Militaria
La Marina statunitense apre il fuoco e abborda una nave mercantile battente bandiera iraniana
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha diffuso un video che mostra una nave da guerra statunitense mentre apre il fuoco contro una nave mercantile battente bandiera iraniana, successivamente sequestrata dai Marines statunitensi.
Secondo il CENTCOM, il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance ha intercettato la M/V Touska nel Golfo dell’Oman mentre tentava di forzare il blocco navale statunitense e raggiungere il porto iraniano di Bandar Abbas attraverso lo Stretto di Ormuzzo.
«Dopo che l’equipaggio della Touska non ha dato seguito ai ripetuti avvertimenti per un periodo di sei ore, Spruance ha ordinato l’evacuazione della sala macchine. Spruance ha disattivato il sistema di propulsione della Touska sparando diversi colpi con il cannone Mk 45 da 5 pollici del cacciatorpediniere nella sala macchine», ha dichiarato il CENTCOM, aggiungendo che in seguito una squadra della 31ª Unità di Spedizione dei Marines è salita a bordo dell’unità.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, che cita i dati di tracciamento, la Touska proveniva da un porto cinese adibito allo stoccaggio di prodotti chimici ed era carica di merci. Il porto è spesso utilizzato per il trasporto di sostanze chimiche, tra cui il perclorato di sodio, un precursore chiave per la produzione di propellente solido per razzi. Il giornale ha inoltre precisato che non è chiaro quale carico trasportasse la Touska. In seguito, il CENTCOM ha anche diffuso un video che mostra le forze statunitensi salire a bordo della nave danneggiata da un elicottero.
U.S. Marines depart amphibious assault ship USS Tripoli (LHA 7) by helicopter and transit over the Arabian Sea to board and seize M/V Touska. The Marines rappelled onto the Iranian-flagged vessel, April 19, after guided-missile destroyer USS Spruance (DDG 111) disabled Touska’s… pic.twitter.com/mFxI5RzYCS
— U.S. Central Command (@CENTCOM) April 20, 2026
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Le autorità iraniane hanno denunciato il blocco come illegale secondo il diritto internazionale, affermando che viola i termini di un cessate il fuoco di due settimane che scadrà mercoledì.
L’esercito iraniano ha promesso di vendicarsi per il sequestro della nave.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha poi riferito che l’esercito iraniano ha lanciato un drone contro navi statunitensi. Gli Stati Uniti non hanno confermato se qualcuna delle loro navi sia stata attaccata.
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Immagine screenshot da Twitter
Militaria
La Francia sta pianificando un terzo attacco al Niger: parla il generale nigerino
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Militaria
Trump respinge le notizie sulla carenza di missili negli Stati Uniti
Il presidente statunitense Donaldo Trump ha smentito che l’esercito americano stia incontrando difficoltà a causa della diminuzione delle munizioni, mentre prosegue la guerra con l’Iran. Le dichiarazioni arrivano mentre una rara tregua nei combattimenti entra nel terzo giorno, dopo le notizie secondo cui la scarsità di missili intercettori starebbe spingendo la Casa Bianca a prendere provvedimenti nel conflitto.
Domenica il New York Times e il Wall Street Journal avevano riportato che Trump avrebbe rinunziato a un nuovo attacco di vasta portata contro l’Iran per timore che il Pentagono stesse esaurendo le scorte di missili antiaerei.
In una dichiarazione al Wall Street Journal, Trump ha respinto l’affermazione, affermando: «Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno». Non ha fornito ulteriori dettagli.
Anche l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha respinto le preoccupazioni, dichiarando all’emittente NBC: «Voglio essere assolutamente chiaro: l’esercito americano – e l’ho verificato in ogni modo – ha tutto il necessario per condurre questa campagna con la massima efficacia». Ha poi aggiunto che «chi sta diffondendo queste sciocchezze merita di finire in prigione».
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Secondo il Wall Street Journal, una campagna di attacchi intensificati contro l’Iran, pianificata per due settimane, è stata accantonata per lasciare spazio alla diplomazia, e Trump potrebbe in definitiva ordinare la ripresa degli attacchi. Il giornale ha riferito che il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto, ha informato la Casa Bianca del calo delle scorte e che, sebbene Caine ritenga che le scorte ridotte non precludano la ripresa di importanti operazioni di combattimento, ne aumenterebbero il rischio.
Il New York Times, citando alcune fonti, ha riferito che Trump era stato dissuaso dall’intensificare le ostilità dai suoi collaboratori, i quali avrebbero addotto come motivazione la diminuzione delle scorte e il timore che i nuovi attacchi e le ritorsioni iraniane potessero irritare gli alleati regionali degli Stati Uniti. «Pochi, se non nessuno, nella cerchia ristretta del signor Trump ritenevano saggio il piano di intensificazione», ha scritto il giornale.
Un alto funzionario avrebbe affermato che i continui attacchi stavano producendo l’effetto opposto a quello desiderato, mantenendo l’Iran unito e concentrato su una minaccia esterna anziché spingerlo a tornare al tavolo dei negoziati.
Il Wall Street Journal ha riferito che la Casa Bianca ha avvertito che avrebbe considerato un rischio per la sicurezza nazionale la pubblicazione da parte delle testate giornalistiche di dati governativi aggiornati sul numero di intercettori Patriot e THAAD effettivamente utilizzati dall’inizio della guerra.
Stime indipendenti suggeriscono il motivo per cui queste cifre potrebbero risultare delicate. Una recente analisi del CSIS indica che le forze statunitensi e alleate hanno impiegato tra i 1.060 e i 1.430 intercettori Patriot solo nella fase iniziale della guerra, a fronte di una linea di produzione statunitense a Camden, in Arkansas, che ne produce circa 600-620 all’anno. Gli Stati Uniti hanno anche consumato centinaia di missili Tomahawk, con il Pentagono che ne riceve circa 15 nuovi al mese.
Nel frattempo, l’esercito iraniano ha dichiarato di aver sospeso gli attacchi contro obiettivi militari statunitensi nella regione, spiegando che la strategia di Teheran nel conflitto «è stata interamente di rappresaglia».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
II 70% dei tedeschi non crede che l’esercito possa proteggere il Paese
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