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INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA DR.SSA GABRIELLA LESMO

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In esclusiva per Renovatio 21 e AURET Italia un’intervista di Cristiano Lugli alla Dott.ssa Gabriella Maria Lesmo, a seguito dell’ingiusto processo di radiazione che l’ha colpita recentemente.

 

Dottoressa Lesmo, lei è attualmente sottoposta ad un processo di radiazione. Come vive questa situazione? 

 

Questa vicenda ha comportato un danno di immagine, perché chi non mi conosce e non ha consapevolezza di ciò che si muove attorno alle vaccinazioni di massa, può pensare che abbia agito in qualche modo disdicevole. Esiste anche un danno economico, perché ho dovuto e dovrò ancora affrontare spese legali e rubare tempo alla famiglia e alla professione, oltre ai numerosi viaggi  dalla Svizzera dove vivo felicemente .

«Medico sono, medico resto e medico resterò sino a che lascerò il corpo»

Tuttavia, dal punto di vista emozionale, questa vicenda non incide sulla mia serenità . Sono abituata ad affrontare ben altre emergenze: la professione stessa mi ha abituata a gestire situazioni critiche, le mie vicende familiari pure. Altre volte, nel corso della mia attività ospedaliera, seguire la mia coscienza e le mie convinzioni ha significato andare in rotta di collisione con chi “comandava”. Non mi sono spaventata allora né mi spavento adesso.

Esistono, invece, molti risvolti positivi in quanto ho conosciuto persone speciali  che mi hanno arricchito culturalmente e umanamente, a partire dal legale milanese, Domenico Radice, coltissimo e fine giurista, a Sonia Valensisi, bella quanto abile organizzatrice, agli amici del Movimento per i diritti Umani, ai dirigenti di AURET, al professor  Livio Giuliani e al CODACONS, all’avvocato Fulvio Pelli, ai tanti medici che sono venuti a trovarmi, che mi hanno scritto solidali, alle tantissime persone che hanno affrontato lunghi viaggi per incontrarmi e abbracciarmi, ai tantissimi che hanno scritto in mia difesa e che hanno speso parte del loro tempo per non farmi sentire sola e che continuano a sostenermi.   

 

Andrà comunque avanti per la sua strada?

 

La mia vita e la mia professione sono inscindibili. Pur  consapevole della pochezza umana, medico sono, medico resto e medico resterò sino a che lascerò  il corpo. Verosimilmente, anche dopo di allora, del mio essere medico conserverò traccia. Nessuno potrà mai impedirmi di aiutare, curare, guarire e consolare chi vorrà rivolgersi a me. Tanti «miei» bambini sono usciti dalla malattia, molti adulti hanno recuperato la salute e tantissimi migliorato la qualità della loro vita. Mio figlio stesso è stato recuperato, pur  residuando lesioni. È questo che conta per me.   

 

Quali sarebbero le specifiche accuse mosse dall’Ordine dei Medici di Milano nei suoi confronti?

 

Sono stata accusata da quella istituzione privata  che è l’ordine dei medici della provincia di Milano  del “reato di opinione”, per aver espresso liberamente in contesti pubblici il mio parere   su alcuni farmaci e su una terapia coercitiva imposta a tutti i bambini che vivono in Italia, ossia sui vaccini anti-infettivi, sulla pratica della vaccinazione di massa obbligatoria e sul possibile ruolo causale delle stesse con lo sviluppo dell’Autismo regressivo e di altre alterazioni del neuro sviluppo.

Esercitando la libertà di parola, sancita dalla Costituzione, secondo i soloni dell’ordine dei medici milanese, avrei contravvenuto ad un articolo di un  codice deontologico non più in vigore  da anni, che comunque  concerne  il rapporto medico- paziente .

Nessuno potrà mai impedirmi di aiutare, curare, guarire e consolare chi vorrà rivolgersi a me. Tanti «miei» bambini sono usciti dalla malattia, molti adulti hanno recuperato la salute e tantissimi migliorato la qualità della loro vita. Mio figlio stesso è stato recuperato, pur  residuando lesioni. È questo che conta per me.   

Il procedimento disciplinare, della cui apertura sono stata informata un anno fa, si è svolto in due tempi: una preliminare in cui mi sono state richieste spiegazioni scritte della mie affermazioni, spiegazioni che ho fornito estesamente, corredate e comprovate da ricco materiale scientifico fornito in forma  cartacea ed elettronica. Quindi, dopo la conversione in legge del decreto Lorenzin sono stata convocata in commissione disciplinare. Ho provveduto a nominare un legale, l’avvocato Domenico Radice, che ha contestato le basi giuridiche del provvedimento con una incisiva memoria difensiva. L’ordine dei medici milanese, lo stesso giorno della convocazione, il 21 ottobre 2017, l’ha rinviata sine die.

Dopo mesi di silenzio sono stata nuovamente convocata, prima della  ultime elezioni politiche, poi ancora la data della convocazione, per motivi sconosciuti, è stata posticipata al 7 aprile scorso.

In Commissione Medica il mio legale, sempre Domenico Radice, ha argomentato le  contestazioni giuridiche del provvedimento a me avverso, mentre io ho rifiutato di rispondere a  domande ulteriori dei componenti della commissione stessa.

Pochi giorni più tardi ho ricevuto una lettera di poche righe in cui mi si informava che mi era stata “inflitta” la sanzione disciplinare della radiazione (scritta a lettere maiuscole) dall’albo professionale. Ancora devono comunicare  le motivazioni del provvedimento e solo allora potrò ricorrere alla commissione centrale degli esercenti le professioni sanitarie.

Al momento il mio nome è ancora inserito nell’elenco degli iscritti all’albo milanese, la cancellazione, se confermata da commissione centrale, comporterebbe la perdita del permesso di libero esercizio in Italia, mentre nessuno può privare un medico della laurea in Medicina.

Rilevo che l’ordine dei medici di Milano non ha mai nemmeno  iniziato una procedura disciplinare contro noti medici milanesi condannati penalmente per omicidio colposo plurimo e truffa, tuttavia si è molto adoperato per punire il dottor Dario Miedico, un decano della professione, e quindi me.

Al momento proseguo tranquillamente a lavorare dove vivo, in Svizzera; non ho fermato i miei progetti ed in questi giorni mi sono trasferita in uno studio più grande e comodo,vicino alla mia nuova casa. Rilevo che l’ordine dei medici di Milano non ha mai nemmeno  iniziato una procedura disciplinare contro noti medici milanesi condannati penalmente per omicidio colposo plurimo e truffa, tuttavia si è molto adoperato per punire il dottor Dario Miedico, un decano della professione, e quindi me.

 

Si può toccare tutto, ma non i vaccini….

 

Già, e da sempre.  Me lo disse un collega avanti negli anni, molto tempo fa, ma non potevo più tacere. Me lo chiedevano le tante mamme che mi portavano i loro bambini devastati e mi mostravano le fotografie ed i video che mostravano come fossero sani e come fosse normale il loro comportamento «prima» di ricevere 24 dosi di quei farmaci  .

 

Un accenno politico: pare che Lega e 5 Stelle siano riusciti a fare un governo. Si aspetta qualcosa da questi due blocchi rispetto al tema sanitario e, principalmente, rispetto alla legge Lorenzin su cui tanto hanno fatto campagna elettorale?

 

L’abolizione della legge 119 / 2017  non compare nei programmi elettorali di questi partiti. Hanno avuto anni e svariate occasioni per  contrastare l’escalation del numero di vaccini obbligatori, nonché la privazione della libertà di cura e la limitazione della potestà genitoriale – che sono implicite e conseguenti a tale sciagurata legge. Nelle piazze dove per mesi hanno manifestato decine di migliaia di persone contro quel provvedimento dittatoriale, loro non c’erano.

L’abolizione della legge 119 / 2017  non compare nei programmi elettorali di Lega e M5S.

Votare contro l’approvazione finale della legge, negli ultimi cinque  minuti dell’iter parlamentare ed ormai in clima pre-elettorale, è stato come usare lo specchietto delle allodole .  

L’allora Senatore Bartolomeo Pepe, transfuga  “ 5 stelle”, che tanto ha fatto in favore delle famiglie e della libertà di cura in tempi non sospetti, non ha ricevuto proposte di candidature elettorali da  questi schieramenti.

L’Italia è stata venduta all’Europa ed è in progressivo disfacimento, l’industria svenduta, l’agricoltura massacrata, persino l’esercito è stato  usato per uccidere gli ulivi del Salento. Il sistema sanitario nazionale è smantellato progressivamente, il tutto a colpi di ciò che hanno l’impudenza di chiamare  “riforme”, senza che la maggior parte degli Italiani insorgano, anzi: sono persino corsi a votare quelle marionette parlamentari che, strapagate, li metteranno sempre più in ginocchio.

L’Italia è stata venduta all’Europa ed è in progressivo disfacimento, l’industria svenduta, l’agricoltura massacrata, persino l’esercito è stato  usato per uccidere gli ulivi del Salento. Il sistema sanitario nazionale è smantellato progressivamente, il tutto a colpi di ciò che hanno l’impudenza di chiamare  “riforme”, senza che la maggior parte degli Italiani insorgano, anzi: sono persino corsi a votare quelle marionette parlamentari che, strapagate, li metteranno sempre più in ginocchio.

In realtà da tempo  sono molto più interessata alla politica della Federazione Elvetica e del Cantone Ticino, dove speranza  ancora esiste.

 

Già da un po’ di tempo lei lavora sul territorio svizzero: quali sono le grandi differenze per un medico pediatra che lavora oltre il confine? 

 

Il sistema  non è paragonabile e per me è decisamente  migliore. La Pletora medica non esiste, la specializzazione post- laurea non ha la stessa strutturazione che c’è in Italia. Si tratta di una attività lavorativa e formativa ben remunerata, riccamente articolata  in diversi Ospedali Cantonali ed Universitari di alta specializzazione dove i medici in formazione devono spostarsi periodicamente.

La successiva formazione continua post- laurea è reale, si deve conoscere  il tedesco o il francese per potersi spostare nei Cantoni.

Nelle specialità di nicchia, i medici  ruotano periodicamente in ospedali Cantonali e Universitari  dove la casistica è più ampia, per mantenere elevata la qualità del loro lavoro. Ci sono équipe chirurgiche intercantonali, ad esempio per la chirurgia fetale, che si riuniscono al bisogno per interventi delicati.

Si può lavorare contemporaneamente sia in Ospedale che sul territorio dove sei un vero libero professionista. Nello studio del medico di famiglia è possibile fare tutti i giorni esami di laboratorio, radiografie, ecografie, ECG, registrazioni Holter, endoscopie digestive, procedure chirurgiche ambulatoriali. In tal modo si può fare davvero il medico senza impazzire per avere una radiografia  , un esame urgente, un ECG. Certo, si deve sapere leggere una lastra, un tracciato, usare un apparecchio di laboratorio…

I rapporti con l’ospedale sono reali  e soddisfacenti. Al bisogno posso davvero parlare con un collega e se richiedo una consulenza vengo informata dell’esito, sempre. Complessivamente si lavora meglio, con più libertà e soddisfazione.

Dal punto di vista economico, si viene pagati per il lavoro che si fa, non esistono quote capitarie ma una sana concorrenza. Esistono assicurazioni malattia ed infortuni obbligatorie per i residenti che rimborsano le spese mediche in misura diversa a seconda dei contratti. Per convenzionarsi con le casse malati i medici devono possedere specifici requisiti e mantenerli nel tempo.    

Sono stati colpiti i più capaci, onesti, stimati e benvoluti perché sono più credibili nelle loro affermazioni. Le vicende  disciplinari hanno dato loro molta visibilità, le persone intelligenti hanno cominciato a chiedersi perché tanto accanimento su medici che non hanno ucciso pazienti, truffato ospedali

 

Miedico, Rossaro, Gava, Lesmo, e tanti altri nomi in lista di «proscrizione»: certo, il prezzo da pagare è alto. Eppure i vostri pazienti dopo questi procedimenti aumentano sempre di più. Sbaglio?

 

Sono stati colpiti i più capaci, onesti, stimati e benvoluti perché sono più credibili nelle loro affermazioni. Le vicende  disciplinari hanno dato loro molta visibilità, le persone intelligenti hanno cominciato a chiedersi perché tanto accanimento su medici che non hanno ucciso pazienti, truffato ospedali, operato chi non ne aveva bisogno ed hanno cominciato ad ascoltarli e una volta ascoltati, ad apprezzarli e a richiederne la consulenza.

Accanto ai pochi «troll» che si organizzano per denigrare questi medici, molti di più  sono le persone aiutate e curate con successo che vogliono poter continuare a contare su questi “loro” medici .

 

Continuare a combattere. Ma in quale modo secondo lei?

 

Proseguendo a vivere ed esercitare come  ho sempre fatto, scegliendo di seguire una scienza veritiera e   la mia coscienza. Cercando l’unione con i colleghi e con gruppi e associazioni internazionali per la libertà di cura .

 

Grazie, Dr.ssa Lesmo, per il suo tempo e la sua disponibilità.

 

 

Cristiano Lugli

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A gennaio lockdown e obbligo vaccinale totale bambini inclusi: voci. Pogrom biotici in arrivo?

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«Il governo, a questo punto, non esclude più nulla»

 

Sul tavolo dei ministri vi sarebbero «non solo le restrizioni per i non vaccinati, non solo il Green Pass rilasciato solo dopo aver fatto la terza dose, non solo le zone gialle, arancioni e rosse nelle aree più colpite del Paese».

 

No, si potrebbe andare molto oltre: «i piani del governo non escludono -(…) l’introduzione dell’obbligo di vaccinarsi per legge da estendere a tutta la popolazione dai 5 anni in su (…), probabilmente come in Austria da febbraio, e anche la misura estrema di un lockdown generalizzato come all’inizio del 2020 per tutti a gennaio, subito dopo le festività di Natale».

 

Lo ha rivelato Affaitaliani.it, testata dotata spesso di ottime fonti.

 

«Se al 7 gennaio la situazione sarà fuori controllo, con i contagi oltre quota 30mila al giorno e le terapie intensive in grave sofferenza, potrebbe scattare una chiusura generalizzata di tutta Italia per almeno 2-3 settimane»

Quindi, l’obbligo vaccinale come l’Austria, e il lockdown totale come è stato proposto in Germania (ma la coalizione neocancelliere Scholz pare si sia opposta).

 

Come ripetuto varie volte da Renovatio 21, difficile che l’Italia, cavia primigenia del nuovo ordine pandemico, si faccia superare dai Paesi limitrofi.

 

«A quel punto, il governo lascerebbe aperti solo i supermercati, le farmacie e le attività essenziali. Tornerebbero lo smartworking generalizzato, il coprifuoco per tutti e il modulo per autorizzare l’uscita da casa»

Quindi, «se al 7 gennaio la situazione sarà fuori controllo, con i contagi oltre quota 30mila al giorno e le terapie intensive in grave sofferenza, potrebbe scattare una chiusura generalizzata di tutta Italia per almeno 2-3 settimane» scrive sempre Affaritaliani.

 

«A quel punto, il governo lascerebbe aperti solo i supermercati, le farmacie e le attività essenziali. Tornerebbero lo smartworking generalizzato, il coprifuoco per tutti e il modulo per autorizzare l’uscita da casa».

 

Dunque: nonostante la vaccinazione massiva della popolazione, eccoci ripiombati nel magico Natale 2020. Ricordate? Feste contingentate, tot parenti a tavola, impossibilità di uscire dal proprio comune o regione

Dunque: nonostante la vaccinazione massiva della popolazione, eccoci ripiombati nel magico Natale 2020. Ricordate? Feste contingentate, tot parenti a tavola, impossibilità di uscire dal proprio comune o regione… Stavamo aspettando il divin vaccino, che discese su di noi proprio il giorno di Natale, scortato da carabinieri e servizi segreti. Era la nostra speranza, la nuova Fede nella resurrezione dai lockdown.

 

Invece, eccoci qui: tornati al punto di partenza.

 

Un nuovo lockdown costituisce «una situazione che metterebbe a serio rischio la ripresa economica, ma a questo punto – come spiegano fonti dell’esecutivo – non si può scherzare e il governo è pronto a tutto. Tutto».

 

La nuova carota si chiama PNRR. Ne parlano tutti ossessivamente – specie i ricchi, cioè politici e dirigenti aziendali di vario livello

Ma a chi importa, oramai? La nuova carota si chiama PNRR. Ne parlano tutti ossessivamente – specie i ricchi, cioè politici e dirigenti aziendali di vario livello. Ricordate: il profumo del Recovery Fund era intenso in quella lettera in cui i sindacati chiedevano a Draghi di mettere il green pass per i lavoratori, tesserati o meno che fossero.

 

La triplice scriveva riguardo «l’impegno della Presidenza del Consiglio a convocare per i primi giorni di settembre un apposito incontro per affrontare i temi relativi alla realizzazione del Protocollo con le parti sociali sul PNRR» per poi calare il mazzo:

 

«In particolare Le ribadiamo il nostro assenso ad un provvedimento che, in applicazione della nostra Carta, il Governo decida di assumere finalizzato a rendere la vaccinazione obbligatoria quale trattamento sanitario per tutti i cittadini del nostro Paese» scriveva in chiarezza la lettera della Trimurti sindacale.

 

A livello di politica profonda, le due cose paiono oscuramente collegate: Recovery Fund e vaccinazione universale…

Il lettore capisce da solo come, a livello di politica profonda, le due cose paiono oscuramente collegate: Recovery Fund e vaccinazione universale…

 

È questa la nuova carota con cui potranno farci qualsiasi cosa: la fantasia di questa pioggia di fondi per la rinascita nazionale. Soldi che, come davvero sa chiunque, sono già nostri, ma che poi dovremmo ridare indietro a qualcuno – aggiungendoci, ovviamente, la cessioni di ulteriori quote di sovranità. Un’autorapina suicida a beneficio di chi ci odia, di chi ci strozza.

 

E va bene. Fin qui si tratta di politica. La realtà è che c’è qualcosa che, se le indiscrezioni sul nuovo lockdown fossero veritieri, ci preoccupa maggiormente. Qualcosa di non-politico, pre-politico: qualcosa che riguarda la vita ordinaria stessa.

Un blocco generalizzato dopo il 7 dicembre significa incontrovertibilmente la possibilità per politici e giornalisti di incolpare per lo stato delle cose i cittadini italiani che egoisticamente si sono dati alle gozzoviglie natalizie

 

Un blocco generalizzato dopo il 7 dicembre significa incontrovertibilmente la possibilità per politici e giornalisti di incolpare per lo stato delle cose i cittadini italiani che egoisticamente si sono dati alle gozzoviglie natalizie e ai fuochi d’artificio di San Silvestro – per non parlare dei cenoni della vigilia delle famiglie numerose e delle seratone nelle discoteche di montagna.

 

Questo primo effetto è da considerarsi scontato: faranno sfogare gli italiani che si illudono di poter vivere come vogliono, poi li colpiranno e li colpevolizzeranno.

 

Tuttavia, un secondo possibile effetto ci spaventa ancora di più.

 

In una situazione di ulteriore lockdown è inevitabile che si potrebbe creare una tensione insostenibile nella società

In una situazione di ulteriore lockdown è inevitabile che si potrebbe creare una tensione insostenibile nella società.

 

Le settimane passate a ripetere il mantra della «pandemia dei non vaccinati» (concetto smentito, e considerato «pericoloso», perfino sulla rivista scientifica The Lancet) potrebbero ottenere come risultato l’inizio di atti di intolleranza, più o meno spontanea, verso la popolazione non vaccinata – cioè quelli che con disprezzo ora si chiamano «no vax».

 

Il cittadino vaccinato, che ritiene di aver fatto il suo dovere, si vede ancora una volta la vita rovinata (danari, affetti, libertà fondamentali) dalle bestie antivacciniste, a causa delle quali, nonostante i sacrifici personali, siamo costretti a questa situazione orrenda di privazione dei diritti conclamata e reiterata.

 

Con il nuovo lockdown il meccanismo del capro espiatorio sarà inevitabile

Tutti noi conosciamo persone che possono ragionare così. Tutti noi sappiamo che, portate all’esasperazione, le persone possono diventare cattive e nichiliste: pensate ai casi in cui, sui ponti americani bloccati a causa di un suicida che si vuole buttare giù, gli automobilisti incolonnati ad un certo punto cominciano a suonare il clacson e a dire «buttati!», perché loro vogliono solo tornare a casa o andare a lavoro normalmente.

 

Così, potrebbero cominciare con tensioni in luoghi di contatto – al supermercato, in farmacia. Le famiglie no vax del quartiere, del resto, si conoscono… Qualche frecciatina, qualche insulto. Poi potrebbero arrivare uno spintone. Uno sputo. Interverrebbero più persone: facile capire che una maggioranza pronta al linciaggio non sarebbe impossibile da trovare, i buoni samaritani vaccinati non sono tantissimi (perché, se comprendessero perché i no vax non si vaccinano, non si sarebbero sottoposti alla siringa mRNA).

 

Di lì si va avanti: telefonate anonime, lettere minatorie nella cassetta delle lettore. Qualche altro notabile in TV o sui giornali a parlare di «traditori», colpevoli di tutto il male della società (il COVID).

 

E se si va oltre? Beh, qui non lo scriviamo. Ma sappiamo tutti cosa succede in una società in cui l’odio è polarizzato, concentrato su un unico oggetto – su una sfortunata minoranza.

 

Assisteremo quindi ai primi pogrom biotici della Storia? Vedremo, come in un film di fantascienza distopico, le prime persecuzioni biomolecolari a memoria d’uomo? E di lì, dove si arriverà? Ad una guerra civile? Ad un confinamento? Ad una diaspora? Alla vaccinazione armata casa per casa, come a Rio nel 1904?

Insomma, con il nuovo lockdown il meccanismo del capro espiatorio sarà inevitabile.

 

Assisteremo quindi ai primi pogrom biotici della Storia? Vedremo, come in un film di fantascienza distopico, le prime persecuzioni biomolecolari a memoria d’uomo?

 

E di lì, dove si arriverà? Ad una guerra civile? Ad un confinamento? Ad una diaspora? Alla vaccinazione armata casa per casa, come a Rio nel 1904?

 

Non lo sappiamo.

 

Non sappiamo nemmeno come facciamo a chiedercelo ora: ben prima di questo ipotetico lockdown finale – il lockdown-showdown  – dobbiamo preoccuparci con quanto è già annunciato per i prossimi giorni: obbligo vaccinale assoluto per gli insegnanti, con famiglie (ne conosciamo più di qualcuna) che già prima del Natale non sapranno più cosa fare se non darsi alla disperazione. E poi i bambini, dove la discriminazione, se non delle scuole dei compagni bulli vaccinati, sarà certa, e dolorosissima.

 

Noi non crediamo che passerà, non senza un sacrificio. Quale? Nessuna idea. Di certo però sappiamo una cosa: le vittime sacrificali non vogliamo essere noi

Non sappiamo da dove cominciare. Tanti sperano solo che questa cosa passi.

 

Noi non crediamo che passerà, non senza un sacrificio.

 

Quale? Nessuna idea. Di certo però sappiamo una cosa: le vittime sacrificali non vogliamo essere noi.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Immagine di Mister Christmas via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

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Reazioni avverse

Un altro calciatore crolla in campo. Aumento di 5 volte delle morti cardiache improvvise dei giocatori FIFA nel 2021

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Il centrocampista dello Sheffield United John Fleck è crollato sul campo nel mezzo di una partita e ha dovuto essere portato via in barella con la maschera per l’ossigeno.

 

Fleck, 30 anni, è stato portato in ospedale dove si dice che ora sia in buone condizioni.

 

Il giocatore scozzese va ad aumentare la enorme, preoccupante lista di calciatori e altri atleti  che sono improvvisamente crollati sul campo di gioco negli ultimi mesi

Il giocatore scozzese va ad aumentare la enorme, preoccupante lista di calciatori e altri atleti  che sono improvvisamente crollati sul campo di gioco negli ultimi mesi.

 

Non è noto se John Fleck si fosse sottoposto alla vaccinazione COVID-19, sulla quale, riporta l’AIFA, vi potrebbe essere rischio di complicazione cardiaca: «dopo la vaccinazione con i Vaccini mRNA anti COVID-19 Comirnaty e Spikevax sono stati osservati casi molto rari di miocardite e pericardite» scrive il sito dell’Agenzia italiana del Farmaco.

 

Come riportato da Renovatio 21, non si tratta solo di calcio: dalla pallavolo al cricket un’incredibile ondata di problemi cardiaci sembra aver aggredito i corpi degli sportivi di tutto il mondo, dall’Islanda all’Egitto.

 

«Quanti altri sportivi hanno bisogno di crollare in campo prima che avvenga un’indagine?»

Alla lista ora aggiungiamo anche l’hockey: il 24enne attaccante dei Bratislava Capitals Boris Sádecký è morto tragicamente dopo essere crollato sul ghiaccio durante una partita il mese scorso.

 

Si tratta di un fenomeno oramai impossibile da ignorare. Come riportato da Renovatio 21, da fine Ottocento l’anno con più calciatori professionisti morti improvvisamente risulta essere il 2021, che peraltro non è ancora finito.

 

L’ex giocatore dell’Inghilterra e del Southampton Matt Le Tissier ha risposto alla notizia del crollo di Fleck chiedendo un’indagine adeguata.

 

«Quanti altri sportivi hanno bisogno di crollare in campo prima che avvenga un’indagine?» chiede Le Tissier.

 

Vi sarebbe stato un «aumento di 5 volte delle morti cardiache improvvise dei giocatori FIFA nel 2021»

Nel frattempo, secondo un articolo della dottoressa israeliano Yaffa Shir-Raz, vi sarebbe stato un «aumento di 5 volte delle morti cardiache improvvise dei giocatori FIFA nel 2021».

 

«Allora, cosa sta causando questa improvvisa epidemia?» chiede la dottoressa Shir-Raz.

 

Qualche idea?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine di Anna Jalalyan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

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Epidemie

The Lancet: «stigmatizzare i non vaccinati non è giustificato»

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Sorprendente presa di posizione in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet:  stigmatizzare i non vaccinati «non è giustificato».

 

L’autore del breve articolo è il dottor Günter Kampf dell’Università di Medicina di Greifswald, in Germania.

 

Il dottor Kampf si scaglia contro un’espressione utilizzata ad nauseam dai nostri medi, la cosiddetta «pandemia dei non vaccinati» con cui politici e giornalisti hanno martellato la popolazione per settimane, nel tentativo di giustificare, in tutta Europa, una nuova incredibile stretta delle restrizioni pandemiche (il 2G in Germania e Austria, il super green pass in Italia).

«È sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati»

 

«Negli Stati Uniti e in Germania, funzionari di alto livello hanno usato il termine pandemia dei non vaccinati, suggerendo che le persone che sono state vaccinate non sono rilevanti nell’epidemiologia di COVID-19. L’uso di questa frase da parte dei funzionari potrebbe aver incoraggiato uno scienziato a sostenere che “i non vaccinati minacciano i vaccinati per il COVID-19″» scrive Kampf.

 

Si tratta, dice il medico, di una visione troppo semplicistica.

 

«Vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione» scrive il medico tedesco.

 

Vi sono i numeri americani a testimoniare quanto sostiene:

 

«Vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione»

«In Massachusetts, USA, sono stati rilevati un totale di 469 nuovi casi di COVID-19 durante vari eventi nel luglio 2021 e 346 (74%) di questi casi riguardavano persone completamente o parzialmente vaccinate, di cui 274 (79%) erano sintomatici. I valori di soglia del ciclo erano similmente bassi tra le persone completamente vaccinate (mediana 22,8) e le persone non vaccinate, non completamente vaccinate o il cui stato di vaccinazione era sconosciuto (mediana 21,5), indicando un’elevata carica virale anche tra le persone che erano completamente vaccinati. Negli USA, al 30 aprile 2021 sono stati segnalati un totale di 10 262 casi di COVID-19 in persone vaccinate, di cui 2725 (26,6%) erano asintomatici, 995 (9,7%) erano ricoverati e 160 ( 1,6%) è morto».

 

Poi ci sono anche statistiche tedesche:

 

«In Germania, il 55,4% dei casi sintomatici di COVID-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni riguardava individui completamente vaccinati, e questa percentuale aumenta ogni settimana. A Münster (…) si sono verificati nuovi casi di COVID-19 in almeno 85 (22%) delle 380 persone che erano completamente vaccinate o che si erano riprese dal COVID-19 e che frequentavano una discoteca».

 

Quindi, «le persone vaccinate hanno un rischio inferiore di contrarre malattie gravi, ma sono ancora una parte rilevante della pandemia». Incontrovertibilmente, non può che essere così. Punto.

 

Per cui, dice il dottor Kampf, è «sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati».

 

«Invito i funzionari e gli scienziati di alto livello a fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che includono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini, e a fare uno sforzo maggiore per riunire la società».

Anche perché, come si usa dire, chi non conosce la storia è destinato a ripeterla: «storicamente, sia gli Stati Uniti che la Germania hanno generato esperienze negative stigmatizzando parti della popolazione per il colore della pelle o la religione».

 

«Invito i funzionari e gli scienziati di alto livello a fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che includono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini, e a fare uno sforzo maggiore per riunire la società».

 

Kampf conclude il breve ma incisivo articolo con la dichiarazione di conflitto di interesse. Non ne ha nessuna.

 

Quanti dottori che vanno nelle TV nostrane possono dirlo?

 

 

 

 

 

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