Bioetica
Aborto, il governo spagnuolo chiede la lista degli obiettori di coscienza
La Spagna ha richiesto la creazione di registri per i medici che rifiutano di praticare aborti, suscitando proteste da parte dei professionisti pro-life, che considerano la misura un tentativo di stilare una «lista nera».
Il primo ministro Pedro Sánchez ha recentemente scritto ai presidenti delle regioni a guida conservatrice, invitandoli a «istituire un registro degli obiettori di coscienza all’aborto», come riportato da OSV News.
Questa iniziativa segue una legge che obbliga tutti gli ospedali pubblici spagnuoli a effettuare aborti, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alla procedura nelle aree dove è difficile trovare medici disponibili a praticarla.
Ad esempio, nella regione di La Rioja, a lungo governata dai conservatori, la maggior parte dei medici degli ospedali pubblici si è rifiutata di eseguire aborti per obiezione di coscienza. «Il problema era che tutto il personale sanitario si opponeva agli aborti, anche nelle cliniche private», ha dichiarato a Euronews nel 2023 Izaskun Fernández Núñez, presidente del gruppo Donne Progressiste di La Rioja.
Sostieni Renovatio 21
In Castiglia e León, cinque delle nove province «non avevano registrato un solo aborto dal 2010» fino al rapporto del 2023. «Le donne non potevano accedere all’aborto nella loro provincia, nemmeno pagando o rivolgendosi a cliniche private», ha spiegato Nina Infante Castrillo, vicepresidente del Forum femminista di Castiglia e León.
Questi dati hanno spinto il governo a imporre l’obbligo di registrazione degli obiettori di coscienza in tutte le comunità autonome, con una scadenza di tre mesi. Sánchez ha avvertito che, in caso di mancata compilazione dei registri, «saranno attivati i meccanismi legali per garantire il rispetto della norma». «Il rispetto della coscienza dei professionisti sanitari non deve mai ostacolare l’assistenza sanitaria delle donne» ha aggiunto.
I difensori dell’obiezione di coscienza hanno definito la misura incostituzionale e una «lista nera». «Qualunque cosa dica il primo ministro, l’obiezione di coscienza è un diritto costituzionale. Chi può obbligare i cittadini a registrarsi in un elenco non richiesto nemmeno dalla Corte Costituzionale? Si tratta solo di espedienti», ha dichiarato José Antonio Díez, coordinatore generale dell’Associazione Nazionale per la Difesa del Diritto all’Obiezione di Coscienza (ANDOC), alla testata cattolica Alpha y Omega.
«Perché non creare un elenco di medici disposti a praticare aborti ed eutanasia, che sarebbe più pratico? Questi registri di obiettori sono liste nere per escludere professionalmente i medici che esercitano il loro diritto», ha aggiunto Eva Martín, presidente di ANDOC, citata da Alpha y Omega.
Secondo i dati del ministero della Salute, in Ispagna i tassi di aborto sono in aumento, avvicinandosi al picco del 2011. Nel 2023 sono stati registrati 103.097 aborti, con un incremento del 4,8% rispetto al 2022 e dell’8,7% rispetto al 2014.
L’aborto è legale in Spagna, con alcune restrizioni, dal 1985, e il numero di procedure è più che raddoppiato, passando da 54.000 nel 1998 a 112.000 nel 2007. Nel 2010, il governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero ha ulteriormente liberalizzato la legge, consentendo l’aborto fino alla 14ª settimana di gravidanza, con estensioni fino alla 22ª settimana in caso di rischi per la salute della madre o di «gravi disabilità» del feto.
In Italia la situazione non è dissimile, con continui tentativi, compresi quelli dei sindacati lontani oramai anni luce dalla questione dei lavorativi, di limitare o cancellare l’obiezione di coscienza.
L’obiezione di coscienza, ritiene Renovatio 21, costituisce un compromesso non accettabile: chi «obietta» lascia tranquillamente che i bambini vengano trucidati dai colleghi nella stanza accanto, e quindi non si capisce esattamente in cosa credano gli «obiettori». Se pensano davvero che l’aborto sia omicidio, come possono vivere e lavorare tranquillamente in quegli spazi? Come possono magari pure andare fuori a pranzo con dei colleghi che hanno appena ammazzato degli esseri umani?
Si tratta della grottesca ipocrisia della legge 194/78, difesa oggi anche dai sedicenti «cattolici» perché appunto contiene la foglia di fico dell’obiezione, e più in generale dell’ipocrisia massimamente farisaica, e genocida, della Democrazia Cristiana e della sua opera.
Si aggiunga come, in Italia, l’obiezione agisce come una porta girevole carrieristica: il medico e l’infermiere diviene obiettore ad intermittenza, a secondo di chi sia il primario di turno.
La vera difesa della vita nascente non passa per la difesa dell’obiezione di coscienza – anzi, passa per la sua rimozione, di modo che quanti saranno costretti a praticare il diabolico feticidio di massa si sveglino e combattano per fermare il vero genocidio in atto.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di PES via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Bioetica
Il principato di Andorra blocca la legge a favore dell’aborto in attesa dei colloqui con il Vaticano
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Bioetica
Startup testa farmaci su cervelli umani appena estratti e mantenuti in vita con macchinari di supporto vitale
Una startup biotecnologica chiamata Bexorg sta estraendo cervelli umani poche ore dopo la morte dei loro proprietari e li sta collegando a speciali macchine di supporto vitale. Lo riporta Science.
Sebbene queste masse di tessuto rosato non presentino più attività elettrica, la maggior parte delle loro funzioni vitali rimane intatta, consentendo agli scienziati di testare farmaci sperimentali, come potenziali trattamenti per il morbo di Alzheimer, come mai prima d’ora. Ci si aspetterebbe che i cervelli disincarnati siano senza dubbio morti. Tuttavia, stando alle notizie, un cervello estratto e collegato a una delle macchine di supporto vitale brevettate da Bexorg, BrainEX, resta «sospeso tra la vita e la morte». I cervelli vengono mantenuti in funzione grazie a un polmone artificiale, ossigenazione renale, sangue e altri fluidi.
La cifra frankesteiniana dell’operazione fa rabbrividire perfino i «laici», spinti a domandarsi se essa rifletta «la scomoda labilità del confine tra vita e morte» scrive Futurism, testata legata alla transumanista Singularity University.
Sostieni Renovatio 21
Brendan Parent, uno dei sei esperti di etica di Bexorg, sostiene che non vi devono essere dubbi. I cervelli estratti sono quasi privi dell’attività neuronale coordinata necessaria per una coscienza minima, ha dichiarato a Science. Per prevenire l’inquietante eventualità che alcuni cervelli producano attività elettrica, vengono anche trattati con l’anestetico propofol, assicura. «Naturalmente, il fatto stesso che si debba ricorrere a una simile misura potrebbe risultare meno rassicurante e più inquietante» chiosa Futurism.
Il fine, anche di questo esperimento, ci viene puntualmente ricordato, è il bene biologico dell’umanità garantito dall’industria farmaceutica. Il CEO di Bexorg, Zvonimir Vrselja, ha affermato che i cervelli presentano decenni di esposizione ambientale, una storia di trattamenti farmacologici e altri fattori che li rendono un mezzo di test più realistico per i farmaci. «Si ottengono cellule che sono state lì per 60-80 anni», ha dichiarato il Vrselja a Science.
«È un enorme passo avanti rispetto ai modelli murini», ha dichiarato a Science Bruna Bellaver, che studia la neurodegenerazione all’Università di Pittsburgh.
Bexorg è la stessa startup che sei anni fa dimostrò di poter mantenere in vita cervelli di maiale decapitati per 36 ore utilizzando un prototipo della sua macchina BrainEX. Gli sforzi si inseriscono in quegli esperimenti estremi di rianimazione dell’organismo che hanno come conseguenza, nemmeno tanto recondita, lo squartamento ancora più esseri umani per i trapianti, cioè per quella che è più corretto chiamare predazione degli organi.
Come riportato da Renovatio 21, otto anni fa alcuni scienziati avevano comunicato i loro studi compiuti su dei suini riguardo la possibilità di riattivare il corpo dopo la morte.
Le ramificazioni bioetiche e biologiche di tali tecnologia sono abissali. In primis, abbiamo la possibilità di attuare un trapianto di cervello, o di corpo, che potrebbe consentire ad alcuni di cambiare identità corporea e, secondo la volontà transumanista, vivere più a lungo.
In secundis, si aprono voragini sulla questione della coscienza e della cosidetta «morte cerebrale» (una convenzione artefatta che medici di Harvard inventarono negli anni Sessanta per iniziare la filiare della predazione degli organi con il lucroso business dei trapianti).
Aiuta Renovatio 21
Se un cervello non è completamente morto, è giusto tenerlo in vita? Non si tratta di una forma di negromantico sfruttamento dell’essere umano? Curioso come la scienza medica impartisce l’eutanasia (o l’anestesia, necessaria agli espianti: perché un corpo a cui ancora batté il cuore reagisce allo squartamento con convulsioni naturali) qui invece vada verso il suo contrario, l’animazione extracorporea.
Un dibattito su questo tipo di argomento non sembra esserci, come vi sono solo accenni a discussioni sulla questione degli animali umanizzati con cellule cerebrali umane: la visione moderna si può chiedere se la bestia, dotata di neuroni dell’uomo, soffra appunto come un uomo, o meriti uno status giuridico diverso, simile a quello del cittadino.
Dubbi bioetici a parte, la macelleria chimerica della scienza moderna continua a pieno regime: perché la bioetica, dice la celebre critica di Richard Neuhaus poi ripresa in Italia dal defunto cardinale Elio Sgreccia, si riduce ad un «Permission Office» (un ufficio permessi, un passacarte burocratico). I comitati etici, che potrebbero non esistere ancora a lungo, smettono di riflettere sul bene profondo della persona e si limitano a verificare meri requisiti legali, trasformandosi in sportelli dove i ricercatori si recano solo per «ritirare un timbro di autorizzazione». Senza un solido fondamento morale (che Sgreccia individuava nella difesa della persona umana), la bioetica rischia di concedere qualsiasi permesso, rendendo lecito tutto ciò che è tecnicamente possibile.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Bioetica
Corpi senza testa per produrre organi: l’uomo ridotto a funzione, la medicina contro l’anima
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori2 settimane faI bambini che libereranno Faccetta nera
-



Spirito2 settimane faBreve commento di mons. Viganò sull’enciclica di Leone sull’IA
-



Spirito2 settimane faBoy scout rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una visita in moschea
-



Stragi1 settimana faCani e droni killer negli ospedali, stupri sistemici, affamati usati come pratica di tiro: chirurgo racconta gli orrori di Gaza
-



Intelligenza Artificiale2 settimane faL’enciclica sull’IA è stata scritta con l’IA?
-



Armi biologiche1 settimana faDocumenti desecretati collegano l’epidemia di Lyme al programma statunitense di armi biologiche
-



Gender2 settimane fa«L’omosessualità è un disturbo mentale»: psichiatra ad un congresso medico
-



Stato7 giorni faQuando fuggono i cavalli della Repubblica














