Economia
La crescita economica russa tocca il 5,4%
Il prodotto interno lordo (PIL) della Russia è cresciuto del 5,4% su base annua nel primo trimestre del 2024, ha affermato l’agenzia statale di statistica Rosstat in un rapporto preliminare pubblicato venerdì. Lo riporta RT.
Secondo le stime, nel periodo gennaio-marzo la Russia ha registrato una forte crescita del fatturato del commercio al dettaglio (+10,5%), dell’industria manifatturiera (+8,8%) e dell’edilizia (3,5%).
I dati Rosstat sono in linea con una stima precedente del Ministero dell’Economia, ma superano quella della Banca di Russia (crescita del 4,6%) e le aspettative degli analisti (5,3%). L’agenzia dovrebbe pubblicare dati più dettagliati sul PIL a metà giugno.
Secondo una precedente previsione della Banca di Russia, la crescita del PIL dovrebbe rallentare nel secondo trimestre a causa dell’inasprimento delle condizioni fiscali. Il regolatore, tuttavia, prevede che la domanda di consumatori e investimenti rimarrà elevata e continuerà a guidare la crescita economica.
I dati positivi arrivano nonostante le molteplici serie di sanzioni occidentali introdotte dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina nel febbraio 2022.
Le misure vanno dall’inserimento nella lista nera della maggior parte delle banche russe e la loro esclusione dal sistema di messaggistica interbancaria SWIFT, al congelamento di circa 300 miliardi di dollari di riserve valutarie russe.
Di conseguenza, il PIL ha subito una flessione nel 2022, contraendosi dell’1,2%. Tuttavia, i dati per il 2023 hanno mostrato che l’economia si è ripresa, registrando una crescita del 3,6%. Molti analisti hanno attribuito questa performance al perno commerciale della Russia verso l’Est e alle politiche economiche implementate per compensare l’effetto delle restrizioni.
Ad aprile, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha dichiarato di aspettarsi che l’economia russa cresca più velocemente di tutte le economie avanzate nel 2024. Si prevede che il PIL crescerà del 3,2%, superando i tassi di crescita attesi per gli Stati Uniti (2,7%), il Regno Unito (0,5%), Germania (0,2%) e Francia (0,7%).
Il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov in precedenza aveva affermato di aspettarsi una crescita del PIL nel 2024 pari a quella dello scorso anno, mentre la Banca di Russia è stata più cauta nelle sue previsioni, prevedendo una crescita del 2,5-3,5%.
La Russia sembra quindi essersi scrollata di dosso la questione delle sanzioni occidentali.
Come riportato da Renovatio 21, i profitti di aziende russe come il colosso petrolifero Rosneft sono saliti nonostante le sanzioni. Le sanzioni, in realtà, sono state devastanti più per le economie dei Paesi che le hanno imposte – e la follia delle bollette sta a dimostrarlo.
Due mesi fa Putin ha dichiarato che la Russia si era ripresa dalla pressione delle sanzioni.
In un editoriale a inizio anno, l’Economist aveva ammesso il fallimento delle sanzioni contro Mosca. «Attualmente, il sistema economico russo è in una forma migliore del previsto» scriveva la testata britannica, che si rendeva conto, di colpo, del danno invece procurato ai sanzionatori: «nel frattempo l’Europa, appesantita dai prezzi dell’energia alle stelle, sta cadendo in recessione».
Come riportato da Renovatio 21, i dati di questa primavera, riportati dall’agenzia Reuters, segnalano che l’economia in Russia continua a crescere. Mentre in Europa e nei singoli Paesi si parla di «economia di guerra». Orban, unico leader europeo a mantenere la ragione, ha dichiarato varie volte che le sanzioni uccideranno l’economia europea.
Nonostante i continui round di sanzioni indetti da Bruxelles contro la Russia, in Austria l’FPO, il partito anti-immigrati e anti-sanzioni, è primo nei sondaggi. In Germania invece oltre la metà della popolazione ha ammesso di essere più povera rispetto a quando nel 2021 le sanzioni non erano in atto.
Secondo il vice ministro degli Esteri russo Aleksandr Grushko gli Stati membri dell’UE hanno perso circa 1,5 trilioni di dollari a causa delle radicali sanzioni introdotte contro Mosca.
L’economia russa, a differenza di quella occidentale, è tutt’altro che devastata. Di fatto, le sanzioni non hanno ferito la struttura economica di Mosca, e ciò era vero mesi fa come lo è ora. Come aveva dichiarato il presidente russo Putin, le sanzioni non separano la Russia dal resto del mondo, anzi: la Russia ora lavora con altri Paesi per la creazione di valute alternative per il commercio globale.
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Immagine di Deensel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Economia
L’Europa è dipendente dal gas USA
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Economia
Trump afferma che gli Stati Uniti potrebbero controllare il 55% del petrolio mondiale
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti arriverebbero a controllare oltre la metà della produzione mondiale di petrolio qualora le compagnie americane riottenessero l’accesso all’industria petrolifera venezuelana.
Il Venezuela possiede le riserve petrolifere accertate più vaste al mondo e, negli anni 2000, sotto la presidenza del socialista Hugo Chávez, procedette alla nazionalizzazione degli asset delle imprese statunitensi.
Trump ha indicato proprio tale nazionalizzazione, da lui definita «ingiusta», come uno dei principali motivi che hanno portato, la scorsa settimana, all’invio di commando americani per rapire il successore di Chavez, il presidente venezuelano Nicolas Maduro, all’interno del suo complesso presidenziale a Caracas.
«Lavoreremo con il Venezuela», ha affermato Trump venerdì nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i vertici dei principali colossi petroliferi americani: ExxonMobil, Chevron e ConocoPhillips.
«Le aziende statunitensi avranno la possibilità di ricostruire le infrastrutture energetiche del Venezuela e, alla fine, di incrementare la produzione di petrolio a livelli mai raggiunti in precedenza. Sommando Venezuela e Stati Uniti, arriveremmo a controllare il 55% del petrolio mondiale», ha precisato.
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Al termine dell’incontro, Trump ha annunciato che le imprese americane investiranno almeno 100 miliardi di dollari nello sviluppo della produzione petrolifera venezuelana. L’amministratore delegato di Exxon, Darren Woods, ha tuttavia sottolineato che il Venezuela rimane «non investibile» senza una profonda revisione normativa e una riorganizzazione complessiva del suo settore energetico.
Sebbene il governo venezuelano non abbia ancora confermato ufficialmente la concessione di accesso alle compagnie statunitensi, Delcy Rodríguez – stretta alleata di Maduro e autoproclamatasi presidente ad interim in sua assenza – ha dichiarato all’inizio di questa settimana che Caracas è disponibile a collaborare su progetti energetici con tutte le parti interessate, compresi gli Stati Uniti.
I rappresentanti venezuelani hanno denunciato con forza quello che definiscono il progetto di Trump di saccheggiare le risorse nazionali e hanno bollato il rapimento di Maduro come una gravissima violazione della sovranità del paese.
Lunedì, comparendo davanti a un giudice statunitense, Maduro si è dichiarato non colpevole delle accuse di traffico di stupefacenti e di armi mosse a suo carico.
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Economia
Gli ambasciatori dell’UE approvano l’accordo con il Mercosur in mezzo alla rivolta degli agricoltori
🚜 La Coordination rurale annonce le lancement d’actions étalées sur plusieurs jours pour protester contre les normes agricoles et le traité UE-Mercosur. Des agriculteurs ont pris la route de Paris et Lyon ce lundi matin. #Agriculture #Mercosurpic.twitter.com/c1YQPdPIA2
— TVL (@tvlofficiel) January 6, 2025
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LE PROTESTE CONTRO MERCOSUR: LA GIORNATA
MILANO ITALIA 🇮🇹🚜 Nelle ore dell’annuncio di un accordo traditore e a svantaggio dell’intero mondo agricolo italiano, centinaia di cittadini e agricoltori INSIEME manifestavano a Milano la propria contrarietà all’accordo ‘Mercosur’… pic.twitter.com/ueSHLzCbXg — @dessere88fenice (@dessere88fenice) January 10, 2026
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