Intelligence
La banca vaticana, Gladio e la lotta al comunismo: dalla CIA al traffico di droga
L’Istituto per le Opere di Religione (o IOR, acronimo con cui è divenuto notissimo), venne creato il 27 giugno del 1942 da Papa Pio XII (1876-1958) e Bernardino Nogara (1870-1958), con lo scopo di salvaguardare e amministrare le proprietà della Santa Sede utili al lavoro religioso e di carità. La banca del Vaticano, avendo sede in una nazione sovrana non ha modo di essere obbligata a porre rimedio ad alcuna violazione di legge internazionale né a dover presentare alcuna fonte dei suoi depositi.
Costituendo una entità a sé stante all’interno del Vaticano e non avendo legami con nessun altro organo della Chiesa è stata ritenuta «la più segreta banca del mondo». Lo IOR è al centro delle speculazioni di un fortunato saggio storico sul sistema Stay Behind americano in Europa, Operation Gladio di Paul L. Williams.
Secondo Williams, Nogara che ne divenne il primo presidente, l’avrebbe diretta con l’abitudine di distruggere regolarmente i documenti riguardanti le transazioni senza lasciare alcuna traccia. Anche nei report annuali, composti da lunghissimi ed esaustivi elenchi di dare ed avere non sarebbe stato menzionato in nessun caso alcuna posta referente allo IOR, portando costantemente gli eventuali investigatori ad un inevitabile punto morto.
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Grazie a questa sua peculiare organizzazione il Vaticano divenne luogo perfetto per assurgere a collegamento discreto tra gli obiettivi americani e quelli della Santa Sede. Il cardinale Francis Spellman (1889-1967) dagli Stati Uniti, ebbe a commentare che il destino italiano sarebbe dipeso dalle imminenti elezioni del 1948 e dal conflitto tra comunismo e cristianesimo, tra libertà e schiavitù. Lo stesso cardinale si prodigò a far giungere in Italia una cascata di messaggi radio dalle celebrità americane come Frank Sinatra, Bing Crosby e Gary Cooper esortando il popolo italiano a supportare la Democrazia Cristiana contro l’ascesa del comunismo.
Sempre secondo Williams nei mesi precedenti l’epocale elezione italiana, la CIA indirizzò ben sessantacinque milioni di dollari neri verso la banca vaticana. Il denaro sarebbe stato recapitato ain contanti a mano dentro delle grosse valigie dai membri dell’organizzazione di Lucky Luciano (1897-1962). Operation Gladio scrive che la fonte del denaro sarebbe rimasta l’eroina fornita da una nota industria farmaceutica torinese. Smerciata in seguito attraverso espedienti come cioccolatini o frutta ripieni dell’oppiaceo raffinato, sarebbe stata spedita negli States attraverso lo sdoganamento negli accondiscendenti porti cubani gestiti dalla malavita italoamericana di Santo Trafficante.
Da Cuba l’eroina sarebbe stata tagliata con lo zucchero prima di essere trasportata ai distributori di New Orleans, Miami e New York. La CIA aveva aiutato la logistica creando delle rotte sicure assieme alla International Longshoremen’s Association, i sindacati americani rappresentanti gli scaricatori di porto. Una volta giunta in terra ferma, l’eroina, sarebbe stata gestita da Jimmy Hoffa e altri leader dell’International Brotherhood of Teamsters, il sindacato degli autotrasportatori degli Stati Uniti e del Canada con l’aiuto delle società di trasporti di proprietà della mafia italoamericana.
L’anno successivo delle elezioni italiane del 1948, Iosif Stalin (1878-1953) creò il Consiglio di mutua assistenza economica, un organo pensato per controllare l’unione economica tra Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia e Romania. La CIA avrebbe scelto in risposta di estendere il suo supporto alle forze politiche anticomuniste e alla rete Stay Behind inondando il sistema clandestinamente con milioni di dollari derivanti dal narcotraffico depositati da membri della cosca mafiosa di Don Calò, Calogero Vizzini, (1887-1954) nelle banche cattoliche, incluso il Banco Ambrosiano.
Nel 1949 Pio XII emise un decreto solenne nel quale dichiarava che avrebbe scomunicato non solo i membri della chiesa che avessero partecipato o favorito il Partito Comunista ma anche qualsiasi cattolico si fosse macchiato della pena di leggere o diffondere materiale inneggiante al comunismo. Secondo Williams il Vaticano avrebbe continuato a stringere i contatti con la CIA al punto di arrivare a ricevere ogni anno 20 milioni di dollari in aiuti economici e in cambio sarebbe stato chiesto di mantenere una tavola rotonda vaticana custodita da James Jesus Angleton (1917-1987), futuro satrapo del controspionaggio americano.
Tali incontri periodici, scrive il saggio, avrebbero garantito agli statunitensi informazioni preziose provenienti dalle nazioni del blocco orientale attraverso gli ultimi canali ormai rimasti disponibili, quelli dei nunzi apostolici. Strategie per indebolire in tutto il mondo partiti e movimenti filo sovietici sarebbero stati decisi qui, tra la Santa Sede e Langley. Le talpe presenti in vaticano sarebbero statte individuate e le azioni dei preti progressisti, particolarmente quelli dell’America Latina, ostacolate in seguito a provvedimenti presi in questo esclusivo gruppo decisionale.
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Williams racconta come molti membri dell’Intelligence americana in quegli anni divennero parte del Sovrano Militare Ordine di Malta. Tra questi si sarebbero da annoverare Angleton, William Casey (1913-1987), William Colby (1920-1996) e John McCone (1902-1991) tutti futuri direttori della CIA. Il Generale Vernon Walters (1917-2002) vicedirettore della CIA sotto George H. W. Bush (1924-2018), Alexander Haig (1924-2010) generale della NATO e futuro segretario di Stato di Ronald Reagan (1911-2004), il citato padre dei servizi americani William «Wild Bill» Donovan e l’ex superspia nazista Reinhard Gehlen (1902-1979) stesso.
Di lì a poco però la succitata industria farmaceutica torinese prestatasi allo scopo come prima fornitrice di purissima eroina avrebbe dovuto fermare la produzione clandestina. Il decano della lotta alla droga americano Harry Jacob Anslinger (1892-1975) indicò per primo una quantità fuori dalla norma prodotta in Italia e con le sue indagini riportò ordine.
Lo schema messo in piedi avrebbe rischiato quindi di saltare sul più bello. Si sarebbe reso necessario trovare un nuovo fornitore e dei nuovi laboratori per far si che il Magnum Opus potesse compiersi e che nuovamente i prodigiosi flussi di narcodollari potessero tornare a scorrere verso conti bancari cattolici italiane.
Marco Dolcetta Capuzzo
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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I sei mostri dei fratelli Dulles
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La CIA declassifica gli avvertimenti dell’intelligence precedenti all’11 settembre
La CIA ha declassificato decine di briefing di intelligence destinati al presidente che mostrano come i funzionari statunitensi fossero stati avvertiti anni prima dell’11 settembre che Osama bin Laden e la rete di Al-Qaeda stavano valutando attacchi sul territorio americano con aerei dirottati o caricati di esplosivo, e che stavano anche cercando di sviluppare armi biologiche, chimiche e nucleari.
Venerdì, in occasione del 25° anniversario dell’11 settembre, l’agenzia ha reso pubblici 71 documenti del President’s Daily Brief (PDB). La raccolta, di oltre 100 pagine, costituisce la più ampia pubblicazione di materiale di intelligence presidenziale della CIA relativo agli attentati e comprende valutazioni che vanno dal 1998 fino al periodo immediatamente successivo all’11 settembre 2001.
Tra i documenti più rilevanti figura un memorandum del settembre 1998 sulle intenzioni di Bin Laden. L’Intelligence indicava che la sua «opzione preferita» era quella di colpire gli Stati Uniti «sul loro stesso suolo, a Washington», scriveva la CIA, avvertendo che la sua rete «avrebbe potuto far schiantare un aereo carico di esplosivo contro una città statunitense».
Tre mesi dopo, un altro briefing segnalava che Bin Laden e i suoi alleati stavano preparando attacchi negli Stati Uniti, tra cui un piano per dirottare un aereo di linea americano durante le festività natalizie.
Il materiale ora reso pubblico evidenzia anche una preoccupazione costante per le armi non convenzionali. Una valutazione del febbraio 1998 affermava che Bin Laden e altri estremisti cercavano di procurarsi sostanze chimiche, biologiche e nucleari non specificate. Nel maggio 1999 la CIA valutò che Bin Laden stesse perseguendo «una varietà di opzioni» per sviluppare questo tipo di armi. Un successivo briefing di giugno riferiva che i tirocinanti in un campo afghano avevano prodotto e testato «decine di sostanze chimiche tossiche e tossine biologiche» e che gli agenti avevano sperimentato l’aggiunta di materiale radioattivo agli esplosivi.
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L’avvertimento più noto è datato 6 agosto 2001, quando l’allora presidente George W. Bush ricevette un briefing intitolato «Bin Laden determinato a colpire gli Stati Uniti». Il documento affermava che Bin Laden desiderava attaccare gli Stati Uniti da anni, citava attività sospette compatibili con i preparativi per dirottamenti aerei e segnalava che l’FBI stava conducendo circa 70 indagini su possibili attività legate ad Al-Qaeda nel Paese.
Nell’estate del 2001, come ricordò in seguito l’allora direttore della CIA George Tenet, il sistema di intelligence era «in stato di massima allerta».
La Commissione sull’11 settembre ha rilevato che molti funzionari sapevano che «qualcosa di terribile era in programma», ma le carenze nella condivisione delle informazioni, nelle politiche e nella preparazione hanno impedito che i segnali d’allarme frammentari si traducessero in azioni concrete.
Bin Laden divenne noto durante la guerra sovietica in Afghanistan, quando Washington destinò miliardi di dollari all’armamento dei mujahidin antisovietici attraverso il Pakistan. I funzionari statunitensi hanno negato di aver finanziato direttamente Bin Laden, ma la guerra appoggiata dagli Stati Uniti contribuì a creare l’infrastruttura e l’ambiente militante da cui in seguito emerse Al-Qaeda.
Il più grave attentato terroristico nella storia degli Stati Uniti, che causò la morte di 2.977 persone, spinse Washington a lanciare la Guerra al Terrore, con l’invasione dell’Afghanistan nel giro di poche settimane e dell’Iraq meno di due anni dopo. In patria, il PATRIOT Act ampliò in misura rilevante i poteri del governo in materia di sorveglianza sui propri cittadini.
Renovatio 21 l’11 settembre ha pubblicato un articolo con le storie meno note, e i loro recenti sviluppi, del mega-attentato che ha cambiato il mondo.
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Immagine di Robert J. Fisch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Decapitazioni di massa in Manciuria: crimini giapponesi della Seconda Guerra Mondiale emergono dai docuimenti sovietici
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