Militaria
La leva obbligatoria per le donne è realtà per Europa e NATO
La Danimarca ha deciso di estendere la leva militare alle giovani donne a partire dai prossimi mesi, due anni prima di quanto inizialmente previsto. Le donne danesi che compiranno 18 anni dopo luglio 2025 saranno tenute a registrarsi per lo screening sanitario e la successiva leva. Allo stesso tempo, il periodo di servizio standard verrà anche aumentato da 4 a 11 mesi.
In Danimarca, gli screening sanitari sono sempre stati obbligatori per gli uomini, ma solo coloro che sono ritenuti idonei al servizio sono tenuti a partecipare alla lotteria. L’obbligo di servizio è quindi determinato dal numero di posti non occupati dai volontari ogni anno e da un numero casuale che estraggono, con 5.000 persone previste per quest’anno.
A partire da questa estate, lo stesso sistema sarà messo in atto per le donne. Inizialmente pianificato per il 2027, il provvedimento è stato annunciato dal governo liberale danese solo poche settimane fa, poi rivisto e accelerato questa settimana.
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«Alla luce dell’attuale situazione politica di difesa e sicurezza, le forze armate hanno bisogno di reclutare più persone», ha spiegato il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen, aggiungendo che il governo è anche motivato dall’uguaglianza di genere:
Si tratta quindi di un segnale importante per anticipare la piena parità tra uomini e donne al 1° luglio 2025.
Nonostante il linguaggio woke, si prevede che la decisione incontrerà una forte opposizione da parte dei giovani elettori. Sebbene non ci siano stati sondaggi di opinione recenti sulla questione, un sondaggio del 2011 ha determinato che due terzi dei danesi volevano l’abolizione della coscrizione, un numero probabilmente molto più alto tra le generazioni più giovani.
La Danimarca è il terzo paese scandinavo a introdurre la leva obbligatoria per le donne. La Norvegia è stata il primo Paese NATO a introdurre il servizio militare per le donne nel 2015, e la Svezia ha reintrodotto la leva obbligatoria nel 2017, applicandola a entrambi i sessi fin dall’inizio. Anche la Lettonia, che ha iniziato a arruolare gli uomini nel 2023, sta pianificando di estendere la leva alle donne entro il 2028, ma potrebbe seguire l’esempio della Danimarca anticipandola di qualche anno.
Oltre a questi paesi, in Austria, Cipro, Finlandia, Grecia e Lituania è in vigore una qualche forma di servizio militare obbligatorio per gli uomini, che va dai sei ai dodici mesi. Inoltre, Croazia e Polonia ripristineranno la coscrizione quest’anno, mentre il governo tedesco entrante sta seriamente considerando di fare lo stesso.
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La ragione di questo cambiamento a livello di UE non è solo la realtà geopolitica in rapido cambiamento, come spesso affermano i funzionari, ma il fatto che le forze armate volontarie europee si stanno riducendo ogni anno. La guerra in Ucraina ha solo accelerato questa tendenza.
Secondo un sondaggio Gallup pubblicato nel 2024, solo il 32% dei cittadini dell’UE sarebbe disposto a combattere per il proprio paese se scoppiasse una guerra. Nei paesi europei non appartenenti all’UE, questa cifra sale a circa il 60%, il che solleva la questione se il problema risieda in Bruxelles.
Come riportato dai Renovatio 21, la leva per le danesi era stata discussa dal governo di Copenhagen ancora un anno fa.
Come riportato da Renovatio 21, l‘idea di arruolare le donne nella guerra contro la Russia è avanzata nella politica ucraina, e Kiev avrebbe già acquistato 50 mila uniformi femminili. È stato riportato, inoltre, che l’Ucraina avrebbe chiuso le frontiere alle «donne mobilitate», come quelle con formazione medica o farmaceutica.
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La marina pakistana e lo Stretto di Ormuzzo
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Militaria
Il Bahrein lancia il primo attacco diretto contro l’Iran
Il Bahrein è apparentemente diventato il primo Paese del Golfo a lanciare un attacco diretto contro l’Iran. Lo riporta il New York Times.
Secondo il NYT, filmati verificati mostrano missili balistici lanciati dal Bahrein contro l’Iran.
Il giornale neoeboraceno scrive: «un video verificato dal New York Times mostra missili balistici lanciati dal Bahrein in direzione dell’Iran, in quello che sembra essere il primo caso confermato di attacco alla Repubblica islamica proveniente da un Paese del Golfo Persico dall’inizio della guerra». Almeno uno dei lanciatori utilizzati era un camion M142 HIMARS di fabbricazione statunitense, che è stato impiegato anche in Ucraina.
🚨⚡️ Confirmation that Bahrain is allowing the U.S. to launch Missile strikes (PrSMs) on Iran from its territory.
The HIMARS launcher system was spotted in Manama. https://t.co/mDjMKM1ox9 pic.twitter.com/CBnMV9NvhX
— MenchOsint (@MenchOsint) March 7, 2026
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Gli Stati del Golfo, pur appoggiando gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, hanno esitato a intervenire direttamente, per timore di una rappresaglia iraniana prolungata.
L’Iran ha già colpito obiettivi in diversi paesi limitrofi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Bahrein, che ospita la Quinta Flotta della Marina statunitense.
Gli esperti interpellati dal New York Times hanno affermato che è possibile che l’unità HIMARS ripresa nel video del lancio fosse gestita da personale statunitense.
Gli HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System, M142) sono un sistema d’artiglieria mobile americano sviluppato da Lockheed Martin. Montato su un camion FMTV 6×6, è leggero (circa 16 tonnellate in combattimento), trasporta 6 razzi guidati GMLRS (fino a 80-150 km di gittata) o 1-2 missili PrSM/ATACMS (fino a 300+ km). Preciso al metro grazie al GPS, si sposta rapidamente (fino a 94 km/h), spara e fugge (“shoot and scoot”). Ha rivoluzionato conflitti moderni per mobilità e letalità chirurgica.
Gli HIMARS sono stati impiegati estensivamente in Ucraina fin dall’estate 2022. Gli Stati Uniti ne hanno forniti decine (circa 40-43 HIMARS M142 più alcuni M270 simili), e le forze ucraine li hanno usati per colpire depositi munizioni, comandi, ponti, elicotteri russi e obiettivi logistici con grande efficacia iniziale, contribuendo, secondo quanto riportato dalla stampa occidentale a rallentare l’avanzata russa (per esempio nella controffensiva di Kherson). Rimangono operativi nel 2026, nonostante perdite documentate (almeno 4-5 confermati distrutti da droni o attacchi russi) e problemi di jamming GPS russo che ne hanno ridotto l’efficacia in alcune fasi.
Vi sono state accuse sull’impiego di personale americano sugli HIMARS da parte di Ministero della Difesa e agenzie di stampa statali russe che, in vari momenti (2022-2024), hanno dichiarato di aver distrutto HIMARS insieme a «specialisti stranieri» o «personale NATO» che li operavano. Queste dichiarazioni sono state sistematicamente smentite o non confermate da Casa Bianca e Pentagono.
Evvi però un evidente coinvolgimento indiretto USA profondo con la fornitura di coordinate di targeting precise per la maggior parte dei lanci HIMARS, come riportato dal Washington Post nel 2023).
La condivisione di Intelligence satellitare in tempo reale tra Washington e Kiev è durata sino al 2025, quando sotto Trump la ha interrotta per alcuni sistemi, riducendo l’efficacia a lungo raggio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’esercito israeliano ritira le denunce contro i soldati accusati dello stupro di un detenuto palestinese
🇮🇱 Israel’s military has dropped charges against five soldiers accused of sexually abusing a Palestinian detainee at the Sde Teiman detention facility.
The indictment alleged that one soldier stabbed the detainee in the rectum with a knife causing serious injury. The case gained… pic.twitter.com/zZant8MCJb — Europa.com (@europa) March 13, 2026
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Accused IDF rapists says they will ‘WIN’
Members of ‘Force 100’ don’t outright deny gang-raping a Palestinian prisoner They just complain that they never got to ‘explain’ the sodomy Video from Israel’s Channel 14 pic.twitter.com/hwuILHSiMS — MOCez🇷🇺🇮🇶🇾🇪🇨🇳🇵🇰🇵🇸🇱🇧🇮🇷🇰🇵🇪🇸☀️ (@Mousacisse1) November 3, 2025
Israeli soldiers accused of gang raping a Palestinian detainee at the Sde Teiman camp claim injustice, after a leaked video exposed the abuse.
Israel’s top military lawyer was arrested for leaking the footage herself, while PM Netanyahu called it “one of the most serious… pic.twitter.com/Sqn2kQGgYa — TRT World (@trtworld) November 4, 2025
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