Vaccini
INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA DR.SSA GABRIELLA LESMO
In esclusiva per Renovatio 21 e AURET Italia un’intervista di Cristiano Lugli alla Dott.ssa Gabriella Maria Lesmo, a seguito dell’ingiusto processo di radiazione che l’ha colpita recentemente.
Dottoressa Lesmo, lei è attualmente sottoposta ad un processo di radiazione. Come vive questa situazione?
Questa vicenda ha comportato un danno di immagine, perché chi non mi conosce e non ha consapevolezza di ciò che si muove attorno alle vaccinazioni di massa, può pensare che abbia agito in qualche modo disdicevole. Esiste anche un danno economico, perché ho dovuto e dovrò ancora affrontare spese legali e rubare tempo alla famiglia e alla professione, oltre ai numerosi viaggi dalla Svizzera dove vivo felicemente .
«Medico sono, medico resto e medico resterò sino a che lascerò il corpo»
Tuttavia, dal punto di vista emozionale, questa vicenda non incide sulla mia serenità . Sono abituata ad affrontare ben altre emergenze: la professione stessa mi ha abituata a gestire situazioni critiche, le mie vicende familiari pure. Altre volte, nel corso della mia attività ospedaliera, seguire la mia coscienza e le mie convinzioni ha significato andare in rotta di collisione con chi “comandava”. Non mi sono spaventata allora né mi spavento adesso.
Esistono, invece, molti risvolti positivi in quanto ho conosciuto persone speciali che mi hanno arricchito culturalmente e umanamente, a partire dal legale milanese, Domenico Radice, coltissimo e fine giurista, a Sonia Valensisi, bella quanto abile organizzatrice, agli amici del Movimento per i diritti Umani, ai dirigenti di AURET, al professor Livio Giuliani e al CODACONS, all’avvocato Fulvio Pelli, ai tanti medici che sono venuti a trovarmi, che mi hanno scritto solidali, alle tantissime persone che hanno affrontato lunghi viaggi per incontrarmi e abbracciarmi, ai tantissimi che hanno scritto in mia difesa e che hanno speso parte del loro tempo per non farmi sentire sola e che continuano a sostenermi.
Andrà comunque avanti per la sua strada?
La mia vita e la mia professione sono inscindibili. Pur consapevole della pochezza umana, medico sono, medico resto e medico resterò sino a che lascerò il corpo. Verosimilmente, anche dopo di allora, del mio essere medico conserverò traccia. Nessuno potrà mai impedirmi di aiutare, curare, guarire e consolare chi vorrà rivolgersi a me. Tanti «miei» bambini sono usciti dalla malattia, molti adulti hanno recuperato la salute e tantissimi migliorato la qualità della loro vita. Mio figlio stesso è stato recuperato, pur residuando lesioni. È questo che conta per me.
Quali sarebbero le specifiche accuse mosse dall’Ordine dei Medici di Milano nei suoi confronti?
Sono stata accusata da quella istituzione privata che è l’ordine dei medici della provincia di Milano del “reato di opinione”, per aver espresso liberamente in contesti pubblici il mio parere su alcuni farmaci e su una terapia coercitiva imposta a tutti i bambini che vivono in Italia, ossia sui vaccini anti-infettivi, sulla pratica della vaccinazione di massa obbligatoria e sul possibile ruolo causale delle stesse con lo sviluppo dell’Autismo regressivo e di altre alterazioni del neuro sviluppo.
Esercitando la libertà di parola, sancita dalla Costituzione, secondo i soloni dell’ordine dei medici milanese, avrei contravvenuto ad un articolo di un codice deontologico non più in vigore da anni, che comunque concerne il rapporto medico- paziente .
Nessuno potrà mai impedirmi di aiutare, curare, guarire e consolare chi vorrà rivolgersi a me. Tanti «miei» bambini sono usciti dalla malattia, molti adulti hanno recuperato la salute e tantissimi migliorato la qualità della loro vita. Mio figlio stesso è stato recuperato, pur residuando lesioni. È questo che conta per me.
Il procedimento disciplinare, della cui apertura sono stata informata un anno fa, si è svolto in due tempi: una preliminare in cui mi sono state richieste spiegazioni scritte della mie affermazioni, spiegazioni che ho fornito estesamente, corredate e comprovate da ricco materiale scientifico fornito in forma cartacea ed elettronica. Quindi, dopo la conversione in legge del decreto Lorenzin sono stata convocata in commissione disciplinare. Ho provveduto a nominare un legale, l’avvocato Domenico Radice, che ha contestato le basi giuridiche del provvedimento con una incisiva memoria difensiva. L’ordine dei medici milanese, lo stesso giorno della convocazione, il 21 ottobre 2017, l’ha rinviata sine die.
Dopo mesi di silenzio sono stata nuovamente convocata, prima della ultime elezioni politiche, poi ancora la data della convocazione, per motivi sconosciuti, è stata posticipata al 7 aprile scorso.
In Commissione Medica il mio legale, sempre Domenico Radice, ha argomentato le contestazioni giuridiche del provvedimento a me avverso, mentre io ho rifiutato di rispondere a domande ulteriori dei componenti della commissione stessa.
Pochi giorni più tardi ho ricevuto una lettera di poche righe in cui mi si informava che mi era stata “inflitta” la sanzione disciplinare della radiazione (scritta a lettere maiuscole) dall’albo professionale. Ancora devono comunicare le motivazioni del provvedimento e solo allora potrò ricorrere alla commissione centrale degli esercenti le professioni sanitarie.
Al momento il mio nome è ancora inserito nell’elenco degli iscritti all’albo milanese, la cancellazione, se confermata da commissione centrale, comporterebbe la perdita del permesso di libero esercizio in Italia, mentre nessuno può privare un medico della laurea in Medicina.
Rilevo che l’ordine dei medici di Milano non ha mai nemmeno iniziato una procedura disciplinare contro noti medici milanesi condannati penalmente per omicidio colposo plurimo e truffa, tuttavia si è molto adoperato per punire il dottor Dario Miedico, un decano della professione, e quindi me.
Al momento proseguo tranquillamente a lavorare dove vivo, in Svizzera; non ho fermato i miei progetti ed in questi giorni mi sono trasferita in uno studio più grande e comodo,vicino alla mia nuova casa. Rilevo che l’ordine dei medici di Milano non ha mai nemmeno iniziato una procedura disciplinare contro noti medici milanesi condannati penalmente per omicidio colposo plurimo e truffa, tuttavia si è molto adoperato per punire il dottor Dario Miedico, un decano della professione, e quindi me.
Si può toccare tutto, ma non i vaccini….
Già, e da sempre. Me lo disse un collega avanti negli anni, molto tempo fa, ma non potevo più tacere. Me lo chiedevano le tante mamme che mi portavano i loro bambini devastati e mi mostravano le fotografie ed i video che mostravano come fossero sani e come fosse normale il loro comportamento «prima» di ricevere 24 dosi di quei farmaci .
Un accenno politico: pare che Lega e 5 Stelle siano riusciti a fare un governo. Si aspetta qualcosa da questi due blocchi rispetto al tema sanitario e, principalmente, rispetto alla legge Lorenzin su cui tanto hanno fatto campagna elettorale?
L’abolizione della legge 119 / 2017 non compare nei programmi elettorali di questi partiti. Hanno avuto anni e svariate occasioni per contrastare l’escalation del numero di vaccini obbligatori, nonché la privazione della libertà di cura e la limitazione della potestà genitoriale – che sono implicite e conseguenti a tale sciagurata legge. Nelle piazze dove per mesi hanno manifestato decine di migliaia di persone contro quel provvedimento dittatoriale, loro non c’erano.
L’abolizione della legge 119 / 2017 non compare nei programmi elettorali di Lega e M5S.
Votare contro l’approvazione finale della legge, negli ultimi cinque minuti dell’iter parlamentare ed ormai in clima pre-elettorale, è stato come usare lo specchietto delle allodole .
L’allora Senatore Bartolomeo Pepe, transfuga “ 5 stelle”, che tanto ha fatto in favore delle famiglie e della libertà di cura in tempi non sospetti, non ha ricevuto proposte di candidature elettorali da questi schieramenti.
L’Italia è stata venduta all’Europa ed è in progressivo disfacimento, l’industria svenduta, l’agricoltura massacrata, persino l’esercito è stato usato per uccidere gli ulivi del Salento. Il sistema sanitario nazionale è smantellato progressivamente, il tutto a colpi di ciò che hanno l’impudenza di chiamare “riforme”, senza che la maggior parte degli Italiani insorgano, anzi: sono persino corsi a votare quelle marionette parlamentari che, strapagate, li metteranno sempre più in ginocchio.
L’Italia è stata venduta all’Europa ed è in progressivo disfacimento, l’industria svenduta, l’agricoltura massacrata, persino l’esercito è stato usato per uccidere gli ulivi del Salento. Il sistema sanitario nazionale è smantellato progressivamente, il tutto a colpi di ciò che hanno l’impudenza di chiamare “riforme”, senza che la maggior parte degli Italiani insorgano, anzi: sono persino corsi a votare quelle marionette parlamentari che, strapagate, li metteranno sempre più in ginocchio.
In realtà da tempo sono molto più interessata alla politica della Federazione Elvetica e del Cantone Ticino, dove speranza ancora esiste.
Già da un po’ di tempo lei lavora sul territorio svizzero: quali sono le grandi differenze per un medico pediatra che lavora oltre il confine?
Il sistema non è paragonabile e per me è decisamente migliore. La Pletora medica non esiste, la specializzazione post- laurea non ha la stessa strutturazione che c’è in Italia. Si tratta di una attività lavorativa e formativa ben remunerata, riccamente articolata in diversi Ospedali Cantonali ed Universitari di alta specializzazione dove i medici in formazione devono spostarsi periodicamente.
La successiva formazione continua post- laurea è reale, si deve conoscere il tedesco o il francese per potersi spostare nei Cantoni.
Nelle specialità di nicchia, i medici ruotano periodicamente in ospedali Cantonali e Universitari dove la casistica è più ampia, per mantenere elevata la qualità del loro lavoro. Ci sono équipe chirurgiche intercantonali, ad esempio per la chirurgia fetale, che si riuniscono al bisogno per interventi delicati.
Si può lavorare contemporaneamente sia in Ospedale che sul territorio dove sei un vero libero professionista. Nello studio del medico di famiglia è possibile fare tutti i giorni esami di laboratorio, radiografie, ecografie, ECG, registrazioni Holter, endoscopie digestive, procedure chirurgiche ambulatoriali. In tal modo si può fare davvero il medico senza impazzire per avere una radiografia , un esame urgente, un ECG. Certo, si deve sapere leggere una lastra, un tracciato, usare un apparecchio di laboratorio…
I rapporti con l’ospedale sono reali e soddisfacenti. Al bisogno posso davvero parlare con un collega e se richiedo una consulenza vengo informata dell’esito, sempre. Complessivamente si lavora meglio, con più libertà e soddisfazione.
Dal punto di vista economico, si viene pagati per il lavoro che si fa, non esistono quote capitarie ma una sana concorrenza. Esistono assicurazioni malattia ed infortuni obbligatorie per i residenti che rimborsano le spese mediche in misura diversa a seconda dei contratti. Per convenzionarsi con le casse malati i medici devono possedere specifici requisiti e mantenerli nel tempo.
Sono stati colpiti i più capaci, onesti, stimati e benvoluti perché sono più credibili nelle loro affermazioni. Le vicende disciplinari hanno dato loro molta visibilità, le persone intelligenti hanno cominciato a chiedersi perché tanto accanimento su medici che non hanno ucciso pazienti, truffato ospedali
Miedico, Rossaro, Gava, Lesmo, e tanti altri nomi in lista di «proscrizione»: certo, il prezzo da pagare è alto. Eppure i vostri pazienti dopo questi procedimenti aumentano sempre di più. Sbaglio?
Sono stati colpiti i più capaci, onesti, stimati e benvoluti perché sono più credibili nelle loro affermazioni. Le vicende disciplinari hanno dato loro molta visibilità, le persone intelligenti hanno cominciato a chiedersi perché tanto accanimento su medici che non hanno ucciso pazienti, truffato ospedali, operato chi non ne aveva bisogno ed hanno cominciato ad ascoltarli e una volta ascoltati, ad apprezzarli e a richiederne la consulenza.
Accanto ai pochi «troll» che si organizzano per denigrare questi medici, molti di più sono le persone aiutate e curate con successo che vogliono poter continuare a contare su questi “loro” medici .
Continuare a combattere. Ma in quale modo secondo lei?
Proseguendo a vivere ed esercitare come ho sempre fatto, scegliendo di seguire una scienza veritiera e la mia coscienza. Cercando l’unione con i colleghi e con gruppi e associazioni internazionali per la libertà di cura .
Grazie, Dr.ssa Lesmo, per il suo tempo e la sua disponibilità.
Cristiano Lugli
Vaccini
Vaccino COVID, Londra era a conoscenza del rischio fatale di coaguli, ma ha permesso la sperimentazione sui bambini
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un documento recentemente pubblicato rivela che, nel 2021, durante una sperimentazione clinica nel Regno Unito, bambini anche di soli 6 anni hanno continuato a ricevere il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca, nonostante i consulenti del governo britannico fossero a conoscenza del rischio potenzialmente letale di trombosi. Il dottor Angus Dalgleish, professore di oncologia presso la City St George’s, Università di Londra, ha affermato che il rischio di trombosi avrebbe dovuto rappresentare «un campanello d’allarme immediato per interrompere subito tutte le vaccinazioni infantili».
Un documento recentemente pubblicato rivela che bambini di appena 6 anni hanno continuato a ricevere il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca durante una sperimentazione clinica nel Regno Unito nel 2021, nonostante i consulenti del governo britannico fossero a conoscenza del rischio potenzialmente letale di coaguli di sangue. La notizia è stata riportata per la prima volta lunedì da GB News.
Le rivelazioni emergono dai verbali di una riunione del 21 maggio 2021 della Commissione sui medicinali per uso umano, che fornisce consulenza al governo del Regno Unito in materia di sicurezza, efficacia e qualità dei medicinali. La riunione ha affrontato un «rischio molto basso ma potenzialmente molto grave» di trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT).
La VITT è una sindrome potenzialmente letale che causa la formazione di coaguli di sangue (trombosi) e una bassa conta piastrinica (trombocitopenia). È stata associata sia ai vaccini anti-COVID-19 a mRNA che a quelli non a mRNA , incluso il vaccino di AstraZeneca.
Il documento parzialmente censurato, contrassegnato come «Ufficiale – Riservato – Informazioni commerciali» e «Non destinato alla pubblicazione», mostra che almeno un membro presente alla riunione ha sostenuto che la sperimentazione «dovrebbe essere autorizzata a procedere» anche se spesso non esiste «alcun intervento efficace» disponibile per la VITT.
Dai verbali è emerso che il Gruppo consultivo di esperti sui medicinali pediatrici del Regno Unito ha concordato che la sperimentazione clinica, che ha coinvolto 262 bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni, di cui 112 di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, dovesse proseguire, nonostante la sperimentazione fosse stata temporaneamente sospesa nell’aprile 2021 per indagare su segnalazioni di coaguli di sangue «estremamente rari».
I partecipanti all’incontro, tra cui diversi consulenti con legami con AstraZeneca o l’Università di Oxford, co-sviluppatrice del vaccino, sono giunti a questa conclusione pur riconoscendo che il «beneficio diretto» del vaccino per i bambini era «piuttosto remoto» e che il beneficio della vaccinazione, «se bilanciato con il rischio», è basso.
GB News ha citato uno studio pubblicato su The Lancet nel giugno 2022, secondo il quale i bambini partecipanti alla sperimentazione clinica avrebbero ricevuto la seconda dose del vaccino AstraZeneca 112 giorni dopo la prima. Secondo GB News, ciò significa che i bambini avrebbero ricevuto la seconda dose «circa due mesi» dopo l’incontro del maggio 2021.
Lo studio pubblicato su Lancet afferma che l’Unità per le sperimentazioni cliniche dell’Agenzia britannica per la regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA) ha approvato la seconda dose dopo una «revisione».
Alison Cave, Ph.D., responsabile della sicurezza presso la MHRA, ha dichiarato a The Defender che «le informazioni emergenti sulla sicurezza, comprese le preoccupazioni relative alla trombosi con trombocitopenia e al rapporto rischio-beneficio di un’ulteriore vaccinazione nei partecipanti alla sperimentazione, sono state soggette al controllo normativo e a una valutazione da parte di esperti indipendenti», dopo la sospensione della sperimentazione.
Cave ha affermato che le decisioni normative vengono prese «sulla base delle prove disponibili al momento e sono soggette a revisione man mano che emergono nuove prove, con la sicurezza e gli interessi dei partecipanti alla sperimentazione al centro di tali decisioni».
Il dottor Angus Dalgleish, professore di oncologia al City St George’s, Università di Londra, si è detto «sbalordito dal fatto che il comitato, composto da così tanti esperti, sia rimasto in silenzio». Ha definito il comitato «negligente», affermando che il grave rischio di coaguli di sangue avrebbe dovuto rappresentare «un campanello d’allarme immediato per interrompere subito tutte le vaccinazioni infantili».
Il processo è proseguito nonostante le crescenti prove del rischio di coaguli di sangue
La sperimentazione clinica è stata avviata nel febbraio 2021, quando «le prove dimostravano già che i bambini sani correvano un rischio estremamente basso di malattia grave o morte a causa del COVID», ha riportato GB News. La sperimentazione si è concentrata sul profilo di sicurezza del vaccino, piuttosto che sulla sua efficacia nella prevenzione dell’infezione.
La sperimentazione è proseguita tra crescenti segnalazioni di gravi eventi avversi legati al vaccino AstraZeneca nella popolazione generale. GB News ha riportato:
«Quando gli esperti si sono riuniti il 21 maggio 2021, l’ente regolatore britannico per i farmaci aveva già ricevuto 332 segnalazioni della rara condizione di coagulazione del sangue collegata al vaccino AstraZeneca, tra cui 58 decessi».
«Entro novembre 2022, dopo la conclusione del processo, il numero dei casi sospetti era salito a 445 e quello dei decessi a 81».
Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha affermato che i dati sulla sicurezza nel mondo reale erano sufficienti per interrompere qualsiasi sperimentazione che coinvolgesse bambini.
«Considerato l’altissimo tasso di eventi avversi riscontrati in queste sperimentazioni, il vaccino AstraZeneca non avrebbe mai dovuto essere somministrato a nessun bambino, punto e basta», ha affermato Hooker. «Se questi funzionari avessero davvero seguito le indicazioni scientifiche, il vaccino non sarebbe mai entrato nella fase di sperimentazione e non sarebbe nemmeno stato immesso sul mercato, soprattutto per i bambini».
I risultati della sperimentazione clinica sono stati pubblicati lo scorso anno sulla rivista Vaccine, identificando cinque eventi avversi gravi e quattro eventi avversi di particolare interesse, sebbene i ricercatori abbiano concluso che nessuno di questi danni fosse collegato al vaccino. Alcuni degli autori dello studio avevano legami con AstraZeneca o Oxford.
Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato che diversi articoli pubblicati entro la riunione di maggio 2021, tra cui uno sul New England Journal of Medicine, avevano già evidenziato il rischio di quella che lui ha definito una «catastrofe cardiovascolare» legata ai vaccini contro il COVID-19.
Dati successivi hanno confermato questi primi segnali di sicurezza. I dati ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti mostrano che solo nel 2021 l’MHRA ha ricevuto 48.472 segnalazioni di eventi avversi che collegano il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca a problemi cardiaci.
Il Regno Unito e alcuni paesi europei avevano già iniziato a rivedere le precedenti raccomandazioni sul vaccino AstraZeneca in seguito a segnalazioni di potenziali e pericolosi coaguli di sangue.
Nell’aprile del 2021, un mese prima che la Commissione sui medicinali per uso umano si riunisse per discutere del rischio di coagulazione del sangue associato al vaccino AstraZeneca, il Comitato congiunto britannico per la vaccinazione e l’immunizzazione ha consigliato alle persone di età inferiore ai 30 anni di optare per un vaccino diverso qualora non avessero ancora ricevuto la dose iniziale.
La raccomandazione è stata estesa agli adulti sani di età inferiore ai 40 anni il 7 maggio 2021, due settimane prima della riunione della Commissione sui medicinali per uso umano.
Alcuni Paesi europei hanno inoltre sospeso l’uso dei vaccini AstraZeneca per la popolazione generale o per specifici gruppi di popolazione durante questo periodo.
Danimarca, Norvegia e Islanda hanno sospeso la sperimentazione del vaccino AstraZeneca nel marzo 2021, seguite poi da Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia.
Secondo quanto riportato da GB News, quando tutti i bambini partecipanti alla sperimentazione di AstraZeneca hanno ricevuto la seconda dose, molti di questi avvisi o sospensioni erano in vigore da «quasi quattro mesi».
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Le discussioni «franche» sulla sicurezza dei vaccini si sono svolte solo a porte chiuse
Il dottor Bob Gill, medico di base del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito, ha affermato che la decisione di non interrompere la sperimentazione di AstraZeneca sui bambini, nonostante i rischi noti dei vaccini, «dimostra la cattura del potere regolatorio» da parte di una «rete di potere» che coinvolge le grandi aziende farmaceutiche e il governo.
«Assistiamo a questo fenomeno ripetutamente: gli enti regolatori, per qualsiasi motivo, non fanno ciò che sembrerebbe ovvio per tutelare la sicurezza dei pazienti», ha affermato Gill. Ha aggiunto che la stessa rete di potere incentiva un «sistema basato su obiettivi» che spinge i medici a vaccinare una certa percentuale dei loro pazienti.
Secondo Gill, la censura nei media tradizionali e sulle piattaforme dei social media ha contribuito a questa situazione, poiché «le voci dissenzienti venivano diffamate o messe a tacere» se mettevano in discussione la sicurezza dei vaccini contro il COVID-19.
Jablonowski ha affermato che i verbali della riunione del maggio 2021 mostrano che si sono svolte «discussioni franche» sulla sicurezza e sui potenziali rischi del vaccino AstraZeneca, ma solo a porte chiuse. «Al di fuori di quelle porte, non c’è stata alcuna discussione franca, in mezzo alla censura rigida», ha detto Jablonowski.
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Il Regno Unito ha accelerato la campagna di vaccinazione contro il COVID, contro il parere degli esperti medici
Uno studio del 2022 pubblicato sulla rivista Drug Safety ha rilevato che, entro maggio 2022, erano stati segnalati 443 casi di trombocitopenia concomitante in seguito alla vaccinazione con AstraZeneca, inclusi 81 decessi.
Nel Regno Unito sono state intentate oltre 80 cause legali per presunti danni causati dal vaccino AstraZeneca.
Nel 2024, AstraZeneca ha ritirato dal mercato il suo vaccino contro il COVID-19 , ma ha affermato che il ritiro era dovuto al calo della domanda globale, non a problemi di sicurezza o a controversie legali nel Regno Unito.
Alcuni messaggi privati di WhatsApp, condivisi con il Telegraph nel 2023, hanno rivelato che i politici e i funzionari della sanità pubblica del Regno Unito hanno preso decisioni politiche relative al COVID-19 basandosi su convenienze politiche piuttosto che su criteri scientifici, contraddicendo le loro dichiarazioni pubbliche.
Questi documenti, noti come Lockdown Files, hanno dimostrato che i funzionari hanno scelto di accelerare la distribuzione dei vaccini contro il COVID-19, contro il parere di alcuni esperti medici.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 27 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Politica
Caos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
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Vaccini
Gates e Bourla sotto processo nei Paesi Bassi, accusati del piano del «Grande Reset» nell’ambito dell’udienza sui danni da vaccino
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un avvocato che rappresenta sette querelanti olandesi in una causa per danni da vaccino anti-COVID-19 contro Bill Gates e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha accusato Gates e altri di aver orchestrato la pandemia per dare inizio al «Grande Reset». Durante l’udienza di giovedì, l’avvocato Peter Stassen ha dichiarato in un’aula gremita che i vaccini anti-COVID-19 sono stati sviluppati nell’ambito di un più ampio sforzo globale per privare gli Stati Uniti dei diritti democratici e individuali.
- Sette cittadini olandesi hanno intentato causa contro Bill Gates, l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla e altri 15 imputati per presunti danni causati dal vaccino contro il COVID-19. Due dei querelanti sono deceduti nel frattempo.
- Nel corso di un’udienza tenutasi questa settimana, l’avvocato dei querelanti, Peter Stassen, ha affermato che la pandemia e i vaccini facevano parte di un progetto coordinato di «Grande Reset» che prevedeva inganni e violazioni dei diritti individuali.
- Gli avvocati della difesa hanno sostenuto che i vaccini erano sicuri ed efficaci e avevano salvato milioni di vite, contestando al contempo le accuse dei querelanti e le qualifiche dei testimoni.
- Il tribunale ha limitato le testimonianze dei quattro periti dei querelanti a dichiarazioni video anziché a deposizioni di persona, suscitando le obiezioni di Stassen e di altri citati nell’articolo.
- La sentenza è attesa già a dicembre, anche se potrebbe essere rinviata a febbraio 2027.
Un avvocato di sette querelanti olandesi in una causa per danni da vaccino COVID-19 contro Bill Gates e l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla ha accusato Gates e altri di orchestrare la pandemia per favorire l’avvento del «Grande Reset», un sistema economico, politico e sociale globale promosso dal Forum economico mondiale.
Durante l’udienza di giovedì, l’avvocato Peter Stassen ha dichiarato in un’aula gremita che i vaccini contro il COVID-19 erano assimilabili a un’arma biologica, sviluppata nell’ambito di un più ampio sforzo globale per privare i cittadini dei diritti democratici e individuali.
Parlando fuori dal tribunale di Leeuwarden, nei Paesi Bassi, Stassen ha affermato che l’udienza di giovedì «riguardava il rendere pubblico ciò che sta accadendo in quest’aula e qual è la vera verità. La vera verità è che il COVID-19 non era una malattia, ma un progetto».
Ha accusato Gates e Bourla di aver partecipato a quel progetto, che a suo dire era coordinato e antidemocratico. Ha inoltre accusato gli imputati di aver utilizzato la censura e la propaganda per nascondere le loro vere intenzioni, promuovendo al contempo i vaccini contro il COVID-19 come «sicuri ed efficaci».
Secondo Stassen, i vaccini contro il COVID-19 sono stati sviluppati e acquistati come contromisure militari, aggirando il normale iter di sviluppo e approvazione previsto per tali prodotti. Sviluppando i vaccini come contromisure militari, hanno eluso le tradizionali normative di sicurezza, causando danni diffusi.
Stassen ha affermato che, sebbene si tratti di una causa civile, ritiene che le azioni degli imputati costituiscano gravi reati penali che violano i trattati internazionali e il Codice di Norimberga.
Dal canto loro, gli avvocati della difesa «hanno affermato che le iniezioni hanno salvato milioni di vite e che erano sicure ed efficaci», ha dichiarato Joseph Sansone, Ph.D., psicoterapeuta, critico delle iniezioni di mRNA e uno dei periti chiamati a testimoniare per conto dei querelanti.
«In pratica hanno ripetuto, come dei pappagalli, che tutte le accuse di Stassen erano o teorie del complotto o basate su referti medici provenienti da persone non neutrali in questo caso», ha affermato Ido Dijkstra, giornalista olandese e caporedattore di De Andere Krant, presente all’udienza.
L’avvocata olandese Meike Terhorst ha dichiarato che la difesa non ha risposto alle affermazioni di Stassen secondo cui il COVID-19 sarebbe stato un progetto. «Non c’è stata alcuna risposta, assolutamente nulla».
La giornalista Penny Marie, che si è occupata del caso, ha dichiarato a The Defender che le argomentazioni di Stassen «rispecchiano ciò che molte persone in tutto il mondo affermano, hanno sperimentato e indagato».
Il team legale degli imputati ha riconosciuto di essere «commosso» dalla sofferenza dei querelanti danneggiati dal vaccino. Terhorst ha affermato che i cinque querelanti ancora in vita si trovano ad affrontare «enormi problemi» di salute.
Dijkstra ha affermato che il giudice che presiedeva il collegio di tre giudici sembrava «sostenere la versione ufficiale dei fatti», ma «dava l’impressione di voler comprendere il ragionamento di Stassen».
L’udienza di giovedì è scaturita da una causa intentata nel 2023 da sette persone danneggiate dai vaccini contro il COVID-19, due delle quali sono poi decedute, contro Gates, Bourla e altri 15 imputati, tra cui l’ex primo ministro olandese e segretario generale della NATO Mark Rutte, lo Stato olandese e diversi funzionari della sanità pubblica e giornalisti olandesi.
Secondo l’avvocata olandese Meike Terhorst, che non è coinvolta nel caso ma ha assistito all’udienza, nessuno degli imputati si è presentato in tribunale.
La sentenza è attesa già a dicembre, ma potrebbe essere posticipata fino a febbraio 2027.
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Ai periti è stato impedito di testimoniare di persona
Durante l’udienza, Stassen ha affrontato la questione del rifiuto del tribunale di consentire ai periti del suo team di testimoniare di persona. All’inizio di questa settimana, il tribunale aveva limitato le testimonianze a video-dichiarazioni in cui venivano presentate le argomentazioni.
Gli avvocati della difesa hanno contestato le qualifiche di alcuni testimoni. Ad esempio, hanno affermato che Sasha Latypova, ex dirigente nel settore della ricerca e sviluppo farmaceutico, possiede solo una laurea triennale e non è qualificata per fornire testimonianze su questioni scientifiche e mediche.
Latypova ha contestato le affermazioni, dichiarando ai presenti fuori dal tribunale di possedere una «laurea specialistica conseguita al Dartmouth College e 25 anni di esperienza in ricerca e sviluppo farmaceutico e in ambito regolatorio«, tra cui l’interazione con la Food and Drug Administration statunitense, l’Agenzia Europea per i Medicinali e le autorità di regolamentazione giapponesi «per conto dei miei clienti».
Catherine Austin Fitts, fondatrice ed editrice del Solari Report e un’altra delle perite chiamate a testimoniare dai querelanti, ha dichiarato a The Defender che gli avvocati di Bourla hanno messo in dubbio le credenziali di un altro testimone, Mike Yeadon, Ph.D. Fitts si è detta «sorpresa» dalle loro affermazioni.
«Yeadon ha ricoperto la carica di vicepresidente dell’unità di ricerca sulle allergie e le malattie respiratorie di Pfizer e ha lavorato per molti anni presso l’azienda. È prassi di Pfizer nominare persone non qualificate a posizioni dirigenziali? Questo spiega perché Pfizer ha nominato un veterinario come amministratore delegato?» ha chiesto Fitts, riferendosi a Bourla.
Terhorst ha affermato che è «molto strano» che i tribunali olandesi non consentano la testimonianza orale dei testimoni dei querelanti, poiché altrimenti «non è facile comprovare le proprie affermazioni».
Nonostante la limitazione, Terhorst ha affermato che i testimoni hanno rafforzato la posizione dei querelanti. «Il caso è importante in virtù delle prove fornite da testimoni chiave», ha dichiarato.
«Credo che abbiamo dato un segnale molto chiaro alla corte: non può esserci giustizia se la corte non è disposta ad esaminare ulteriormente questa perizia, perché si può giungere a una sentenza basata sulla verità e su un vero dialogo tra le parti», ha dichiarato Stassen durante la conferenza stampa.
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Le persone danneggiate dal vaccino sono state “indotte in errore” sulla sicurezza dei vaccini anti-COVID.
In un’intervista rilasciata alla giornalista Fiona Rose Diamond all’inizio di questa settimana, Stassen ha affermato che i querelanti si sono sentiti «ingannati» dal governo olandese e da coloro che hanno promosso i vaccini contro il COVID-19 sui media.
«Si sono sentiti ingannati dall’intero sistema… E sono stati ingannati perché gli era stato detto che si trattava di un vaccino sicuro ed efficace, e anzi, l’unica via d’uscita dalla crisi», ha affermato Stassen.
Nella conferenza stampa di giovedì, Stassen ha aggiunto che i querelanti hanno intentato causa non solo per le lesioni subite, ma perché «vogliono la verità».
Fitts ha sottolineato l’importanza del caso, osservando che, secondo il sistema legale olandese, le persone danneggiate dai vaccini possono intentare cause legali in risposta ai danni subiti, a differenza delle restrizioni legali che le persone lese affrontano negli Stati Uniti.
«Il PREP Act ha reso impossibile intentare cause di questo tipo negli Stati Uniti», ha affermato Fitts, riferendosi al Public Readiness and Emergency Preparedness Act del 2005. In base al PREP Act, chiunque produca o somministri contromisure di emergenza, come i vaccini contro il COVID-19, è protetto da responsabilità legale.
Terhorst ha osservato che nei Paesi Bassi le persone danneggiate dal vaccino si trovano ad affrontare altri ostacoli.
«Nei Paesi Bassi i danni da vaccino non sono nemmeno riconosciuti», ha affermato. Ha fatto notare che alcune persone danneggiate dal vaccino hanno ricevuto per un breve periodo cure nell’ambito di programmi di sanità pubblica che lo stato olandese aveva destinato ai pazienti affetti da COVID a lungo termine. Tuttavia, questo trattamento è stato successivamente «interrotto».
Terhorst ha affermato che gli avvocati dello Stato olandese «non hanno detto nulla» durante l’udienza in merito all’offerta di un risarcimento a queste vittime, compresi i querelanti e le loro famiglie.
Questo è uno dei numerosi ostacoli che i querelanti hanno dovuto affrontare nel corso del procedimento. L’anno scorso, un altro avvocato dei querelanti, Arno van Kessel, è stato arrestato «con notevole violenza», nell’ambito di un’operazione su scala nazionale condotta dalla polizia olandese contro presunti membri di un movimento di «cittadini sovrani» con una «potenziale intenzione di usare la violenza» contro lo Stato olandese.
Terhorst ha affermato che van Kessel ha trascorso sette mesi in un carcere di massima sicurezza, ha perso la licenza per esercitare la professione di avvocato, non gli è consentito lasciare il Paese ed è stato dotato di un braccialetto elettronico alla caviglia, che è stato rimosso giovedì, in concomitanza con l’udienza.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 23 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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