Pedofilia
Il figlio del mancato assassino di Trump arrestato per pedopornografia
Inaspettato, bizzarro ed inquietante sviluppo nella vicenda dell’ultimo attentato alla vita del presidente Donald J. Trump.
Secondo i procuratori locali, il figlio dell’uomo accusato di aver tentato di uccidere il candidato repubblicano alla presidenza è stato arrestato nella Carolina del Nord per possesso di materiale pedopornografico. Lo riportano vari media statunitensi.
Dai verbali del tribunale risulta che Oran Alexander Routh è stato arrestato martedì dopo essere stato accusato di ricettazione e possesso di materiale pedopornografico il giorno prima.
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Secondo i registri pubblici, Oran Routh, 35 anni, sarebbe il figlio di Ryan Wesley Routh, che è stato incriminato martedì per aver tentato di assassinare Trump nel suo golf club a West Palm Beach, Florida, a metà settembre. Ryan Routh deve affrontare diverse altre accuse relative al possesso illegale di un’arma da fuoco. Il 58enne, che è un sostenitore dichiarato dell’Ucraina e un pregiudicato, potrebbe finire condannato all’ergastolo se dichiarato colpevole.
Un alto funzionario delle forze dell’ordine statunitensi ha confermato alla NBC News che i due sarebbero padre e figlio.
Secondo la denuncia, la casa di Oran Routh nella contea di Guilford è stata perquisita sabato «in relazione a un’indagine non correlata allo sfruttamento minorile».
Un portavoce dell’ufficio locale del procuratore degli Stati Uniti ha dichiarato ad ABC News che l’indagine in questione era quella contro il padre di Routh.
«Centinaia» di file che dimostrerebbero lo sfruttamento sessuale di minori sarebbero stati scoperti su due telefoni Samsung nella residenza di Oran Routh, hanno affermato i procuratori.
Nella denuncia si legge che i materiali sul primo dispositivo includevano «video di una nota serie di pornografia infantile creata al di fuori dello stato della Carolina del Nord» di un uomo con una bambina «prepubescente» di età inferiore ai 10 anni. Il secondo telefono avrebbe contenuto altri file video illegali, uno dei quali mostrava una donna con una bambina di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, è stato riportato.
I procuratori hanno affermato che sul dispositivo è stata installata un’app di messaggistica «comunemente utilizzata da individui che distribuiscono e ricevono materiale pedopornografico». Da quel telefono è stato inoltrato un messaggio che chiedeva un’anteprima del contenuto digitale in vendita, con due file di adulti che compivano atti sessuali con minori inviati in risposta, hanno aggiunto.
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Durante la perquisizione, gli agenti dell’FBI avrebbero sequestrato anche cocaina, MDMA e ketamina nell’abitazione di Routh, il che ha portato all’accusa di possesso di droga nei suoi confronti.
Secondo NBC News, sono stati presentati almeno 39 casi penali contro Oran Routh nella Carolina del Nord in un periodo di 17 anni. In precedenza era stato accusato di diverse violazioni del codice della strada, possesso di droghe illegali e aggressione a una donna, che gli hanno fatto ottenere una libertà vigilata di 18 mesi nel 2018.
La situazione intorno ai tentativi di Trump, dall’oscuro Thomas Crooks (20enne con praticamente nessuna presenza sui social, e account criptati all’estero) allo strambo reclutatore di Foreign Fighters per l’Ucraina Ryan Routh, diviene ogni giorno più misteriosa, tetra sino all’inconcepibile.
Come riportato da Renovatio 21, due giorni fa era emerso che Ryan Routh avrebbe lasciato una lettera in cui offriva una taglia da 150 mila dollari a chiunque avrebbe ucciso Trump nel caso lui fallisse (come poi, in effetti, ha fallito).
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Immagine rielaborazione da immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
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DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL — Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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Geopolitica
Pedofilia, l’opposizione britannica chiede il congelamento degli aiuti al Pakistan
I partiti di opposizione britannici hanno chiesto la sospensione degli aiuti e dei visti per il Pakistan dopo che Islamabad si è rifiutata di accettare l’espulsione di un capo di una ghenga di stupratori di minorenni, condannato per molteplici reati sessuali contro bambini.
Shabir Ahmed, di origine pakistana, era una figura di spicco della banda di Rochdale, che abusava sessualmente di ragazzine britanniche nel distretto di Greater Manchester durante gli anni 2000. È stato rilasciato all’inizio di questo mese dopo aver scontato 14 anni di una condanna a 22 anni per 30 capi d’accusa di stupro di minori.
Sebbene ad Ahmed fosse stata revocata la cittadinanza britannica nel 2016, il governo britannico non ha potuto espellerlo perché l’Immigration Act del 1971 tutela alcuni cittadini del Commonwealth arrivati in Gran Bretagna prima del 1973 e che vi avevano risieduto per almeno cinque anni.
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Il ministro degli Interni britannico Shabana Mahmood (che ha origini pakistane) si è impegnata a modificare la legge nei casi di «eccezionale gravità». Tuttavia, Islamabad si è rifiutata di accogliere Ahmed, sostenendo che questi abbia rinunciato alla cittadinanza pakistana decenni fa, dopo aver distrutto il suo passaporto pakistano più di 30 anni fa – un atto che, secondo i funzionari britannici, non ha formalmente comportato la cessazione della sua cittadinanza.
Nonostante il governo laburista insistesse sul fatto di star facendo «tutto il possibile» per espellere Ahmed, giovedì è emerso che il ministero degli Esteri aveva approvato uno stanziamento di 153 milioni di sterline (180 milioni di euro) in aiuti allo sviluppo per il Pakistan nei prossimi tre anni. La rivelazione ha scatenato una polemica tra il partito al governo e l’opposizione.
«Pakistan. Niente aiuti esteri. Niente visti. Finché non riprenderete indietro lo stupratore Ahmed», ha scritto venerdì su X il vice leader di Reform UK.
Il portavoce del partito faragiano per gli affari interni, Zia Yusuf (figlio di mussulmani cingalesi), ha definito i finanziamenti la prova che l’establishment politico britannico «non si preoccupa del popolo britannico», promettendo che Reform avrebbe immediatamente sospeso gli aiuti e i visti per i cittadini pakistani.
Il ministro degli Interni ombra del Regno Unito, Chris Philp, ha ribadito la richiesta, affermando che «i vili pedofili stupratori di bambini provenienti dal Pakistan dovrebbero essere tutti rimpatriati». «Dovremmo interrompere tutti gli aiuti esteri e il rilascio di nuovi visti per i cittadini pakistani finché non riprenderanno Ahmed e quelli come lui», ha aggiunto il Philpo.
Anche il ministro degli Esteri ombra Priti Patel (che ha genitori indiani) ha condannato la decisione, sostenendo che l’approvazione del pacchetto di aiuti da parte del Partito Laburista «dice tutto quello che c’è da sapere».
Il governo britannico ha sostenuto che gli aiuti avrebbero contribuito a costruire un Pakistan più sicuro e resiliente, riducendo «i rischi per la sicurezza e la migrazione nel Regno Unito».
Islamabad ha sempre sostenuto che la responsabilità per Ahmed ricade sulla Gran Bretagna, dove «è cresciuto, è stato educato, formato e, purtroppo, viziato».
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Le condanne di Rochdale rientrano tra i numerosi casi – conosciuti generalmente come quelli delle grooming gang, le «bande di adescamento» – che hanno messo in luce le diffuse mancanze della polizia e delle autorità locali nel proteggere le ragazze vulnerabili e nell’intervenire a seguito di ripetute segnalazioni di abusi sessuali organizzati.
Renovatio 21 ha pubblicato una sintesi di quanto contenuto nel rapporto pubblicato dal deputato Rupert Lowe, dove gli orrori perpetrati dalle ghenghe pakistane alle ragazzine britanniche sono sconvolgenti, indicibili.
Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.
Elon Musk ha chiesto una Norimberga per le grooming gang pakistane. Secondo un rapporto pubblicato dal leader del partito Restore Britain Ropert Lowe, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.
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Immagine di Conservatives via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Bizzarria
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