Gender
La Bulgaria vieta la propaganda LGBT nelle scuole
Il Parlamento bulgaro ha approvato un emendamento alla legge nazionale sull’istruzione che vieterebbe la promozione di relazioni o orientamenti sessuali «non tradizionali», nonché i cambiamenti di genere, nelle scuole e negli asili.
La mossa, sostenuta dalla maggior parte dei legislatori del parlamento nazionale, ha scatenato l’ira dei gruppi di difesa dei diritti LGBT in Bulgaria e nell’UE, che chiedono a Bruxelles di «prendere provvedimenti» contro Sofia.
Il disegno di legge è stato approvato mercoledì in due letture dopo quattro ore di accesi dibattiti, secondo i media locali. Nella seconda e ultima lettura, 135 membri del parlamento hanno sostenuto la legislazione mentre 57 hanno votato contro e otto si sono astenuti.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
L’emendamento, introdotto dal partito nazionalista Vazrazhdane («Rinascita»), è stato approvato dalla maggior parte dei partiti in parlamento, tra cui il GERB-SDS di centro-destra, il Partito socialista bulgaro di sinistra e la maggior parte dei membri centristi del DPS.
Secondo quanto riportato dai media locali, l’emendamento proibisce la «propaganda, la divulgazione e l’incitamento” di tutte le idee legate all ‘”orientamento sessuale non tradizionale o alla determinazione dell’identità di genere diversa da quella biologica».
La legislazione definisce l’orientamento sessuale non tradizionale come qualsiasi cosa «diversa» dall’attrazione eterosessuale.
Il leader del Partito della Rinascita, Kostadin Kostadinov, ha affermato che l’ideologia LGBT «non è umana» e che è «antiumana» e «promuove» relazioni non tradizionali nelle scuole.
Il parlamentare del DPS Yordan Tsonev ha affermato che non c’era «posto» per tale educazione nelle scuole, sostenendo che il disegno di legge non aveva nulla a che fare con l’intolleranza, mentre l’ex ministro dell’Istruzione bulgaro Krasimir Valchev ha affermato che i bambini «non dovrebbero essere soggetti a tali influenze».
Nel frattempo, il parlamentare Yavor Bozhankov del partito PP-DB ha bollato l’emendamento come un’esibizione di «populismo pre-elettorale» e «orribile omofobia” che promuove la divisione nella società. Ha anche criticato il Partito della Rinascita definendolo «filo-russo».
Altri critici del disegno di legge hanno anche fatto riferimento a una legge simile promulgata in Russia. «È profondamente preoccupante vedere la Bulgaria adottare tattiche dal manuale anti-diritti umani della Russia», ha affermato il gruppo di difesa LGBT dell’UE Forbidden Colors, che ha definito la legislazione come «un attacco diretto ai diritti umani fondamentali delle persone LGBTIQ+, in particolare dei bambini».
L’organizzazione omotransessualista inoltre affermato che la formulazione del disegno di legge ricordava leggi simili adottate in Russia nel 2013 e in Ungheria nel 2021 e ha esortato Bruxelles a «intraprendere azioni decisive» contro la Bulgaria.
Come riportato da Renovatio 21, l’Ungheria è oggetto di pesanti pressioni di Bruxelles (e degli USA…) per le sue posizioni sul tema della diffusione dell’omosessualismo, con l’accusa di non rispettare lo «Stato di diritto» – di fatto, una barzelletta dopo quando avvenuto con COVID e vaccini.
Aiuta Renovatio 21
La Russia ha inasprito le sue leggi sul movimento LGBT dall’inizio degli anni 2010, prima vietandone la propaganda tra i minori e poi estendendo il divieto agli adulti nel 2022. Nel luglio dello scorso anno, il governo ha anche proibito la riassegnazione di genere per persone di tutte le età tranne che nei casi in cui è necessario l’intervento medico per trattare le anomalie congenite.
A novembre scorso, la Corte Suprema russa ha designato il «movimento pubblico internazionale LGBT» come un «gruppo estremista», vietandone le attività nel Paese.
Durante l’estate 2023, la Russia ha anche introdotto il divieto di interventi chirurgici di cambio di genere e di terapia ormonale effettuati come parte del processo di transizione di genere. Oltre a ciò, la legislazione vietava di alterare i dettagli di genere nei registri pubblici.
Come riportato da Renovatio 21, la Russia intende vietare l’adozione dei bambini russi nei Paesi pro-transgender, cioè, di fatto, NATO o pro-NATO.
Due mesi fa il viceministro della Giustizia russo Oleg Sviridenko al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) ha dichiarato che il «movimento LGBT» si basa su una «ideologia distruttiva» che rappresenta una minaccia per la cultura e la popolazione russa e potrebbe alla fine innescare una guerra di genere.
Parlamentari russi hanno ora preparato una proposta di legge per vietare l’ideologia dei «senza figli», ritenuta «estremista».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Sabina Panayotova via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Gender
Il sindaco di Budapest rischia una multa per il Gay Pride
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
La Danimarca all’ONU: «donna incinta» è un termine transfobico, anche gli uomini possono essere «incinti»
La Danimarca ha invitato il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite a evitare l’espressione «donna incinta», ritenendola escludente nei confronti delle «persone transgender». Il piccolo Stato nordeuropeo ha inoltre sostenuto che la propria interpretazione del «diritto alla vita» comprende il diritto all’aborto.
Il Comitato per i diritti umani accoglie i contributi dei Paesi riguardo al Patto internazionale sui diritti civili e politici, in particolare per quanto concerne la parte dedicata al «diritto alla vita».
Secondo il ministero degli Affari Esteri danese, l’impiego di certi termini nella bozza appare talvolta «troppo generico». «Sebbene il diritto alla vita sia fondamentale, occorre fare attenzione a non collegarlo a tutti i possibili aspetti delle violazioni dei diritti umani. Un simile approccio rischia di indebolire il Commento Generale anziché rafforzare gli aspetti centrali del diritto alla vita».
Sostieni Renovatio 21
Il documento ONU riconosce e tutela il diritto alla vita di tutti gli esseri umani, precisando che tale diritto «non dovrebbe essere interpretato in modo restrittivo» in quanto «riguarda il diritto degli individui a essere liberi da atti e omissioni intesi o previsti per causare la loro morte innaturale o prematura, nonché a godere di una vita dignitosa».
«Sebbene gli Stati parti possano adottare misure volte a regolamentare l’interruzione di gravidanza, tali misure non devono comportare una violazione del diritto alla vita di una donna incinta o di altri suoi diritti ai sensi del Patto», si legge nel testo, con riferimento al diritto della donna a un aborto «sicuro», in particolare quando il feto presenta disabilità.
Tale formulazione non soddisfa la Danimarca (Paese dai quali i bambini down sono, un aborto eugenetico dopo l’altro, stati sterminati) che osserva che «utilizzando il termine “donna incinta” il Comitato potrebbe inavvertitamente limitare l’applicazione di questo paragrafo per escludere le persone transgender che hanno partorito».
La Danimarca sembra rifiutare di riconoscere verità elementari della natura: che l’essere umano esiste fin dal suo inizio e che solo la metà della popolazione possiede gli organi riproduttivi necessari per una gravidanza di nove mesi.
Per questi motivi è facile cedere alla tentazione di fare il tifo per Donald Trump e la sua volontà di privare il Regno di Danimarca della Groenlandia – terra che, come ha ricordato di recente anche il presidente russo Vladimiro Putin, Copenhagen ha trattato con una certa crudeltà coloniale.
A tema di Groenlandia e eugenetica, Danimarca e «diritti riproduttivi» ricordiamo i casi di sterilizzazione di massa delle donne inuit promosso dalle autorità danesi. Tra il 1966 e il 1975 i medici danesi hanno impiantato dispositivi intrauterini (IUD) in metà delle donne indigene in Groenlandia per promuovere la salute e fermare la crescita della popolazione autoctona. Presumibilmente, poche donne – alcune di appena 13 anni – hanno dato il loro consenso.
C’è del marcio in Danimarca, diceva il bardo. Aveva proprio ragione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
Sei giocatori di hockey si rifiutano di mettere il nastro arcobaleno omotransessualista sulle mazze
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Sostieni Renovatio 21
L’hockey è visibilmente anche uno sport dove alberga un certo nazionalismo, come dimostra la recente partita della nazionale americana contro il Canada, dove ad apertura partita si videro tre risse in nove secondi dopo che il pubblico canadese aveva fischiato l’inno USA. Come riportato da Renovatio 21, un evento di hockey transessuale portò al ferimento per trauma cranico di una donna che si presentava come maschio che si era scontrata con un maschio che si presentava come donna.“I respect everybody and I respect everybody’s choices. My choice is to stay true to myself and my religion.”
Flyers defenseman Ivan Provorov on refusing to wear a rainbow jersey for warm ups during “Pride Night” due to his Russian Orthodox faith. pic.twitter.com/wCUl8slmRB — Greg Price (@greg_price11) January 18, 2023
Come riportato da Renovatio 21, poco dopo aver raggiunto il record di goal segnati, l’Ovechkin è stato messo nella kill list ucraina Mirotvorets.“Get a stretcher! Get a medic!”
Words heard at the first NHL All-Trans Draft Tournament after a male player casually bumps into a female player. The contact doesn’t look serious on video. But the size diff between players is so great that the female suffers a concussion. 🧵 pic.twitter.com/U4y0huo0oA — WomenAreReal (@WomenAreReals) December 9, 2022
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Autismo2 settimane faEcco la Barbie autistica: il mondo verso la catastrofe sanitaria (e il Regno Sociale di Satana)
-



Immigrazione2 settimane faEva Vlaardingerbroek bandita dalla Gran Bretagna
-



Immigrazione1 settimana faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Spirito2 settimane fa«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»
-



Armi biologiche5 giorni faI vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
-



Salute2 settimane faI malori della 2ª settimana 2026
-



Gender2 settimane faIl giornale dei vescovi italiani difende la transessualità nei bambini
-



Geopolitica6 giorni fa«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?














