pittsburgo: “Come fate a procurarvi quei cuoio capelluto? Come fate a ottenere cuoio capelluto dalle teste intere dei feti con un aborto a nascita parziale?”» si è chiesto Daleiden.

 

Nel maggio 2021 il Center for Medical Progress (CMP) di Daleiden ha prodotto un video sconvolgente che mostrava l’Università di Pittsburgo come un importante centro per il traffico e la sperimentazione su organi e parti del corpo di feti abortiti. Il rapporto collegava i finanziamenti per le attività dell’università a un’ingente sovvenzione dell’ufficio del NIAID, presso i National Institutes of Health (NIH), guidato dal guru statunitense del COVID-19, il dottor Anthony Fauci.

 

 

Dopo aver pubblicato un articolo sul National Catholic Register sui numerosi modi in cui i feti abortiti venivano utilizzati per la ricerca scientifica nelle principali università e ospedali degli Stati Uniti, l’autrice Stacy A. Trasancos ha twittato un riassunto delle sue agghiaccianti scoperte.

 

La Trasancos ha collegato la ricerca di Mengel a Fauci: «scalpi di feti abortiti innestati su topi. I loro organi trapiantati. Topi umanizzati sviluppati all’Università di Pittsburgo, il tutto per studiare il sistema immunitario. Supportato dal NIAID del Dr. Fauci. Pagato da noi».

 

La Trasancos è stata direttore esecutivo del St. Philip Institute of Catechesis and Evangelization del vescovo Joseph Strickland nella diocesi di Tyler, in Texas.

 

Monsignor  Strickland ha ritwittato il suo rapporto, dichiarando: «Questi sono crimini contro l’umanità che devono essere perseguiti. Il silenzio di fronte a queste atrocità non fa che accrescere il male. Svegliati America! Chiedi che tutto questo finisca SUBITO!»


Iscriviti al canale Telegram

La ricerca è stata finanziata dai National Institutes of Health (NIH) e dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), diretto dal dottor Anthony Fauci dal 1984.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo scorso settembre il NIH aveva confermato che non rinnoverà 17 progetti di ricerca sui «tessuti fetali umani» recentemente scoperti da un gruppo di controllo.

 

Come riportato da Renovatio 21, i progetti dell’era Biden includevano l’uso di tessuto fetale derivato da aborti e esperimenti per innestare tessuti fetali, come organi, nei topi.

 

Come riportato da Renovatio 21, appena insediatosi quattro anni fa Biden riaccese la produzione di topi umanizzati a scopo laboratoriale. L’amministrazione Biden revocò le restrizioni sull’uso del tessuto fetale per la ricerca medica, annullando le regole imposte nel 2019 dal presidente Trump. Le nuove regole consentivano agli scienziati di utilizzare tessuti derivati ​​da aborti volontari.

Le versioni «chirurgiche» dei topi umanizzati (cioè, dove la modifica non è ottenuta per via genetica con l’inserimento di codice genetico umano nei roditori) sono ottenute con il trapianto pezzi di bambino abortito dentro roditori, che poi vengono avviati agli esperimenti. La pressione di gruppi religiosi che chiedevano fossero usati solo tessuti da aborti spontanei fu respinta, in quanto questo tipo di aborti può avere anomalie genetiche, mentre l’aborto volontario in genere produce tessuti sanissimi di feti destinati ad essere bambini normali.

 

Fu trovato che per creare i topi umanizzati l’ente di regolazione del farmaco FDA aveva pagato 90 mila dollari per avere tessuti fetali «freschi, mai congelati».

 

Come noto, topi umanizzati sono alla base anche dell’esperimento gain of function avvenuto sul coronavirus SARS-CoV nel famigerato laboratorio di Wuhano, dove pure affluivano ampi fondi pubblici USA.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine generata artificialmente

 

 

Continua a leggere

Bioetica

Negli ospedali olandesi verranno praticati aborti fino a 24 settimane invece di 22

Pubblicato

il

Da

Gli ospedali olandesi inizieranno a praticare aborti su richiesta fino alla 24ª settimana di gravidanza, rispetto al precedente limite di 22 settimane. Lo riporta LifeSite.   Sebbene la legge olandese sull’aborto consenta in linea di massima l’interruzione di gravidanza fino alla 24ª settimana (definita come l’età legale di «vitalità»), gli ospedali generalmente praticano aborti solo fino alla 22ª settimana, poiché i bambini nati a partire dalla 22ª settimana spesso sopravvivono grazie alle cure neonatali.   Il quotidiano olandese AD ha riportato che la Società olandese di ostetricia e ginecologia (NVOG) e gli ospedali hanno concordato un nuovo protocollo in base al quale gli ospedali praticheranno aborti su richiesta tra la 22ª e la 24ª settimana di gestazione, nonostante molti bambini siano in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero a quell’età gestazionale.   Come riporta Brussels Signal, la modifica è stata apportata per impedire alle donne di recarsi all’estero per abortire.

Sostieni Renovatio 21

Tra la 22ª e la 24ª settimana di gestazione, il feto è già altamente sviluppato, con un’altezza di circa 30 centimetri e un peso di circa 600 grammi. Il bambino non ancora nato possiede già impronte digitali uniche, un viso completamente formato ed è in grado di reagire a suoni, tatto e luce. Sebbene i bambini nati in questa fase siano ancora considerati molto prematuri, i tassi di sopravvivenza superano spesso il 60% nei paesi sviluppati dotati di moderne cure neonatali. In caso di aborto in questa fase, il feto viene spesso ucciso tramite un’iniezione letale.   Le associazioni pro-vita locali hanno criticato la decisione, affermando che il provvedimento amplia l’accesso all’aborto in fase avanzata di gravidanza, anche per i bambini sani, in una fase in cui molti feti sono in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero.   Nel 2024, nei Paesi Bassi sono stati praticati oltre 39.000 aborti. Secondo il ministero della Salute, 331 di questi sono stati eseguiti tra la 22ª e la 24ª settimana di gestazione.   Il Regno resta uno dei Paesi trainanti nel trend globale all’eutanatizzazione della popolazione, con le morti per pratiche eutanatiche che hanno superato il 5% dei decessi nel 2023.   Come riportato da Renovatio 21, il mese scirsi è emerso che per la prima volta, è stata praticata l’eutanasia su un bambino di età inferiore ai dodici anni.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Goleisureintl via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Continua a leggere

Più popolari