Economia
Il produttore di chip AI Nvidia diventa la seconda azienda più capitalizzata al mondo
Mercoledì il colosso americano dei chip Nvidia ha superato Apple diventando la seconda azienda con il maggior valore al mondo, dopo che la valutazione del progettista di semiconduttori ha superato la soglia dei 3 trilioni di dollari.
L’ascesa di Nvidia rispetto ad Apple ha segnato un cambiamento nella Silicon Valley, che quest’ultima ha dominato dal lancio dell’iPhone nel 2007, ha osservato Reuters.
Il valore di mercato di Nvidia era appena inferiore a quello della società di tecnologia software Microsoft. Il produttore del sistema operativo Windows è anche un attore chiave nel settore dell’intelligenza artificiale (AI), essendo il più grande investitore nel produttore di ChatGPT OpenAI.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi tempi il titolo di NVIDIA in Borsa ha dato performance davvero invidiabili, con il prezzo delle azioni salito del 47% nei primi mesi del 2024.
Mercoledì, il prezzo delle azioni di Nvidia è aumentato del 5,2% a oltre 1.224 dollari, valutando la società a 3.012 trilioni di dollari. Quel giorno la capitalizzazione di mercato di Apple era di 3.003 trilioni di dollari. Giovedì, le azioni di entrambe le società sono diminuite leggermente, portando la loro capitalizzazione di mercato allo stesso livello di 2,98 trilioni di dollari. Microsoft rimane l’azienda con il maggior valore al mondo con 3,16 trilioni di dollari a partire da giovedì.
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L’impennata di Nvidia è stata attribuita ai piani della società di un frazionamento azionario dieci per uno. Gli investitori che possiedono azioni Nvidia alla fine delle negoziazioni di giovedì avranno diritto a ricevere nove azioni aggiuntive per ogni azione detenuta. Il valore delle azioni sarà ridotto di un fattore 10, rendendo le azioni più accessibili ai piccoli investitori individuali.
«Nvidia sta facendo soldi con l’Intelligenza Artificiale in questo momento, e aziende come Apple e Meta stanno investendo nell’Intelligenza Artificiale», ha affermato Jake Dollarhide della società di consulenza sugli investimenti Longbow Asset Management, citato da Reuters. Potrebbe essere una «conclusione scontata» che Nvidia supererà anche Microsoft, ha aggiunto.
Le azioni di Nvidia sono aumentate del 147% quest’anno, con la domanda per i suoi processori top di gamma che supera di gran lunga l’offerta, ha riferito Reuters, mentre Microsoft e Meta corrono per estendere le proprie capacità di elaborazione AI.
Fondata nel 1993, Nvidia originariamente produceva chip per computer che elaboravano la grafica, in particolare per i videogiuochi. La società quindi iniziato ad aggiungere funzionalità ai suoi chip destinate a favorire il cosiddetto machine learning, aumentando la sua quota di mercato. L’ondata di investimenti nella tecnologia basata sull’intelligenza artificiale ha portato alla crescita esplosiva dell’azienda.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa NVIDIA ha annunziato un piano per la produzione di «robot umanoidi» basati sull’Intelligenza Artificiale.
Nell’ambito delle tensioni con la Repubblica Popolare Cinese su Taiwan, il governo degli Stati Uniti ha detto al produttore di semiconduttori Nvidia di interrompere immediatamente la spedizione di alcuni dei suoi chip di Intelligenza Artificiale di fascia alta in Cina.
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Immagine di pubblico dominio CCo via Wikimedia
Economia
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Economia
L’Arabia Saudita annulla le spedizioni di petrolio verso l’Europa dopo l’attacco all’oleodotto
L’Arabia Saudita ha annullato alcune consegne di greggio destinate all’Europa dopo una serie di attacchi con droni che ha imposto la chiusura del suo oleodotto strategico Est-Ovest, lo riporta l’agenzia Reuters.
Si accresce così la tensione sulle forniture mondiali di petrolio in un quadro di instabilità che mette a rischio le infrastrutture energetiche in Medio Oriente e Nord Africa.
Secondo Reuters, Riad avrebbe comunicato ai clienti europei che alcune partenze di greggio previste per fine settembre verranno cancellate, mentre le operazioni di imbarco nel porto di Yanbu sul Mar Rosso sono state sospese, secondo fonti del settore petrolifero e marittimo. Saudi ARAMCO, la principale compagnia petrolifera del Regno, ha evitato di commentare.
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L’interruzione arriva dopo gli attacchi dei droni che hanno danneggiato l’oleodotto Est-Ovest, che collega le principali zone di produzione petrolifera orientali dell’Arabia Saudita a Yanbu sul Mar Rosso. Riad ha attribuito gli assalti a una milizia irachena.
Negli ultimi sei mesi questa rotta era divenuta particolarmente rilevante perché consentiva al greggio saudita di evitare lo Stretto di Ormuzzo, dove la navigazione è stata gravemente ostacolata dal conflitto con l’Iran. La sua interruzione rende Riad sempre più dipendente dalle esportazioni attraverso il Golfo, in un momento in cui il traffico ordinario di petroliere via Ormuzzo resta limitato.
Secondo Reuters, gli operatori di mercato si aspettano che l’Arabia Saudita cerchi di far passare maggiori volumi di greggio attraverso lo stretto tramite le cosiddette «spedizioni occulte», analoghe a quelle usate dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Iraq. Tali spedizioni hanno consentito ai produttori del Golfo di esportare una quantità stimata tra i 7 e i 9 milioni di barili al giorno, pari a circa il 30-40% dei volumi precedenti al conflitto, secondo i dati di navigazione.
La contrazione dell’offerta ha già spinto al rialzo i prezzi. Martedì i future sul Brent si attestavano intorno ai 108 dollari al barile, mentre i carichi fisici in Europa risultavano sensibilmente più cari, con il Brent di riferimento a circa 122 dollari al barile, secondo i dati LSEG citati da Reuters.
La Polonia è tra i Paesi che subiscono pressioni immediate. La raffineria statale Orlen sta cercando in fretta carichi sostitutivi dal Mare del Nord e da altri fornitori, secondo quanto riferito da Reuters da cinque fonti del settore.
Nel 2022 Saudi ARAMCO è diventata il principale fornitore di greggio di Orlen e oggi copre circa il 40% del suo fabbisogno, contribuendo a far cessare la dipendenza polacca dal petrolio russo, ma lasciando il Paese fortemente esposto a interruzioni nelle forniture saudite.
La pressione sulle infrastrutture di esportazione saudite cresce nel quadro dei rinnovati scontri con gli Houthi yemeniti. Il gruppo ha lanciato missili balistici e droni contro obiettivi all’interno del regno, mentre l’Arabia Saudita ha ripreso i raid aerei in Yemen. Le autorità saudite hanno dichiarato che 13 civili sono rimasti feriti negli attacchi di lunedì a Khamis Mushait, Abha e Taif.
Sono scattati allarmi antiaerei in tutto il sud dell’Arabia Saudita per il timore di ulteriori assalti. Il rischio è particolarmente elevato intorno a Jizan, dove si trovano importanti infrastrutture energetiche saudite, tra cui una grande raffineria.
L’escalation sta contemporaneamente gravando sulla rotta del Mar Rosso. Gli Houthi hanno ampliato la loro presenza lungo la costa occidentale dello Yemen e si sono impadroniti di un territorio strategico vicino allo stretto di Bab al-Mandeb, attraverso il quale le navi devono transitare tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden.
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La crescente pressione sul Paese espone l’Arabia Saudita a rischi su entrambi i versanti della penisola arabica: Ormuzzo resta gravemente compromesso a Est, mentre le infrastrutture e le rotte marittime usate per aggirarlo sono sempre più vulnerabili agli attacchi a Ovest.
Il problema potrebbe risultare particolarmente serio per l’Europa, che contemporaneamente affronta un’altra interruzione delle forniture in Libia.
La National Oil Corporation (NOC) libica ha dichiarato martedì che la produzione e le operazioni sono state interrotte nei giacimenti di Hamada e Al-Tahara e nella stazione NC5 dopo che i membri della Guardia degli Impianti Petroliferi hanno chiuso con la forza una valvola sull’oleodotto principale Hamada-Zawiya. La chiusura ha provocato un improvviso aumento di pressione nel punto di connessione di Tahara e ha costretto tutti e tre gli impianti a sospendere le attività.
La NOC ha avvertito che potrebbe dichiarare la forza maggiore se la valvola restasse chiusa o se le interruzioni forzate si estendessero ad altri giacimenti, affermando che interruzioni prolungate danneggerebbero l’economia libica e la sua reputazione di fornitore di energia affidabile.
Immagine di Planet Labs, Inc. via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Economia
L’oleodotto saudita colpito da un drone rimarrà fuori servizio per settimane
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